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Quanto si guadagna in media in Lombardia, in base agli ultimi dati aggiornati sul reddito pro capite

di Marcello Tansini pubblicato il
quanto si guadagna in lombardia

Analisi approfondita sul reddito medio pro capite in Lombardia: cosa significa, come viene calcolato, dati aggiornati, differenze tra comuni e province, principali disuguaglianze e le loro cause.

La Lombardia rappresenta da anni la regione italiana con i livelli di reddito più elevati, attestandosi ai vertici della classifica nazionale. Tra metropoli globali e piccoli centri industriali, il tessuto economico lombardo esprime una varietà sociale e produttiva che non trova pari nel contesto nazionale. Dietro le cifre, tuttavia, si celano fenomeni complessi, come forti disuguaglianze territoriali e consistente presenza di aree di eccellenza alternate a zone che sperimentano criticità economiche. 

Cos’è il reddito medio pro capite e come viene calcolato

Il concetto di reddito medio pro capite costituisce uno degli indicatori statistici più adottati per valutare il benessere economico di un'area geografica. Si ottiene dividendo il totale dei redditi dichiarati dai residenti per il numero dei contribuenti, cioè chi presenta la dichiarazione dei redditi. Importante è ricordare che questo indicatore non considera i minori o chi non possiede reddito imponibile.

Nel calcolo confluiscono diversi tipi di reddito:

  • b) lavoro dipendente e autonomo
  • pensioni
  • redditi da impresa individuale
  • altri redditi assimilabili
La metodologia viene stabilita annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e si basa sui dati estratti dalle dichiarazioni fiscali, integrati con le rivelazioni dell'Agenzia delle Entrate. Tale approccio garantisce trasparenza e accuratezza rispetto alla reale distribuzione della ricchezza su scala territoriale.

La misurazione può subire variazioni dovute anche all’evasione fiscale o a differenze nei costi della vita tra le province, ma resta uno strumento imprescindibile per confrontare le condizioni socio-economiche sia a livello locale che nazionale.

Quanto guadagna mediamente un lombardo, gli ultimi dati aggiornati

Le ultime rilevazioni statistiche disponibili sulle dichiarazioni dei redditi segnalano un andamento in crescita per il biennio 2023-2024 nella regione. Il dato medio pro capite lombardo nel 2024 ha toccato quota 29.120 euro, secondo le rielaborazioni delle principali fonti ufficiali, segnando un aumento rispetto ai 27.900 euro circa dell’anno precedente. L’incremento del 4,41% ha superato quello dell’inflazione (+1,5%), consolidando la leadership della Lombardia rispetto al resto d’Italia.

Il valore risulta nettamente superiore alla media nazionale (24.830 euro) e viene trainato soprattutto da alcune aree metropolitane e municipi d’eccellenza. La distribuzione della ricchezza non è tuttavia uniforme: se da una parte si registrano record assoluti tra i comuni dell’hinterland milanese e di alcune zone turistiche di pregio, dall’altra permangono sacche di povertà in località montane e periferiche.

I principali driver della crescita includono:

  • la ripresa del settore manifatturiero e terziario
  • l’ottima performance dell’occupazione
  • l’aumento della produttività e delle dichiarazioni dei liberi professionisti
Secondo le statistiche:
  • i lavoratori autonomi dichiarano mediamente 70.360 euro
  • gli imprenditori individuali si attestano a 29.250 euro
  • i lavoratori dipendenti 23.290 euro
  • i pensionati 21.260 euro
Dipendenti e pensionati rappresentano l’84% degli oltre 42,5 milioni di contribuenti italiani.

L’evoluzione positiva dei numeri rafforza la posizione lombarda nell’economia italiana, ma viene accompagnata da una crescente polarizzazione tra aree ricche e territori a basso reddito. La regione conserva dunque la propria reputazione di “locomotiva economica”, pur evidenziando fragilità strutturali da non sottovalutare.

Le differenti realtà: i comuni più ricchi e quelli più poveri della Lombardia

L’analisi delle realtà municipali rivela profonde differenze anche all’interno di una regione prospera come la Lombardia. Alcune località mostrano livelli di opulenza ben al di sopra della media italiana, grazie a una concentrazione di residenti ad alto reddito, infrastrutture di qualità e vicinanza ai poli economici, mentre centri periferici e montani registrano valori ben più contenuti.

Secondo le rielaborazioni dei dati MEF, i comuni con il reddito medio più elevato sono spesso situati nell’hinterland milanese o in zone turistiche. Essi beneficiano di un forte tessuto produttivo, servizi pubblici avanzati e presenza di professionisti e imprenditori. All’estremo opposto si collocano piccole realtà montane e prealpine, lontane dai grandi flussi produttivi.

Sulle cause di questi divari incidono:

  • la vicinanza ai poli industriali
  • la qualità delle infrastrutture
  • il valore del patrimonio immobiliare
  • differenze demografiche ed urbanistiche
La differenziazione interna è così ampia che all’interno della stessa provincia si passa rapidamente da comuni sopra i 40.000 euro pro capite ad altri sotto gli 11.000 euro. Le dimensioni ridotte di alcuni centri, insieme alla prevalenza di residenti anziani o alti livelli di disoccupazione, accentuano tali disparità.

I comuni lombardi con il reddito medio più alto

Le posizioni di vertice della ricchezza lombarda sono occupate da un gruppo selezionato di comuni, spesso noti per le loro peculiarità residenziali o la stretta connessione con la metropoli milanese. Basiglio, con oltre 50.800 euro pro capite, primeggia in regione e si colloca anche nelle prime posizioni nazionali. Questa località, a sud di Milano, ospita aree come Milano 3, simbolo di esclusività e benessere.

I dati aggiornati vedono tra i municipi più facoltosi anche:

  • Cusago: circa 41.987 euro, noto per il prestigio residenziale
  • Torre d’Isola (Pavia): 40.682 euro, caratterizzato da ville di pregio
  • Segrate: 39.001 euro, grazie a poli tecnologici e aree verdi
  • Arese: circa 38.787 euro, beneficiando di recenti riqualificazioni urbane
  • Vedano al Lambro: sopra i 38.000 euro, vicino a Monza
  • Milano: circa 38.988 euro, capoluogo attrattivo per professionisti e imprese
  • Padenghe sul Garda: più di 37.600 euro, località turistica bresciana
  • Cernusco sul Naviglio: circa 35.617 euro
  • Mozzo (BG): circa 35.680 euro
  • San Donato Milanese: 35.595 euro, legato all’industria e ai servizi avanzati
Tali centri possono contare su servizi pubblici d’alto livello, infrastrutture moderne e una maggiore offerta di lavoro qualificato.

I comuni con il reddito medio più basso nella regione

A dispetto della reputazione ricca della Lombardia, esistono realtà in cui il reddito imponibile medio è sostanzialmente inferiore rispetto ai vertici regionali. Piccoli comuni montani e zone periferiche costituiscono frequentemente il nucleo delle aree economicamente svantaggiate. Qui i valori oscillano fra poco più di 6.500 euro e 13.000 euro, segnalando condizioni socio-economiche di particolare fragilità.

I dati più bassi del territorio sono registrati nei seguenti comuni:

  • Cavargna (Como): 6.570 euro
  • San Nazzaro Val Cavargna (Como): 8.967 euro
  • San Bartolomeo Val Cavargna (Como): 9.839 euro
  • Val Rezzo (Como): 9.842 euro
  • Cremenaga (Varese): 11.531 euro
  • Corrido (Como): 11.726 euro
  • Cusino (Como): 12.291 euro
  • Valsolda (Como): 12.536 euro
  • Lavena Ponte Tresa (Varese): 12.919 euro
  • Villa di Chiavenna (Sondrio): 12.933 euro
Le caratteristiche comuni includono l’isolamento geografico, infrastrutture limitate e ridotte opportunità occupazionali. Tale situazione si riflette anche in un’elevata incidenza di popolazione anziana e in una minore presenza di lavoratori dipendenti o autonomi ad alto reddito, accentuando ulteriormente le disparità regionali.

Il confronto tra province: Milano, Monza Brianza, Bergamo, Lecco e le altre

La Lombardia mostra differenze notevoli tra le proprie province, legate a fattori economici, storici e sociali. Le classifiche delle entrate medie per contribuente vedono Milano in testa con circa 33.600 euro dichiarati, seguita da Monza-Brianza e Lecco, entrambe sopra la soglia dei 28.000 euro. Bergamo e Como si avvicinano a questi valori, con dati poco distanti.

Provincia Reddito medio dichiarato (euro)
Milano 33.604
Monza e Brianza 29.455
Lecco 28.879
Bergamo 23.872-31.228
Como 25.068-28.331
Lodi 21.282-29.521
Brescia 28.204-34.933
Pavia 21.510-31.340
Sondrio 21.173-27.185
Cremona 21.685-27.516
Mantova 27.533
Varese 28.700

Questa varietà riflette la presenza, nelle province più ricche, di città metropolitane, tessuti industriali avanzati e servizi all’avanguardia. Aree come Lecco e Monza Brianza si distinguono sia a livello regionale che nazionale per la solidità del tessuto produttivo e la qualità della vita. Nelle province più svantaggiate, la distanza dai poli economici e la presenza dominante di piccoli centri rurali contribuiscono ad abbassare la media.

L’analisi evidenzia inoltre che la pressione fiscale tende a essere più elevata nelle province con i migliori servizi pubblici. Ne consegue una relazione positiva tra reddito dichiarato e standard dei servizi erogati alla cittadinanza. Nonostante la leadership lombarda, la forbice nord-sud in Italia resta ampia ed evidenziata dai dati sulle province meridionali.

Disuguaglianze territoriali e cause delle differenze di reddito

Le profonde differenze nei livelli di reddito tra comuni e province lombarde derivano da una pluralità di cause di carattere economico, infrastrutturale e demografico. La vicinanza a Milano, l’attrattività turistica (come nel Bresciano o sul Lago di Como), la densità di imprese e la presenza di servizi avanzati spingono verso l’alto i redditi in alcune aree specifiche.

Allo stesso tempo, la marginalità geografica di certi comuni montani e la mancanza di poli industriali distanti dai principali assi viari concorrono a tenere bassi i livelli di reddito. Incisive sono anche alcune dinamiche demografiche, come l’invecchiamento della popolazione, la scarsa presenza di giovani in età lavorativa e un limitato ricambio generazionale.

Ulteriori fattori sono:

  • Differenze di valore degli immobili e del costo della vita
  • Dimensione e tipologia delle aziende presenti sul territorio
  • Polarizzazione del mercato del lavoro e divari nelle professionalità disponibili
  • Fenomeni di evasione fiscale concentrati in specifiche categorie o aree
Il quadro della Lombardia, pur all’interno di un contesto nazionale di crescita, si caratterizza dunque per una coesistenza di eccellenze e criticità, con la necessità di politiche di riequilibrio capaci di ridurre le distanze tra territori e garantire maggiori opportunità di sviluppo sostenibile per tutta la popolazione regionale.