Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Autovelox, in arrivo decreto che ridefinisce omologazione e rende i ricorsi più difficili contro sanzioni

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Il nuovo decreto sugli autovelox ridefinisce l'omologazione, introduce regole più chiare e incide sulla validità delle multe. Effetti su ricorsi, prassi comunali, sicurezza, e il censimento dei dispositivi.

L’attesa riforma in materia di rilevamento della velocità su strada sta per vedere la luce con il nuovo decreto ministeriale dedicato agli autovelox. Il provvedimento, trasmesso a Bruxelles per la procedura di notifica europea TRIS lo scorso febbraio e giunto ormai alla fine dell’iter senza osservazioni da parte degli organi comunitari, si appresta ad essere formalmente adottato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di una risposta tanto attesa alla confusione normativa che negli ultimi anni ha generato una crescita esponenziale dei ricorsi, profondi dubbi interpretativi e una situazione di incertezza sia per le amministrazioni locali sia per gli automobilisti.

Il tema oggetto della riforma riguarda principalmente la distinzione tra dispositivi semplicemente approvati e quelli formalmente omologati secondo procedure tecniche diventate nel tempo sempre più stringenti. L’assenza di regole chiare e uniformi, unita a pronunce contrastanti della giurisprudenza, ha reso necessario un quadro normativo stabile, in grado di garantire trasparenza, affidabilità e sicurezza in ogni fase dell’accertamento delle violazioni. Con l’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove disposizioni, si apre quindi una fase nuova per la gestione e la validità delle multe per eccesso di velocità in Italia.

Dalla confusione normativa alle nuove regole: cosa cambia con il decreto omologazione

Negli ultimi anni, l’ordinamento italiano ha vissuto una profonda incertezza relativa alla validità delle multe elevate tramite autovelox. La causa principale di questa instabilità è stato il diverso trattamento giuridico riservato ai concetti di "approvazione" ed "omologazione" dei dispositivi di rilevamento velocità. Numerosi enti locali hanno continuato a utilizzare apparecchi semplicemente approvati, ma la Corte di Cassazione aveva tracciato una linea ben precisa in una serie di ordinanze recenti, ribadendo che la sola approvazione non equivale a una valida omologazione secondo l’articolo 142 del Codice della strada.

Il nuovo decreto, atteso dopo la chiusura senza rilievi della consultazione europea, si propone di ripristinare la certezza normativa e tecnica. Ecco i principali cambiamenti introdotti:

  • Uniformità delle regole: Vengono stabilite procedure univoche per la procedura di omologazione dei dispositivi, che erano mancanti da anni nel panorama italiano.
  • Definizione dei dispositivi validi: Dal 15° giorno successivo alla pubblicazione, alcuni strumenti, finora solo approvati ma presenti nell’elenco ministeriale post-2017, saranno riconosciuti automaticamente come omologati.
  • Procedura semplificata per "quasi in regola": I dispositivi approvati prima del 2017, ma con adeguata documentazione tecnica, potranno essere rapidamente omologati secondo un iter breve.
  • Trasparenza amministrativa: I Comuni dovranno mantenere aggiornata l’iscrizione dei dispositivi nella piattaforma del Ministero. Solo così potranno essere considerati regolarmente autorizzati e omologati.
Sul piano pratico, la riforma ridurrà drasticamente contenziosi e incertezze sulle sanzioni elevate tramite dispositivi conformi alle nuove regole. Resteranno aperte, tuttavia, le cause già avviate per accertamenti precedenti: su queste continuerà a valere il quadro giuridico vigente al momento delle infrazioni.

Approvazione, omologazione, taratura: evoluzione giuridica e tecnicità dei dispositivi

Approfondendo il quadro dei controlli elettronici utilizzati per il rilevamento della velocità, è fondamentale distinguere tra tre concetti spesso confusi sia dal legislatore sia dalla prassi amministrativa:

  • Approvazione: si tratta del riconoscimento ministeriale della conformità di un prototipo alle specifiche tecniche dichiarate dal produttore. Consente l’immissione in commercio e l’utilizzo del modello, ma non garantisce la piena rispondenza alle più severe prescrizioni legali richieste per la rilevazione delle sanzioni.
  • Omologazione: rappresenta l’attestazione formale e tecnica che il dispositivo rispetta tutti i requisiti legali e può essere usato come fonte di prova valida. Solo l’omologazione certifica che quella precisa apparecchiatura possiede la precisione e le caratteristiche tecniche indispensabili per l’accertamento automatico delle infrazioni.
  • Taratura: riguarda le verifiche periodiche e la calibrazione dello strumento per assicurare la precisione delle misurazioni nel tempo. La normativa richiede che ogni autovelox venga sottoposto a controlli almeno annuali, secondo le specifiche del manuale d’uso e della regolamentazione tecnica.
Nel tempo, le pronunce giudiziarie e le circolari ministeriali hanno attribuito a ciascuna di queste procedure significati diversi e talvolta opposti. L’assenza di un regolamento di dettaglio sull’omologazione per molti anni ha alimentato la "zona grigia" delle sanzioni elevate con dispositivi solo approvati. La riforma mira a superare definitivamente questa incertezza, mettendo al centro la trasparenza e la garanzia tecnica dei controlli a tutela sia dei cittadini che della pubblica amministrazione.

Il nodo delle pronunce della Cassazione e le ricadute sui ricorsi

La giurisprudenza recente aveva generato una vera pioggia di ricorsi e annullamenti di verbali per infrazioni rilevate da strumenti non adeguatamente omologati. Nello specifico, due orientamenti si sono avvicendati:

  • Linea "rigida" della Suprema Corte: con le ordinanze n. 10505/2024 e n. 1332/2025, la Cassazione ha chiarito che solo dispositivi formalmente omologati garantiscono la validità della sanzione amministrativa per eccesso di velocità. L’approvazione ministeriale, secondo la Corte, non sarebbe sufficiente.
  • Parziale revisione nella prassi giudiziaria: la successiva decisione n. 7374/2026 ha aperto una breccia, affermando che in determinate condizioni la multa può essere valida anche in assenza di omologazione formale, spostando l’attenzione sull’affidabilità delle misurazioni più che sul titolo omologativo.
Questi contrasti hanno reso il contesto complesso e mutevole, favorendo interpretazioni divergenti in sede locale e accentuando l’incertezza sia per i Comuni che per gli automobilisti. Tuttavia, la nuova normativa mira a stabilire un quadro chiaro, riducendo l’area del contenzioso grazie a regole definite e ad una gestione documentale trasparente.

Fine delle multe contestabili? Validità, sanatorie e rischi di nuovo contenzioso

Il principale interrogativo sollevato dagli operatori del settore è se la pubblicazione del decreto segnerà la fine delle controversie giudiziarie sulle multe automatiche. Da un lato, infatti, il provvedimento mira a razionalizzare e standardizzare le procedure per ridurre i margini di contestazione, specie sulle sanzioni elevate dai dispositivi previsti come automaticamente omologati. Tuttavia, permangono alcune zone di incertezza potenziale:

  • Le multe già impugnate resteranno soggette al regime giuridico precedente, perché la legittimità della sanzione viene valutata secondo la normativa vigente al tempo dell’infrazione.
  • La disposizione che “sanatoria” i 15 modelli più diffusi rappresenta una soluzione d’urgenza, ma secondo alcuni giuristi potrebbe sollevare nuove questioni in ordine ai limiti dei poteri ministeriali e all’efficacia retroattiva degli atti amministrativi.
  • Il rischio di nuovi ricorsi non può essere escluso a priori: sia per la questione del rispetto formale della procedura, sia per la competenza attribuita da parte del Ministero delle Infrastrutture rispetto a eventuali profili metrologici di competenza del Ministero delle Imprese.
Sono elementi che, se da un lato migliorano la chiarezza operativa per il futuro, dall’altro potrebbero portare casi test avanti ai tribunali e, in ultima analisi, richiedere una ulteriore interpretazione da parte delle Corti superiori.

La lista dei 15 autovelox sanati dal nuovo decreto

Uno dei punti più controversi del nuovo impianto è rappresentato dalla "sanatoria" per 15 apparecchiature di controllo elettronico già approvate ai sensi del decreto ministeriale n. 282 del 13 giugno 2017. Dal 15 ° giorno dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, questi modelli verranno considerati formalmente omologati senza necessità di ulteriori passaggi. Si tratta di dispositivi particolarmente diffusi e impiegati su arterie strategiche per il controllo della velocità:

Marca e modello Decreto dirig. di approvazione
Autovelox 106 n. 476 del 09/12/2025
Vrs-Evo-T12-5-R n. 342 del 02/10/2025
Velocar Red&Speed Evo-R n. 342 del 02/10/2025
Celeritas Mse 2021 n. 401 del 19/08/2024
Tutor 3.0 n. 305 del 20/06/2024
Vergilius Plus n. 149 del 27/03/2024
Celeritas Mvd 2022 n. 290 del 25/07/2023
Vrs Evo 2 n. 271 dell’11/07/2023
T-Exspeed n. 236 del 05/06/2023
K53800_Speed n. 549 del 21/12/2021
Tcs - Traffic Control System n. 378 del 09/09/2021
Autosc@N Speed n. 356 del 18/08/2021
Celeritas Mvd 2020 n. 349 del 16/08/2021
Aguia Red & Speed n. 48 del 01/03/2021
Velocar Red&Speed Evo M n. 5240 del 31/08/2017

Da un lato, l’elenco offre immediata certezza per migliaia di accertamenti pendenti; dall’altro, viene contestata sotto il profilo giuridico la possibilità che un atto amministrativo possa trasformare ex post un’approvazione in omologazione. Questo scenario potrà avere effetti sia nella validità dei verbali futuri sia nell’avvio di ulteriori impugnazioni da parte di chi ritiene leso il proprio diritto ad un procedimento regolare.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...