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Aumento pensioni e arretrati di 10 mesi, finalmente è arrivato il via libera per questa categoria di pensionati

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di Dott.ssa Serena Benedetti pubblicato il

Per molti pensionati medici e odontoiatri l'attesa è finita: con l'assegno di novembre, i pensionati Enpam riceveranno una pensione di importo più alto, parametrata all'indice dell'inflazione, insieme agli arretrati dei primi dieci mesi del 2026.

Per molti pensionati medici e odontoiatri l'attesa è finita. Con l'assegno di novembre, i pensionati Enpam riceveranno una pensione di importo più alto, parametrata all'indice dell'inflazione, insieme agli arretrati dei primi dieci mesi del 2026. Il via libera dei ministeri vigilanti, arrivato soltanto a settembre, sblocca un adeguamento che l'ente di previdenza aveva già deliberato a inizio anno. Vediamo nel dettaglio chi ne beneficia, di quanto aumentano gli assegni e come si calcolano gli arretrati.

Aumento pensioni Enpam: cosa cambia con l'assegno di novembre

La novità riguarda i pensionati della Fondazione Enpam, l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. Con la mensilità di novembre 2026 verrà erogata la pensione rivalutata, cioè aumentata in base all'andamento dell'inflazione, e contestualmente saranno pagati gli arretrati relativi ai mesi da gennaio a ottobre.

In pratica, chi ha già incassato per dieci mesi l'importo non adeguato vedrà arrivare in un'unica soluzione la differenza maturata, oltre al nuovo importo mensile più alto. Si tratta di un doppio beneficio che incide in modo concreto sul bilancio familiare dei pensionati, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a pesare sui redditi fissi.

L'adeguamento riguarda le pensioni di due gestioni previdenziali dell'Enpam:

  • Fondo di previdenza generale, che comprende la Quota A e la Quota B;
  • Fondo della medicina convenzionata e accreditata, che riguarda medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e altre categorie convenzionate.
Si tratta dunque di una platea molto ampia di professionisti che, dopo una lunga carriera, percepiscono una pensione a carico di questi fondi. La rivalutazione, come vedremo, non è uguale per tutti: dipende dall'importo dell'assegno individuale.

Perché il via libera è arrivato solo a settembre

Le decisioni sull'adeguamento non sono nuove. Il Consiglio di amministrazione dell'Enpam aveva deliberato sin dal 29 gennaio 2026 gli incrementi e gli importi legati alla variazione dell'indice dei prezzi. Tuttavia, come previsto dall'ordinamento delle casse di previdenza privatizzate, le delibere in materia devono ricevere l'approvazione dei ministeri vigilanti, che hanno dato il loro assenso soltanto a settembre.

Questo spiega perché l'aumento non sia stato applicato fin dai primi mesi dell'anno e perché, ora che il via libera è arrivato, vengano riconosciuti gli arretrati. L'adeguamento, infatti, decorre dal 1° gennaio 2026, ed è quindi corretto che i pensionati ricevano quanto spettava loro per l'intero periodo.

Le deliberazioni dell'Enpam fissano per il 2026 gli incrementi e gli importi collegati alla variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, il cosiddetto indice FOI. Per il 2025 questo indice è risultato pari all'1,4%.

È questo il valore di partenza per calcolare la rivalutazione delle pensioni. Tuttavia, l'Enpam non applica l'inflazione per intero a tutti gli assegni, ma adotta un meccanismo a scaglioni, simile a quello previsto per le pensioni dell'assicurazione generale obbligatoria.

A fronte di un'inflazione dell'1,4%, la rivalutazione delle pensioni per il 2026 viene applicata con due diverse percentuali:

  • il 75% dell'indice fino al limite di quattro volte il trattamento minimo a carico del Fondo pensioni per i lavoratori dipendenti, pari per il 2026 a 31.816,20 euro;
  • il 50% dell'indice sulla parte di pensione che eccede tale limite.
Gli aumenti in concreto: 1,05% e 0,70%

Tradotto in numeri, l'incremento delle pensioni per il 2026 è pari all'1,05% sulla quota entro il limite e allo 0,70% sulla parte eccedente. Il calcolo è semplice: il 75% di 1,4 dà 1,05, mentre il 50% di 1,4 dà 0,70.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Se una pensione annua è inferiore a 31.816,20 euro, l'aumento sarà interamente calcolato con l'aliquota dell'1,05%. Se invece una pensione supera quella soglia, la parte fino a 31.816,20 euro sarà rivalutata dell'1,05%, mentre soltanto l'eccedenza sarà rivalutata dello 0,70%.

Gli arretrati da gennaio a ottobre 2026

Poiché l'aumento decorre dal 1° gennaio 2026, con l'assegno di novembre saranno riconosciuti anche gli arretrati relativi ai dieci mesi precedenti, da gennaio a ottobre. In altre parole, il pensionato non perde nulla: riceve la differenza tra quanto percepito e quanto avrebbe dovuto percepire con la rivalutazione già applicata.

L'importo degli arretrati dipenderà naturalmente dall'ammontare della pensione individuale e dall'eventuale applicazione delle due diverse aliquote di rivalutazione. Più alta è la pensione, maggiore sarà in valore assoluto l'arretrato, anche se la parte eccedente il limite beneficia di una percentuale inferiore.

Un esempio pratico di calcolo

Per avere un ordine di grandezza, si consideri una pensione annua lorda di 20.000 euro. L'aumento dell'1,05% corrisponde a 210 euro annui, cioè circa 16 euro in più al mese su tredici mensilità. Gli arretrati dei primi dieci mesi si avvicinerebbero quindi a 160 euro lordi, che si sommeranno al nuovo importo mensile. Si tratta di un esempio puramente indicativo: l'importo reale varia in base alla propria situazione e alla ripartizione dell'assegno tra le diverse gestioni.

Cosa devono fare i pensionati

Non è necessario presentare alcuna domanda. L'adeguamento viene applicato d'ufficio dall'Enpam, che provvederà a erogare la pensione aggiornata e gli arretrati con la mensilità di novembre. I pensionati potranno verificare gli importi consultando il cedolino, disponibile nell'area riservata del sito dell'ente, dove sarà possibile controllare il dettaglio della rivalutazione e delle somme arretrate.

È utile ricordare che gli importi indicati sono lordi: sulle somme erogate si applicano le consuete trattenute fiscali, e per questo l'accredito netto sarà inferiore rispetto al valore teorico dell'incremento. Gli arretrati, in particolare, potrebbero essere soggetti a tassazione separata o ordinaria secondo le regole vigenti.

Il via libera dei ministeri chiude un percorso amministrativo durato diversi mesi e restituisce certezza a migliaia di pensionati. Sebbene la percentuale di rivalutazione sia contenuta, in linea con un'inflazione che nel 2025 si è fermata all'1,4%, l'aumento rappresenta comunque una tutela del potere d'acquisto delle pensioni, in un contesto in cui i prezzi di beni e servizi essenziali restano un tema sensibile per le famiglie.

Per chi riceve un assegno dal Fondo di previdenza generale o dal Fondo della medicina convenzionata e accreditata, novembre sarà quindi un mese particolare: pensione più alta e arretrati di dieci mesi arriveranno insieme, a conferma che le decisioni assunte dal Cda a gennaio hanno finalmente trovato piena attuazione.

Domande frequenti sull'aumento delle pensioni Enpam

Quando arrivano gli arretrati?
Gli arretrati relativi ai mesi da gennaio a ottobre 2026 saranno pagati con l'assegno di novembre.

Di quanto aumentano le pensioni Enpam nel 2026?
Dell'1,05% sulla quota di pensione entro 31.816,20 euro e dello 0,70% sulla parte che supera tale limite.

Quali pensioni sono coinvolte?
Quelle del Fondo di previdenza generale e del Fondo della medicina convenzionata e accreditata.

Serve fare domanda?
No, l'adeguamento è automatico e viene riconosciuto d'ufficio.

Perché l'aumento è stato applicato in ritardo?
Perché le delibere del Cda del 29 gennaio 2026 hanno ottenuto l'approvazione dei ministeri vigilanti solo a settembre.




Dott.ssa Serena Benedetti

La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...