Nuove regole, diritti estesi e scadenze aggiornate: la Carta del Docente 2025-2026 cambia volto, tra acquisti possibili, categoria di beneficiari ampliata, limiti per hardware e software e le criticità ancora aperte.
La Carta del Docente continua a rappresentare un riferimento per la valorizzazione della formazione e dell’aggiornamento professionale nelle scuole italiane. Con il decreto interministeriale introdotto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, a seguito delle novità annunciate e approvate nella riunione del 5 marzo, l’iniziativa si evolve per il biennio 2025-2026 con nuove regole e soggetti destinatari. Le scelte legislative, in linea con la L. 107/2015 e con le sentenze della Corte di Giustizia Europea, mirano a rendere più inclusivo l’accesso alle risorse destinate al miglioramento continuo del corpo docente. Oltre all’estensione della platea degli aventi diritto, il contesto attuale è caratterizzato da una riduzione dell’importo annuale del buono e dall’ampliamento delle categorie dei beni e servizi acquistabili. L’adeguamento nasce anche dall’esigenza di allineare la misura ai cambiamenti sociali, professionali e normativi che hanno investito il settore scolastico negli ultimi anni. Le principali novità e i chiarimenti sono stati comunicati ufficialmente il 5 marzo, delineando le modalità di utilizzo per docenti di ruolo, supplenti annuali e personale educativo.
L’ultima revisione normativa amplia la platea degli aventi diritto alla Carta del Docente per l’anno scolastico 2025-2026. Secondo il nuovo decreto attuativo, entrano tra i beneficiari:
L’utilizzo del borsellino elettronico consente di accedere a un’ampia gamma di soluzioni per la crescita professionale, con alcune novità introdotte:
La fruizione dei fondi prevede alcune regole rigide dettate dal principio di biennalità, per cui il credito assegnato può essere impiegato nel corso dell’anno scolastico in cui viene attribuito e nell’anno seguente. Le principali scadenze riguardano l’utilizzo dei fondi assegnati per ciascun anno:
| Anno di Riferimento | Scadenza Utilizzo |
| 2023/2024 | 31 agosto 2025 |
| 2024/2025 | 31 agosto 2026 |
| 2025/2026 | 31 agosto 2027 |
L’accumulo delle somme residue avviene automaticamente: gli importi non spesi nel corso di un anno di riferimento vengono sommati a quelli dell’anno successivo, senza necessità di procedure aggiuntive da parte del docente. È essenziale sottolineare che i buoni generati ma non utilizzati o validati presso l’esercente entro la data di scadenza non verranno conteggiati come spesi e rischiano di andare persi. La validazione e la conclusione degli acquisti devono quindi avvenire prima della chiusura tecnica della piattaforma, che coincide solitamente con la fine di agosto. Per le somme erogate a seguito di sentenze giudiziarie la fruizione segue una disciplina specifica, consentendo l’utilizzo nel biennio successivo all’accredito.
Il nuovo regolamento introduce limiti più stringenti per l'acquisto di dotazioni tecnologiche. Dall’anno scolastico 2025/2026, docenti e personale educativo potranno destinare il voucher all’acquisto di hardware e software solo in precise occasioni:
I fondi residui non spesi entro la scadenza biennale vengono trattenuti e non sono più recuperabili dal beneficiario. Tuttavia, la piattaforma informatica gestisce in modo automatico l’accumulo tra annualità consecutive per tutti gli aventi diritto. A ogni riapertura della piattaforma — che avviene generalmente a marzo con l’attivazione delle nuove funzionalità e dei nuovi buoni — l’utente può visualizzare l’importo cumulato, formato dalle somme residue e dall’assegnazione annuale.
Durante le fasi di aggiornamento tecnico, solitamente a cavallo tra agosto e settembre, è previsto il blocco temporaneo delle funzioni di login e di validazione dei buoni. Gli utenti devono quindi assicurarsi di concludere le proprie operazioni entro le scadenze indicate. L’accesso al portale prevede l’autenticazione tramite SPID o CIE, con una sezione dedicata alla verifica del saldo e allo storico delle spese. Le somme riconosciute a seguito di provvedimenti giudiziari sono gestite in analogia a quelle ordinarie ma godono di finestre temporali prolungate per l’impiego.
Le recenti modifiche hanno suscitato un ampio dibattito tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei docenti. Da un lato, l’estensione dei beneficiari al personale precario e agli educatori è considerata una conquista attesa da tempo; dall’altro, la riduzione dell’importo annuale a 383 euro è percepita come una penalizzazione, soprattutto in presenza di inflazione e aumento dei costi relativi alla formazione e agli strumenti didattici.
Sono state messe in evidenza alcune criticità:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...