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Carta del docente 2025-2026, i più recenti chiarimenti su acquisti e scadenza. AL via dal 9 marzo

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Nuove regole, diritti estesi e scadenze aggiornate: la Carta del Docente 2025-2026 cambia volto, tra acquisti possibili, categoria di beneficiari ampliata, limiti per hardware e software e le criticità ancora aperte.

La Carta del Docente continua a rappresentare un riferimento per la valorizzazione della formazione e dell’aggiornamento professionale nelle scuole italiane. Con il decreto interministeriale introdotto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, a seguito delle novità annunciate e approvate nella riunione del 5 marzo, l’iniziativa si evolve per il biennio 2025-2026 con nuove regole e soggetti destinatari. Le scelte legislative, in linea con la L. 107/2015 e con le sentenze della Corte di Giustizia Europea, mirano a rendere più inclusivo l’accesso alle risorse destinate al miglioramento continuo del corpo docente. Oltre all’estensione della platea degli aventi diritto, il contesto attuale è caratterizzato da una riduzione dell’importo annuale del buono e dall’ampliamento delle categorie dei beni e servizi acquistabili. L’adeguamento nasce anche dall’esigenza di allineare la misura ai cambiamenti sociali, professionali e normativi che hanno investito il settore scolastico negli ultimi anni. Le principali novità e i chiarimenti sono stati comunicati ufficialmente il 5 marzo, delineando le modalità di utilizzo per docenti di ruolo, supplenti annuali e personale educativo.

Chi ha diritto alla Carta Docente 2025-2026: estensione dei beneficiari e importi

L’ultima revisione normativa amplia la platea degli aventi diritto alla Carta del Docente per l’anno scolastico 2025-2026. Secondo il nuovo decreto attuativo, entrano tra i beneficiari:

  • docenti di ruolo in servizio nelle scuole statali;
  • docenti con incarico annuale su posto vacante e disponibile (scadenza 31 agosto);
  • docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche (scadenza 30 giugno);
  • personale educativo delle istituzioni educative.
L’ammontare del bonus annuale 2025/2026 è stato fissato a 383 euro, in calo rispetto agli anni precedenti a causa dell’estensione a nuove categorie. Questa modifica risponde all’esigenza di uniformare i diritti tra personale di ruolo e precario, come stabilito da recenti sentenze giurisdizionali. Il principio di biennalità consente di utilizzare le somme assegnate nell’anno in corso e nell’annualità successiva, favorendo una maggiore flessibilità nella gestione delle spese professionali. Sono previsti fondi specifici per l’attuazione della misura, collegati anche a finanziamenti strutturali europei, seppure rimangano escluse alcune figure del personale scolastico come gli ATA. Le risorse saranno riconosciute e gestite tramite la consueta piattaforma informatica, consultabile da tutti gli utenti abilitati con SPID o CIE.

Che cosa si può acquistare: beni, servizi e nuove categorie ammissibili

L’utilizzo del borsellino elettronico consente di accedere a un’ampia gamma di soluzioni per la crescita professionale, con alcune novità introdotte:

  • acquisto di libri, pubblicazioni e riviste per aggiornamento;
  • iscrizione a corsi di formazione e aggiornamento, inclusi master, corsi di laurea e corsi post-lauream legati al profilo professionale;
  • partecipazione a iniziative culturali (cinema, musei, mostre, eventi teatrali);
  • acquisto di strumenti musicali (novità per l’a.s. 2025/2026);
  • acquisto di servizi di trasporto per esigenze connesse all’attività lavorativa come biglietti e abbonamenti (altra novità).
Restano esclusi dall’uso della carta dispositivi e servizi non collegati alla funzione docente, come smartphone, elettrodomestici e prodotti non destinati alla formazione. Significativa è l’inclusione di software e hardware, anche se con nuove regole sull’alternanza degli acquisti e con l’obbligo di rivolgersi ad esercenti autorizzati. Le spese effettuate sono considerate fiscalmente deducibili solo qualora queste ultime siano diversamente previste dalle norme fiscali in vigore. L’elenco dei prodotti ammissibili viene periodicamente aggiornato e reso accessibile dalla piattaforma ufficiale, garantendo trasparenza e sicurezza degli acquisti.

Utilizzo e scadenze della Carta Docente: regole, biennalità e residui

La fruizione dei fondi prevede alcune regole rigide dettate dal principio di biennalità, per cui il credito assegnato può essere impiegato nel corso dell’anno scolastico in cui viene attribuito e nell’anno seguente. Le principali scadenze riguardano l’utilizzo dei fondi assegnati per ciascun anno:

Anno di Riferimento Scadenza Utilizzo
2023/2024 31 agosto 2025
2024/2025 31 agosto 2026
2025/2026 31 agosto 2027

L’accumulo delle somme residue avviene automaticamente: gli importi non spesi nel corso di un anno di riferimento vengono sommati a quelli dell’anno successivo, senza necessità di procedure aggiuntive da parte del docente. È essenziale sottolineare che i buoni generati ma non utilizzati o validati presso l’esercente entro la data di scadenza non verranno conteggiati come spesi e rischiano di andare persi. La validazione e la conclusione degli acquisti devono quindi avvenire prima della chiusura tecnica della piattaforma, che coincide solitamente con la fine di agosto. Per le somme erogate a seguito di sentenze giudiziarie la fruizione segue una disciplina specifica, consentendo l’utilizzo nel biennio successivo all’accredito.

Hardware e software: nuove regole di acquisto e limitazioni

Il nuovo regolamento introduce limiti più stringenti per l'acquisto di dotazioni tecnologiche. Dall’anno scolastico 2025/2026, docenti e personale educativo potranno destinare il voucher all’acquisto di hardware e software solo in precise occasioni:

  • acquisto consentito “in occasione della prima erogazione” per ogni avente diritto e
  • successivamente, con cadenza quadriennale.
Questa restrizione è valida sia per le dotazioni informatiche individuali (computer, tablet, software) sia per gli acquisti a seguito di sentenze. La ratio di tale scelta normativa sarebbe quella di evitare un ricambio troppo frequente dei dispositivi e di allineare la misura ai tempi di ammortamento della tecnologia negli ambienti di lavoro. Restano esclusi dispositivi non direttamente legati alla didattica, smartphone ed elettrodomestici. Resta obbligatoria l’acquisizione presso rivenditori autorizzati e riconosciuti dalla piattaforma per garantire tracciabilità delle transazioni e correttezza d’uso delle risorse.

Cosa succede ai fondi non spesi e gestione della piattaforma

I fondi residui non spesi entro la scadenza biennale vengono trattenuti e non sono più recuperabili dal beneficiario. Tuttavia, la piattaforma informatica gestisce in modo automatico l’accumulo tra annualità consecutive per tutti gli aventi diritto. A ogni riapertura della piattaforma — che avviene generalmente a marzo con l’attivazione delle nuove funzionalità e dei nuovi buoni — l’utente può visualizzare l’importo cumulato, formato dalle somme residue e dall’assegnazione annuale.

Durante le fasi di aggiornamento tecnico, solitamente a cavallo tra agosto e settembre, è previsto il blocco temporaneo delle funzioni di login e di validazione dei buoni. Gli utenti devono quindi assicurarsi di concludere le proprie operazioni entro le scadenze indicate. L’accesso al portale prevede l’autenticazione tramite SPID o CIE, con una sezione dedicata alla verifica del saldo e allo storico delle spese. Le somme riconosciute a seguito di provvedimenti giudiziari sono gestite in analogia a quelle ordinarie ma godono di finestre temporali prolungate per l’impiego.

Criticità, proteste sindacali e proposte di miglioramento

Le recenti modifiche hanno suscitato un ampio dibattito tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei docenti. Da un lato, l’estensione dei beneficiari al personale precario e agli educatori è considerata una conquista attesa da tempo; dall’altro, la riduzione dell’importo annuale a 383 euro è percepita come una penalizzazione, soprattutto in presenza di inflazione e aumento dei costi relativi alla formazione e agli strumenti didattici.

Sono state messe in evidenza alcune criticità:

  • l’attivazione tardiva della piattaforma rispetto all’anno scolastico, che riduce il tempo effettivo di utilizzo del beneficio;
  • le nuove limitazioni sull’acquisto di hardware e software considerate poco compatibili con le esigenze di innovazione tecnologica scolastica;
  • l’esclusione del personale ATA nonostante l’esistenza di fondi europei destinati alle scuole.
I sindacati, in particolare la FGU e la FLC CGIL, hanno sollecitato il Ministero ad adottare soluzioni che permettano di ripristinare l’importo iniziale della card e a semplificare le procedure per la formazione e l’acquisto di strumenti didattici. Tra le proposte più ricorrenti figurano la deducibilità fiscale delle spese sostenute dai docenti, una calendarizzazione delle scadenze più sostenibile, e l’estensione dei benefici a tutto il personale scolastico per favorire una maggiore equità e qualità del sistema istruzione.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...