Nel 2025 i consumi fuori casa si trasformano: dati, vincenti e perdenti tra locali, nuove abitudini generazionali, pressioni economiche e crescita del turismo ridisegnano la ristorazione.
Il settore dei consumi fuori casa nel corso del 2025 ha mostrato segnali contrastanti, riflettendo da un lato una crescita dei ricavi, dall'altro una lieve contrazione dei volumi di ingressi nei pubblici esercizi. Secondo le analisi, il giro d'affari complessivo ha raggiunto quota 102 miliardi di euro, evidenziando un incremento dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, nonostante l'aumento del fatturato, il numero delle visite in bar, ristoranti, pizzerie, pub, birrerie e locali notturni ha subito una lieve flessione dell'1,1%, che si accentua considerando la sola clientela italiana.
Questo scenario rispecchia un mercato in fase di riposizionamento, dove nuove abitudini di consumo, congiunture economiche e la crescente attenzione al valore dell'esperienza, stanno ridefinendo le dinamiche tra vincenti e perdenti nel variegato panorama dei locali e della ristorazione.
I dati raccolti nel 2025 delineano una situazione articolata e in rapida trasformazione all'interno del comparto dei consumi fuori casa. Mentre il volume d'affari cresce leggermente, il numero degli ingressi nei locali si riduce, confermando l'emergere di una forte polarizzazione tra i diversi attori della filiera.
Le catene di fast food hanno registrato un incremento del +1,1% delle visite, mentre la ristorazione, soprattutto nei segmenti medio-alti, ha segnato un risultato positivo (+0,6%). Di contro, il segmento dei bar diurni e serali ha segnato rispettivamente un calo del -2,7% e -2,9%. Più marcata la contrazione per i comparti del take away (-4,2%) e del food delivery (-4,4%), segnale di un differente approccio alla spesa fuori casa, condizionato anche dal nuovo scenario economico.
La distribuzione dei consumi per i diversi momenti della giornata fotografa perfettamente questa evoluzione. La classica colazione al bar mantiene una dimensione fortemente sociale e accessibile, con uno scontrino medio di 2,9 euro e una spesa annua di 6,3 miliardi, ma accusa un leggero calo dei volumi (-1,2% nelle consumazioni). Il pranzo fuori registra, invece, un movimento determinante verso formule più economiche, come i piatti pronti della grande distribuzione, mentre la cena fuori casa si conferma la voce più significativa della spesa, con 37,2 miliardi di euro e uno scontrino medio di 23,5 euro.
L'aperitivo, un tempo identificativo dello stile di vita italiano, manifesta una battuta d'arresto: 1,25 miliardi di consumazioni, 506 milioni di ingressi in calo e una spesa complessiva a valore scesa del 6,2%. A subire maggiormente sono le bevande alcoliche, con un calo della birra (-6,5%), vini, bollicine (-4,0%) e spirits (-1,0%). Più resilienti risultano invece le alternative analcoliche e i format che investono sulla personalizzazione e l'esperienza.
Le differenze tra i diversi format di ristorazione e intrattenimento sono sempre più nette. Tra chi vince, emergono le catene di ristorazione (+8,0% visite), sostenute da una proposta facilmente riconoscibile, prezzi in linea con le nuove esigenze di budget e un'offerta più orientata alla qualità e all'innovazione. Bene anche la ristorazione di fascia alta (+6,3%) e quella di fascia media (+3,4%), grazie a una clientela che valorizza il servizio, la trasparenza e la selezione degli ingredienti.
Tra i segmenti che soffrono di più sono da segnalare i ristoranti di fascia bassa (-16,0%) e le pizzerie (-1,7%), colpite dalla selettività di un pubblico che, nonostante l'inflazione, non rinuncia all'esperienza fuori casa ma si orienta su soluzioni in grado di garantire migliore qualità percepita.
I bar, sia serali che diurni, evidenziano la maggiore difficoltà sia in termini di visite che di spesa, complice anche la diminuzione del potere d'acquisto e la concorrenza crescente nei segmenti dell'asporto e delle consegne. Nei locali notturni e nei pub, il calo delle frequentazioni è accentuato anche dal cambiamento dei comportamenti delle nuove generazioni e dalla crescente attenzione ai temi della sicurezza, degli orari e delle restrizioni normative.
In questa complessità si inserisce anche il fattore geografico: lo scontrino medio dell'aperitivo, ad esempio, varia sensibilmente da Nord a Sud, passando dagli 8,8 euro nel Nord Ovest fino ai 6,9 euro nelle regioni meridionali. Le variazioni delle visite 2025 rispetto al 2024 sono:
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Categoria |
Variazione % visite |
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Catene fast food |
+1,1% |
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Ristorazione media/alta |
+3,4% / +6,3% |
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Pizzerie |
-1,7% |
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Ristoranti fascia bassa |
-16,0% |
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Bar diurni |
-2,7% |
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Bar serali |
-2,9% |
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Take away/Food delivery |
-4,2% / -4,4% |
Il profilo del consumatore fuori casa è cambiato nell'ultimo anno, sfruttando l'eterogeneità delle nuove generazioni per tracciare le linee dei flussi di visita ai locali pubblici. GenX è considerata la più penalizzata (-5,6% nelle visite), seguita dai Millennials (-1,3%), mentre la GenZ mostra una riduzione contenuta (-0,3%) grazie anche a una maggiore elasticità nella scelta dei format e alla ricerca di esperienze sociali. Al contrario, i Baby Boomer proseguono a rafforzarsi come driver di crescita (+3,0%), ponendo l'esperienza conviviale al centro della scelta. Nel dettaglio dei diversi momenti della giornata:
Le tensioni internazionali e l'incertezza economica hanno determinato effetti rilevanti sulle scelte delle famiglie italiane e sulle strategie adottate dai gestori dei locali. L'escalation del conflitto in Iran, in particolare, ha avuto ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, complessificando la pianificazione delle attività e introducendo elementi di rischio legati anche ai costi energetici.
In questo quadro i canali dell'ospitalità, compresi bar e ristoranti, devono affrontare continui aggiustamenti: dalla ridefinizione delle priorità d'acquisto dei clienti, spesso dettate dalla necessità di risparmio, alla capacità di proporre esperienze in grado di compensare l'incertezza del momento.
Secondo le indagini diffuse, la quota di consumatori che intende incrementare il risparmio è in aumento, seppur senza rinunciare al piacere della consumazione fuori casa. In tale scenario, la rapidità di adattamento alle nuove condizioni e il dialogo tra industria e distribuzione si dimostrano leve strategiche per la resilienza e la competitività del comparto.
L'approccio verso la spesa nei locali pubblici è diventato più selettivo che mai. Oggi oltre un quarto degli italiani cerca di incrementare il risparmio, sostenendo comunque la tradizione di vivere esperienze fuori casa ma orientando la scelta su formule innovative, flessibili e di valore.
Le tendenze di consumo vedono maggiore attenzione verso porzioni calibrate, proposte gourmet accessibili e menù capaci di coniugare gusto e benessere fisico e mentale. Circa 4 italiani su 10 scelgono prodotti con caratteristiche salutistiche (free-from, rich-in, con proprietà antiossidanti o benefiche), dimostrando l'importanza crescente del tema salute e prevenzione.
Il tema del valore esperienziale acquista centralità: i consumatori privilegiano locali in grado di offrire un servizio personalizzato, attenzione alla sostenibilità, ambienti sicuri e, dove possibile, esperienze sociali che vadano oltre il semplice pasto, investendo su autentiche occasioni di benessere condiviso.
Nel panorama dei consumi fuori casa, la domanda turistica si conferma uno dei principali motori di crescita, soprattutto per l'alta propensione della clientela non residente a investire in esperienze premium. Nel 2024 si è raggiunto il record di presenze turistiche in Italia (458,4 milioni di pernottamenti), e per il 2025 la spesa legata al turismo è stimata in 185 miliardi, di cui ben 55-65 miliardi destinati alla ristorazione e ai locali pubblici.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...