Il bonus per genitori separati introdotto dal MIT promette fino a 500 euro al mese per sostenere i nuclei familiari in difficoltà. Il provvedimento definisce requisiti, tempistiche e i criteri per ottenere il contributo entro il 2026.
Sta per diventare realtà un aiuto che potrebbe cambiare concretamente la situazione abitativa di migliaia di genitori separati o divorziati costretti, dopo la separazione, a sostenere il peso di una nuova casa oltre agli impegni familiari. Le procedure per sbloccare un fondo nazionale da 60 milioni di euro sono ormai all’ultimo miglio e il trend fa crescere le aspettative di chi attende risposte, segnando un’accelerazione decisa del governo sul tema del disagio abitativo legato alla separazione.
Perché questa misura genera attesa e protagonismo mediatico? La risposta si trova nell’urgenza delle condizioni in cui versano molti padri e madri che, dopo la fine di una relazione, perdono l’abitazione familiare e restano obbligati comunque a garantire stabilità e presenza costante nella vita dei figli. Quando la casa viene assegnata all’ex partner, il genitore escluso si trova spesso a pagare non solo l’affitto di un nuovo alloggio, ma a volte anche un mutuo residuo sulla vecchia abitazione, dovendo mantenere i vincoli economici stabiliti dai tribunali.
La nuova norma istituzionale, voluta e promossa con forza dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stata inserita nella Legge di Bilancio 2026 e mira a mitigare queste difficoltà, individuando una platea specifica di beneficiari.
Si introduce così un sostegno strategico: coprire il 50% del canone di locazione della nuova abitazione (con un massimo di 500 euro mensili per 12 mesi), aiutando migliaia di nuclei familiari esclusi dall’assegnazione della casa.
Un fondo di questa portata risponde a molteplici obiettivi:
Ecco chi può benefiare del bonus genitori separati:
L’importo: quanto spetta e come viene determinato? L’entità del contributo varia in relazione alla spesa sostenuta, arrivando a coprire metà della locazione ma comunque non oltre i 6.000 euro su base annua (ovvero 12 mesi per 500 euro al mese massimi). Questo schema premia la trasparenza: chi ha un canone inferiore riceverà un sostegno proporzionato all’effettivo onere documentato.
| Parametro | Limite/Funzione |
| Reddito massimo (Irpef) | 35.000 euro/anno |
| Figli a carico | Almeno uno, fino a 21 anni |
| Importo massimo | 500 euro/mese - 6.000 euro/anno |
| Contratto d’affitto | Registrato |
| Immobili disponibili | Nessuno entro 50 km dalla casa precedente |
| Compatibilità con altri bonus | Non cumulabile con altri sussidi per l’affitto |
Per ampliare ulteriormente la platea degli interessati si punta a sostenere, nel triennio 2026-2028, circa 15.000 persone, con una prima tornata di aiuti stimata in almeno 5.000 beneficiari già nei primi mesi di attuazione.
Quali errori evitare? Non avere un contratto di locazione regolare, possedere immobili vicini alla casa precedente o non essere in regola con l’assegno di mantenimento costituiranno cause d’esclusione. Altro errore frequente sarà quello di voler sommare questa agevolazione ad altri bonus affitto, prassi non consentita dalla normativa.
Attenzione infine al parametro reddituale: per la prima volta su queste misure non sarà richiesto l’ISEE, ma farà fede unicamente la dichiarazione dei redditi personale. Non presentare documenti coerenti e aggiornati porterà inevitabilmente al rigetto della domanda.
L’intervento del MIT prevede una procedura pensata per rendere semplice e tracciabile il percorso di accesso:
Preparare sin d’ora la necessaria documentazione (contratto di locazione, sentenza di separazione, certificato di nascita dei figli a carico, estratti di pagamento del mantenimento e dichiarazione dei redditi più recente) rappresenta un vantaggio pratico per chi intende farsi trovare pronto all’apertura delle procedure ufficiali.
Un aspetto che il legislatore ha chiarito: quella in arrivo non è la replica di vecchi bonus affitto del passato, come quelli emergenziali istituiti in periodi particolari (esempio bonus 800 euro gestito dall’INPS durante il periodo Covid, che aveva altri parametri e finalità), ma la costruzione di un fondo dedicato, strutturale, calibrato sulle nuove esigenze sociali emerse negli ultimi anni.
Bastano alcuni dati per comprendere la portata:
| Risorse stanziate | 60 milioni (2026-2028) |
| Beneficiari stimati | 15.000 (inizio: almeno 5.000) |
| Importo massimo mensile | 500 euro |
| Presentazione domanda | Interamente online, tempi definitivi a breve |
L’analisi mostra che questa misura ha l’ambizione di ristabilire equità e sostenibilità per le famiglie colpite da una delle prove più impegnative della vita privata. Ogni errore nella compilazione, nella documentazione o nell’interpretazione dei criteri rischia di precludere l’accesso a un contributo che può effettivamente incidere sulla qualità della vita dei beneficiari.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...