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Btp perpetuo e perenne potrebbe affiancare come nuova tipologia Btp Valore, Btp Italia e Btp Green

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di Marcello Tansini pubblicato il

In un contesto finanziario in evoluzione, il BTP perpetuo si propone come alternativa ai tradizionali BTP Valore, Italia e Green. Analisi di tendenze, caratteristiche e prospettive.

Le obbligazioni perpetue rappresentano uno degli strumenti finanziari maggiormente discussi e osservati dagli investitori negli ultimi anni. Mentre i mercati globali affrontano periodi di profonda trasformazione, volatilità e ricerca di rendimenti stabili, questi bond si stanno affermando come soluzione per chi intende diversificare il portafoglio e sfruttare i cicli favorevoli dei tassi d'interesse.

La loro peculiarità - ovvero la durata sostanzialmente indefinita e la remunerazione continua sotto forma di cedola - li rende attraenti soprattutto in quei contesti nazionali in cui la solidità dell'emittente e l'appetito per debito a lunga o lunghissima scadenza sono cresciuti in parallelo alla fiducia degli investitori istituzionali e retail. In tale scenario, si ragiona sulla possibilità che il debutto di nuove tipologie di emissione a tempo illimitato, come potrebbe essere il caso di futuri BTP italiani perpetui, vada ad affiancare strumenti già diffusi quali i BTP Valore, Italia o Green.

L'emergere delle obbligazioni perpetue: tendenze e casi recenti

Negli ultimi mesi il mercato finanziario europeo e italiano ha osservato un interesse per le emissioni di bond perpetui, sia da parte delle istituzioni finanziarie che dei governi. Un esempio lampante è dato dalla emissione di obbligazioni subordinate di tipo Additional Tier 1 da parte di Intesa Sanpaolo, che ha collocato sul mercato uno strumento del valore di 1 miliardo di euro: il successo dell'operazione, con una domanda pari a diversi multipli dell'offerta, evidenzia l'appetito degli investitori per titoli potenzialmente senza scadenza, a fronte di una cedola attraente, in questo caso superiore al 6% annuo.

La configurazione di questi bond prevede generalmente la possibilità di richiamo anticipato da parte dell'emittente dopo una finestra prestabilita (ad esempio 8 o 10 anni), ma in assenza di esercizio della call, la durata prosegue indefinitamente. I dati diffusi dall'Ufficio Studi delle principali istituzioni bancarie segnalano come l'emissione di obbligazioni di questo tipo sia in aumento anche grazie al restringimento degli spread e a una rinnovata fiducia negli emittenti con solida reputazione creditizia. L'interesse non riguarda soltanto i titoli finanziari AT1, ma coinvolge anche il dibattito sulle perpetual bonds sovrani, con alcune banche centrali e governi che hanno valutato la possibilità di introdurre tali strumenti per sostenere politiche di investimento pubbliche di lungo termine.

L'Italia, storicamente abituata a emettere titoli di Stato con scadenze estese (fino al 2075 con alcune tranches), manifesta ora una nuova sensibilità verso possibili emissioni a durata illimitata. Questo scenario si delinea proprio mentre gli indicatori di fiducia nel debito pubblico italiano e il miglioramento del rating nazionale contribuiscono a ridurre il rischio paese, con conseguente compressione dello spread BTP-Bund e una domanda interna ed estera crescente per titoli con caratteristiche innovative e remunerative.

Le caratteristiche chiave dei bond perpetui e differenze con altri titoli di Stato

I bond perpetui possiedono caratteristiche distintive rispetto agli altri titoli di Stato tradizionali. La principale, ovviamente, è l'assenza di una data di rimborso prefissata: ciò significa che l'investitore percepisce una cedola (fissa o variabile, a seconda delle condizioni di emissione) per un periodo non definito, potenzialmente per sempre, lasciando a carico dell'emittente la facoltà o meno di richiamare il titolo tramite opzione call:

  • Flusso cedolare costante o ricalcolabile: generalmente la cedola offerta è superiore a quella di titoli equivalenti a lunga scadenza, sia per ricompensare il rischio di durata sia per la natura subordinata di molte emissioni perpetue.
  • Flessibilità per l'emittente: l'opzione call garantisce la facoltà di rimborso anticipato, ad esempio in presenza di condizioni di mercato favorevoli o dopo un ciclo economico positivo.
  • Posizionamento nel rischio: molti bond perpetui in circolazione (tipicamente quelli additional Tier 1 delle banche) presentano una subordinazione rispetto ai bond senior, cioè, in caso di default dell'emittente, sono rimborsati dopo altri creditori.
Rispetto ai titoli di Stato tradizionali, come le emissioni decennali o trentennali, la differenza riguarda quindi la durata dell'investimento e la gestione della liquidità. I titoli di Stato italiani in circolazione, anche i più lunghi, prevedono una data di rimborso (esempio tipico: 2075) e perciò offrono un approccio più lineare sia per la pianificazione finanziaria che per la gestione bancaria o assicurativa. Il BTP perpetuo o perenne costituirebbe invece una vera innovazione per la struttura del debito pubblico nazionale, offrendo uno strumento in grado di allocare le risorse raccolte su orizzonti temporali molto ampi, con un impatto potenzialmente positivo sul profilo di sostenibilità del debito:

Caratteristica

BTP tradizionali (10/30/50 anni)

Obbligazioni perpetue

Scadenza

Fissa (prefissata)

Nessuna, rimborso solo su iniziativa emittente

Rischio di tasso

Memorizzabile e gestibile

Potenzialmente illimitato

Rimborso

Certo alla scadenza

In funzione dell'opzione call

Frequenza cedola

Generalmente semestrale

Solitamente semestrale/annuale

Target investitori

Tutti (retail/istituzionali)

Maggiore interesse per istituzionali/long term

Perché un BTP perpetuo potrebbe essere una scelta vincente oggi

L'idea di affiancare il portafoglio di titoli pubblici italiani con una nuova tipologia di emissione perenne trova terreno particolarmente fertile nell'attuale scenario economico, caratterizzato da diversi elementi favorevoli:

  • Miglioramento del rating italiano: le principali agenzie internazionali di rating hanno registrato negli ultimi trienni una progressiva riduzione del rischio paese. Questo movimento ha impattato positivamente sia sugli spread che sulla capacità del Tesoro di collocare titoli anche a lungo termine a condizioni più vantaggiose.
  • Richiesta di asset a lunga durata: investitori istituzionali quali fondi pensione, compagnie assicurative e operatori del risparmio gestito sono attivi acquirenti di strumenti con duration elevata, in grado di offrire rendimenti certi e stabilità delle cedole in presenza di scenari con inflazione sotto controllo e tassi di interesse moderati.
  • Clima di fiducia sui BTP nazionali: la domanda crescente di BTP, spinta dalle caratteristiche intrinseche di sicurezza giuridica e dall'affidabilità del quadro normativo, registra ormai emissioni regolarmente oversubscribed sia sui mercati nazionali sia su quelli internazionali, segno che il debito sovrano italiano riscuote interesse stabile nella community finanziaria europea e globale.
  • Spread ai minimi storici: lo spread tra decennali italiani e omologhi tedeschi mantiene livelli tra i più bassi degli ultimi decenni; ciò favorisce una dinamica di costo per il Tesoro che rende appetibile sperimentare nuove soluzioni di emissione, tra cui proprio il perpetuo.
In tale contesto, il discorso sull'emissione di BTP perpetui si inserisce come strumento di policy che può supportare le strategie di finanziamento del debito pubblico: consente al governo di sfruttare le condizioni particolarmente favorevoli per incamerare risorse di lungo periodo, remunerando gli investitori con una cedola stabilmente superiore benché compressa dal ridotto rischio paese.

In parallelo, la nuova emissione si affiancherebbe ai BTP Valore, ai Green e agli Italia senza cannibalizzare segmenti già consolidati, ma attraendo capitali nuovi alla ricerca proprio di duration infinita. Il risultato sarebbe un ampliamento della base investitori e una ulteriore riprova della stabilità del sistema finanziario italiano agli occhi dei partner, dei creditori esteri e delle agenzie di rating.

Non si tratta di sostituire i BTP decennali o trentennali, ma di valorizzare le opportune finestre di mercato facendo leva sull'aumentata autorevolezza e sulla rinnovata capacità di attrarre capitali di lungo periodo.

Considerazioni degli esperti e analisi di mercato sulle prospettive dei BTP perpetui

L'introduzione di strumenti perpetui nel portafoglio del debito pubblico italiano raccoglie opinioni largamente positive tra analisti e operatori specializzati. Gli esperti sottolineano come la presenza di emissioni innovative sul mercato favorisca la resilienza del sistema e consenta all'Italia di proporre soluzioni customizzate in linea con le best practice dei principali emittenti.

Va ricordato che numerosi paesi, dalla Francia agli Stati Uniti, hanno già sperimentato obbligazioni senza scadenza come risposta a fasi di mercato in cui la domanda di rendimento a lungo periodo si dimostra elevata. Per l'Italia, l'eventuale debutto di un BTP perpetuo su larga scala si fonderebbe sulle seguenti valutazioni condivise dai principali player del mercato obbligazionario:

  • Appetibilità per investitori istituzionali: il segmento interessato è costituito da soggetti con liability di lunghissimo periodo che privilegiano asset in grado di offrire flussi cedolari stabili potenzialmente senza rimborso forzato.
  • Effetto di ancoraggio della curva dei rendimenti: emissioni perpetue agiscono come benchmark su tutto il profilo di scadenza, sostenendo la domanda anche nelle obbligazioni a 30 o 50 anni.
  • Test di solidità reputazionale: strumenti di questa natura consolidano la reputazione creditizia dell'emittente, trasmettendo al mercato segnali di forza, fiducia e programmazione di lungo periodo.
  • Utilizzo tattico nella politica di gestione del debito: esperti di debito pubblico e consulenti di istituzioni finanziarie ritengono che i perpetui possano rappresentare una interessante opportunità nei periodi di bassi tassi e alta liquidità, soprattutto quando l'economia attraversa fasi di ripresa e il rischio percepito dagli investitori si riduce in modo sensibile.
Rilevanti sono anche le considerazioni sulla trasparenza delle condizioni di emissione e la chiarezza sulle opzioni call, la cui definizione deve avvenire tenendo conto sia delle esigenze dello Stato sia di quelle di chi acquista, per garantire liquidità e negoziabilità sul mercato secondario.

Come rimarcano le principali analisi pubblicate da organismi indipendenti, il BTP perpetuo si integrerebbe con strumenti già in essere, rafforzando il posizionamento internazionale dell'Italia e confermando la capacità di innovare su scala europea nei mercati del debito sovrano.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...