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Boom auto GPL prima del blocco produzione già annunciato: rischi concreti per milioni di proprietari

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Mentre le vendite di auto a GPL segnano nuovi record, il settore si trova davanti allo stop della produzione entro quattro anni. Opportunità e rischi per chi possiede o valuta una vettura GPL.

Negli ultimi anni il mercato automobilistico italiano sta vivendo una situazione apparentemente contraddittoria: mentre le immatricolazioni di vetture alimentate a gas di petrolio liquefatto (GPL) continuano a crescere a ritmo sostenuto, all'orizzonte si profila la cessazione della produzione di questi modelli entro quattro anni. La persistente attrattiva delle vetture GPL è rafforzata dai costi contenuti di gestione e dagli aumenti dei prezzi di benzina e gasolio, scenario che spinge una parte sempre più ampia di automobilisti verso soluzioni alternative e più economiche.

Il boom delle vendite di auto GPL coincide però con una fase di transizione normativa europea, segnata da regole stringenti sulle emissioni e dalla spinta all'elettrificazione del parco auto. Nei piani dell'Unione Europea, la produzione di nuovi modelli alimentati da combustibili fossili dovrà arrestarsi in tempi ristretti, con l'obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e promuovere la mobilità a zero emissioni. Questo trend normativo non ha però frenato la domanda di auto a gas, anzi, la continua incertezza sulle infrastrutture di ricarica elettrica e l'elevato costo delle vetture a batteria stanno alimentando le scelte in favore della doppia alimentazione.

Perché le auto a GPL continuano a crescere

Nonostante l'annuncio dello stop alla produzione tra pochi anni, le auto alimentate a GPL mantengono nel 2026 uno standard di convenienza che affascina un'ampia fascia di utenza. I motivi di questa crescita sono molteplici e vanno oltre il semplice prezzo d'acquisto:

  • Minore esposizione ai rincari del petrolio: Le tensioni geopolitiche e i conseguenti aumenti di benzina e gasolio hanno impattato solo marginalmente sulle quotazioni del GPL. La natura bifuel di questi veicoli e la produzione del GPL come sottoprodotto di altri processi energetici ne garantiscono una maggiore disponibilità e prezzi più stabili nel tempo.
  • Vantaggi fiscali: La tassazione gravante sul GPL in Italia è significativamente inferiore rispetto a quella applicata su benzina e gasolio. Questo si riflette su un risparmio alla pompa che può arrivare anche al 50% rispetto a un veicolo tradizionale, aspetto particolarmente apprezzato dai pendolari e da chi utilizza l'auto per lunghi tragitti quotidiani.
  • Logistica e accessibilità: A differenza del metano, la logistica del GPL è più semplice, il che favorisce una maggiore presenza di distributori su tutto il territorio e prezzi meno soggetti a improvvise oscillazioni dovute a problemi di approvvigionamento.
  • Costi di utilizzo ridotti: Il basso costo di rifornimento incide positivamente sul TCO (Total Cost of Ownership), ovvero l'insieme delle spese complessive legate alla gestione di una vettura. Nel medio periodo, il risparmio risulta tangibile anche rispetto alle soluzioni diesel, per via della minore manutenzione e della minor incidenza di guasti correlati alle moderne tecnologie antinquinamento di questi ultimi.
  • Compatibilità con le esigenze concrete: Le vetture GPL rappresentano una risposta flessibile in un'epoca caratterizzata da infrastrutture di ricarica elettrica ancora non sempre sufficienti e costi elevati dei modelli elettrici. Per chi non può installare una wallbox domestica o percorre molti chilometri extraurbani, la soluzione GPL rimane estremamente competitiva.
Un elemento aggiuntivo è rappresentato dalla percezione di maggiore sostenibilità rispetto ai carburanti tradizionali, grazie a emissioni di NOx e particolato inferiori. L'utente trova dunque nel GPL una via di compromesso tra risparmio immediato, libertà di movimento (grazie anche a regole spesso vantaggiose per l'accesso alle ZTL ambientali) e una certa attenzione agli aspetti ambientali, senza dover affrontare l'investimento spesso proibitivo del passaggio all'elettrico.

Lo stop alla produzione tra quattro anni

L'interruzione programmata della produzione di auto GPL si inserisce in un quadro normativo europeo evolutivo. Se inizialmente la UE aveva fissato per il 2035 lo stop totale alle vendite di nuove auto a combustione, negli ultimi mesi la direzione si è leggermente ammorbidita: il nuovo pacchetto prevede che almeno il 90% dei veicoli nuovi commercializzati dal 2035 dovrà essere a emissioni zero, lasciando solo una limitata quota (10%) a modelli endotermici, inclusi ibridi plug-in e soluzioni con carburanti alternativi.

Le motivazioni alla base di questa scelta sono principalmente ambientali: taglio delle emissioni di CO2 e degli inquinanti locali, favorire la transizione tecnologica delle imprese, incrementare la competitività industriale europea rispetto a mercati come quello cinese. Tuttavia, la decisione è anche frutto delle pressioni esercitate dall'industria, in particolare tedesca e italiana, per una maggiore flessibilità regolatoria, considerate le difficoltà occupazionali e i livelli insufficienti di domanda di veicoli elettrici:

  • Scenari futuri: Dopo il 2030, realisticamente il mercato del nuovo GPL vivrà una contrazione progressiva. I costruttori stanno già ridisegnando le proprie strategie, riducendo la gamma disponibile e investendo su modelli ibridi ed elettrici. D'altra parte, resisterà una nicchia di produzione per utilizzi specifici e mercati extra-UE o segmenti residuali consentiti dalle deroghe europee.
  • Normativa dopo il 2030: Le regole di accesso alle città, la fiscalità e i restringimenti infrastrutturali potrebbero ulteriormente penalizzare questi veicoli, anche se non è escluso che in alcune aree, soprattutto rurali o meno infrastrutturate, possano continuare a mantenere un certo appeal.

Conseguenze per i proprietari: rischi sulla rivendibilità

L'evoluzione del settore e il prossimo stop alla produzione hanno impatti diretti e potenziali criticità per i proprietari di vetture GPL ancora circolanti:
  • Rivendibilità e valore residuo: Il progressivo abbandono dei modelli GPL dai listini e la percezione di una tecnologia a termine potrebbero incidere sensibilmente sul valore dell'usato. Se a breve termine la domanda regge, in prospettiva il rischio di rapida svalutazione cresce, in particolare dopo il 2030, quando la disponibilità di ricambi e officine specializzate potrebbe ridursi.
  • Restrizioni alla circolazione: In molti capoluoghi italiani e nelle grandi aree urbane, le regole di accesso alle ZTL e le restrizioni emergenziali potrebbero evolvere penalizzando anche le auto bifuel, sebbene oggi il GPL offre generalmente vantaggi rispetto a benzina e diesel. Nulla impedisce però alle amministrazioni di cambiare orientamento, introducendo restrizioni più severe a tutte le vetture termiche, a prescindere dal tipo di carburante.
  • Incentivi in esaurimento: In assenza di nuove manovre politiche, gli incentivi per l'acquisto di nuove auto GPL sono in via di esaurimento, spostandosi sul retrofit delle auto esistenti. La possibilità di ottenere un vantaggio fiscale o contributivo con la rottamazione o la conversione sarà sempre meno probabile in futuro.
  • Gestione assicurativa e burocrazia: La trasformazione a GPL comporta la necessità di notifiche tempestive alla compagnia assicurativa e aggiornamenti nella carta di circolazione. Qualsiasi omissione nella gestione dei documenti potrebbe pregiudicare la copertura in caso di sinistro. Inoltre, sono previsti costi aggiuntivi legati alle revisioni periodiche e alla sostituzione programmata del serbatoio, elementi che vanno attentamente valutati in chiave TCO (Total Cost of Ownership).

I nuovi incentivi per le conversioni a GPL: come funzionano

Nel quadro dei provvedimenti, gli incentivi pubblici si sono spostati dal nuovo all'usato, privilegiando le conversioni, ovvero il cosiddetto retrofit, delle auto Euro 4 o precedenti. Sono previsti bonus che arrivano a 400 euro per il passaggio a GPL, erogati in fattura dall'officina installatrice, nell'ambito di un plafond di 21 milioni di euro destinato ai privati:
  • Requisiti: Il contributo è legato alla presenza di un impianto omologato su veicoli almeno Euro 4. Auto molto anziane, prossime a severe restrizioni o con scarso valore residuo, rischiano di non ammortizzare l'investimento anche in presenza del bonus.
  • Tempistica e beneficiari: Il limite quantitativo è di circa 12.500 trasformazioni all'anno. Ad avvantaggiarsene saranno soprattutto coloro che utilizzano vetture affidabili, con una vita utile residua significativa e percorrenze annue medio-alte.
  • Alternatività rispetto al nuovo: I contributi per la conversione a GPL costituiscono un compromesso tra la necessità di ridurre l'impatto ambientale e la difficoltà economica di accedere a una vettura a emissioni zero. Si tratta in larga misura di un sostegno al reddito per famiglie e lavoratori che non possono permettersi l'acquisto di un'auto nuova.
Sono escluse le vetture più recenti (Euro 5 e 6, salvo successive estensioni), nonostante l'elevata efficienza potenziale. Il bonus retrofit si rivela così uno strumento mirato ma limitato, che non potrebbe incidere profondamente sulla vetustà del parco circolante né sugli equilibri industriali del settore.


Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...