Fare la spesa portando da casa un proprio contenitore riutilizzabile per riempirlo al banco della salumeria o del reparto sfusi non sarà più un'eccezione concessa dal singolo negoziante, ma un diritto riconosciuto a livello europeo. Cosa cambia realmente e da quando.
Fare la spesa portando da casa un proprio contenitore riutilizzabile per riempirlo al banco della salumeria o del reparto sfusi non sarà più un'eccezione concessa dal singolo negoziante, ma un diritto riconosciuto a livello europeo. Lo prevede il nuovo Regolamento Ue sugli imballaggi, noto con la sigla PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), che entro il 2030 obbligherà i supermercati con superficie superiore a 400 metri quadrati a permettere ai clienti di riempire i propri contenitori con prodotti come salumi, formaggi, prodotti da gastronomia e alimenti sfusi, senza costringerli ad acquistare per forza la versione già confezionata in vaschetta o pellicola.
Una novità che, in teoria, potrebbe tradursi in un risparmio concreto sulla spesa settimanale, ma che va letta con attenzione, perché il regolamento impone l'obbligo di offrire questa possibilità, non impone automaticamente un prezzo più basso.
Il PPWR è il Regolamento Ue 2025/40, entrato formalmente in vigore l'11 febbraio 2025 e già applicabile, per le prime disposizioni, dal 12 agosto 2026. Si tratta di un regolamento e non di una direttiva: significa che si applica automaticamente e allo stesso modo in tutti i Paesi membri, senza bisogno di un recepimento nazionale e senza margini di interpretazione da parte dei singoli governi.
Gli obblighi previsti dal PPWR entreranno in vigore in modo progressivo, seguendo un calendario scaglionato negli anni:
Il cliente potrà presentarsi al banco con un proprio contenitore, pulito e idoneo al contatto alimentare, e chiedere che venga riempito con la quantità di prodotto desiderata, esattamente come già accade oggi in alcuni negozi di prossimità o nei punti vendita specializzati in prodotti sfusi. La differenza è che questa possibilità diventerà un diritto garantito per legge in tutti i supermercati di grandi dimensioni, e non più una gentile concessione lasciata alla discrezionalità del singolo esercente.
Il regolamento prevede anche obblighi di informazione per i punti vendita, che dovranno segnalare in modo chiaro ai clienti la possibilità di utilizzare i propri contenitori, così da rendere l'opzione effettivamente conosciuta e utilizzabile e non solo teorica.
Stando alle ultime notizie divulgate, ufficialmente, la possibilità di portare i propri contenitori da casa nei supermercati e nei pubblici esercizi senza costi aggiuntivi diventerà operativa a partire dal 12 febbraio 2027
Il meccanismo che dovrebbe generare un risparmio nel fare la spesa per il consumatore si basa su una logica abbastanza semplice. Quando un prodotto viene venduto sfuso, senza l'imballaggio monouso, il negoziante evita una serie di costi legati al packaging: niente vaschetta, niente pellicola trasparente, niente etichettatura specifica da stampare e applicare su ogni singola confezione. Tutti questi elementi hanno un costo di produzione che, nella versione preconfezionata, viene normalmente incluso nel prezzo finale pagato dal cliente.
Vendendo il prodotto sfuso, in teoria, il negoziante sostiene costi inferiori e può quindi permettersi di praticare un prezzo al chilo o al litro più basso rispetto alla stessa referenza già confezionata in busta o vaschetta.
C'è poi un secondo fattore, forse ancora più rilevante per il portafoglio delle famiglie: acquistando sfuso, il cliente compra solo la quantità realmente necessaria. Un esempio concreto può aiutare a capire meglio: se una famiglia ha bisogno di 200 grammi di un certo formaggio, ma la confezione preimpostata dal produttore è da 300 grammi, oggi è costretta ad acquistare comunque l'intera confezione, con il rischio di sprecare il prodotto in eccesso o di doverlo consumare anche quando non lo desidera più. Portando il proprio contenitore, invece, può chiedere esattamente la quantità che le serve, evitando sprechi alimentari e una spesa superiore al necessario.
Questo doppio effetto, minori costi di produzione da un lato e acquisto della quantità esatta dall'altro, è ciò che rende plausibile un risparmio concreto sulla spesa complessiva, soprattutto per le famiglie che acquistano regolarmente prodotti freschi al banco.
È importante essere chiari su un punto, per evitare aspettative sbagliate: il regolamento Ue impone ai supermercati sopra i 400 metri quadrati di offrire l'opzione di portare il proprio contenitore e di riempirlo al banco. Non impone, invece, nessun obbligo di legge di applicare un prezzo più basso rispetto al prodotto già confezionato.
In altre parole, il PPWR garantisce la possibilità tecnica e commerciale di acquistare sfuso, ma il risparmio effettivo dipenderà da due fattori che restano nella piena discrezionalità di ogni singolo punto vendita:
Per questo motivo, chi vorrà davvero sfruttare la novità per risparmiare dovrà confrontare i prezzi al chilo tra prodotto sfuso e prodotto confezionato negli scaffali del proprio supermercato di fiducia, piuttosto che dare per scontato che il solo fatto di portare un contenitore da casa garantisca automaticamente un affare.
Per le famiglie italiane, la novità si inserisce in un contesto già familiare, perché la vendita sfusa o a peso è una pratica diffusa da tempo in molti negozi di quartiere, mercati rionali e catene specializzate in prodotti alla spina. Ciò che cambia con il PPWR è la scala del fenomeno: l'obbligo riguarderà anche la grande distribuzione organizzata, quindi i supermercati e gli ipermercati più grandi, che dovranno riorganizzare almeno in parte i propri reparti e le proprie procedure per rendere possibile il riempimento dei contenitori portati dai clienti.
Per i punti vendita, questo significherà anche investire in formazione del personale, procedure igienico sanitarie adeguate per la manipolazione dei contenitori esterni e, probabilmente, in una parte dei casi, in una revisione della politica dei prezzi tra prodotto sfuso e prodotto confezionato, per rendere l'opzione realmente conveniente e non solo simbolica.
Nel frattempo, in attesa che l'obbligo diventi pienamente operativo per la grande distribuzione entro il 2030, i consumatori più attenti al portafoglio possono già oggi verificare quali negozi della propria zona offrono la vendita sfusa assistita e confrontare i prezzi, così da abituarsi per tempo a una modalità di spesa destinata a diventare sempre più diffusa nei prossimi anni.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...