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Finanziamenti anche a fondo perduto per il turismo per riqualificazione, digitalizzazione e destagionalizzazione al via nel 2026

di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Il nuovo decreto sui finanziamenti per il turismo introduce aiuti anche a fondo perduto per riqualificazione, digitalizzazione e destagionalizzazione. Requisiti, spese ammissibili, investimenti.

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Nuove misure per la crescita e la trasformazione del settore turistico italiano sono state introdotte con il decreto del Ministero del Turismo, il quale ripartisce 109 milioni di euro tra contributi e finanziamenti per potenziare la competitività. Il provvedimento, firmato e approvato dagli organi competenti a marzo, mira a raggiungere quattro obiettivi strategici riconosciuti come prioritari: destagionalizzazione dei flussi turistici, digitalizzazione dell'ecosistema, sviluppo delle filiere e investimenti conformi ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance). Queste misure assumono particolare rilevanza in una fase di profonda evoluzione del comparto, in risposta alle nuove esigenze di sostenibilità ed efficienza richieste dal mercato globale.

A chi spettano gli aiuti: requisiti, beneficiari e forme aggregate

La platea di beneficiari individuata dal decreto è ampia e risponde all'esigenza di inclusività in linea con gli obiettivi ministeriali. Sono destinatari tutte le imprese operanti nel settore ricettivo e turistico, identificate da specifici codici ATECO riportati nell'Allegato 1 del provvedimento. L'elenco comprende strutture come alberghi, ostelli, rifugi, baite, bed and breakfast, affittacamere, campeggi, villaggi turistici, marina resort, ma anche ristoranti, servizi di catering, centri termali, parchi tematici, discoteche, stabilimenti balneari, organizzatori di fiere e congressi.

Una maggiore flessibilità è prevista per realtà ibride o non direttamente classificate. Infatti, possono fare domanda anche:

  • imprese non rientranti nei codici ATECO specificati, purché da almeno tre anni dimostrino che la percentuale prevalente del loro fatturato sia legata ad attività turistiche, sulla base delle scritture contabili;
  • proprietari di strutture, a condizione che vi sia il consenso del gestore;
  • aggregazioni tramite contratto di rete (da 2 a 5 realtà) costituite come rete soggetto iscritte alla CCIAA da almeno tre anni, per rafforzare la collaborazione nella progettazione e nella gestione degli investimenti;
  • gruppi imprenditoriali che intendano presentare domanda su singole entità giuridiche o su unità locali site in diversi comuni.
Condizione essenziale è la regolarità in materia fiscale e contributiva, essere iscritti al Registro delle Imprese e avere la sede legale, o almeno una unità produttiva, in Italia; per le società europee, è sufficiente la disponibilità di una sede operativa sul territorio nazionale. Non sono ammessi soggetti con irregolarità rilevate dagli enti preposti.

Sono quindi incluse una pluralità di operatori, dal piccolo B&B all'hotel di grandi dimensioni, fino alle imprese fieristiche e ai servizi connessi, purché in regola con le prescrizioni di legge.

Investimenti finanziabili: riqualificazione e digitalizzazione

Gli interventi ammessi a contributo devono coniugare innovazione e sostenibilità, portando benefici concreti all'offerta turistica. Sono considerate ammissibili diverse tipologie di investimento, sia materiali che immateriali. Tra queste:

  • Riqualificazione e ammodernamento delle strutture: lavori di ristrutturazione, ripristino e miglioramento degli spazi, comprese piscine, aree wellness, centri congressi, creazione di spazi accessibili o per eventi;
  • Transizione ecologica ed efficientamento energetico: coibentazione dell'involucro edilizio, sostituzione infissi, installazione di pareti ventilate e giardini verticali, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione e illuminazione intelligente, impianti da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, geotermico), sistemi di recupero e gestione di acqua piovana, infrastrutture verdi e riduzione dei consumi idrici ed energetici;
  • Digitalizzazione e innovazione tecnologica: cablaggio strutturato, introduzione di soluzioni per intelligenza artificiale e domotica, software e piattaforme gestionali, infrastrutture IT, sistemi di automazione e di gestione intelligente degli edifici;
  • Investimenti immateriali: acquisto, sviluppo e implementazione di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how legati a digitalizzazione, sostenibilità ambientale, gestione flussi e destagionalizzazione;
  • Spese di consulenza (solo per PMI): fino al 4% del valore ammissibile, qualora strettamente connesse agli interventi presentati.
Tutti gli investimenti devono essere coerenti con i criteri ESG e perseguire miglioramenti misurabili in efficienza, innovazione e impatto ambientale, in piena sintonia con il quadro normativo definito dal decreto e dalla Legge di Bilancio 2026.

Quanto si può ottenere: misure, vincoli e spese ammissibili

Il nuovo sistema di incentivi per il comparto turistico prevede una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato:

  • Contributo a fondo perduto: fino al 30% delle spese ammissibili, con un massimo di 4,5 milioni di euro per singolo progetto.
  • Finanziamento agevolato: copertura fino al 70% dell'investimento, erogata alle condizioni definite dal decreto: durata massima cinque anni, tassi fortemente agevolati (fissati al 20% del tasso di riferimento), rimborso semestrale e possibilità di erogazione anticipata previo rilascio di idonee garanzie.
L'intervento è rivolto a investimenti di dimensione significativa: la spesa complessiva di ciascun piano deve essere compresa tra 1.000.000 e 15.000.000 di euro. Sono ammissibili esclusivamente i costi sostenuti dopo la presentazione della domanda e relativi alle categorie previste dal provvedimento. Tra queste rientrano materiali, impianti, beni strumentali nuovi, opere murarie strettamente funzionali all'intervento, tecnologie software, brevetti, licenze e, per le PMI, consulenze per massimo il 4% del contributo concesso.

Il doppio beneficio, regolato dai commi da 502 a 508 della legge 207/2024, consente di massimizzare la leva finanziaria e realizzare progetti di rilancio e innovazione senza gravare interamente sulle risorse proprie dell'impresa. Occorre tuttavia prestare attenzione alle limitazioni di cumulo con altri aiuti di Stato e ai vincoli temporali indicati dal decreto:

Tipologia

Entità

Contributo a fondo perduto

Fino al 30% (max 4,5 milioni €)

Finanziamento agevolato

Fino al 70% investimento

Investimento minimo

1.000.000 €

Investimento massimo

15.000.000 €

Come si presenta la domanda: tempi e documenti

La gestione delle domande sarà affidata ad Invitalia, soggetto incaricato dal Ministero del Turismo. Le istanze saranno raccolte esclusivamente online attraverso un portale dedicato, da attivare dopo che sarà pubblicato ufficialmente il decreto in Gazzetta Ufficiale. All'accesso si potrà utilizzare identità digitale quali SPID, CIE o CNS. Il caricamento della domanda dovrà essere accompagnato dalla documentazione richiesta dall'Avviso pubblico, tra cui:

  • piano di investimento dettagliato, con analisi tecnica e finanziaria;
  • cronoprogramma degli interventi;
  • documentazione attestante la regolarità contributiva e fiscale;
  • per le strutture aggregate, contratto di rete e relativi atti costitutivi;
  • per imprese non strettamente ricomprese nei codici ATECO, bilanci e scritture contabili che dimostrino la prevalenza turistica del fatturato negli ultimi tre anni.
Tutti i progetti devono essere candidati dopo la pubblicazione dell'Avviso pubblico, che seguirà entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Invitalia svolgerà il controllo di legittimità e la verifica della rispondenza ai criteri stabiliti.

Scadenze, tempistiche e condizioni per accedere

L'iter di accesso alle agevolazioni prevede una scansione precisa di fasi e termini:

  • Avvio della finestra di presentazione: le domande potranno essere inoltrate solo dopo la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale e l'emanazione dell'Avviso pubblico (entro massimo 30 giorni dal primo atto);
  • Modalità esclusivamente telematica tramite il portale Invitalia, accessibile con strumenti di autenticazione digitale riconosciuti;
  • I progetti finanziati dovranno essere avviati dopo la domanda e conclusi entro 18 mesi dall'assegnazione delle agevolazioni, e comunque non oltre il 30 settembre 2028;
  • Limito di una sola domanda per ciascun soggetto, anche in forma aggregata;
  • Il rispetto delle condizioni di regolarità contributiva e fiscale dovrà essere mantenuto per tutta la durata degli interventi finanziati.
L'Avviso pubblico fornirà dettagli esaustivi su scadenze esatte, modalità valutative e documentazione definitiva richiesta agli operatori, in linea con quanto previsto dalla Legge di Bilancio e dal decreto ministeriale.




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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...