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Btp a 3 anni oggi 13 gennaio in asta: rendimenti, durata, funzionamento e i pro e contro se comprarlo

di Marcello Tansini pubblicato il
btp triennale 2026 in asta 13 gennaio

Il nuovo BTP a 3 anni, in asta e collocamento oggi martedì 13 gennaio 2026, viene analizzato nelle sue caratteristiche e opportunità: rendimento, durata, funzionamento, rischi e vantaggi per investitori in cerca di opzioni a breve termin

L’avvio dell’anno vede il debutto di una nuova emissione tra i titoli a reddito fisso italiani: il collocamento previsto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze introduce sul mercato un Buono del Tesoro Poliennale con scadenza a tre anni. Questo nuovo strumento, che richiama l’attenzione di piccoli risparmiatori e investitori istituzionali, si inserisce in un contesto caratterizzato da solidità del debito pubblico e interesse crescente verso scadenze brevi. La domanda sostenuta nelle recenti emissioni e la strategia del Tesoro proiettano il nuovo collocamento come punto di riferimento per chi cerca stabilità e visibilità sulle cedole. L’inserimento di questa emissione tra le prime aste del 2026 offre così un’opportunità di diversificazione degli impieghi e pone l’accento su uno strumento pensato sia per la gestione della liquidità sia per la pianificazione prudente.

Le principali caratteristiche del BTP marzo 2029: cedola, rendimento e durata

Il titolo presentato dal Tesoro avrà scadenza il 15 marzo 2029, con godimento a partire dal 15 gennaio 2026. Nel dettaglio, prevede una cedola annuale fissa del 2,40%, suddivisa in due pagamenti semestrali, a marzo e settembre di ogni anno. La cedola iniziale sarà di tipo “corta”, vale a dire calcolata su un periodo di 59 giorni, corrispondente a un tasso lordo temporaneo dello 0,39116% sul capitale nominale: questa sarà liquidata per la prima volta il 15 marzo 2026. Dalla seconda cedola in avanti, la remunerazione sarà costante fino al termine della vita residua.

L’importo complessivo messo in offerta dal MEF oscilla in una forchetta tra 3,5 e 4 miliardi di euro. A ciò si aggiunge una possibile asta supplementare riservata agli specialisti per ulteriori 1,2 miliardi. L’ISIN verrà annunciato vicino alla data di emissione, come prassi consolidata per le nuove tranche di titoli di medio-lungo termine. L’acquisto di questo titolo non comporta fluttuazioni nella cedola, in quanto il tasso è prefissato lungo tutto il ciclo di vita dello strumento. La provvigione di collocamento viene fissata allo 0,10% del valore nominale.

Per quanto concerne il rimborso, il titolo verrà restituito alla pari alla scadenza, senza premio finale. Non sono previste opzioni di rimborso anticipato e la sicurezza dei flussi cedolari ne fa uno strumento adatto sia a investitori orientati al mantenimento della liquidità, sia a portafogli con obiettivo di breve-medio periodo. Il regime fiscale applicato è il 12,5% sui proventi. Queste caratteristiche evidenziano trasparenza e semplicità nella gestione, elementi che agevolano il confronto con titoli equivalenti sulla curva dei rendimenti italiana.

Durata 3 anni e 2 mesi
Rendimento cedolare lordo 2,40% annuo
Prima cedola "corta" 0,39116% su 59 giorni
Pagamento cedole Semestrale (15/3 e 15/9)
Tassazione 12,5% sui proventi
Importo minimo offerto 3,5 miliardi di euro
Importo massimo offerto 4 miliardi di euro
Asta supplementare 1,2 miliardi di euro

Il calendario dell’asta e le modalità di partecipazione

Secondo il programma predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’asta del titolo medio-lungo termine avrà luogo martedì 13 gennaio 2026 adottando la formula della marginale. In questo tipo di collocamento, l’assegnazione dei titoli avviene al prezzo più elevato ancora accettato dal Tesoro, con i partecipanti che pagano un prezzo uniforme, senza differenziazione tra le offerte vincitrici.

L’accesso diretto al collocamento primario è riservato ai cosiddetti Specialisti e Aspiranti Specialisti in titoli di Stato, autorizzati a presentare offerte per importi minimi e secondo prezzi proposti liberamente, purché in linea con gli standard normativi. Ciascun operatore può avanzare fino a cinque proposte distinte. Le domande superiori si accettano solo fino all’importo massimo stabilito dal Tesoro; eventuali richieste eccedenti vengono scartate o ridotte proporzionalmente.

L'assegnazione dei titoli sarà comunicata dal Tesoro alla chiusura delle operazioni e il regolamento avverrà il 15 gennaio 2026, data a partire dalla quale inizierà la maturazione degli interessi. É prevista inoltre un’asta supplementare il giorno successivo, 14 gennaio, riservata agli specialisti che abbiano già partecipato al collocamento principale. La provvigione associata sarà riconosciuta secondo le condizioni regolate dalla disciplina vigente (D.M. 28/12/2010 e successive integrazioni). L’intero processo si svolge nel rispetto delle norme generali che regolano la trasparenza e il funzionamento delle aste sui titoli di Stato.

Il contesto di mercato: domanda, profilo di rischio e target di investitori

L’emissione del nuovo triennale si inserisce in una fase di notevole domanda per i titoli italiani, dopo il successo delle recenti emissioni sindacate che hanno registrato ordini pari a circa 265 miliardi di euro. Questa dinamica deriva da un contesto in cui operatori italiani ed esteri ricercano strumenti a rischio contenuto e durata contenuta, come alternativa a titoli più lunghi e a rischio maggiore.

La decisione di focalizzarsi sulle scadenze brevi è stata rafforzata dal fatto che il MEF ha sospeso, per questa tornata, le aste per titoli a 7 anni e oltre 10 anni. Questo scenario accresce l’attrattività del nuovo BTP a tre anni come “benchmark” per chi desidera investire con orizzonti temporali non eccessivamente prolungati. I triennali, infatti, consentono di intercettare prontamente variazioni del contesto macroeconomico, in particolare rispetto alle attese sui tassi di interesse e all’evoluzione dell’inflazione.

Il rischio di credito è storicamente collegato alla capacità dello Stato italiano di onorare i pagamenti, aspetto regolato dalla normativa nazionale (D.Lgs. n. 213/1998 e s.m.i.). Tuttavia, i BTP triennali si collocano tra gli strumenti a minore volatilità rispetto ai titoli di durata superiore. I destinatari principali sono:

  • Investitori istituzionali che gestiscono portafogli orientati alla liquidità e al turnover
  • Risparmiatori privati alla ricerca di stabilità e pianificazione delle cedole
  • Operatori interessati alla difesa dall’erosione inflazionistica nel breve periodo
L’attenzione su questo strumento rimane alta grazie sia al profilo prudente che offre, sia alla possibilità di inserirlo come componente di bilanciamento nei portafogli misti.

Pro e contro del nuovo BTP triennale: valutazioni per chi intende acquistare

L’analisi comparata dei punti a favore e delle possibili criticità legate all’investimento in questo nuovo BTP mette in luce una pluralità di aspetti rilevanti. Dalla solidità delle cedole prefissate al contesto favorevole per investitori prudenti, la soluzione a tre anni si distingue per la trasparenza delle condizioni.

Vantaggi principali:

  • Pagamenti cedolari certi e programmati: la struttura fissa facilita la pianificazione finanziaria senza sorprese
  • Bassa esposizione a rischi di mercato nel medio termine: la ridotta durata limita l’incidenza di improvvise variazioni dei tassi
  • Tassazione agevolata al 12,5%: inferiore rispetto ad altri redditi finanziari in Italia
  • Qualità creditizia dello Stato italiano: garantisce la copertura del capitale e delle cedole alla scadenza
  • Adatto a molte tipologie di portafoglio: sia per chi gestisce attività di tesoreria sia per chi ricerca un flusso cedolare lineare
Criticità da considerare:
  • Rendimento reale sensibile all’inflazione: in caso di ripresa significativa dell’indice dei prezzi, il tasso fisso potrebbe risultare meno vantaggioso
  • Limitata liquidità secondaria: rispetto ai titoli benchmark di durata superiore, i triennali potrebbero presentare minor movimento di scambio dopo l’emissione
  • Prezzo di acquisto in asta soggetto a variabilità: una domanda molto elevata potrebbe portare a un prezzo marginale superiore rispetto al valore teorico
  • Mancanza di indicizzazione: il titolo non protegge direttamente dall’erosione monetaria
Ne deriva che, pur presentando una serie di benefici tipici dei titoli di breve durata e di elevata trasparenza, è necessario valutare attentamente le condizioni personali e le prospettive macroeconomiche prima di procedere all’acquisto, utilizzando gli strumenti di informazione forniti dal MEF e avvalendosi di intermediari autorizzati come previsto dalla normativa vigente.

Considerazioni finali sull'opportunità di investimento nel BTP a 3 anni in asta il 13 gennaio 2026

L’offerta del nuovo titolo con scadenza marzo 2029 si posiziona come soluzione concreta per chi desidera impiegare la liquidità in modo programmato e trasparente. La sostenuta domanda di mercato registrata nelle recenti emissioni, unita alla scelta del MEF di concentrare l’attenzione sulle scadenze triennali, conferma interesse e solidità della strategia di finanziamento del Tesoro nel 2026. La struttura del titolo risponde bene alle esigenze tipiche di chi ricerca una remunerazione certa e un rischio di volatilità contenuto.

Permane però l’importanza di valutare sempre la compatibilità tra questo strumento e gli obiettivi specifici di ogni investitore, nonché l’evolversi degli scenari macroeconomici, soprattutto in relazione al tasso effettivo d’inflazione. I BTP di durata breve risultano più sensibili a eventuali shock di politica monetaria, ma sono apprezzati anche nei momenti di incertezza grazie alla semplicità delle condizioni e alla chiarezza del regime fiscale applicato.

Nel complesso, il collocamento del nuovo triennale offre un’interessante occasione per la gestione efficiente della parte breve del portafoglio, permettendo di pianificare entrate regolari e di limitare l’esposizione alle fluttuazioni di mercato più marcate che caratterizzano i titoli di durata superiore.