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Btp, il 2026 inizia alla grande: i dati di successo del collocamento dei nuovi BTP a 7 anni e Green

di Marcello Tansini pubblicato il
primi collocamento btp 2026 un successo

Il 2026 segna un debutto positivo per i BTP, con una domanda record e il successo del collocamento dei nuovi titoli a 7 anni e Green. I rendimenti, impatto sul mercato e ruolo degli investitori nell’attuale scenario.

L’anno nuovo si è aperto con una performance straordinaria per il debito pubblico italiano, registrando una delle più alte domande di titoli di Stato degli ultimi anni. Nell’ambito di una doppia emissione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha presentato due strumenti rilevanti: il nuovo BTP settennale e la riapertura del titolo sostenibile Green con scadenza nel 2046. La risposta degli investitori è stata impressionante: richieste complessive oltre 265 miliardi di euro, dimostrando un interesse ben superiore alle aspettative e un’atmosfera di grande fiducia nei confronti dell’economia italiana. Questo successo, attribuibile tanto alle condizioni di mercato quanto alla riconquistata affidabilità dell’Italia presso il pubblico internazionale, rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di consolidamento della reputazione finanziaria del Paese.

Caratteristiche dei nuovi BTP a 7 anni e BTP Green 2046

Le caratteristiche tecniche e strutturali delle nuove emissioni da parte del Tesoro riflettono un equilibrato mix tra innovazione finanziaria e attenzione alla sostenibilità. Analizzando ciascun titolo si possono cogliere i tratti distintivi che hanno determinato il loro appeal sul mercato:

  • Nuovo BTP a 7 anni: Scadenza fissata al 15 marzo 2033, tasso annuo facciale del 3,15% con pagamento semestrale delle cedole. L’importo emesso è stato pari a 15 miliardi di euro. La scelta della durata settennale risponde sia all’esigenza di offrire un orizzonte temporale medio adatto alla liquidità degli investitori istituzionali, sia a quella di attrarre il risparmio privato in cerca di un rendimento competitivo e bilanciato tra rischio e ritorno.
  • BTP Green 2046: Si tratta di una riapertura della precedente emissione con scadenza al 30 aprile 2046. Il titolo, denominato "Green" per i progetti ambientali e sociali che finanzia, offre una cedola del 4,10% su base annua, anch’essa corrisposta semestralmente. L’emissione aggiuntiva è stata di 5 miliardi di euro. Questa tipologia, introdotta per supportare la transizione ecologica in linea con le direttive europee e nazionali, rafforza il posizionamento dell’Italia nel mercato dei bond sostenibili.
Entrambi i titoli sono stati collocati tramite sindacato, con la partecipazione di sei importanti intermediari finanziari internazionali: Banca Monte dei Paschi di Siena, Barclays, BNP Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest. Il regolamento è previsto per il 15 gennaio, offrendo agli investitori tempi certi e trasparenza procedurale.

La domanda record: analisi delle richieste e della partecipazione degli investitori

Le due emissioni hanno generato un’ondata di interesse senza precedenti:

  • Richieste Aggregate: la somma delle richieste ha abbondantemente superato i 265 miliardi di euro contro un’offerta totale di 20 miliardi, dato che riflette una copertura di oltre tredici volte.
  • BTP a 7 anni: circa 150 miliardi di euro di richieste, ovvero dieci volte l’importo disponibile.
  • BTP Green: domande per oltre 115 miliardi, più di ventitrè volte rispetto ai 5 miliardi allocati.
Questi risultati sono stati frutto della partecipazione attiva di circa 750 investitori, di cui 390 sul titolo a sette anni e 360 sul Green, provenienti da più di 40 paesi. La composizione degli ordini ha mostrato una forte diversificazione, con la presenza sia di grandi fondi istituzionali che di attori qualificati nel campo ESG, inclusi fondi pensione, assicurazioni e asset manager focalizzati su criteri ambientali e sociali. In particolare, per il Green 2046, il 55% delle allocazioni è stato sottoscritto da investitori ESG, in linea con le strategie di investimento responsabile sempre più diffuse a livello internazionale.

L’entità della domanda e la varietà geografica registrate consacrano l’attrattiva del debito italiano in un panorama globale dove la liquidità resta elevata e l’attenzione si concentra su strumenti di rendimento affidabili e compliant alle politiche di sostenibilità. Tale successo segue il trend di forte domanda che ha caratterizzato le emissioni obbligazionarie di gennaio in tutta Europa, ma con una performance italiana che risalta anche rispetto agli altri emittenti dell’area euro.

Prezzi, rendimenti e condizioni dell’emissione

Gli aspetti tecnici dell’offerta hanno confermato gli elevati standard di trasparenza e competitività:

  • Il BTP a 7 anni è stato collocato a un prezzo di 99,901, producendo un rendimento lordo annuo alla data d’emissione del 3,191%. Questo tasso risulta vantaggioso rispetto ad altre soluzioni con analoga durata e rating, rispecchiando le condizioni di mercato favorevoli e la crescente fiducia degli investitori.
  • Per il BTP Green, il prezzo di collocamento si è attestato a 99,778, con un rendimento annuo lordo effettivo del 4,158%. Questo premio rispetto ad altri titoli sostenibili risponde sia alla maggiore durata sia alle attese inflazionistiche, offrendo una risposta concreta alla domanda di investimenti green.
La tabella seguente sintetizza i dati principali delle emissioni:
Titolo Scadenza Cedola Prezzo Rendimento Lordo (%) Importo emesso
BTP 7 anni 15/03/2033 3,15% 99,901 3,191 15 miliardi
BTP Green 30/04/2046 4,10% 99,778 4,158 5 miliardi

I rendimenti così ottenuti risultano molto competitivi, soprattutto in considerazione dei recenti upgrade dei rating creditizi dell’Italia, che hanno abbassato la percezione del rischio Paese.

Le condizioni fissate rispondono agli standard definiti dalle normative comunitarie e alle best practice internazionali, a testimonianza dell’impegno del MEF verso una gestione responsabile del debito e verso la massima trasparenza nei confronti degli investitori.

Impatto sul mercato obbligazionario e confronto con le emissioni precedenti

L’effetto generato dalle nuove emissioni si riflette tanto sulle dinamiche dei prezzi quanto sulla fiducia generale nel debito italiano. L’operazione sindacata ha indotto una sensibile riduzione dello spread tra BTP e titoli tedeschi, attestando un rinnovato interesse verso il rischio Italia. Questo è stato confermato anche dal confronto con le precedenti emissioni:

  • Nel 2025, l’Italia aveva collocato un bond decennale da 13 miliardi raccogliendo ordini per 142 miliardi: nel 2026, la richiesta è quasi raddoppiata, raggiungendo un nuovo massimo storico.
  • L’ampia diversificazione geografica e settoriale degli investitori testimonia una fiducia rafforzata, anche rispetto a paesi considerati storicamente più sicuri, grazie all’afflusso di liquidità globale e all’appetibilità dei rendimenti proposti.
A livello sistemico, il successo delle due tranche emesse si inserisce in una fase di espansione delle emissioni obbligazionarie in tutta l’Eurozona e a livello globale, e rafforza la posizione dell’Italia come pilastro dei mercati primari, favorendo la liquidità secondaria e consolidando i rapporti con i principali investitori istituzionali.

Il ruolo degli investitori esteri ed ESG nell’operazione

Nella riuscita delle emissioni si evidenzia il peso crescente degli investitori esteri, che rappresentano circa l’80% delle allocazioni del nuovo settennale. Questa presenza resta superiore rispetto alla media continentale, confermando quanto il settore del debito italiano sia in grado di attrarre risorse da aree geografiche lontane ma strategiche.

Un altro aspetto di rilievo emerso dall’analisi degli ordini riguarda l’importanza degli investitori ESG. Nel caso del BTP Green, oltre la metà del collocamento – il 55% – è stato sottoscritto dai protagonisti della finanza sostenibile. Questa quota si mantiene costante rispetto alla prima emissione avvenuta l’anno precedente, evidenziando la coerenza delle politiche di sostenibilità e la rispondenza agli indirizzi europei in materia di green bond.

  • La presenza di investitori internazionali conferisce maggior liquidità e stabilità al mercato secondario.
  • Il coinvolgimento degli investitori ESG contribuisce agli obiettivi nazionali di crescita sostenibile, portando benefici sia ambientali che reputazionali.
Questa strategia ha permesso al Tesoro non solo di ampliare la base di investitori di qualità, ma anche di allineare la gestione del debito pubblico alle migliori pratiche etico-ambientali internazionali, incrementando la visibilità dell’Italia nell’ambito della finanza sostenibile.

Lo spread ai minimi dal 2008 e il contesto favorevole per il debito italiano

Il risultato delle ultime emissioni si inquadra in una fase di particolare favore per i titoli italiani. Lo spread tra BTP e Bund tedeschi si è attestato a 64,6 punti base, il livello più basso dall’estate 2008. Questa dinamica segnala una fiducia ritrovata da parte degli investitori internazionali, rafforzata anche dai recenti miglioramenti nei rating creditizi assegnati all’Italia dalle principali agenzie e dallo scenario macroeconomico più solido rispetto agli anni passati.

L’abbassamento dello spread riflette diversi fattori:

  • Incremento della credibilità finanziaria italiana presso gli operatori globali
  • Rinnovata attenzione da parte delle istituzioni europee al quadro di stabilità macroeconomica
  • Afflusso di ampia liquidità sui mercati dell’area euro
La somma di queste condizioni ha consentito al Tesoro di ottenere migliori termini di finanziamento per il Paese, sostenendo la sostenibilità del debito pubblico e la programmazione delle future manovre finanziarie.