L'attuale situazione di Banca Progetto rappresenta una delle sfide più complesse per il settore creditizio italiano degli ultimi anni. L'istituto milanese, noto per la sua specializzazione nei finanziamenti alle PMI, si trova al centro di una crisi che mette in discussione la sostenibilità della sua continuità operativa. La struttura dell'intervento di salvataggio è divenuta particolarmente delicata a causa dell'elevato ammontare di crediti deteriorati in portafoglio, delle indagini giudiziarie in corso e della necessità di tutela per clienti, investitori e fornitori.
La crisi evidenzia quanto le condizioni di mercato, i regolamenti più stringenti e le dinamiche legate alla digitalizzazione abbiano inciso sui modelli di business delle cosiddette challenger bank. Negli ultimi mesi, diverse realtà analoghe hanno affrontato difficoltà analoghe, segnando un cambio di paradigma che interessa l’intero comparto bancario italiano. Il piano di salvataggio predisposto coinvolge attivamente il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e le maggiori banche del paese, ma il percorso appare ostacolato da numerose incognite di natura finanziaria, regolamentare e giudiziaria.
Le cause della crisi di Banca Progetto: crediti deteriorati, indagini e cambi di scenario
Le origini delle difficoltà dell’istituto affondano principalmente nell’aumento considerevole dei Non-Performing Loans (NPL), ovvero quei prestiti che non vengono più rimborsati secondo i termini contrattuali. Questi crediti deteriorati, accumulatisi in pochi anni, sono in larga parte riconducibili a finanziamenti garantiti dallo Stato destinati alle piccole e medie imprese.
Alcuni elementi specifici hanno aggravato la situazione:
- Crescita degli NPL: Nel biennio precedente, su 2,7 miliardi di euro di nuovi prestiti concessi, oltre 2 miliardi avevano garanzia pubblica MCC e più di 600 milioni la copertura di SACE.
- Indagini giudiziarie: Le autorità hanno acceso i riflettori sull’eventuale coinvolgimento di società legate alla criminalità organizzata nella concessione dei finanziamenti. Secondo le risultanze investigative, una parte significativa del portafoglio risulterebbe viziata da irregolarità, minando l’efficacia delle garanzie pubbliche in caso di recupero.
- Modifica del contesto regolamentare: Nuove regole sulla gestione del rischio e sul capitale hanno messo sotto pressione le banche digitali e rafforzato i requisiti patrimoniali.
- Contesto economico mutato: L’era dei tassi zero ha favorito la crescita delle challenger bank, ma il rialzo dei tassi di interesse ha elevato i costi di raccolta e compresso i margini, rendendo il modello meno redditizio.
Ulteriori pressioni derivano dalle indagini sulle modalità di erogazione dei fidi che rischiano di invalidare una parte delle coperture pubbliche. Questo scenario non solo comporta la necessità di continui aggiornamenti del piano di intervento ma espone la banca a rischi patrimoniali e reputazionali sostanziali.
Infine, la mancanza di un’infrastruttura patrimoniale adeguata e la difficoltà a reperire capitali sul mercato hanno limitato la capacità di recupero, costringendo gli organi commissariali a ricorrere a soluzioni di sistema in collaborazione con altri istituti e il Fitd.
Il piano di salvataggio: attori, strategie e ostacoli
L’operazione di risanamento orchestrata per Banca Progetto coinvolge diversi livelli istituzionali e di mercato, con l’obiettivo primario di alleggerire il bilancio dagli asset problematici e ristabilire i requisiti prudenziali
Il perno del piano è rappresentato da una sequenza di interventi così articolata:
- Cessione degli NPL: Si prevede la vendita tramite gara di un portafoglio di crediti problematici per un valore stimato tra 1,3 e 1,8 miliardi di euro. Operatori come Amco, Prelios e DoValue sono stati coinvolti nelle trattative.
- Ricostituzione del capitale: Il bisogno è cresciuto da una prima stima di circa 400 milioni fino a superare i 500 milioni di euro. Il Fitd si propone come sottoscrittore dell’aumento di capitale, assicurando al contempo la protezione dei depositi attraverso la sua funzione di garanzia.
- Ridefinizione dell’azionariato: Terminata la ricapitalizzazione, Fitd cederà il controllo a una società creata e posseduta dalle principali banche italiane — Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, Montepaschi e Bper —, conservando per sé una quota minima intorno al 9,9%.
- Gestione delle autorizzazioni: L’assegnazione delle nuove quote e le modifiche statutarie saranno definite solo in seguito all’approvazione delle autorità di vigilanza e dell’assemblea degli azionisti.
I principali ostacoli che rallentano l’effettivo completamento della manovra riguardano sia la
mancata chiarezza sulla reale consistenza delle sofferenze e delle garanzie pubbliche, sia le tensioni legate ai rapporti con l’azionista di maggioranza Oaktree.
Di seguito un riepilogo dei passaggi chiave e delle parti coinvolte:
| Punto |
Dettagli |
| Cessione degli NPL |
Portafoglio 1,3-1,8 mld, operatori: Amco, Prelios, DoValue |
| Ricostituzione del capitale |
Fabbisogno stimato: oltre 500 mln, sostenuto da Fitd |
| Ridefinizione dell’azionariato |
Quote divise tra cinque banche maggiori; Fitd residuale (9,9%) |
| Autorizzazioni e tempistiche |
Due diligence, assemblea, ok di Bankitalia |
La gestione degli NPL e le conseguenze sulle garanzie pubbliche
La vendita degli NPL rappresenta la fase tecnicamente più complessa del piano. L’operazione prevede la cessione di un ampio portafoglio di prestiti non performanti, alcuni dei quali tutelati da garanzie pubbliche ora in discussione per effetto delle indagini giudiziarie. In caso di accertata irregolarità nella concessione dei finanziamenti, vi sarebbe la possibilità che MCC o SACE non riconoscano la copertura, lasciando l’istituto esposto a maggiori perdite.
Le ricadute sono rilevanti su due livelli:
- L’impatto contabile della cessione comporta una svalutazione immediata e la necessità di rifinanziare prontamente il fabbisogno di capitale.
- L’incertezza sull’effettivo valore di recupero degli NPL crea turbolenza sia nelle valutazioni di mercato sia nelle relazioni con investitori e autorità regolatorie.
Ricostituzione del capitale, governance e il ruolo del Fondo Interbancario
La ricapitalizzazione costituisce il provvedimento decisivo per il ritorno alla normalità operativa. Il Fitd si è impegnato a
coprire interamente il nuovo fabbisogno, fornendo così una
garanzia di continuità per depositanti e stakeholder. Una volta eseguita la manovra, la partecipazione sarà progressivamente trasferita alla nuova società partecipata dai maggiori gruppi bancari, secondo un modello già applicato in precedenti interventi di sistema.
Il conseguente assetto di governance prevede la presenza residuale del Fitd e la distribuzione proporzionale delle quote tra i cinque istituti, aumentando la trasparenza e la solidità gestionale con nuovi organi di controllo.
La posizione e il ruolo di Oaktree nella trattativa
L’attuale azionista Oaktree, fondo di private equity statunitense, sta vivendo un progressivo ridimensionamento all’interno dell’azionariato come risultato del piano di salvataggio. La sterilizzazione quasi totale della sua partecipazione comporta tensioni con Fitd e istituti coinvolti, rendendo necessaria una negoziazione per evitare lo stallo dell’operazione, in particolare in sede di assemblea dei soci.
Le alternative al salvataggio: offerte e decisioni in sospeso
Parallelamente all’offerta avanzata dalle cinque principali banche, i commissari stanno valutando proposte alternative. Fra queste spicca quella presentata dall’attuale azionista, in cordata con JC Flowers, noto operatore di private equity nel settore finanziario.
Le due principali offerte prevedono:
- Soluzione delle banche italiane: Coinvolge Fitd, si focalizza sulla tutela sistemica e propone il frazionamento della partecipazione futura per ridurre l’impatto sull’ecosistema finanziario nazionale. Prevede una cartolarizzazione senza backstop pubblico robusto.
- Proposta Oaktree/JC Flowers: Intende garantire rendimenti più elevati per gli investitori istituzionali coinvolti, mantenendo però una maggiore incidenza della componente privata nella gestione futura dell’istituto.
Una delle maggiori criticità nella valutazione riguarda la posizione di Oaktree; la sua opposizione rispetto alla perdita di peso nell’azionariato crea la possibilità che il piano delle cinque banche resti impantanato senza il necessario sostegno assembleare. Rimane quindi aperto il confronto tra logiche di sistema e ritorni per i fondi, mentre i commissari devono considerare scenari che vadano a
favorire sia la stabilità sia un’efficace valorizzazione degli asset.
Conseguenze e scenari per clienti, investitori e fornitori
Le ripercussioni dell’operazione si articolano in modo differente secondo la categoria di stakeholder coinvolti, ma la priorità resta la tutela dei depositanti, grazie alle solide coperture attivate dal Fondo Interbancario. Nelle settimane che precedono la finale approvazione del piano, la tensione è elevata ma sono previste diverse misure mitigative:
- Clienti: L’operatività su conti, carte e servizi digitali dovrebbe proseguire regolarmente, senza limitazioni nell’accesso ai fondi o alle transazioni giornaliere.
- Investitori: Il processo di ricapitalizzazione e la successiva stabilizzazione del patrimonio riducono il rischio di default. Tuttavia, il valore dei titoli emessi e le condizioni di rating rimangono sotto osservazione fino all’effettiva conclusione delle operazioni straordinarie.
- Fornitori: I contratti commerciali attualmente in essere sono garantiti dalla continuità aziendale, ma eventuali cambiamenti nella governance potrebbero richiedere un adeguamento dei meccanismi decisionali e delle tempistiche nei rapporti futuri.
In prospettiva,
il successo della manovra potrebbe restituire stabilità all’intera filiera e ridare slancio al modello di banca digitale integrata, pur richiedendo un elevato grado di trasparenza gestionale e adeguamento operativo.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni.
In modo particolar...