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Auto diesel e benzina sono ancora più convenienti dell'elettrico secondo dati Unem ma non tutti sono d'accordo

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

Diesel, benzina o elettrico? Dati Unem su costi e convenienza, confrontando le diverse alimentazioni non solo sulle spese di percorrenza, ma anche su manutenzione, incentivi, abitudini.

Negli ultimi mesi, la discussione riguardante il risparmio nella scelta tra veicoli diesel, benzina o elettrici è tornata al centro del dibattito pubblico. Questo, anche grazie ai dati resi noti durante l'assemblea dell'Unem, l'ex Unione Petrolifera, che hanno suscitato reazioni contrastanti e spinto numerosi automobilisti e addetti ai lavori a interrogarsi sulla reale convenienza delle diverse soluzioni di mobilità. Il focus su costi di percorrenza e metodologia di confronto tra carburanti tradizionali e energia elettrica ha acceso nuovamente il dibattito sull'accessibilità e il vantaggio economico della motorizzazione elettrica nel contesto italiano. L'obiettivo è offrire una lettura chiara e qualificata su una questione complessa che va ben oltre il semplice prezzo di acquisto o di ricarica, tenendo conto di indicazioni normative, variabili personali e realtà infrastrutturali diverse da regione a regione.

I dati Unem: quanto costano benzina, diesel ed elettrico

Secondo i dati diramati da Unem nell'aprile 2026, il confronto tra i costi di utilizzo di auto a benzina, diesel ed elettriche si basa su valori omologati e rappresentativi del mercato attuale. L'associazione ha calcolato la percorrenza che si può ottenere con cento euro di spesa energetica:

  • Elettrica: 610 km
  • Benzina: 951 km
  • Diesel: 1.000 km
Questi numeri sono stati diffusi ampiamente sui media e ripresi da fonti autorevoli. Tuttavia, il calcolo si basa su costi di energia elettrica riferiti alle tariffe più elevate delle colonnine pubbliche e non considera la varietà di scenari domestici. In realtà, avendo la possibilità di ricaricare un veicolo elettrico presso la propria abitazione a tariffe inferiori (anche 0,25 €/kWh), con 100 euro è possibile percorrere ben oltre 2.000 km, evidenziando che il vantaggio può ribaltarsi se si tiene conto delle opzioni domestiche. Le tariffe per la ricarica pubblica veloce, invece, possono arrivare anche a 0,70 €/kWh, ma questa rappresenta l'eccezione piuttosto che la regola per la maggioranza degli utenti privati.

Le fonti Unem partono da dati di omologazione nazionale, senza quindi considerare le condizioni reali di utilizzo e la variabilità regionale delle tariffe. È evidente quindi che l'analisi, così presentata, offre solo una porzione della realtà del mercato.

Fonti, metodologie e attendibilità delle informazioni diffuse

L'elaborazione dei costi di percorrenza comunicata da Unem, in quanto associazione di rappresentanza della filiera petrolifera, non può essere ritenuta pienamente imparziale. Il calcolo si basa sul prezzo dell'energia elettrica delle colonnine pubbliche più onerose, trascurando la possibilità per molti automobilisti di accedere a tariffe domestiche oppure agevolate con abbonamenti specifici.

Numerosi esperti del settore, oltre che testate indipendenti, hanno messo in dubbio la solidità delle stime diffuse. Basti pensare che, con un consumo medio di 6-7 km/kWh, chi può ricaricare a casa propria a tariffe basse può teoricamente percorrere oltre 2.400 km con 100 euro, evidenziando differenze sostanziali rispetto ai dati Unem. Le stesse riviste specializzate, come Quattroruote, segnalano che, supponendo un costo medio del kWh di 0,60 €, si raggiungono percorrenze con l'auto elettrica nettamente più elevate di quelle pubblicizzate dall'associazione petrolifera.

In questa prospettiva, la metodologia di confronto adottata da Unem risulta parziale e poco rappresentativa della varietà di situazioni reali, motivo per cui è stato sollevato più volte il tema dell'attendibilità delle fonti e dell'importanza di raffrontare applicazioni concrete, non solo dati medi teorici.

Quanto incide ricarica domestica o pubblica sulla convenienza

Il fattore ricarica incide in modo determinante sulla valutazione economica dell'auto elettrica rispetto alle endotermiche. Ricaricare presso la propria abitazione garantisce l'accesso a prezzi molto inferiori rispetto alle postazioni pubbliche, portando i costi di percorrenza dell'auto a batteria a livelli sensibilmente più vantaggiosi. I dati lo confermano:

Modalità ricarica

Costo/100 km

Domestica (0,25-0,35 €/kWh)

3,5-5 €

Colonnina pubblica AC (0,50-0,60 €/kWh)

7,5-9 €

Public Fast/Ultra Fast DC (0,70 €/kWh)

10,5 €

Tali valori vanno confrontati con una spesa di 8-10 euro per percorrere 100 km con benzina e 7-8 euro con diesel (dati su consumi medi reali riferiti al 2026). La presenza di un impianto fotovoltaico domestico, inoltre, può ridurre quasi a zero il costo energetico di una city car elettrica ammortizzando gradualmente l'investimento iniziale nei pannelli. Al contrario, chi dipende esclusivamente dalle colonnine pubbliche, specie in autostrada, sperimenta costi superiori e la convenienza dell'elettrico si riduce notevolmente. È proprio la disponibilità di infrastruttura domestica o aziendale la variabile che segmenta maggiormente il mercato e rende opportuna una valutazione caso per caso.

Altri costi e vantaggi: manutenzione, incentivi e valore residuo

Nel confronto tra differenti tipi di auto, vanno valutati anche:

  • Costi di manutenzione. Le vetture elettriche non necessitano di sostituzione olio o cinghie e hanno meno componenti soggetti a usura, riducendo nel tempo le spese rispetto alle auto tradizionali.
  • Incentivi statali e regionali. L'esenzione dal bollo per 5 anni, agevolazioni ZTL e accesso gratuito al parcheggio rappresentano vantaggi concreti in diverse città.
  • Valore residuo. Le BEV hanno mostrato negli ultimi anni una buona tenuta del valore, con una riduzione della svalutazione, secondo dati MOTUS-E, favorita anche dal costante sviluppo tecnologico e dall'aumento della domanda.
Le auto endotermiche, d'altro canto, beneficiano di una rete di assistenza diffusa e prevedibilità nei costi di gestione di lungo termine, elementi non trascurabili soprattutto in contesti meno dinamici. Risulta evidente come la valutazione di convenienza non sia mai ascrivibile solo alla voce spesa carburante: va integrata con l'analisi di voci fiscali, spese generali e contributi che variano per modello, luogo e situazione personale.

Variabili individuali e contesto abitativo: chi può risparmiare?

L'effettivo risparmio dell'auto elettrica dipende dal profilo d'uso e dalle condizioni abitative specifiche. Analizzando la realtà italiana, emergono forti differenze:

  • Chi dispone di box privato o posto auto condominiale con wallbox può sfruttare i costi domestici al minimo.
  • La presenza di pannelli fotovoltaici, specie nei contesti suburban e rurali, consente un abbattimento dei costi a medio e lungo termine.
  • Gli abitanti delle grandi città senza posteggio privato sono costretti a servirsi delle stazioni pubbliche, penalizzando la convenienza complessiva.
  • Il chilometraggio annuo incide notevolmente: chi percorre molti chilometri beneficia maggiormente dei risparmi energetici e della riduzione della manutenzione.
Restano quindi differenze sostanziali basate sulla disponibilità di infrastrutture, frequenza di percorrenza e capacità di sostenere investimenti iniziali. La scelta risulta perciò particolarmente soggettiva e va parametrata alle proprie abitudini e possibilità logistiche.

Cosa dicono le esperienze e i confronti sul campo

Non mancano luoghi comuni e fraintendimenti attorno alla sostenibilità economica della mobilità a batteria. Molti automobilisti riportano esperienze positive, affermando di percorrere oltre 1.000 km al mese con costi di energia pari o inferiori agli abbonamenti promozionali. Altri, invece, sottolineano la rapidità della ricarica presso le colonnine fast di ultima generazione, capace di portare l'auto dal 10% all'80% in meno di 20 minuti su modelli dotati di architettura a 800V.

Le testimonianze raccolte evidenziano l'ampia variabilità delle condizioni d'uso e smontano molte delle convinzioni secondo cui l'elettrico sarebbe accessibile solo a una élite. Vi sono comunque criticità segnalate, come la difficoltà di aggiornarne l'infrastruttura domestica nei condomini meno recenti, i costi d'investimento e le limitazioni nelle ricariche rapide in autostrada. Alcuni utenti sottolineano i risparmi extra, ad esempio mediante buoni ricarica o servizi aziendali, ampliando ulteriormente l'orizzonte dei risparmi potenziali.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...