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Peggiori snack e merendine sono di una delle marche considerata tra le più affidabili per Altronconsumo e 60MDC

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Gli studi su merendine e snack indicano Kinder tra le marche più criticate per zuccheri e ingredienti: cosa dicono Altroconsumo e 60 Millions de Consommateurs.

Quando si parla di merendine e snack confezionati, molti genitori si affidano a un criterio semplice: scegliere marchi storici, noti e rassicuranti. Eppure gli ultimi studi sulla qualità nutrizionale dei prodotti da colazione e da merenda raccontano una storia diversa. Tra i peggiori snack e merendine analizzati compare anche una delle marche italiane più famose al mondo, spesso percepita come sinonimo di qualità e affidabilità: Kinder, del gruppo Ferrero.

In questo articolo vediamo cosa dicono davvero le ricerche, perché la notorietà di un brand non garantisce un profilo nutrizionale migliore e come orientarsi al supermercato.

Gli studi sulle merendine: cosa è stato analizzato

Negli ultimi mesi due fonti indipendenti hanno acceso i riflettori sul mondo delle merendine industriali. Da un lato c'è Altroconsumo, l'associazione italiana dei consumatori, che ha esaminato oltre 250 prodotti tra croissant, tortine, plumcake, muffin e treccine venduti nella grande distribuzione. Dall'altro c'è la rivista francese 60 Millions de Consommateurs, che ha analizzato snack e biscotti pensati per i bambini, con particolare attenzione a zuccheri, additivi e grado di trasformazione.

Il risultato comune è chiaro: la qualità media è inferiore alle aspettative. Nel caso italiano, nessun prodotto ha raggiunto la sufficienza di 50 punti su 100. Nel caso francese, oltre il 90% degli snack per bambini è risultato ultra processato.

La marca italiana citata tra i peggiori: Kinder

Nei test francesi, i prodotti a marchio Kinder sono tra quelli che hanno attirato più critiche. Il caso più citato è Kinder Délice, la merendina al cacao con ripieno cremoso. Secondo l'analisi, questo prodotto si colloca tra i più zuccherati della categoria, con un contenuto di circa 43 grammi di zuccheri ogni 100 grammi. Nella valutazione complessiva ha ottenuto un punteggio molto basso, appena 7 su 20, finendo nella fascia dei prodotti da evitare.

Un altro elemento che ha pesato è la lista degli ingredienti: per Kinder Délice si arriva a ben 27 componenti, un numero elevato che richiama il profilo tipico degli alimenti ultra processati. Nelle indagini più recenti, Kinder è citato insieme ad altri grandi nomi (tra cui Nutella Biscuits, Milka e Kellogg's) tra i marchi più problematici per quantità di zuccheri, additivi e ingredienti industriali.

È importante sottolineare un punto: lo studio francese riguarda prodotti venduti anche in Italia, ma non coincide al 100% con l'offerta del mercato italiano. Nella classifica di Altroconsumo, infatti, i prodotti Kinder come Colazione Più e Brioss si collocano a metà graduatoria, con punteggi intorno a 43 e 44 su 100. Non sono quindi i peggiori in assoluto, ma restano lontani da una vera promozione.

Perché una marca affidabile può proporre snack poco equilibrati

Il paradosso è solo apparente. Affidabilità e qualità nutrizionale sono due concetti diversi.

Una marca può essere considerata affidabile perché:

  • rispetta rigorosamente le norme di sicurezza alimentare;
  • garantisce standard produttivi costanti;
  • ha una lunga storia e un forte legame emotivo con le famiglie.
Tutto questo non dice nulla sul bilanciamento nutrizionale del prodotto. Una merendina può essere perfettamente sicura e al tempo stesso ricca di zuccheri, grassi saturi e additivi. È proprio ciò che gli studi mettono in evidenza: la sicurezza non coincide con la salubrità.

A questo si aggiunge il peso del marketing. Personaggi, confezioni colorate e brand storici rendono questi snack particolarmente attraenti per i più piccoli, e questa combinazione rafforza la fiducia dei genitori, che tendono a considerare "buono" ciò che è familiare.

I criteri usati per giudicare le merendine

Per capire quanto contino questi risultati, è utile sapere come sono stati costruiti i punteggi. L'algoritmo di Altroconsumo assegna un peso del 55% al valore nutrizionale (basato sul Nutri-Score), del 15% agli additivi, del 15% al grado di trasformazione industriale, del 10% agli edulcoranti e del 5% alla dimensione della porzione.

Il test francese, invece, si concentra su:

  • quantità di zuccheri per 100 grammi;
  • numero e tipologia di additivi (emulsionanti, addensanti, correttori di acidità);
  • presenza di marcatori di ultra trasformazione;
  • lunghezza e qualità della lista ingredienti.
Metodologie diverse portano a conclusioni sorprendentemente simili: le merendine industriali sono in gran parte prodotti da consumare con moderazione.

Cosa significa "ultra processato" per uno snack

L'espressione alimenti ultra processati riferiti a snack, merendine, e non solo, indica prodotti che hanno subito molte lavorazioni industriali e che contengono ingredienti raramente presenti in una cucina domestica, come sciroppi di glucosio, oli vegetali raffinati, emulsionanti e aromi. Non significa automaticamente che un alimento ultra processato sia pericoloso, ma la letteratura scientifica associa un consumo elevato di questi prodotti a un peggiore profilo nutrizionale complessivo, perché tendono a fornire molte calorie, zuccheri e grassi e poche fibre, vitamine e minerali.

Nel caso degli snack per bambini, il tema è ancora più delicato. Le abitudini alimentari si formano presto, e una merenda zuccherata consumata ogni giorno può contribuire a consolidare una preferenza per i sapori molto dolci.

Il quadro non è del tutto negativo. Altroconsumo ha individuato alcuni prodotti con punteggi relativamente migliori. In testa si sono piazzati i Pangoccioli di Mulino Bianco con 47 punti su 100, seguiti dal tortino con carote e mandorle a marchio Esselunga a 41 punti. Sul terzo gradino, a pari merito con 39 punti, troviamo un plumcake Mulino Bianco con mandorle e ricotta e le tortine al cioccolato Misura Privolat.

Anche in questo caso, però, nessuno supera la soglia dei 50 punti. In tutto, soltanto una decina di prodotti su oltre 250 ha raggiunto almeno 37 punti, cioè appena il 4-5% del campione. Il messaggio è chiaro: meglio non significa buono, significa soltanto "meno critico".

Come scegliere snack e merendine al supermercato

Alla luce degli studi, ecco alcuni consigli pratici per fare scelte più consapevoli.

1. Leggi la lista degli ingredienti. Meno ingredienti ci sono, e più sono riconoscibili, meglio è. Diffida dei prodotti con una sequenza lunga di sigle e additivi.

2. Controlla l'ordine degli ingredienti. Quelli sono elencati in ordine decrescente di quantità. Se in cima trovi zucchero, sciroppo di glucosio o oli generici, il prodotto è sbilanciato.

3. Guarda gli zuccheri ogni 100 grammi. Valori molto alti, come i circa 43 grammi citati per alcune merendine al cioccolato, indicano un prodotto da consumare solo occasionalmente.

4. Non fidarti solo del marchio. La notorietà non è un indicatore nutrizionale. Un brand storico può offrire prodotti molto diversi tra loro, alcuni più equilibrati, altri meno.

5. Considera il Nutri-Score, dove presente. È uno strumento semplice per confrontare prodotti della stessa categoria, anche se va letto insieme alla lista ingredienti.

6. Valuta alternative semplici. Frutta fresca, yogurt, pane con un velo di marmellata o frutta secca (nelle età in cui è adatta) sono merende più sazianti e meno trasformate.

Le alternative più sane alle merendine confezionate

Chi non vuole rinunciare alla praticità può orientarsi su:

  • plumcake e torte fatti in casa, con zucchero ridotto e farine integrali;
  • yogurt naturale con pezzetti di frutta;
  • frutta di stagione, facile da portare a scuola o al lavoro;
  • pane e cioccolato fondente in piccola quantità;
  • barrette fatte in casa con avena e frutta.
Non si tratta di vietare del tutto le merendine, ma di ridurre la frequenza e di trasformarle da abitudine quotidiana a piacere occasionale.

Va ricordato che i produttori sostengono, in genere, di rispettare tutte le normative europee e di proporre ricette conformi agli standard di sicurezza. Questo è vero e non è in discussione: gli studi non parlano di prodotti illegali o pericolosi, ma di profili nutrizionali poco favorevoli secondo criteri specifici, come il Nutri-Score o la classificazione degli alimenti ultra processati. Tali criteri sono oggetto di dibattito, e non tutti i nutrizionisti concordano sulla loro applicazione a ogni categoria di alimenti.

La notizia più interessante dei recenti studi non è che esistano merendine poco equilibrate, ma che anche i marchi più amati e considerati affidabili, come Kinder, compaiano tra i prodotti più criticati per zuccheri, additivi e trasformazione industriale. La lezione per i consumatori è semplice: la fama di una marca non sostituisce la lettura dell'etichetta.

Per scegliere meglio basta un minuto in più al banco del supermercato: confrontare gli ingredienti, controllare gli zuccheri e ricordare che la merenda ideale è quella che nutre davvero, non soltanto quella che piace di più a occhi e palato.






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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...