Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

ChatGpt è ancora la migliore IA? Sicuramente OpenAi si è fatta rimontare

di Marcello Tansini pubblicato il
ChatGpt è ancora la migliore IA o no

Il panorama dell'intelligenza artificiale è in rapida evoluzione: ChatGPT, un tempo incontrastato, si trova ora a fronteggiare una crescente concorrenza. Da Gemini a Claude, fino alle soluzioni emergenti, il settore si trasforma tra sfide tecniche, nuovi scenari di utilizzo e strategie delle big tech, ponendo interrogativi su chi guiderà davvero il

Nell'ultimo anno l’intelligenza artificiale è diventata una presenza imprescindibile nella vita quotidiana, nei contesti professionali, scolastici e nei settori creativi. ChatGPT rappresenta il punto di svolta che ha condotto il grande pubblico alla scoperta delle potenzialità generative delle IA, diventando sinonimo stesso di chatbot evoluti. Tuttavia, la rapida ascesa di concorrenti e l’evoluzione dei modelli ha messo in discussione la leadership della piattaforma di OpenAI. Rispetto alla situazione del 2021, nuovi attori hanno accelerato la competizione, proponendo alternative sempre più avanzate: Google, Anthropic, Meta, e le emergenti realtà asiatiche hanno alzato il livello dell’innovazione. Oggi, scegliere una IA non significa soltanto affidarsi al nome più noto, ma valutare funzionalità, integrazione e sicurezza.

Evoluzione del settore: il vantaggio del first mover e la crescita della concorrenza

ChatGPT ha guidato per anni l’innovazione nel campo della generative AI, diventando il riferimento per milioni di utenti. Questa posizione di first mover ha garantito una diffusione senza precedenti, portando OpenAI a dominare la scena e alimentando un vasto ecosistema di applicazioni e servizi. Tuttavia, a partire dal 2024, lo scenario è profondamente mutato: la velocità dei modelli alternativi, il progresso tecnologico e l’integrazione con piattaforme verticali hanno eroso parte di questo vantaggio.

L’analisi di Similarweb mostra un dato significativo: le visite mensili a ChatGPT superano i 5,5 miliardi, ma Gemini – la controparte di Google – ha registrato una crescita del 28% in un solo mese, sintomo di una concorrenza sempre più agguerrita. L’incremento non si limita alle metriche di traffico:

  • Google ha integrato le proprie AI nei servizi Workspace, rivoluzionando la produttività quotidiana
  • Anthropic ha lanciato prodotti come Claude Code, evoluti sia sul piano tecnico che etico
  • Meta e le aziende cinesi hanno investito in soluzioni open source e applicazioni personalizzabili
Mentre OpenAI affronta nuove sfide finanziarie e regolamentari, le big tech inseguono e spesso superano il ritmo d’innovazione originario. Questa dinamica competitiva stimola la nascita di prodotti sempre più specializzati e integrati, spingendo l’adozione dell’intelligenza artificiale in settori fino a pochi anni fa impensabili.

Panoramica sulle migliori alternative a ChatGPT: Gemini, Claude, Copilot, LLaMA e altre

Nel panorama delle grandi intelligenze artificiali generative, spiccano alcune alternative ormai considerate di riferimento a livello internazionale per la loro ampiezza di funzionalità e la profondità delle integrazioni offerte:

  • Gemini (Google): nata come evoluzione di Bard, questa soluzione si orienta sempre più verso una piattaforma multimodale: testo, immagini, video e codice convivono in un unico modello, integrato perfettamente nell’ecosistema Google. Grazie alla connessione diretta con il motore di ricerca e ai servizi Workspace, risulta estremamente aggiornata e contestualizzata, punto di forza particolarmente apprezzato in ambito educational e professionale.
  • Claude (Anthropic): progettata con un’enfasi sulla sicurezza e sul rispetto etico, questa AI è apprezzata per la gestione di prompt di grandi dimensioni e attività complesse, come analisi accademiche, supporto legale o scrittura strutturata di documenti. L’approccio “Constitutional AI” garantisce la minimizzazione dei rischi legati a contenuti inappropriati.
  • Copilot (Microsoft): incorporato nativamente in Word, Excel, PowerPoint, Outlook e nei prodotti enterprise, Copilot agisce come un amplificatore di produttività per chi opera nelle suite di lavoro digitali. Il modello sfrutta risorse OpenAI customizzate da Microsoft, con una particolare attenzione a privacy e sicurezza sul dato aziendale. L’integrazione verticale è il vero punto di forza.
  • LLaMA (Meta): soluzione open source, destinata soprattutto a sviluppatori, ricercatori e aziende interessate a personalizzare applicazioni di IA. Offre flessibilità, leggerezza e trasparenza, ideale per chi desidera controllare in modo diretto infrastruttura e dati.
  • Mistral AI, Cohere R+, Perplexity AI e altri strumenti stanno guadagnando terreno sia per modelli linguistici efficienti che per specializzazione verticale, coprendo una gamma sempre più ampia di use case.
Rispetto a ChatGPT, queste piattaforme evidenziano vantaggi legati a compatibilità, aggiornamento dati e specificità d’uso, ampliando considerevolmente le possibilità di scelta per privati e aziende.

Punti di forza e limiti delle principali IA generative a confronto

Soluzione Punti di Forza Limiti
ChatGPT Estrema versatilità; memoria conversazionale; ottime capacità di scrittura creativa e programmazione; ampia community Non aggiornata in tempo reale; alcuni limiti nella gestione di task verticali specialistici; filtro nelle risposte sensibili
Gemini Integrazione nativa con Google; aggiornamento realtime; output multimodale; rapide iterazioni Meno maturo su creatività testuale e artistica; disponibilità limitata in alcune regioni; potenziali rischi di bias derivanti dall’indicizzazione web
Claude Sicurezza e trasparenza; gestione di testi lunghi; eccellenza in contesti accademici e legali; risposte strutturate Non genera output multimediali; limiti di accessibilità in alcune aree; costi nei piani avanzati
Copilot Automazione produttività; nativa nell’ecosistema Microsoft; focus su documenti e dati aziendali; rispetto delle policy di privacy Dipendenza da suite Microsoft; minore propensione per output creativi complessi; alcune funzioni solo su abbonamento
LLaMA Open source; personalizzabile; adatta a ricerca scientifica; leggerezza e scalabilità Non ottimale per utenti base; meno semplice da implementare rispetto a soluzioni “chiavi in mano”

Ogni piattaforma esprime le proprie potenzialità all’interno di contesti d’uso ben definiti, rendendo la scelta più articolata e personalizzabile rispetto al passato.

Le AI specializzate e le soluzioni emergenti: DeepSeek, Grok, Mistral, HuggingChat e altre

L’evoluzione ha favorito la nascita non solo di intelligenze artificiali generaliste, ma anche di modelli verticali e open source in grado di offrire vantaggi per specifici mercati e categorie di utenti.

  • DeepSeek: soluzione cinese che si distingue per il rapporto costo-prestazioni particolarmente favorevole. Apprezzata per compiti di calcolo, programmazione e ragionamento logico, DeepSeek può essere utilizzata gratuitamente, risultando accessibile per sviluppatori o realtà con budget limitati. Alcune criticità si riscontrano sulla privacy, vista la localizzazione dei dati su server cinesi.
  • Grok: progettata da xAI, la società fondata da Elon Musk, Grok si caratterizza per uno stile diretto e informale. Consente conversazioni su argomenti che spesso vengono filtrati dalle altre IA e offre avatar e funzionalità social.
  • Mistral: sviluppata da Mistral AI, questa piattaforma open source punta su leggerezza, velocità e possibilità di impiego direttamente su hardware locale. Intercetta le esigenze di aziende che vogliono ridurre la dipendenza dai grandi cloud internazionali.
  • HuggingChat e Vicuna: due esempi di chatbot open source pensati per chi desidera trasparenza, controllo sul codice e accessibilità totale senza limitazioni.
  • Altre soluzioni come Perplexity AI, Pi e OpenAssistant sono nate per rispondere a esigenze specifiche come fact-checking accelerato, assistenza conversazionale empatica o ricerca documentale.
Queste piattaforme riducono le barriere d’ingresso all’IA generativa e incentivano la creazione di ecosistemi collaborativi, consentendo a organizzazioni indipendenti e piccoli team di sperimentare senza vincoli di licenza.

Use case: quale intelligenza artificiale scegliere in base alle proprie esigenze

La molteplicità di modelli disponibili rende necessario analizzare attentamente le proprie necessità prima di adottare una soluzione:

  • Studio e ricerca accademica: Claude e Gemini offrono risposte approfondite, accesso a dati aggiornati e coerenza nella gestione di testi lunghi.
  • Lavoro aziendale e produttività: Copilot si integra alla perfezione all’interno di flussi di lavoro Microsoft, automatizzando analisi, gestione documenti e comunicazioni aziendali.
  • Programmazione e sviluppo: DeepSeek eccelle nel ragionamento logico, generazione di codice e calcoli complessi. Phind è una valida opzione per chi lavora quotidianamente con linguaggi di programmazione.
  • Scrittura creativa, contenuti editoriali e marketing: ChatGPT, Jasper AI e Mistral rispondono alle esigenze di creatività, personalizzazione del tono e generazione di testi adattivi.
  • Ricerca di informazioni e fact-checking: Perplexity AI e You.com si distinguono per l’immediatezza nella verifica delle fonti, con risposte accompagnate da citazioni verificabili.
  • Conversazione empatica o supporto emozionale: Pi e Replika sono state progettate per offrire interazioni empatiche, utili nel counseling digitale e nell’autosupporto.
L’analisi dei bisogni, della sensibilità ai temi di privacy e delle capacità tecniche disponibili guida la scelta verso il modello realmente in grado di massimizzare il valore per l’utente finale.

Strategie delle big tech tra investimenti, dispositivi e partnership

L’incremento della competizione globale ha costretto le big tech a rivedere radicalmente le proprie strategie d’investimento e partnership:

  • OpenAI sta puntando tutto sulla differenziazione, intensificando attività nel campo dell’hardware, grazie anche alla collaborazione con designer del calibro di Jony Ive. Parallelamente, ha annunciato l’introduzione di pubblicità sulla propria piattaforma per sostenere i costi crescenti dei data center. Questa mossa, in apparenza difensiva, nasce in risposta alle pressioni dettate sia dai concorrenti sia dai mercati finanziari.
  • Google e Apple hanno avviato una partnership strategica per integrare Gemini nei servizi Siri e nei dispositivi iOS/macOS, accelerando la convergenza tra voice assistant e chatbot testuali.
  • Microsoft continua a investire nella fusione tra cloud, IA e suite produttive, rafforzando la posizione di Copilot quale nodo centrale nella digitalizzazione aziendale.
  • Meta e aziende emergenti puntano su modelli open source, accessibili e adattabili, nel tentativo di ridurre la dipendenza dagli ecosistemi chiusi delle big tech statunitensi.
Partnership incrociate e scommesse su dispositivi dedicati rendono l’arena degli investimenti estremamente variegata, con effetti a catena su innovazione, pricing e accessibilità.

Scenario futuro: rischi finanziari, evoluzione regolamentare e prospettive etiche

L’avanzata dell’intelligenza artificiale pone nuove questioni legate a sostenibilità finanziaria, governance e sviluppo normativo.

In modo particolare:

  • Le pressioni sui costi alimentate dai continui investimenti in data center, hardware dedicato e risorse umane specializzate espongono alcune aziende al rischio di una “bolla” del settore, come già osservato nel tech negli ultimi decenni.
  • La crescente attenzione da parte delle istituzioni europee sulla gestione dei dati personali e la sicurezza delle informazioni sta inducendo le società del settore a rafforzare policy di privacy by design.
  • Sul piano etico, le big tech sono chiamate a garantire trasparenza, prevenzione dei bias e accessibilità equa dei servizi, seguendo indicazioni normative sempre più stringenti (Regolamento UE 2024/0123 sull’AI, Linee Guida EDPB sull’uso etico dell’AI generativa, Circolari AGID sull’accesso ai servizi digitali paritari).
  • L’effetto cumulativo della rapida evoluzione tecnica e delle battaglie legali (come la causa intentata da Elon Musk contro OpenAI) conferma la natura ancora instabile, ma estremamente dinamica del mercato.
Le prospettive per il prossimo biennio indicano una maggiore regolamentazione, un aumento della collaborazione pubblico-privato e una selezione più marcata tra modelli generativi generalisti e soluzioni verticali.