Diesel, benzina o elettrico? Dati Unem su costi e convenienza, confrontando le diverse alimentazioni non solo sulle spese di percorrenza, ma anche su manutenzione, incentivi, abitudini.
Negli ultimi mesi, la discussione riguardante il risparmio nella scelta tra veicoli diesel, benzina o elettrici è tornata al centro del dibattito pubblico. Questo, anche grazie ai dati resi noti durante l'assemblea dell'Unem, l'ex Unione Petrolifera, che hanno suscitato reazioni contrastanti e spinto numerosi automobilisti e addetti ai lavori a interrogarsi sulla reale convenienza delle diverse soluzioni di mobilità. Il focus su costi di percorrenza e metodologia di confronto tra carburanti tradizionali e energia elettrica ha acceso nuovamente il dibattito sull'accessibilità e il vantaggio economico della motorizzazione elettrica nel contesto italiano. L'obiettivo è offrire una lettura chiara e qualificata su una questione complessa che va ben oltre il semplice prezzo di acquisto o di ricarica, tenendo conto di indicazioni normative, variabili personali e realtà infrastrutturali diverse da regione a regione.
Secondo i dati diramati da Unem nell'aprile 2026, il confronto tra i costi di utilizzo di auto a benzina, diesel ed elettriche si basa su valori omologati e rappresentativi del mercato attuale. L'associazione ha calcolato la percorrenza che si può ottenere con cento euro di spesa energetica:
Le fonti Unem partono da dati di omologazione nazionale, senza quindi considerare le condizioni reali di utilizzo e la variabilità regionale delle tariffe. È evidente quindi che l'analisi, così presentata, offre solo una porzione della realtà del mercato.
L'elaborazione dei costi di percorrenza comunicata da Unem, in quanto associazione di rappresentanza della filiera petrolifera, non può essere ritenuta pienamente imparziale. Il calcolo si basa sul prezzo dell'energia elettrica delle colonnine pubbliche più onerose, trascurando la possibilità per molti automobilisti di accedere a tariffe domestiche oppure agevolate con abbonamenti specifici.
Numerosi esperti del settore, oltre che testate indipendenti, hanno messo in dubbio la solidità delle stime diffuse. Basti pensare che, con un consumo medio di 6-7 km/kWh, chi può ricaricare a casa propria a tariffe basse può teoricamente percorrere oltre 2.400 km con 100 euro, evidenziando differenze sostanziali rispetto ai dati Unem. Le stesse riviste specializzate, come Quattroruote, segnalano che, supponendo un costo medio del kWh di 0,60 €, si raggiungono percorrenze con l'auto elettrica nettamente più elevate di quelle pubblicizzate dall'associazione petrolifera.
In questa prospettiva, la metodologia di confronto adottata da Unem risulta parziale e poco rappresentativa della varietà di situazioni reali, motivo per cui è stato sollevato più volte il tema dell'attendibilità delle fonti e dell'importanza di raffrontare applicazioni concrete, non solo dati medi teorici.
Il fattore ricarica incide in modo determinante sulla valutazione economica dell'auto elettrica rispetto alle endotermiche. Ricaricare presso la propria abitazione garantisce l'accesso a prezzi molto inferiori rispetto alle postazioni pubbliche, portando i costi di percorrenza dell'auto a batteria a livelli sensibilmente più vantaggiosi. I dati lo confermano:
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Modalità ricarica |
Costo/100 km |
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Domestica (0,25-0,35 €/kWh) |
3,5-5 € |
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Colonnina pubblica AC (0,50-0,60 €/kWh) |
7,5-9 € |
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Public Fast/Ultra Fast DC (0,70 €/kWh) |
10,5 € |
Tali valori vanno confrontati con una spesa di 8-10 euro per percorrere 100 km con benzina e 7-8 euro con diesel (dati su consumi medi reali riferiti al 2026). La presenza di un impianto fotovoltaico domestico, inoltre, può ridurre quasi a zero il costo energetico di una city car elettrica ammortizzando gradualmente l'investimento iniziale nei pannelli. Al contrario, chi dipende esclusivamente dalle colonnine pubbliche, specie in autostrada, sperimenta costi superiori e la convenienza dell'elettrico si riduce notevolmente. È proprio la disponibilità di infrastruttura domestica o aziendale la variabile che segmenta maggiormente il mercato e rende opportuna una valutazione caso per caso.
Nel confronto tra differenti tipi di auto, vanno valutati anche:
L'effettivo risparmio dell'auto elettrica dipende dal profilo d'uso e dalle condizioni abitative specifiche. Analizzando la realtà italiana, emergono forti differenze:
Non mancano luoghi comuni e fraintendimenti attorno alla sostenibilità economica della mobilità a batteria. Molti automobilisti riportano esperienze positive, affermando di percorrere oltre 1.000 km al mese con costi di energia pari o inferiori agli abbonamenti promozionali. Altri, invece, sottolineano la rapidità della ricarica presso le colonnine fast di ultima generazione, capace di portare l'auto dal 10% all'80% in meno di 20 minuti su modelli dotati di architettura a 800V.
Le testimonianze raccolte evidenziano l'ampia variabilità delle condizioni d'uso e smontano molte delle convinzioni secondo cui l'elettrico sarebbe accessibile solo a una élite. Vi sono comunque criticità segnalate, come la difficoltà di aggiornarne l'infrastruttura domestica nei condomini meno recenti, i costi d'investimento e le limitazioni nelle ricariche rapide in autostrada. Alcuni utenti sottolineano i risparmi extra, ad esempio mediante buoni ricarica o servizi aziendali, ampliando ulteriormente l'orizzonte dei risparmi potenziali.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...