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Bonus trasporti 2026 regionali e locali: i beneficiari, per cosa si può usare, come fare domanda e regole

di Marianna Quatraro pubblicato il
Bonus trasporti 2026 regionali locali do

Il Bonus Trasporti 2026 agevola l’accesso a bus e treni regionali e locali, con nuove regole sui beneficiari, soglie ISEE aggiornate, come fare la domanda e dettagli su importi e scadenze

Nel 2026 il sistema delle agevolazioni per il trasporto pubblico vive una trasformazione significativa rispetto alle edizioni precedenti. Viene meno il modello universale che aveva caratterizzato i primi anni, con bonus statali uguali per tutti i cittadini. Oggi, chi utilizza autobus, tram, metropolitane o treni regionali deve orientarsi tra una molteplicità di misure distinte e regole territoriali.

Al posto del contributo statale universale, oggi si parla di voucher regionali, sconti diretti, rimborsi parziali e detrazioni fiscali per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici. Questa nuova struttura intende garantire l’equità e l’efficacia delle risorse, favorendo sia la sostenibilità ambientale sia l’inclusione sociale.

Chi sono i beneficiari del Bonus Trasporti 2026 regionali e locali

Il Bonus Trasporti 2026 interessa una platea diversificata di utenti, la cui ammissibilità dipende dalle scelte delle singole Regioni e dalle priorità individuate a livello locale. Le principali categorie che possono accedere agli incentivi sono:

  • Studenti delle scuole superiori e universitari, sia residenti che fuorisede, che utilizzano quotidianamente i mezzi pubblici per motivi di studio;
  • Lavoratori pendolari, in particolare chi effettua spostamenti frequenti su tratte regionali o suburbane, spesso destinatari di bonus calibrati sulle distanze o sulla tipologia di mezzi utilizzati;
  • Famiglie a basso reddito, con attenzione specifica alle famiglie numerose, che possono beneficiare di sconti o gratuità per tutti i componenti durante gli spostamenti collettivi;
  • Anziani sopra i 65 anni e persone con disabilità o ridotta mobilità – per le quali alcuni enti prevedono contributi dedicati;
  • Residenza: in gran parte dei casi, l’accesso è riservato ai residenti del territorio che ha disposto il bando.
Un esempio emblematico si evidenzia a Roma, dove l’abbonamento annuale Metrebus per ragazzi sotto i 19 anni può essere acquistato a un costo simbolico, indipendentemente dal valore dell’ISEE. In Lombardia, invece, la "Dote Trasporti" e i relativi incentivi puntano a integrare diverse esigenze, dagli studenti alle famiglie che viaggiano insieme nei weekend. In alcune regioni, poi, sono previste agevolazioni su base stagionale, per studenti fuori sede o lavoratori temporanei, purché venga attestata la reale necessità di mobilità pubblica.

Tipologie di agevolazioni: trasporti regionali, locali e detrazioni fiscali

Il quadro normativo attuale prevede tre principali canali di sostegno:

  • Voucher regionali o comunali: sono contributi assegnati tramite bandi locali, spesso sotto forma di sconti diretti sull’abbonamento o, in alternativa, di rimborsi su titoli acquistati. I valori possono variare da 50 a 200 euro a seconda dell’area geografica;
  • Agevolazioni dedicate a studenti e famiglie: in alcune amministrazioni, i giovani fino ai 19 anni (o 25 in raro casi) ottengono abbonamenti a prezzi simbolici; le famiglie con bambini piccoli possono contare sulla gratuità per i minori se viaggiano con un adulto pagante;
  • Detrazioni fiscali statali: a livello nazionale è sempre possibile detrarre il 19% delle spese sostenute per abbonamenti nominativi al trasporto pubblico nella dichiarazione dei redditi (fino a una soglia massima fissata annualmente). Non serve partecipare a bandi, ma solo documentare la spesa con ricevute valide.
La cumulabilità o meno di queste misure dipende dai regolamenti locali, che vietano spesso la sovrapposizione con altri incentivi simili, ma consentono, dove previsto, il cumulo tra detrazione fiscale e contributi regionali. 

Per quali servizi di trasporto si può utilizzare il bonus

Gli incentivi sono applicabili a una vasta gamma di servizi, ma prevalentemente sui trasporti pubblici collettivi e su abbonamenti di vario tipo:

  • Autobus urbani e extraurbani, gestiti da operatori locali e regionali;
  • Tram e metropolitane, soprattutto nelle grandi città e negli agglomerati metropolitani;
  • Mezzi ferroviari regionali e suburbani, inclusi abbonamenti integrati tra treno e altri mezzi (bus, tram);
  • Aree specifiche di mobilità condivisa (car sharing, bike sharing) solo se espressamente indicate nei bandi locali;
  • In alcuni territori, traghetti per collegamenti locali o mobilità nelle isole minori.
Restano esclusi i biglietti singoli e i servizi extra-lusso o di prima classe, salvo ulteriori specificazioni. Le soluzioni sono generalmente valide su abbonamenti mensili, plurimensili o annuali, considerando che il fine è incentivare la continuità e la regolarità dell’utilizzo dei mezzi pubblici.

Requisiti economici e soglie ISEE per accedere alle agevolazioni

La verifica della condizione economica tramite ISEE costituisce il perno di gran parte dei bandi di accesso alle agevolazioni per la mobilità pubblica. Molte Regioni impongono soglie di accesso differenziate: ad esempio, valori compresi tra 25.000 e 35.000 euro sono tra i più frequenti, ma non mancano eccezioni locali più restrittive o più ampie.
In alcuni casi (come le agevolazioni under 19 di Roma o determinati sconti integrati per la famiglia in Lombardia) l’ISEE non viene richiesto, estendendo la platea dei beneficiari indipendentemente dal livello di reddito.

  • Possesso di un ISEE 2026 valido e aggiornato, spesso calcolato considerando esclusioni specifiche (es. titoli di Stato fino a 50.000 euro esclusi dal conteggio);
  • Residenza o domicilio nella Regione (o nel Comune) che bandisce la misura;
  • Iniziative riservate a specifiche categorie anagrafiche o socio-economiche (studenti, ultra65enni, famiglie numerose, disabili);
  • Possesso di abbonamento nominativo e pagato secondo modalità tracciabili.
Occorre consultare attentamente i bandi locali per verificare sia le soglie economiche esatte sia le eventuali eccezioni stabilite.

Come fare domanda per il Bonus Trasporti 2026: procedure digitali e tempi

Le domande si presentano quasi sempre in modalità digitale, tramite le piattaforme regionali, comunali o delle aziende di trasporto. La procedura tipica prevede i seguenti step:

  • Accesso al sito ufficiale dell’ente che ha disposto la misura;
  • Autenticazione tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS);
  • Caricamento del proprio ISEE 2026 aggiornato, documento d’identità, codice fiscale e altre attestazioni richieste (status di studente, disabilità, ecc.);
  • Compilazione del modulo online, con indicazione dei dati anagrafici e del titolo di viaggio prescelto;
  • Invio della domanda e salvataggio della ricevuta digitale.
L’assegnazione degli incentivi avviene normalmente “a sportello”: i fondi vengono distribuiti in ordine cronologico di arrivo delle domande fino a esaurimento delle risorse. Per molti bandi l’apertura è concentrata nei primi mesi dell’anno, spesso gennaio e febbraio, ma ci sono eccezioni, con finestre diverse (es. Lombardia: aprile e ottobre). I tempi di evasione delle domande dipendono dalla Regione e dalla disponibilità delle risorse: solitamente si riceve un voucher digitale immediatamente,o, in caso di rimborso, l’erogazione del contributo può avvenire entro 2-3 mesi.

Importi, limiti e cumulabilità delle agevolazioni disponibili

Gli importi sono stabiliti in base alle disponibilità dei fondi da parte degli enti locali e variano notevolmente tra le diverse aree:

Regione/Comune Importo massimo Modalità di erogazione
Lazio (under 19) 50€ Sconto diretto abbonamento annuo
Lombardia (Dote Trasporti) Fino a 200€ Voucher o rimborso parziale
Veneto 200€ nuovo utente
160€ ripetente
Voucher digitale annuale
Piemonte (finanziamento esaurito) Fino a 150€ Rimborso
Umbria 20% sconto abbonamento Abbonamento ferroviario
Statale (detrazione fiscale) 19% spesa
fino a 250€/anno
Detrazione dichiarazione redditi

Le regole di cumulabilità devono essere lette attentamente all’interno di ogni bando: generalmente non è possibile sommare più incentivi simili sulla stessa spesa, fatta eccezione per la detrazione fiscale (permette di recuperare quanto non coperto dai voucher o dagli sconti diretti). In alcuni casi si possono presentare più richieste nell’anno, purché riferite a periodi e titoli diversi.

Regole di utilizzo, scadenze e raccomandazioni utili per non perdere il bonus

Tempistica e correttezza della procedura sono elementi chiave per accedere al sostegno:

  • I bandi funzionano prevalentemente a esaurimento fondi; è essenziale presentare la domanda immediatamente all’apertura delle finestre temporali;
  • La validità del voucher o dello sconto spesso dura solo per il periodo specificato dal bando;
  • I documenti caricati (ISEE, attestazioni, ricevute) devono essere aggiornati e privi di errori, pena l’esclusione o il rigetto della richiesta;
  • Le misure sono in genere non trasferibili e l’abbonamento deve essere nominativo;
  • La conferma della domanda va conservata: è utile in caso di contestazione o richiesta di riesame.
Chi desidera accedere alle agevolazioni deve quindi monitorare costantemente i portali istituzionali, preparare con anticipo la documentazione necessaria e non attendere l’ultimo giorno utile.