Il Salvagente ha analizzato 29 biscotti alla ricerca di acrilammide e micotossine. Scopri la classifica dei migliori e dei peggiori, tra Gocciole, Saiwa e Mulino Bianco.
Colazione e merenda in Italia passano spesso da un pacco di frollini. Proprio per questo il test de Il Salvagente sui biscotti del supermercato ha attirato molta attenzione. La rivista ha affidato al laboratorio dell’Università Federico II di Napoli l’analisi di 29 biscotti, 13 classici e 16 integrali, cercando due categorie di contaminanti: acrilammide e micotossine. Il verdetto è in chiaro scuro: i risultati sono rassicuranti su alcuni fronti, ma mostrano differenze importanti tra i prodotti, anche per quanto riguarda zuccheri e ingredienti.
L’acrilammide è un contaminante che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature, sopra i 120 gradi. Biscotti, fette biscottate, patatine e pane tostato sono tra gli alimenti più esposti. Lo IARC la classifica come probabile cancerogeno per l’uomo, ed è per questo che l’Unione europea fissa dei livelli di riferimento, con una soglia di 150 microgrammi per chilogrammo per i prodotti destinati ai più piccoli.
Le micotossine, invece, sono sostanze prodotte da funghi e muffe che possono contaminare i cereali già nel campo o durante lo stoccaggio. Tra quelle monitorate ci sono il DON (deossinivalenolo) e lo zearalenone, oltre a molecole emergenti come le enniatine. La buona notizia è che le due micotossine più note e regolamentate, DON e zearalenone, sono risultate ben al di sotto dei limiti di legge in tutti i campioni analizzati.
Il voto finale de Il Salvagente non dipende solo dai laboratori. Il punteggio combina i risultati delle analisi con la qualità e la tipologia degli ingredienti: l’acrilammide pesa per il 30% e il DON per il 20%, mentre l’altra metà dipende da zuccheri, sale, fibre, altre micotossine e presenza di ingredienti poco graditi. Significa che un biscotto può perdere punti anche con contaminanti nella norma, se contiene molto zucchero, troppo sale, olio di palma o sciroppo di glucosio-fruttosio.
A conquistare il punteggio più alto tra i biscotti classici sono le Gocciole Chocolate Pavesi, con 9,7 punti su 10. Al secondo posto ci sono i Saiwa Oro Classico, con 9,1 punti, anche questi senza acrilammide rilevabile. Seguono le Macine Mulino Bianco, i Gentilini Piaceri senza zuccheri aggiunti e i Carrefour Original Frollini alla panna, tutti a quota 9.
Ecco la graduatoria dei 13 frollini classici:
Il primato delle Gocciole Chocolate di Pavesi e il secondo posto dei Saiwa Oro Classico si spiegano soprattutto con un fattore: nelle Gocciole e nei Saiwa Oro Classico l’acrilammide non è stata rilevata. Considerato il peso del 30% di questo parametro sul voto finale, è un vantaggio enorme.
Anche le Macine Mulino Bianco, biscotti con panna fresca, ottengono un risultato di rilievo. Contengono 52 microgrammi di acrilammide per chilo, un valore ben lontano dalla soglia dei 150. Il punteggio di 9 le colloca stabilmente sul podio allargato, a pari merito con Gentilini e Carrefour.
Va sottolineata la presenza dei Gentilini Piaceri senza zuccheri aggiunti tra i primi cinque. Chi cerca un frollino con meno zuccheri, quindi, non deve necessariamente rinunciare a un buon profilo di sicurezza.
Sul fondo della graduatoria dei classici ci sono due prodotti. Gli Esselunga Frollini alla panna ottengono 5,9 su 10, con 134 microgrammi per chilo di acrilammide, un valore entro i limiti ma non trascurabile. Peggio fanno i Doria Bucaneve, fermi a 5,5: l’acrilammide raggiunge 148 microgrammi per chilo, avvicinandosi alla soglia di riferimento per i più piccoli, e si rilevano tracce di zearalenone e di enniatine, entrambe sotto i limiti di legge.
È un punto importante per chi legge: nessuno dei due supera i limiti normativi, ma la distanza dai prodotti migliori è evidente. Un frollino su cui l’acrilammide è assente o molto bassa offre un margine di sicurezza maggiore, soprattutto se il consumo è quotidiano e riguarda bambini.
Il capitolo dedicato ai 16 integrali e semi-integrali smonta un luogo comune. Il livello medio di acrilammide è risultato simile a quello dei frollini bianchi, con alcuni prodotti sopra i 140 microgrammi per chilo. In altre parole, scegliere un biscotto con la crusca non basta a ridurre il contaminante.
Tra i migliori, secondo i punteggi pubblicati, troviamo:
Oltre ai contaminanti, il Salvagente ha pesato la composizione nutrizionale. Tra gli elementi che fanno perdere punti ci sono l’olio di palma, lo sciroppo di glucosio-fruttosio, un contenuto di sale elevato e una scarsità di fibre. Alcuni prodotti con acrilammide contenuta vengono comunque penalizzati per la lista ingredienti, e il contrario vale per i frollini più semplici.
Per chi vuole ridurre gli zuccheri, la presenza in classifica dei Gentilini Piaceri senza zuccheri aggiunti dimostra che una ricetta alleggerita può convivere con un buon risultato complessivo. Vale però la pena ricordare che anche i prodotti “senza zuccheri aggiunti” possono contenere edulcoranti come il maltitolo, che in quantità elevate può causare disturbi intestinali.
Dal test si possono ricavare alcune indicazioni concrete:
Restano però le distanze: tra il primo e l’ultimo classico, la Doria Bucaneve a 5,5, ci sono oltre quattro punti, e tra gli integrali quattro prodotti su sedici non raggiungono la sufficienza. Per i consumatori il messaggio è semplice: guardare oltre il marchio e l’etichetta “integrale” e confrontare contaminanti, zuccheri e ingredienti. La classifica completa, in particolare quella dei 16 integrali, è consultabile nel numero di novembre della rivista.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...