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C'è uno stage in Italia che paga più dello stipendio di un neoassunto: il caso ING che ha rotto ogni regola del settore

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Nel panorama degli stage italiani, tra compensi bassi e insoddisfazione, emerge il caso eccezionale di ING: uno stage retribuito oltre gli standard, che ridisegna aspettative, priorità e scenari.

Orientarsi nel mondo degli stage rappresenta per i neolaureati italiani un passaggio obbligato e spesso irto di ostacoli. Negli ultimi anni, il tirocinio costituisce la principale via d'accesso al mercato del lavoro, ma rimane anche uno snodo problematico per chi aspira a costruirsi una posizione professionale duratura. Dalla indagine ING People Insights Lab con YouGov emerge che 7 giovani su 10 non si sentono realmente valorizzati nel mercato italiano, alimentando un senso di incertezza. Le difficoltà spaziano dalla scarsa valorizzazione del talento alle limitate prospettive di crescita e, più di tutto, all'inadeguatezza dei rimborsi economici riconosciuti. L'esperienza, pur arricchente dal punto di vista formativo, si scontra spesso con una realtà in cui la sostenibilità finanziaria è compromessa, soprattutto nelle città a più alto costo della vita. È proprio in questo contesto che prende forma la questione dello stipendio, sempre più centrale nella scelta tra restare in Italia o volgere lo sguardo verso l'estero.

Quanto viene retribuito uno stage in Italia

I dati raccolti nel corso del 2026 offrono una panoramica puntuale sulla retribuzione media degli stage in Italia. Secondo le ricerche, l'importo mensile percepito si attesta intorno ai 607 euro, in leggero aumento rispetto ai 565 euro dell'anno precedente. Questa cifra, però, presenta notevoli variazioni in funzione di settore, area geografica e dimensione aziendale:

  • Solo il 14% degli stagisti riceve più di 800 euro al mese, un dato che non riflette il vero costo della vita nei grandi centri urbani.
  • Il rimborso, soprattutto nelle aree metropolitane, è spesso insufficiente a coprire spese essenziali come l'affitto e il vitto, costringendo molti giovani a ricorrere al supporto familiare per poter sostenere l'esperienza di tirocinio.
  • Metà dei neolaureati intervistati ha rifiutato almeno una proposta di stage, nel 36% dei casi a causa di un compenso troppo basso.
Le attuali normative lasciano ampio margine alle aziende nella determinazione degli importi, e non mancano tendenze virtuose, ma a prevalere sono ancora gli stage poco o nulla retribuiti. Il riferimento normativo principale resta la Legge 99/2013, che regolamenta la materia del tirocinio extracurriculare, fissando le soglie minime solo in alcune regioni e lasciando, in molti contesti, un vuoto che penalizza i giovani. A livello nazionale, non è previsto un compenso minimo obbligatorio, salvo specifiche disposizioni regionali (come in Lombardia o Lazio, dove si va dai 300 ai 800 euro mensili per varie tipologie di tirocinio). Il risultato è una situazione frammentata e spesso disomogenea:

Anno

Retribuzione media mensile

% tirocinanti con oltre 800€

2025

565€

9%

2026

607€

14%

Chi svolge più di uno stage consecutivo rischia di passare anni in una condizione di precarietà economica, mentre il valore attribuito al rimborso cresce: il 47% dei giovani lo cita tra i primi criteri di scelta, subito dopo le opportunità di assunzione e di formazione. Questa consapevolezza genera una nuova domanda di trasparenza, equità e reale valorizzazione del talento, che resta ancora largamente insoddisfatta dal sistema attuale.

Il caso ING: stage da 1.500 euro al mese e nuovo welfare

Un riferimento senza precedenti nel panorama degli stage italiani viene proprio da ING. Nel 2025, infatti, la banca ha elevato a 1.500 euro netti al mese il rimborso previsto per gli stage, accompagnando questa misura con un pacchetto articolato di vantaggi:

  • Buoni pasto da 7 euro per ogni giornata lavorativa, anche in smart working
  • Accesso a programmi di wellbeing, formazione continua e servizi di supporto
  • Modello di lavoro flessibile, con presenza in ufficio richiesta solo quattro giorni al mese e ulteriore elasticità nei mesi estivi
  • Percorsi strutturati per neolaureati, tra cui l'International Talent Programme, che valorizzano la crescita e la personalizzazione delle esperienze professionali
Questa scelta si pone in netta controtendenza rispetto alle consuetudini del settore e riflette l'intenzione esplicita di intercettare i migliori talenti, ridurre la tendenza all'esodo verso l'estero e contribuire alla competitività del mercato interno. Oltre alla componente retributiva, superiore non solo agli altri stage ma anche agli stipendi di molti neoassunti, l'offerta di ING si distingue per una visione del welfare aziendale altrettanto innovativa, in cui work-life balance, smart working e opportunità di crescita sono parte integrante della strategia di valorizzazione del capitale umano.

Uno stage serio è sempre retribuito. Non per gentilezza, ma per coerenza organizzativa: se un'azienda riconosce valore a un percorso formativo, lo riconosce anche economicamente., così sintetizza un dipendente in una riflessione pubblicata su Il Sole 24 Ore, ribadendo che il rimborso rappresenta sia una misura di equità sia un criterio per valutare affidabilità e responsabilità dell'organizzazione.

L'esperienza ING, insomma, mostra come un corretto mix di remunerazione, attenzione ai bisogni della persona e opportunità di sviluppo possa restituire dignità e attrattività al periodo dello stage, agendo da volano sia per le ambizioni individuali sia per la crescita sistemica del tessuto occupazionale nazionale.

Stage ING vs stipendi dei neoassunti: il confronto con i salari

La soglia di 1.500 euro netti mensili garantita da ING ai propri tirocinanti rappresenta un'eccezione, elevando il tirocinio a una posizione più vantaggiosa rispetto ad alcuni degli stipendi d'ingresso tipici delle professioni più richieste. Se si osservano i dati delle principali categorie, emerge un quadro sorprendente:

Professione

Stipendio netto d'ingresso

Stage ING

1.500€

Ingegnere civile neolaureato

1.350–1.600€

Neoassunto amministrativo (PA)

1.250–1.500€

Tecnico informatico junior

1.200–1.600€

La retribuzione dello stage in ING supera di fatto la soglia di numerosi contratti d'assunzione ai livelli entry level, specie nei settori pubblici o in professioni ad alta domanda ma con scarso riconoscimento iniziale. Diventa così concreto il paradosso di uno stage che offre condizioni economiche migliori rispetto a quelle garantite da un regolare contratto a tempo determinato, generando nuovi standard e, potenzialmente, spingendo il sistema a una revisione complessiva delle politiche salariali per i giovani.

In altri contesti aziendali, la progressione della retribuzione resta lenta e solo in categorie come l'ingegneria informatica, con specializzazioni molto richieste (IA, energia, automotive), si registrano aumenti significativi già dopo i primi anni di esperienza. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, procedimenti, vincoli contrattuali e rigidità organizzative rallentano l'allineamento tra salario e valore prodotto.

Perché lo stipendio incide sulla scelta tra Italia ed estero

Analizzando le scelte occupazionali degli under 30, emerge che la retribuzione rappresenta il principale fattore discriminante nella scelta tra restare in Italia e tentare un percorso all'estero. Il 62% dei neolaureati, infatti, dichiara di orientare la propria decisione in base alla prospettiva economica, più che alle opportunità di carriera o alla qualità dell'ambiente lavorativo. Tra le motivazioni ricorrenti indicate dai giovani, figurano:

  • La possibilità di ottenere una retribuzione adeguata e continuativa, spesso percepita come irraggiungibile in patria.
  • La ricerca di contesti lavorativi che offrano sviluppo professionale e bilanciamento tra vita personale e lavoro.
  • L'aspirazione a un mercato che sappia valorizzare e non sprecare la formazione acquisita durante gli studi.
Secondo la survey ING-YouGov, oltre sette su dieci intervistati ritengono che il proprio talento sia poco riconosciuto in Italia. Segnali come la scarsa concretezza negli avanzamenti di carriera, la mancanza di investimenti sui giovani e, soprattutto, la non adeguata retribuzione sono tra le cause principali della cosiddetta fuga dei cervelli. La componente economica, che include anche benefits e flessibilità organizzativa, pesa più di altri criteri:
  • Possibilità effettiva di acquisire ulteriori competenze (35% degli intervistati).
  • Flessibilità oraria e accesso allo smart working, fondamentali per chi abbia già vissuto esperienze di stage (32% e 27% rispettivamente).
Questa prospettiva si radica nell'esperienza concreta del primo ingresso nel mondo del lavoro, che spesso non risponde alle attese maturate durante il percorso universitario. Ottenere un compenso commisurato alle competenze maturate è una priorità condivisa; laddove manca, prende corpo la decisione, sempre meno sofferta, di trasferirsi altrove per seguire aspirazioni professionali più ambiziose e gratificanti.




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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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