Nel panorama degli stage italiani, tra compensi bassi e insoddisfazione, emerge il caso eccezionale di ING: uno stage retribuito oltre gli standard, che ridisegna aspettative, priorità e scenari.
Orientarsi nel mondo degli stage rappresenta per i neolaureati italiani un passaggio obbligato e spesso irto di ostacoli. Negli ultimi anni, il tirocinio costituisce la principale via d'accesso al mercato del lavoro, ma rimane anche uno snodo problematico per chi aspira a costruirsi una posizione professionale duratura. Dalla indagine ING People Insights Lab con YouGov emerge che 7 giovani su 10 non si sentono realmente valorizzati nel mercato italiano, alimentando un senso di incertezza. Le difficoltà spaziano dalla scarsa valorizzazione del talento alle limitate prospettive di crescita e, più di tutto, all'inadeguatezza dei rimborsi economici riconosciuti. L'esperienza, pur arricchente dal punto di vista formativo, si scontra spesso con una realtà in cui la sostenibilità finanziaria è compromessa, soprattutto nelle città a più alto costo della vita. È proprio in questo contesto che prende forma la questione dello stipendio, sempre più centrale nella scelta tra restare in Italia o volgere lo sguardo verso l'estero.
I dati raccolti nel corso del 2026 offrono una panoramica puntuale sulla retribuzione media degli stage in Italia. Secondo le ricerche, l'importo mensile percepito si attesta intorno ai 607 euro, in leggero aumento rispetto ai 565 euro dell'anno precedente. Questa cifra, però, presenta notevoli variazioni in funzione di settore, area geografica e dimensione aziendale:
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Anno |
Retribuzione media mensile |
% tirocinanti con oltre 800€ |
|---|---|---|
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2025 |
565€ |
9% |
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2026 |
607€ |
14% |
Chi svolge più di uno stage consecutivo rischia di passare anni in una condizione di precarietà economica, mentre il valore attribuito al rimborso cresce: il 47% dei giovani lo cita tra i primi criteri di scelta, subito dopo le opportunità di assunzione e di formazione. Questa consapevolezza genera una nuova domanda di trasparenza, equità e reale valorizzazione del talento, che resta ancora largamente insoddisfatta dal sistema attuale.
Un riferimento senza precedenti nel panorama degli stage italiani viene proprio da ING. Nel 2025, infatti, la banca ha elevato a 1.500 euro netti al mese il rimborso previsto per gli stage, accompagnando questa misura con un pacchetto articolato di vantaggi:
Uno stage serio è sempre retribuito. Non per gentilezza, ma per coerenza organizzativa: se un'azienda riconosce valore a un percorso formativo, lo riconosce anche economicamente., così sintetizza un dipendente in una riflessione pubblicata su Il Sole 24 Ore, ribadendo che il rimborso rappresenta sia una misura di equità sia un criterio per valutare affidabilità e responsabilità dell'organizzazione.
L'esperienza ING, insomma, mostra come un corretto mix di remunerazione, attenzione ai bisogni della persona e opportunità di sviluppo possa restituire dignità e attrattività al periodo dello stage, agendo da volano sia per le ambizioni individuali sia per la crescita sistemica del tessuto occupazionale nazionale.
La soglia di 1.500 euro netti mensili garantita da ING ai propri tirocinanti rappresenta un'eccezione, elevando il tirocinio a una posizione più vantaggiosa rispetto ad alcuni degli stipendi d'ingresso tipici delle professioni più richieste. Se si osservano i dati delle principali categorie, emerge un quadro sorprendente:
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Professione |
Stipendio netto d'ingresso |
|---|---|
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Stage ING |
1.500€ |
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Ingegnere civile neolaureato |
1.350–1.600€ |
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Neoassunto amministrativo (PA) |
1.250–1.500€ |
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Tecnico informatico junior |
1.200–1.600€ |
La retribuzione dello stage in ING supera di fatto la soglia di numerosi contratti d'assunzione ai livelli entry level, specie nei settori pubblici o in professioni ad alta domanda ma con scarso riconoscimento iniziale. Diventa così concreto il paradosso di uno stage che offre condizioni economiche migliori rispetto a quelle garantite da un regolare contratto a tempo determinato, generando nuovi standard e, potenzialmente, spingendo il sistema a una revisione complessiva delle politiche salariali per i giovani.
In altri contesti aziendali, la progressione della retribuzione resta lenta e solo in categorie come l'ingegneria informatica, con specializzazioni molto richieste (IA, energia, automotive), si registrano aumenti significativi già dopo i primi anni di esperienza. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, procedimenti, vincoli contrattuali e rigidità organizzative rallentano l'allineamento tra salario e valore prodotto.
Analizzando le scelte occupazionali degli under 30, emerge che la retribuzione rappresenta il principale fattore discriminante nella scelta tra restare in Italia e tentare un percorso all'estero. Il 62% dei neolaureati, infatti, dichiara di orientare la propria decisione in base alla prospettiva economica, più che alle opportunità di carriera o alla qualità dell'ambiente lavorativo. Tra le motivazioni ricorrenti indicate dai giovani, figurano:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...