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Assegno Unico 2026: gli importi a gennaio previsti (diversi dai prossimi mesi) e date di pagamento INPS questo mese

di Marianna Quatraro pubblicato il
Assegno Unico 2026 importi gennaio previ

Quando e di quale importo sarà l'assegno unico per i figli a gennaio 2026 e cosa cambia nei prossimi mesi

Il mese di gennaio introduce alcune novità nel panorama delle prestazioni economiche INPS, con particolare attenzione alle famiglie beneficiarie dell’Assegno Unico e Universale per i figli a carico. Gennaio, tradizionalmente un periodo di aggiornamento e transizione per molti pagamenti sociali e previdenziali, vede anche slittamenti nelle tempistiche di accredito e variazioni provvisorie sugli importi in attesa della successiva rivalutazione. Il nuovo anno comporta infatti una fase di assestamento dovuta sia alle festività che ai necessari ricalcoli basati sugli indicatori economici e sulla dichiarazione ISEE aggiornata. 

Quali sono gli importi dell’Assegno Unico a gennaio 2026: valori provvisori prima della rivalutazione

Nel primo mese del 2026, l’Assegno Unico viene erogato ancora con gli importi riconosciuti a dicembre 2025. Questo avviene in attesa degli aggiornamenti definitivi previsti per il periodo successivo. L’importo della prestazione, calcolato sulla base del valore ISEE e delle maggiorazioni spettanti, resta, infatti, ancorato ai parametri del 2025, a causa dei tempi tecnici necessari per applicare l’adeguamento annuale all’inflazione.

L’incremento atteso per il 2026, determinato dalla rivalutazione collegata all’andamento dei prezzi (+1,4% secondo la circolare INPS n. 153/2025), non si riflette immediatamente sui pagamenti di gennaio, ma sarà operativo soltanto dalle rate successive, a partire dal mese di febbraio-marzo. È quindi utile chiarire che:

  • Le famiglie riceveranno a gennaio importi teoricamente identici a quelli percepiti a dicembre, salvo variazioni particolari intervenute nel frattempo (ad esempio nuove nascite, modifiche del nucleo o cambiamenti patrimoniali significativi già comunicati all’INPS).
  • Le maggiorazioni per figli minori, figli disabili, nuclei numerosi o madri under 21 restano confermate nei valori attuali fino alla prima rivalutazione dell’anno, applicata a partire dai pagamenti di febbraio 2026.
  • Eventuali conguagli relativi a ricalcoli ISEE o aggiornamenti familiari saranno accreditati non appena completate le verifiche necessarie da parte dell’INPS.
È bene sottolineare che l’assegno viene calcolato considerando la situazione dell’anno precedente se il rinnovo ISEE non è ancora stato effettuato, con l’importo temporaneamente fissato sulla fascia minima prevista dalla normativa.

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a gennaio 2026: il calendario INPS e le tempistiche diverse rispetto agli altri mesi

Le tempistiche di erogazione di gennaio 2026 riprendono la cadenza abituale dopo l’anticipo disposto per il mese di dicembre. Per le famiglie già titolari della prestazione, e quindi in assenza di modifiche rilevanti e nuovi inserimenti, l’INPS accredita le somme tra il 21 e 22 gennaio.
Nei casi di variazione del nucleo familiare o di domande presentate da poco, la prima rata sarà invece liquidata nella settimana finale del mese successivo alla presentazione dell’istanza, insieme ad eventuali arretrati maturati.

Mese di riferimento Date di pagamento AUU ordinario
Gennaio 21-22 gennaio 2026
Febbraio 19-20 febbraio 2026
Marzo 19-20 marzo 2026

Attenzione alle eccezioni: il calendario si applica alle pratiche senza variazioni. In caso di DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica per ISEE) aggiornata in corso d’anno o di domande sbloccate dopo verifica, la liquidazione slitta rispetto alle finestre ordinarie.

Il dettaglio delle somme e delle relative date di valuta può essere consultato nel fascicolo previdenziale INPS, tramite accesso digitale con SPID, CIE o CNS. Costante rimane la modalità di accredito sul conto indicato in domanda.

Dal rinnovo ISEE alla rivalutazione annuale: cosa succede a febbraio 2026 e agli arretrati

Il mese di febbraio riveste un ruolo chiave sia per l’aggiornamento dei valori dell’Assegno Unico sia per la gestione degli eventuali arretrati a saldo della rivalutazione. Dal 2026 la normativa INPS prevede che:

  • Entro il 28 febbraio 2026 vada presentato il nuovo ISEE per ricevere l’importo pieno rapportato alla reale situazione economica familiare.
  • Fino all’aggiornamento, l’assegno viene liquidato provvisoriamente al minimo, con conguaglio sulle mensilità successive una volta recepita la nuova DSU.
  • L’aumento collegato alla rivalutazione annuale (+1,4%), definito dalle tabelle INPS, sarà visibile a febbraio: in questa mensilità vengono inclusi anche gli arretrati riferiti a gennaio, sia per la quota ordinaria che per eventuali maggiorazioni.
La gestione dei conguagli avverrà nel rispetto della normativa vigente, con accrediti diretti sulle stesse coordinate bancarie o postali indicate nel fascicolo previdenziale. In caso di presentazione tardiva della DSU, il calcolo degli arretrati prenderà come riferimento la data di acquisizione della nuova attestazione.

Cosa fare per non perdere pagamenti: consigli e controlli INPS utili per le famiglie

Per evitare ritardi, blocchi o errori nella percezione dell’Assegno Unico, è opportuno seguire alcune regole di buona gestione, verificando periodicamente la propria posizione previdenziale e i dati comunicati all’INPS. Di seguito alcuni suggerimenti:

  • Controllare regolarmente il fascicolo previdenziale online, che consente di visionare in tempo reale lo stato dei pagamenti, le notifiche di sospensione temporanea o richiesta dati, le date di valuta e gli eventuali conguagli erogati o recuperati;
  • Rinnovare tempestivamente la DSU per l’ISEE 2026, senza attendere l’ultimo giorno utile, per evitare che l’assegno venga ridotto provvisoriamente alla soglia minima;
  • Aggiornare l’INPS in caso di modifiche al nucleo familiare, cambi di residenza, nuove nascite o variazioni del patrimonio rilevanti ai fini ISEE, sfruttando i canali digitali o i servizi dei patronati;
  • Verificare la correttezza dell’IBAN associato al pagamento, soprattutto se la banca o il conto di destinazione sono cambiati nel corso dell’anno;
  • Contattare il Numero verde INPS o il proprio Patronato in caso di dubbi o anomalie persistenti: è preferibile agire proattivamente per ridurre i tempi di risoluzione.