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Gene.01 come fatto e funziona il robot umanoide italiano che lavorer con l'uomo nella logistica e manifattura

di Marianna Quatraro pubblicato il
Robot umanoide italiano

Gene.01, primo robot umanoide italiano per la logistica e la manifattura, unisce design avanzato, intelligenza fisica, sensori full-body e le tecnologie AMD, segnando una svolta nell'interazione.

La robotica Made in Italy inaugura una nuova era con l'arrivo di Gene.01, il primo esempio concreto di una piattaforma umanoide sofisticata nata per condividere fianco a fianco le attività degli operatori in contesti produttivi e logistici. Sviluppato da Generative Bionics, giovane realtà già protagonista a livello internazionale, questo straordinario automa si distingue per il suo approccio umanocentrico: un concetto progettuale che integra meccatronica, intelligenza artificiale avanzata ed una serie inedita di sensori tattili, pensati per favorire un'interazione sicura ed efficiente negli ambienti lavorativi.

L'obiettivo della startup genovese, come emerge dalle strategie annunciate al CES di Las Vegas, è ridefinire gli standard della robotica integrando capacità cognitive e corporali, ispirandosi ai processi fisici e mentali dell'uomo. L'innovazione centrale consiste nella Physical AI, ovvero la fusione tra intelligenza digitale e componenti hardware che trasformano il corpo stesso della macchina in una fonte di apprendimento attivo e adattamento.

Gene.01 rappresenta un traguardo per il settore italiano, portando sul terreno applicativo risultati di ricerca maturati tra i laboratori dell'Istituto Italiano di Tecnologia e nuove collaborazioni industriali di primissimo piano.

Le origini di Gene.01: dallo IIT al debutto internazionale

L'avventura di Gene.01 nasce nei laboratori dell'IIT di Genova, punto di riferimento mondiale per la robotica collaborativa. Qui, grazie all'apporto di specialisti come Daniele Pucci e ad una crescente sinergia con partner industriali, prende forma quell'unione tra ricerca d'eccellenza e industrializzazione che avrebbe portato alla fondazione della startup Generative Bionics nel luglio 2024.

La nuova società ha potuto avvalersi della licenza esclusiva delle tecnologie chiave sviluppate all'IIT, tra cui le architetture di Physical AI e gli avanzati sistemi di sensori tattili sperimentati in progetti pionieristici come iCub, ergoCub e iRonCub. Questo patrimonio si riversa in una visione industriale molto ambiziosa: trasformare la robotica umanoide da oggetto di laboratorio a risorsa produttiva, destinata a rivoluzionare il modo in cui persone e macchine convivono negli spazi operativi.

La solidità del progetto è stata confermata dalla rapidità con cui Generative Bionics ha attratto investimenti strategici. Il round di finanziamento da 70 milioni di euro del dicembre 2025, guidato da CDP Venture Capital insieme a soggetti di rilevanza come AMD Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether, testimonia l'interesse nazionale e internazionale verso le potenzialità di questa piattaforma. Il debutto ufficiale avviene sul palco internazionale del CES, dove la collaborazione con AMD si rivela cruciale per la dimensione globale della proposta.

Architettura, progettazione e design: come è fatto Gene.01

Gene.01 riflette la sapienza progettuale italiana combinando estetica, ergonomia e funzionalità. Il design non si limita a un involucro piacevole: mira a integrare sensori di forza, attuatori e componenti elettronici secondo il principio di body as compute, per cui ogni parte della macchina contribuisce direttamente all'intelligenza operativa.

Le proporzioni antropomorfe sono state studiate per rendere la presenza del robot accettabile e poco invasiva sui luoghi di lavoro, facendo attenzione sia al profilo psicologico sia agli aspetti di sicurezza. La postura e la mobilità riflettono anni di studio sulla collaborazione uomo-macchina: Gene.01 è in grado di svolgere compiti delicati, come la movimentazione di colli o l'affiancamento in attività usuranti senza impattare sulle routine operative dei colleghi umani:

  • Struttura portante: utilizzo di leghe leggere ad alta resistenza e componentistica meccanica di precisione
  • Pelle tattile full-body: una rete distribuita di sensori integrata fin dall'inizio della progettazione per rilevare pressioni e micro-contatti su tutta la superficie corporea
  • Architettura modulare: componenti facilmente sostituibili e aggiornabili
  • Piattaforma di calcolo distribuito: CPU, GPU e FPGA di ultima generazione per la gestione in tempo reale di dati visivi, tattili e motori
  • Design Made in Italy: attenzione all'estetica e all'inclusione sociale grazie a linee fluide e scelte cromatiche rassicuranti
Il risultato è una piattaforma flessibile, pronta ad affrontare molteplici scenari industriali, in grado di imparare e adattarsi al variare delle condizioni ambientali.

La physical AI: intelligenza integrata tra corpo e mente

L'elemento chiave dell'intero progetto risiede nella Physical AI, una filosofia che supera il classico dualismo hardware-software. In questa visione, il cervello digitale e il corpo meccanico si alimentano a vicenda, permettendo a Gene.01 di apprendere attraverso l'interazione diretta con l'ambiente.

La Physical AI consente all'umanoide di:

  • Adattare il comportamento sulla base dell'esperienza fisica accumulata
  • Modificare la propria postura o forza applicata in tempo reale in base agli input sensoriali
  • Gestire la manipolazione di oggetti fragili o irregolari, interagendo con precisione anche in spazi ristretti
  • Utilizzare il tatto come canale percettivo primario, con riflessi diretti sugli algoritmi decisionali
Questa architettura abilitante permette a Gene.01 di eseguire mansioni complesse senza la necessità di ricorrere continuamente al supporto del cloud o della supervisione umana, favorendo efficienza, sicurezza ed autonomia.

Il continuo perfezionamento dei comportamenti arriva attraverso il ciclo esperienziale percezione-calcolo-azione, che trasforma ogni interazione operativa in un'occasione di ottimizzazione. Si tratta dunque di una mente estesa, concepita per coinvolgere tutto il sistema robotico e garantire un apprendimento attivo e contestuale nell'ambiente reale.

I sensori tattili full-body: innovazione, sicurezza e interazione

Una delle più grandi rivoluzioni portate dal robot di Generative Bionics si trova nella pelle tattile che ricopre l'intera struttura. Questa soluzione, evoluzione dei sistemi testati su iCub, consiste in una fitta rete di sensori di forza che consente al robot di percepire pressioni, urti accidentali e micro-interazioni sulle superfici corporee.

L'integrazione dei sensori in fase di ingegnerizzazione rende la pelle una componente funzionale attiva, piuttosto che un puro rivestimento estetico. Tra i vantaggi:

  • Rilevamento immediato di contatti con persone o oggetti, per prevenire incidenti durante le manovre negli spazi condivisi
  • Adattamento automatico della forza esercitata in funzione della sensibilità richiesta (ad esempio la manipolazione di materiale delicato)
  • Monitoraggio continuo dell'ambiente, per intervenire prontamente in caso di situazioni potenzialmente rischiose
  • Favorire una relazione emotiva e di fiducia nei lavoratori, permettendo la percezione del robot come vero collaboratore intelligente
Questa pelle sensibile rende il sistema particolarmente idoneo ad ambienti dinamici e complessi come le linee di produzione, dove la sicurezza rappresenta un valore prioritario. L'accesso a feedback continui consente inoltre a Gene.01 di apprendere strategie di interazione sempre più efficaci, affinando la propria capacità di assistere e lavorare accanto alle persone.

Le tecnologie AMD al servizio di Gene.01

Uno dei pilastri tecnologici su cui si fonda l'avanzamento di questa piattaforma è la partnership con AMD. Il contributo del colosso dei semiconduttori garantisce a Gene.01 una potenza computazionale di altissimo livello a bordo, rendendo possibile la fusione in tempo reale tra dati provenienti dai sensori tattili, visivi e motori.

I tre assi strategici dell'infrastruttura sono:

  • Calcolo distribuito nei sensori (body as compute): l'architettura avanza il concetto di elaborazione direttamente all'interno delle articolazioni e dei sensori, eliminando ritardi tra percezione ed esecuzione.
  • Sistemi embedded e FPGA: la piattaforma si avvale di componenti riconfigurabili per l'elaborazione delle immagini e la gestione delle informazioni di contatto ad alta frequenza, offrendo tempi di risposta ultra-rapidi.
  • Piattaforma open-source: l'apertura delle toolchain di calcolo facilita il coinvolgimento di una comunità di sviluppatori e partner nell'aggiornamento costante della Physical AI.
Questa sinergia tra hardware e software, sostenuta dall'attenzione a efficienza energetica, rende Gene.01 una soluzione avanzata e scalabile adattabile a molteplici applicazioni industriali nel rispetto degli standard di qualità internazionali.

La versatilità di Gene.01 trova sbocco immediato nei contesti in cui sicurezza, rapidità e adattabilità costituiscono un vantaggio competitivo. I settori prescelti sono quelli della logistica e della manifattura, ossia ambienti caratterizzati da compiti routinari ma anche da continui cambiamenti nei flussi operativi.

  • Movimentazione di carichi e colli in logistica, soprattutto all'interno di magazzini e hub distributivi progettati per la presenza umana, senza necessità di adattare la struttura esistente.
  • Affiancamento agli operatori nelle attività di montaggio e assemblaggio delicato, grazie alla capacità del robot di riconoscere gesti e movimenti umani, adattando la propria azione in tempo reale.
  • Svolgimento di mansioni ripetitive o usuranti, liberando le persone da compiti che producono stress fisico o sono soggetti a rischi di infortunio.
Questo approccio scalabile e adattivo è rafforzato dal supporto a ecosistemi open-source, che permette alla piattaforma di evolvere secondo le esigenze emergenti della produzione intelligente, favorendo la rapidità di implementazione e aggiornamento delle funzionalità.