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Badanti, da come cambiano i contratti con decreto 1 Maggio alla proposta di un albo ufficiale e modifiche Irpef

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Il settore delle badanti affronta profonde novità nel 2026: dai cambiamenti nei contratti e nella gestione Irpef, all'ipotesi di un albo ufficiale e nuovi obblighi per famiglie e lavoratrici.

Le famiglie e le lavoratrici stanno affrontando un cambiamento storico nel settore delle badanti. In pochi mesi, nuove regole e possibili semplificazioni fiscali stanno per cambiare in modo profondo la gestione di decine di migliaia di rapporti di lavoro domestico in Italia. L'urgenza di aggiornarsi e adeguarsi è massima: tra nuove regole sulle ferie, aggiornamenti dei minimi retributivi e scenari fiscali con la ritenuta gestita dall'INPS, il 2026 rappresenta una svolta.

Il legislatore non si è limitato a un semplice aggiornamento normativo. Il nuovo impianto normativo e contrattuale porta novità con impatti diretti su ferie, busta paga, versamenti contributivi e tutele. L'introduzione di una proposta di albo ufficiale per le badanti, oltre alla ritenuta d'acconto Irpef con gestione centralizzata INPS, alimenta grandi aspettative, ma anche dubbi concreti sulla gestione e sulla ricaduta pratica per famiglie e lavoratori.

Dati ISTAT e INPS segnalano l'importanza strutturale della categoria: oltre un milione di persone opera nel lavoro domestico, di cui circa la metà con regolare contratto. I cambiamenti al quadro normativo coinvolgono direttamente almeno 400.000 famiglie datori di lavoro regolari e centinaia di migliaia di lavoratrici che forniscono un servizio essenziale alle fasce più fragili della popolazione.

Cosa prevede il nuovo decreto 1 Maggio: modifiche a ferie, retribuzioni e contributi

Il decreto del 1 Maggio rappresenta una delle più significative riforme degli ultimi anni per il lavoro domestico. Vediamone gli aspetti chiave:

  • Revisione strutturale delle ferie annuali. Viene fissato il diritto a un periodo di riposo retribuito non inferiore alle 4 settimane, finalmente equiparando la disciplina delle badanti a quella degli altri lavoratori dipendenti. Il datore di lavoro può concordare la suddivisione delle ferie in modo flessibile, ma non può sostituirle con indennità economica salvo cessazione del rapporto.
  • Aumento dei minimi retributivi. Ulteriori aumenti adeguano le retribuzioni minime all'inflazione ISTAT, con aggiornamento automatico e aggancio ai livelli previsti nei nuovi CCNL. I livelli salariali per colf e badanti conviventi e non conviventi sono ora differenziati in relazione a mansioni e specializzazioni; tabelle dettagliate vengono pubblicate annualmente dai sindacati di categoria in collaborazione con il Ministero del Lavoro.
  • Contributi previdenziali: aliquote e modalità di versamento. Vengono definite nuove aliquote a carico di datore e lavoratore, aggiornate ma ancora inferiori a molti altri comparti. La continuità assicurativa (INPS, INAIL) resta garantita anche nei casi di assunzione temporanea, e sono introdotti controlli più stringenti sui versamenti mensili.
Novità importanti riguardano anche il conteggio degli scatti di anzianità, la gestione delle assenze, la trasparenza delle buste paga e la regolarità della posizione assicurativa. Il decreto detta indicazioni chiare sulla documentazione obbligatoria da fornire al lavoratore all’atto dell’assunzione e in caso di modifiche contrattuali, inclusa la comunicazione scritta dei dettagli di impiego, livelli di retribuzione, orario, ferie maturate, modalità di cessazione, preavviso e liquidazione.

Nei casi di rapporto convivente, si conferma l’obbligo di garantire vitto e alloggio adeguati, con valore convenzionale comunicato annualmente dall’INPS ai fini fiscali e contributivi. Per le lavoratrici straniere, è ribadita la necessità di un permesso di soggiorno valido in fase di assunzione e per il rinnovo.

L’armonizzazione tra contratti collettivi si realizza anche tramite la comunicazione di assunzione obbligatoria, da effettuarsi telematicamente il giorno prima dell’avvio del lavoro, con valore per INPS, INAIL, Uffici Territoriali e Centri per l’Impiego.

Tabella riassuntiva cambiamenti principali:

Area Situazione pre-decreto Situazione dopo il decreto
Ferie Più frammentate, talvolta inferiori a 4 settimane Almeno 4 settimane di diritto effettivo
Retribuzioni minime Variazioni annuali non sempre in linea ISTAT Aggiornamento automatico e livelli CCNL chiari
Contributi INPS/INAIL Aliquote meno coordinate e controlli blandi Aliquote riviste, maggiori verifiche versamenti

Albo ufficiale delle badanti: proposta e potenziali vantaggi

La proposta dell’albo ufficiale per le badanti è tra le novità in discussione destinate a cambiare profondamente il settore. Il disegno prevede la creazione di un elenco nazionale delle professioniste e dei professionisti del lavoro domestico, accessibile ai datori e supervisionato da enti pubblici e parti sociali.

Ecco i punti di forza dell’iniziativa:

  • Certificazione delle competenze: l’iscrizione è vincolata a titoli, esperienze e corsi di formazione riconosciuti, con possibilità di aggiornamento tramite moduli gestiti da enti abilitati.
  • Trasparenza per famiglie e consultenti: consultando l’albo si possono verificare qualifiche, casellario giudiziale e referenze, semplificando la selezione e rendendo più sicuro l’inserimento in famiglia.
  • Tutela del lavoratore: lo status di iscritto offre vantaggi contrattuali, priorità per bandi pubblici e accesso a percorsi formativi e di previdenza integrativa.
  • Lotta al lavoro nero e all’intermediazione illecita: la presenza pubblica di nominativi limita le pratiche abusive, agevolando la regolarizzazione e l’azione di vigilanze ed enti ispettivi.
La proposta, sul modello degli albi degli educatori professionali, prevede:
  • iscrizione gratuita o a bassissimo costo
  • modulistica unica nazionale e aggiornamenti annuali
  • obbligo di aggiornamento professionale per rinnovo
  • possibilità di consultazione tramite SPID da parte di famiglie e consulenti del lavoro
Secondo dati di settore, l’istituzione di un registro unico permetterebbe di tracciare l’intero percorso lavorativo dei soggetti, aumentando sia la qualità del servizio che la tutela della legalità. Inoltre, la collaborazione tra enti pubblici e associazioni consentirebbe di attivare, in tempi brevissimi, percorsi di inserimento per nuove lavoratrici, particolarmente importante nelle regioni dove la richiesta di assistenza agli anziani è in forte crescita.

Sfide da risolvere includono la necessità di evitare sovrapposizioni con altri albi (es. OSS) e di tutelare lavoratori stranieri in fase di regolarizzazione. Il consenso tra le parti è ampio, ma sarà decisiva la definizione dei criteri d’accesso e dei sistemi di riconoscimento delle qualifiche pregresse.

La nuova ipotesi di ritenuta Irpef gestita dall'INPS: come funziona e impatti pratici

Un tema di grande rilievo operativo è l’ipotesi di gestione centralizzata della ritenuta Irpef direttamente a cura dell’INPS. La misura riguarda badanti e colf, con l’obiettivo di semplificare la vita alle famiglie datori di lavoro e garantire una maggiore certezza fiscale.

Meccanismo proposto:

  • In fase di pagamento stipendio, il datore versa l’intero importo all’INPS
  • L’INPS trattiene e versa la quota Irpef dovuta, restituendo la parte netta (al netto delle imposte) al lavoratore
  • Tutte le certificazioni (CU) e gli adempimenti vengono generati direttamente dall’ente previdenziale, eliminando complicazioni (e rischi di errore) per chi assume.
Implicazioni pratiche molto rilevanti:
  • Stop a errori e sanzioni sulla trattenuta: il calcolo preciso spetta all’ente, che aggiorna immediatamente sulle nuove aliquote e soglie di detrazione. Vengono evitati problemi di doppia imposizione o mancato versamento causa dimenticanze o errori di calcolo.
  • Semplificazione per famiglie e consulenti: non sarà più necessario presentare l'F24 per ogni lavoratore domestico, riducendo notevolmente i rischi di irregolarità involontaria e rendendo la procedura più snella per chi gestisce più rapporti.
  • Tracciabilità e velocità: tutti i pagamenti, sia netti che contributivi e fiscali, transiteranno da un unico canale, con possibilità di attivare procedure automatiche (addebiti bancari ricorrenti) e reportistica aggiornata sul cassetto previdenziale del datore di lavoro, consultabile online.
Dal punto di vista delle lavoratrici:
  • le dichiarazioni (CU e 730 precompilato) saranno automaticamente aggiornate con l’importo esatto delle ritenute; sarà così garantita la possibilità di credito/detrazione fiscale effettiva in fase di dichiarazione dei redditi
  • si dovrebbe procedere anche alla semplificazione della detrazione per familiari a carico, inserendo le istruzioni in piattaforma digitale INPS
Il progetto è in fase avanzata di studio e confronti tecnici tra Ministero, INPS e Agenzia delle Entrate, con la prospettiva di estendere il modello anche al resto del lavoro domestico (baby-sitter, custodi, giardinieri). Il suo successo operativo dipenderà dalla precisione delle interoperabilità informatiche tra enti e dalla facilità d’uso per il cittadino privato.

Confronto con il sistema attuale: cosa cambia per i datori di lavoro e le famiglie

Attualmente, la gestione del contratto di una badante obbliga il datore privato a una molteplicità di adempimenti, spesso fonte di incertezza e rischio di errori:

  • Comunicazione obbligatoria d’assunzione telematica all’INPS
  • Compilazione mensile dei bollettini contributivi su base ore/livello/retribuzione
  • Gestione autonoma della busta paga e delle trattenute fiscali (Irpef), spesso tramite software privati o CAF
  • Ritenute e versamenti: presentazione degli F24 per l’Irpef, spesso non correttamente parametrati e soggetti a controlli ex post da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Calcolo ferie, ratei, scatti di anzianità, TFR
Le novità introdotte e le proposte in atto (albo, ritenuta Irpef INPS, revisione del decreto 1 maggio) semplificano radicalmente numerose fasi. Un esempio pratico:
  • La nuova CU sarà generata automaticamente da INPS per tutti i lavoratori domestici; non occorrerà più richiedere la consulenza fiscale annuale solo per la documentazione.
  • Il datore privato non dovrà più verificare ogni singolo aggiornamento normativo su ferie, scatti, minimi retributivi: la piattaforma automatizza i calcoli e invia alert in caso di variazione rispetto al regime precedente.
  • Il rischio di dimenticanze o errori sui pagamenti contributivi e fiscali (cosa oggi frequente) viene azzerato dal meccanismo unico centralizzato e dalla reportistica mensile.
Benefit lato famiglia:
  • Riduzione del tempo/energia necessari per la gestione ordinaria
  • Maggior sicurezza in caso di controlli incrociati tra enti e in sede di richiesta di detrazioni/deduzioni fiscali
  • Meno ricorso (e quindi meno costi) a servizi di intermediari e CAF.

Cosa fare subito: consigli pratici per lavoratrici, famiglie e consulenti

In attesa della piena attuazione delle novità e della completa messa online delle piattaforme gestite da INPS, è importante che famiglie, lavoratrici e consulenti si impegnino sempre a:
  • Monitorare regolarmente i minimi retributivi ufficiali: consultare i siti istituzionali (Ministero del Lavoro, INPS, associazioni di categoria) e aggiornare la busta paga alla data prevista dalle nuove tabelle.
  • Verificare la corretta maturazione delle ferie: assicurarsi che almeno 4 settimane di riposo siano garantite ogni anno e che eventuali indennità di ferie non godute siano corrisposte solo in caso di chiusura rapporto.
  • Effettuare comunicazioni di assunzione, variazione e cessazione sempre tramite i canali ufficiali INPS; prediligere i servizi telematici ed evitare la carta.
  • Tenere traccia sistematica di tutte le ricevute e versamenti (contributi, TFR, indennità, ritenute), preferendo pagamenti tracciati a bonifici/carte elettroniche, anche in vista delle future detrazioni fiscali.
  • Utilizzare (quando disponibile) la piattaforma del Libretto di Famiglia e del Cassetto Previdenziale INPS, che offre alert automatici e report di sintesi periodica per evitare dimenticanze o irregolarità.
  • Contattare i patronati, le associazioni di categoria e i consulenti del lavoro per aggiornamenti sulle ultime novità legislative, specie in caso di rinnovo o nuova assunzione.
  • Avere sempre pronta la documentazione su permesso di soggiorno per lavoratrici straniere e aggiornare tempestivamente ogni scadenza collegata.
Per le lavoratrici, è opportuno:
  • Monitorare il proprio estratto contributivo INPS almeno una volta all’anno, per verificare correttezza delle registrazioni e cumulo di periodi coperti da assicurazione.
  • Richiedere sempre la busta paga dettagliata e assicurarsi che CU, ferie, TFR, detrazioni siano riportate con chiarezza.
  • Conservare tutte le ricevute di pagamento per eventuali verifiche, domande di prestazioni o controversie.





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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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