Chi può optare per il regime fiscale della cedolare secca per affittare casa nel 2025, i requisiti necessari e la tassazione prevista
La cedolare secca rappresenta un regime fiscale agevolato rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF. Questo sistema impositivo opzionale consente ai proprietari di immobili di beneficiare di aliquote ridotte sui redditi derivanti dalle locazioni, offrendo un'alternativa vantaggiosa al regime standard. Vediamo nel dettaglio chi può optare per questo regime e quali sono i requisiti necessari.
La cedolare secca è un regime di cui possono usufruire tutte le persone fisiche che abbiano la proprietà o un diritto reale di godimento (come usufrutto o uso) di un immobile concesso in affitto. L'opzione è riservata esclusivamente alle persone fisiche che locano immobili al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, arti o professioni.
Possono quindi accedere a questo regime:
Anche chi opta per le locazioni brevi (contratti di durata non superiore a 30 giorni) può beneficiare della cedolare secca. Questo regime è applicabile anche alle unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari.
Per le locazioni brevi, è importante ricordare che a partire dal 2025 è stata introdotta una differenziazione delle aliquote in base al numero di immobili locati. Tale modifica sarà approfondita nei paragrafi successivi.
Era stata proposta l'estensione della cedolare secca anche all'affitto di negozi, uffici e immobili commerciali nell'ambito della legge delega di riforma fiscale. Tuttavia, attualmente il regime resta applicabile solo agli immobili ad uso abitativo appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa A10). La possibile estensione agli immobili commerciali potrebbe essere inserita in un secondo momento, prevedendo un'aliquota unica anche per questo tipo di locazioni.
La cedolare secca prevede differenti aliquote di tassazione in base alla tipologia di contratto stipulato. Per il 2025, la Legge di Bilancio ha confermato le seguenti aliquote:
L'aliquota del 21% si applica ai contratti a canone libero, dove il proprietario e l'inquilino concordano liberamente l'importo dell'affitto. Questa rappresenta l'opzione standard per la maggior parte delle locazioni e offre già un vantaggio rispetto alle aliquote IRPEF ordinarie che possono arrivare fino al 43%.
L'aliquota ridotta al 10% si applica ai contratti di locazione a canone concordato, stipulati in conformità agli accordi definiti in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori. Questi contratti sono previsti:
La novità più significativa per il 2025 riguarda la tassazione degli affitti brevi. Per queste locazioni, di durata non superiore a 30 giorni, l'aliquota è stata aumentata al 26%, ma solo per gli immobili oltre il primo. In particolare:
Per accedere al regime della cedolare secca nel 2025, è necessario rispettare determinati requisiti soggettivi e oggettivi.
Come già accennato, possono optare per la cedolare secca esclusivamente:
Per quanto riguarda gli immobili, il regime della cedolare secca può essere applicato:
Per i nuovi contratti di locazione, l'opzione per la cedolare secca può essere esercitata in sede di registrazione, utilizzando il modello RLI (Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - contratti di locazione e affitto di immobili). In questo caso, l'opzione ha effetto per l'intera durata del contratto, salvo revoca.
In caso di rinnovo o proroga del contratto, l'opzione deve essere comunicata entro 30 giorni dalla scadenza, sempre utilizzando il modello RLI. È importante notare che, a partire dal DL 34/2019, è stato soppresso l'obbligo di comunicazione telematica obbligatoria della proroga del contratto di locazione a cedolare secca. Tuttavia, molti uffici dell'Agenzia delle Entrate consigliano comunque di procedere con la comunicazione tramite procedura RLI per allineare i flussi di dati tra contratto e dichiarazione.
Per le locazioni brevi (durata non superiore a 30 giorni), non essendo obbligatoria la registrazione del contratto, l'opzione per la cedolare secca può essere esercitata direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui sono stati percepiti i canoni.
La scelta della cedolare secca deve essere comunicata all'inquilino mediante lettera raccomandata, nella quale il locatore rinuncia alla facoltà di richiedere l'aggiornamento del canone, anche se previsto nel contratto. Se tale rinuncia è già indicata nel contratto di locazione, l'invio della raccomandata non è necessario.
Il versamento della cedolare secca segue le stesse scadenze previste per l'IRPEF, con un sistema di acconto e saldo.
L'acconto della cedolare secca è dovuto se l'imposta dell'anno precedente (riferita ai redditi da locazione) supera i 51,65 euro. L'acconto ammonta al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente e può essere versato:
Il pagamento della cedolare secca deve essere effettuato attraverso il modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:
A partire dal 1° settembre 2024, è entrato in vigore un nuovo regime sanzionatorio per le violazioni in materia di cedolare secca, confermato anche per il 2025.
Le sanzioni variano in base al tipo di violazione:
Per comprendere meglio il funzionamento della cedolare secca, consideriamo un caso concreto. Supponiamo che un contribuente possegga più immobili destinati a diverse tipologie di locazione:
Un proprietario ha 5 immobili così suddivisi:
La cedolare secca racchiude in un'unica imposta sostitutiva diverse imposte e tasse, offrendo un sistema di tassazione semplificato e potenzialmente vantaggioso. Vediamo quali sono i principali benefici di questo regime.
Optando per la cedolare secca, il contribuente sostituisce con un'unica imposta:
Chi decide di scegliere la cedolare secca, una volta concordato il prezzo del canone di locazione, non può modificarlo fino alla scadenza del contratto adeguandolo ai valori ISTAT annuali, come invece accade per le altre tipologie di contratti. Questa rinuncia all'aggiornamento del canone deve essere comunicata all'inquilino con lettera raccomandata, a meno che tale clausola non sia già inserita nel contratto di locazione.
Il modello 730/2025 e il modello Redditi 2025 presentano alcune novità relative alla cedolare secca, in particolare per quanto riguarda le locazioni brevi.
Come già menzionato, per le locazioni brevi è possibile applicare l'aliquota ridotta del 21% a un solo immobile, mentre per gli altri si applica l'aliquota del 26%. Nel modello 730/2025, il contribuente dovrà indicare quale immobile intende assoggettare all'aliquota agevolata.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto l'obbligo di indicare il CIN nella dichiarazione dei redditi. Questo adempimento sarà recepito nei modelli definitivi del 730/2025 e Redditi 2025, che dovranno prevedere appositi campi per l'inserimento di questo codice identificativo.
La scelta di optare per la cedolare secca dipende da numerosi fattori e richiede una valutazione attenta della propria situazione fiscale.
La cedolare secca risulta particolarmente vantaggiosa:
Nasce a Vico Equense il 19 luglio del 1980, frequenta il Liceo Classico “E. Marini” di Amalfi. Nel 2001 diventa giornalista pubblicista. Metropolis, Il Mattino, Il Corrierino dello Sport, di nuovo Metropolis (questa volta edizione Napoli) sono i quotidiani che hanno ospitato ed ospitano la sua firma. Ha collaborato come social media manager con la casa editrice Intra Moenia di Napoli. Si laurea in...