Action apre negozi ovunque in Italia con prezzi bassissimi su due terzi dei prodotti, ma tra effetto sorpresa e acquisti d'impulso la vera convenienza si misura solo nel carrello finale della spesa
Il logo blu di Action è ormai una presenza familiare nelle periferie italiane. Con l'apertura di cinque nuovi store in un solo giorno, la catena olandese ha toccato quota 255 negozi in Italia, a soli cinque anni dal suo debutto nella Penisola nell'aprile del 2021. Un successo commerciale innegabile, alimentato da un modello che promette prezzi bassissimi su migliaia di prodotti. Ma dietro l'entusiasmo dei clienti e la corsa alle nuove inaugurazioni, vale la pena chiedersi se comprare da Action sia davvero sempre conveniente, o se la percezione di risparmio a volte superi la realtà dei fatti.
Il punto di partenza per capire la convenienza di Action è il suo modello di business, costruito su alcuni pilastri molto precisi. Il primo è la scala degli acquisti: Action compra i propri prodotti all'ingrosso e in volumi enormi, sia per i marchi noti sia per le proprie private label, riuscendo così a spuntare condizioni molto vantaggiose dai fornitori. Il secondo pilastro è la standardizzazione: un unico format di negozio, ripetuto identico in tutta Europa, riduce i costi di progettazione e gestione rispetto a formule più personalizzate.
Un altro elemento decisivo riguarda la collocazione dei negozi. Come conferma la stessa azienda, i punti vendita Action non si trovano quasi mai nei centri cittadini, ma in aree periferiche o in parchi commerciali, dove gli affitti sono nettamente più contenuti. A questo si aggiunge una spesa di marketing molto contenuta rispetto ai concorrenti tradizionali, con la comunicazione affidata soprattutto al passaparola e ai social network. Il risultato commerciale è impressionante: secondo i dati più recenti, Action conta oggi oltre 3.400 negozi in 15 mercati europei, con una media di 22,7 milioni di visitatori ogni settimana a livello globale, e circa due terzi dell'assortimento venduto a meno di 2 euro.
C'è poi un ingrediente meno economico e più psicologico nel successo di Action: l'effetto sorpresa. Con circa 150 nuovi prodotti inseriti sugli scaffali ogni settimana, e un assortimento che cambia costantemente, i negozi Action puntano esplicitamente a ricreare una sorta di caccia al tesoro per il cliente, un'esperienza di acquisto che spinge a tornare spesso per vedere cosa è arrivato di nuovo. Questa strategia, dichiarata apertamente dai vertici dell'azienda, è efficacissima dal punto di vista commerciale, ma è anche uno dei motivi per cui la convenienza percepita in negozio non coincide sempre con un reale risparmio nel carrello.
Su una parte consistente dell'assortimento, i prezzi di Action sono effettivamente tra i più bassi disponibili sul mercato italiano, in particolare per categorie come cancelleria, articoli per il fai da te, prodotti stagionali, decorazioni e piccoli accessori per la casa. Trattandosi di prodotti spesso poco differenziati e a basso valore unitario, la logica del prezzo più basso funziona bene: qui l'acquisto d'impulso comporta un rischio economico limitato, anche quando non era davvero necessario.
Il discorso cambia quando si tratta di prodotti più strutturati o di categorie merceologiche in cui esistono già altri canali fortemente competitivi sul prezzo, come l'elettronica di base, alcuni articoli sportivi o determinati prodotti per la cura della persona. In questi ambiti, il vantaggio di prezzo rispetto ad altre catene specializzate o all'e-commerce non è automatico, e un confronto diretto tra il prezzo dello scaffale Action e quello di altri rivenditori può in alcuni casi rivelare differenze minime o addirittura sfavorevoli. A differenza di quanto accade per i discount alimentari, per cui esistono indagini indipendenti regolari come quelle di Altroconsumo che confrontano sistematicamente i prezzi tra insegne diverse, per il segmento del discount non alimentare come Action non esiste a oggi uno studio comparativo strutturato e aggiornato che misuri in modo oggettivo la convenienza reale rispetto ai concorrenti diretti, categoria per categoria.
A questo si aggiunge un fattore comportamentale ben documentato nel retail: l'effetto della caccia al tesoro e della rotazione continua dell'assortimento tende naturalmente a incoraggiare gli acquisti non pianificati. Entrare in un negozio Action per comprare un solo articolo e uscirne con il carrello pieno di prodotti trovati per caso è un'esperienza comune, e se da un lato ogni singolo articolo può costare poco, la somma finale dello scontrino può risultare più alta di quanto inizialmente previsto. In questo senso, la convenienza di Action va misurata non solo guardando il prezzo del singolo prodotto, ma anche l'effetto complessivo che il modello di visita ha sulle proprie abitudini di spesa.
Nessuno di questi elementi mette in discussione il fatto che Action sia riuscita a costruire un modello di business estremamente efficiente e capace di offrire, su una larga parte del proprio assortimento, prezzi reali molto competitivi. I numeri della sua espansione parlano chiaro: da meno di 160 negozi appena un anno fa a 255 oggi, con l'obiettivo dichiarato dal ceo globale Hajir Hajji di raddoppiare ulteriormente la presenza italiana nel giro di un paio d'anni. Un ritmo di crescita che testimonia quanto il pubblico italiano abbia accolto favorevolmente questa proposta commerciale, complice anche l'attenzione crescente delle famiglie verso ogni possibile forma di risparmio in un periodo segnato da un costo della vita ancora elevato.
Detto questo, la vera convenienza per il consumatore non dipende soltanto dal prezzo scritto sull'etichetta, ma anche dalla consapevolezza con cui si entra in negozio. Chi ha in mente un acquisto preciso, magari in categorie come cancelleria, decorazioni stagionali o piccoli accessori casalinghi, troverà quasi sempre un prezzo vantaggioso da Action. Chi invece si lascia guidare dall'effetto sorpresa e dalla rotazione continua dell'assortimento rischia di uscire con acquisti non programmati che, sommati, riducono l'effettivo risparmio complessivo. In definitiva, Action resta un fenomeno commerciale solido e in crescita, ma come per ogni forma di discount, la vera convenienza si misura più nel carrello finale che nell'entusiasmo del singolo prezzo basso trovato sullo scaffale.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...