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Btp, nuova asta domani 9 dicembre 2026: rendimenti attesi, durata, caratteristiche e se conviene comprarlo

di Marcello Tansini pubblicato il
btp asta 9 dicembre

La nuova asta BOT del 9 gennaio 2026 si distingue per caratteristiche, rendimenti attesi e modalità di partecipazione. Analisi su rischi, opportunità e prospettive del mercato, con focus sulle date chiave e sulle scelte per gli investitori.

Il Tesoro italiano si prepara a immettere sul mercato una nuova tranche di BOT annuali, con l’asta prevista per venerdì 9 gennaio 2026. Questa emissione rappresenta un’occasione significativa per coloro che sono alla ricerca di impieghi temporanei della liquidità, soprattutto in una fase di mercato caratterizzata da tassi di interesse ancora relativamente contenuti e volatilità contenuta sulle scadenze più brevi. L’offerta si inserisce in un contesto di rinnovata attenzione agli strumenti di debito a breve termine, scelti da investitori retail e istituzionali anche per le loro peculiarità in termini di sicurezza e snellezza operativa. La nuova emissione annuale giunge in apertura d’anno quando, tipicamente, molti operatori ribilanciano il portafoglio in vista dei prossimi appuntamenti fiscali e finanziari, sostenendo la domanda di titoli pubblici italiani.

Caratteristiche principali del BOT annuale 2026: durata, emissione e importo offerto

La nuova emissione di BOT annuale presenta le seguenti peculiarità operative e tecniche:

  • Durata: 365 giorni, dalla data di regolamento (13 gennaio 2026) fino alla scadenza fissata per il 14 gennaio 2027.
  • Emissione: la data di godimento del titolo è il 14 gennaio 2026; si tratta della prima tranche di questa tipologia collocata nell’anno.
  • Importo offerto: previsti 8 miliardi di euro per questa tornata, quota significativa che conferma la consueta attenzione alle esigenze di cassa e alla domanda di breve termine.
  • Assenza di cedola: il BOT, come da tradizione, è un titolo zero coupon: il rendimento per l’investitore deriva dalla differenza fra prezzo di sottoscrizione e valore di rimborso a scadenza.
  • Importo minimo sottoscrivibile: fissato a mille euro, consentendo una vasta partecipazione sia retail che istituzionale.
L’ISIN verrà attribuito dopo la chiusura dell’asta; non sono previsti titoli BOT trimestrali nella sessione del 9 gennaio 2026, in assenza di particolari esigenze di liquidità segnalate dal Tesoro. Il collocamento supplementare può raggiungere il 10% dell’importo nominale emesso, in base alle modalità definite dal decreto d’emissione, offrendo un’ulteriore chance a chi non riuscisse ad accedere al lotto principale.

Modalità di partecipazione all’asta BOT: sistema competitivo e tempi

L’asta dei BOT annuali viene condotta con il tradizionale meccanismo competitivo. Gli operatori abilitati – tipicamente banche, intermediari finanziari e società di investimento – presentano le proprie richieste indicando il rendimento desiderato. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) raccoglie tutte le offerte e assegna i titoli partendo dal rendimento più basso richiesto fino al raggiungimento dell’importo totale offerto.

  • Modalità operative: il pubblico può accedere tramite i canali bancari o finanziari, richiedendo la prenotazione presso i soggetti abilitati entro la giornata che precede l’asta.
  • Tempistiche: dopo la chiusura delle richieste, il MEF comunica i rendimenti marginali accettati e il prezzo di aggiudicazione, con il regolamento previsto per il 13 gennaio 2026.
  • Lotto supplementare: gli operatori specialisti, secondo quanto previsto dalla normativa, possono accedere a una quota aggiuntiva pari al 10% degli importi offerti, a garanzia della liquidità e per favorire la copertura delle richieste degli investitori.
Questo sistema garantisce una maggiore trasparenza ed efficienza nella determinazione dei rendimenti, minimizzando le distorsioni di prezzo. Non sono previsti rimborsi di BOT nella stessa giornata di regolamento, come specificato dal MEF nella comunicazione ufficiale.

Rendimenti attesi e fattori che influenzano il tasso del BOT gennaio 2026

I rendimenti dei BOT annuali sono soggetti all’influenza di molteplici variabili, sia tecniche sia macroeconomiche. La più recente asta di fine 2025 ha visto l’assegnazione di titoli con tassi lordi d’aggiudicazione intorno al 2,18%, riflettendo in parte il contesto di tassi d’interesse della Banca Centrale Europea più favorevoli rispetto agli anni precedenti. L’attesa per il collocamento di gennaio 2026 si concentra su questi elementi:

  • Evoluzione dei tassi ufficiali BCE: previste politiche monetarie lievemente espansive, con inflazione in graduale discesa ma ancora sopra i livelli storici.
  • Domanda di titoli di Stato: la posizione degli investitori istituzionali, così come la vivacità della componente retail, concorrerà alla formazione del tasso marginale d’asta.
  • Spread sui titoli europei: lo spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi permane sotto i 70 punti base, un dato rassicurante circa la fiducia dei mercati internazionali nella stabilità finanziaria dell’Italia.
  • Condizioni di liquidità: l’ampiezza dell’importo offerto e l’assenza di emissioni contestuali di altri strumenti agevolano il collocamento a condizioni favorevoli.
  • Scenario macroeconomico generale: la crescita moderata del PIL italiano e una politica di bilancio orientata al contenimento del deficit rafforzano l’appeal dei titoli a breve termine.
Un quadro complessivo che lascia presagire per il BOT in asta livelli di rendimento in linea con le ultime emissioni annuali, oscillanti tra il 2% e il 2,2% lordo. La componente di rischio, come sempre nei titoli a breve, rimane contenuta da un lato dal sostegno dell’Eurosistema e, dall’altro, dalla configurazione di uno strumento semplice e trasparente.

Situazione attuale del mercato BOT: volumi in circolazione e confronti recenti

Al 12 dicembre 2025, lo stock complessivo dei BOT in circolazione risulta pari a 132.144,52 milioni di euro, di cui 26,29 miliardi per i semestrali e 105,85 miliardi per gli annuali. L’offerta di gennaio 2026 contribuisce a mantenere ampia la liquidità su questo segmento, senza sovrapposizione di rimborso titoli nella stessa data di regolamento.

Il confronto con le aste recenti mostra una domanda spesso superiore all’offerta, testimoniando la fiducia degli investitori verso i titoli italiani a scadenza breve, anche in considerazione della stabilità delle condizioni di mercato e dell’assenza di eccessiva volatilità intraday. Analizzando l’andamento dei rendimenti delle ultime tornate, si nota una lieve flessione, coerente con la situazione macro di tassi in lento riassestamento e spread contenuti.

Data Durata Rendimento lordo agg.
Dicembre 2025 12 mesi 2,18%
Novembre 2025 12 mesi 2,21%
Ottobre 2025 6 mesi 1,95%

Nel complesso, il mercato dei BOT mostra livelli di richiesta solidi sia tra investitori italiani che internazionali, in un quadro di rinnovata fiducia e sostenibilità del debito pubblico per il prossimo futuro.

Opportunità e rischi: conviene sottoscrivere il BOT in asta a gennaio 2026?

La decisione di investire in un BOT annuale comporta, come ogni scelta legata ai titoli di Stato, un bilanciamento fra opportunità e rischi. I principali aspetti positivi che emergono dalla lettura del collocamento del 9 gennaio sono:

  • Profilo di rischio contenuto: i BOT sono garantiti dallo Stato italiano, con scadenza breve e modalità di calcolo della remunerazione semplice e trasparente.
  • Liquidità elevata: facile reperibilità dei titoli sul mercato secondario e nessuna penalità in caso di vendita anticipata.
  • Rendimento pressoché certo: a differenza delle azioni, la struttura zero coupon permette di conoscere in anticipo il ritorno economico a scadenza.
  • Flessibilità nella gestione del portafoglio: ideali per chi desidera impieghi temporanei della liquidità senza vincoli eccessivi.
Fra i possibili rischi e svantaggi si segnalano:
  • Rendimento reale condizionato dall’inflazione effettiva: se il tasso d’inflazione dovesse risultare superiore alle attese, la remunerazione reale potrebbe ridursi sensibilmente.
  • Possibile rialzo dei tassi nel corso dell’anno: un’eventuale ripresa delle pressioni sui tassi a livello europeo potrebbe penalizzare i possessori che intendano liquidare i titoli prima della scadenza.
  • Assenza di cedola periodica: il mancato pagamento di cedole, pur semplificando la fiscalità, non consente di beneficiare di flussi intermedi di reddito.
La convenienza della sottoscrizione dipende dall’obiettivo finanziario individuale: per chi ricerca sicurezza e semplicità, il BOT rimane un’opzione da valutare attentamente alla luce della propria strategia di diversificazione.