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Che cos'è NBA Europe, chi c'è dietro al progetto, cosa prevede a livello sportivo e di business. E il ruolo del Milan

di Marcello Tansini pubblicato il
Il ruolo del Milan

NBA Europe è una rivoluzione per il basket continentale: dal format innovativo ai rapporti tra leghe, passando per il ruolo di Milano e del Milan, investimenti e nuove prospettive.

Introduzione a NBA Europe: il nuovo progetto che cambia lo sport in Europa

Un progetto senza precedenti si prepara a ridisegnare il panorama sportivo europeo: NBA Europe, voluto dalla prestigiosa lega americana in collaborazione con FIBA, punta a varare una lega continentale di basket capace di sintetizzare modelli sportivi, economici e culturali. Il piano prevede l'introduzione di franchigie stabili nelle principali capitali sportive del Vecchio Continente, combinando la solidità delle strutture nordamericane con l'intensità agonistica e la passione tipiche della cultura europea.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i summit che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori attori dello sport mondiale, investitori internazionali, grandi club di calcio e basket e colossi dei media. L'obiettivo è chiaro: cogliere il potenziale inespresso di un mercato da milioni di tifosi e dotarlo di una piattaforma competitiva di livello globale, promuovendo innovazione, spettacolo e sviluppo commerciale.

Secondo le stime presentate nei principali incontri, in Europa il basket è secondo solo al calcio per popolarità, ma i ricavi non sono ancora proporzionali al bacino d'utenza. In questa cornice nascono idee ambiziose che puntano a coinvolgere non solo realtà cestistiche storiche, ma anche club multisport e nuovi partner finanziari. La data di lancio prospettata per questo campionato d'élite, l’autunno del 2027, segna una nuova era per lo sport professionistico europeo e mondiale.

La genesi di NBA Europe: chi sono i protagonisti e i partner strategici

La nascita di NBA Europe è frutto di una visione condivisa tra i leader della lega americana, le istituzioni internazionali del basket e una platea di investitori di primissimo piano. Proprio nei summit più recenti, come quello esclusivo tenutosi a Londra, si è compreso il respiro globale dell’operazione, che annovera tra i suoi maggiori promotori il commissioner della NBA Adam Silver e il vice Mark Tatum, oltre al management della FIBA rappresentato da figure come Andreas Zagklis e Jorge Garbajosa.

Nel backstage di questo scenario si muovono club storici e prospettive multisport: Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Panathinaikos, Asvel e Alba Berlino, per citarne alcuni, hanno manifestato interesse concreto. Olimpia Milano e il Milan sono stati protagonisti indiscussi dell’evento, così come il Manchester City e il Paris Saint-Germain. La presenza di figure simboliche come Pau Gasol e Zlatan Ibrahimovic, quest'ultimo in veste di senior advisor rossonero, testimonia l'interesse trasversale che il progetto suscita tra ex atleti e dirigenti visionari.

Nella cabina di regia finanziaria, si distinguono realtà di massimo rilievo mondiale:

  • RedBird Capital, proprietaria del Milan,
  • PIF (Public Investment Fund) dell’Arabia Saudita,
  • JPMorgan Chase, Raine Group, Lazard e Rothschild,
  • Blackstone, Sixth Street, BC Partners, Arctos
questi e altri ancora hanno mostrato interesse a sostenere la nuova lega, portando capitali e know-how indispensabili per un campionato così ambizioso.

Non meno importante la componente commerciale e mediatica: Nike e Amazon Prime sono state coinvolte come possibili global partner, confermando la volontà di garantire visibilità internazionale e standard di produzione ai massimi livelli. La partnership stretta tra FIBA e NBA rappresenta una chiave di volta, offrendo basi solide per governance, coesistenza regolamentare e sinergie commerciali.

La struttura della nuova lega: format, città partecipanti e criteri di ammissione

Il disegno organizzativo di NBA Europe punta a un equilibrio tra stabilità di lungo termine e meritocrazia sportiva. Il format approvato prevede la partecipazione di 16 squadre, suddivise in:

  • 12 franchigie "licenziate" permanenti;
  • 4 slot variabili, assegnati ogni anno tramite risultati sportivi nei campionati FIBA o attraverso un torneo di qualificazione.
Le città individuate per il debutto sono tra le più influenti dello scenario sportivo e commerciale europeo:

NBA Europe, voluto dalla lega americana in collaborazione con FIBA, punta a varare una lega continentale di basket capace di sintetizzare modelli sportivi, economici e culturali. Il piano prevede l'introduzione di franchigie stabili nelle principali capitali sportive del Vecchio Continente, combinando la solidità delle strutture nordamericane con l'intensità agonistica e la passione tipiche della cultura europea.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i summit che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori attori dello sport mondiale, investitori internazionali, grandi club di calcio e basket e colossi dei media. L'obiettivo è chiaro: cogliere il potenziale inespresso di un mercato da milioni di tifosi e dotarlo di una piattaforma competitiva di livello globale, promuovendo innovazione, spettacolo e sviluppo commerciale.

Secondo le stime presentate nei principali incontri, in Europa il basket è secondo solo al calcio per popolarità, ma i ricavi non sono ancora proporzionali al bacino d'utenza. In questa cornice nascono idee ambiziose che puntano a coinvolgere non solo realtà cestistiche storiche, ma anche club multisport e nuovi partner finanziari. La data di lancio prospettata per questo campionato d'élite, l'autunno del 2027, segna una nuova era per lo sport professionistico europeo e mondiale.

La genesi di NBA Europe: chi sono i protagonisti e i partner

La nascita di NBA Europe è frutto di una visione condivisa tra i leader della lega americana, le istituzioni internazionali del basket e una platea di investitori di primissimo piano. Proprio nei summit come quello esclusivo tenutosi a Londra, si è compreso il respiro globale dell'operazione, che annovera tra i suoi maggiori promotori il commissioner della NBA Adam Silver e il vice Mark Tatum, oltre al management della FIBA rappresentato da figure come Andreas Zagklis e Jorge Garbajosa.

Nel backstage di questo scenario si muovono club storici e prospettive multisport: Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Panathinaikos, Asvel e Alba Berlino, per citarne alcuni, hanno manifestato interesse concreto. Olimpia Milano e il Milan sono stati protagonisti indiscussi dell'evento, così come il Manchester City e il Paris Saint-Germain. La presenza di figure simboliche come Pau Gasol e Zlatan Ibrahimović, quest'ultimo in veste di senior advisor rossonero, testimonia l'interesse trasversale che il progetto suscita tra ex atleti e dirigenti visionari.

Nella cabina di regia finanziaria, si distinguono realtà di massimo rilievo mondiale:

  • RedBird Capital, proprietaria del Milan,
  • PIF (Public Investment Fund) dell'Arabia Saudita,
  • JPMorgan Chase, Raine Group, Lazard e Rothschild,
  • Blackstone, Sixth Street, BC Partners, Arctos
questi e altri ancora hanno mostrato interesse a sostenere la nuova lega, portando capitali e know-how indispensabili per un campionato così ambizioso.

Non meno importante la componente commerciale e mediatica: Nike e Amazon Prime sono state coinvolte come possibili global partner, confermando la volontà di garantire visibilità internazionale e standard di produzione ai massimi livelli. La partnership stretta tra FIBA e NBA rappresenta una chiave di volta, offrendo basi solide per governance, coesistenza regolamentare e sinergie commerciali.

La struttura della nuova lega: format, città partecipanti e criteri di ammissione

Il disegno organizzativo di NBA Europe punta a un equilibrio tra stabilità di lungo termine e meritocrazia sportiva. Il format approvato prevede la partecipazione di 16 squadre, suddivise in:

  • 12 franchigie licenziate permanenti;
  • 4 slot variabili, assegnati ogni anno tramite risultati sportivi nei campionati FIBA o attraverso un torneo di qualificazione.
Le città individuate per il debutto sono tra le più influenti dello scenario sportivo e commerciale europeo:

Milano

Roma

Londra

Manchester

Parigi

Lione

Madrid

Barcellona

Berlino

Monaco di Baviera

Atene

Istanbul

I criteri di ammissione sono severi: ogni realtà candidata dovrà garantire solidità economica, arene con almeno 15.000 posti, impianti di ultima generazione e piani industriali capaci di assicurare crescita e sostenibilità. La selezione non riguarda solo società di basket già affermate, ma anche club calcistici con brand internazionale e soggetti finanziari interessati allo sviluppo di nuove entità sportive. Nel progetto è prevista anche la possibilità di sinergie tra società cittadine di discipline differenti, con particolare attenzione ai modelli multisport.

La partecipazione alle competizioni nazionali continuerà a essere richiesta, anche per mantenere la connessione con le tifoserie locali e il tessuto sportivo nazionale. La governance centrale e la gestione dei ricavi vengono affidate direttamente alla NBA, con l'obiettivo di assicurare equità, trasparenza e attrattività internazionale.

Business, investimenti e il ruolo dei club calcistici: il caso Milan e la centralità di Milano

Al centro del nuovo scenario spicca il modello milanese: la volontà del Milan, guidato da RedBird Capital e Gerry Cardinale, di agire da protagonista nella gestione della futura franchigia è emersa chiaramente in tutti i principali incontri. La sinergia tra calcio e basket rappresenta una delle leve più innovative del piano, capace di generare cross-selling, massimizzare la visibilità dei brand e attrarre nuove categorie di tifosi.

Secondo le fonti, il club rossonero aspira a controllare direttamente la squadra cittadina, valutando sia la propria autonomia sia possibili partnership con realtà storiche come l'Olimpia Milano (affiliata Armani), aprendo anche a ipotesi di collaborazione con altri investitori come Oaktree (Inter). Questa strategia, coerente con quanto già accaduto a Madrid o Barcellona, permette di presidiare aree ad alto potenziale economico e sportivo sfruttando lo stesso bacino di utenti, le infrastrutture e il know-how gestionale.

L'investimento iniziale previsto per l'ingresso nella lega è tra i più elevati al mondo: l'entry fee oscilla tra 500 milioni e 1 miliardo di euro, a seconda della città e del pacchetto di diritti. Per sostenere simili cifre, il business plan si basa su centralizzazione di media, sponsorizzazioni e hospitality di fascia alta, ticketing dinamico, retail e sviluppo di contenuti digitali proprietari. La costruzione o riqualificazione di una moderna arena a Milano (tra Santa Giulia e San Donato) sarà determinante anche per l'attrattività verso partner e pubblico premium.

Il coinvolgimento dei top club calcistici - Manchester City, Paris Saint-Germain e ovviamente il Milan - risponde anche all'esigenza di garantire solidità finanziaria, accesso a nuove audience e capacità di dialogo con media e istituzioni. Questa apertura al modello polisportivo riflette una tendenza globale e consente a Milano di candidarsi come hub centrale nel network NBA Europe, integrando sport, media-tech e sviluppo immobiliare.

La sfida tra NBA Europe, FIBA ed Eurolega

L'avvento della nuova lega sta già incidendo sugli equilibri del basket europeo. L'Eurolega, riferimento del basket di club continentale dagli anni Duemila, percepisce la nascita di NBA Europe come una potenziale minaccia e ha alternato aperture a dialoghi istituzionali a marcate prese di posizione pubbliche su possibili rischi di frammentazione del sistema.

Nel nuovo modello è previsto che le squadre partecipanti conservino l'impegno nei rispettivi campionati nazionali, mentre il campionato europeo si inserisce nel calendario in modo da non penalizzare le finestre per le nazionali (secondo quanto confermato anche dal presidente Federbasket Gianni Petrucci). La partnership tra NBA e FIBA, che funge anche da supervisore regolamentare, assicura l'allineamento con i principali standard internazionali, pur lasciando irrisolto il nodo della coesistenza con l'attuale Eurolega.

Tra i punti più dibattuti:

  • la distribuzione delle quote tra nuovi investitori e club storici;
  • le modalità di qualificazione annuale;
  • i criteri di assegnazione dei diritti media e commerciali;
  • la protezione dei vivai e delle regole di formazione per i giocatori locali.
È aperto il confronto sugli effetti che la nuova struttura potrà generare in termini di sviluppo sportivo, qualità delle rose e valorizzazione dei giovani talenti.

Da Roma a Milano tra stadi, investitori e fan base

Il coinvolgimento italiano nel disegno della nuova lega è stato confermato dall'inclusione di Milano e Roma tra le città fondatrici. Ciò costituisce una straordinaria possibilità di crescita per tutto il movimento tricolore, ma anche una responsabilità: mentre Milano può già contare su arene affermate (Forum, Allianz Cloud) e su progetti di ampliamento futuri, la Capitale affronta la doppia sfida di attrarre imprenditori e di ammodernare le infrastrutture.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, il tessuto imprenditoriale romano resta in attesa di sviluppi sugli impianti del Foro Italico, del PalaEur o su nuove costruzioni in partnership pubblico-private. La presenza di brand sportivi iconici, una fan base trasversale e la capacità di attirare turisti restano asset preziosi per entrambe le città.

Per i club italiani, il salto verso la nuova dimensione NBA Europe comporta anche l'esigenza di rafforzare la governance, perfezionare la gestione commerciale e garantire sostenibilità tecnica. Il modello milanese, con la sinergia tra basket, calcio e finanza innovativa, potrebbe fare scuola anche a Roma e ispirare nuove forme di collaborazione tra storiche società di basket e grandi club calcistici. Parallelamente, la pressione per rivelare modalità di accesso, business plan e impatti veri sulle competizioni domestiche resta alta, con la Federbasket impegnata a mediare i diversi interessi in campo.

Scenari e possibili evoluzioni per il basket europeo e mondiale

L'avvio di NBA Europe potrebbe inaugurare una nuova era nell'integrazione tra basket europeo e sistemi sportivi globali. Fonti ufficiali non escludono la possibilità che, negli anni a venire, si sviluppino tornei intercontinentali tra squadre NBA e le migliori della lega europea, sull'esempio della “NBA Cup” o di manifestazioni sul modello dei mondiali per club FIFA.

Si ipotizza inoltre una sempre più stretta integrazione dei modelli di governance, comunicazione e produzione contenuti, con il basket europeo pronto ad aprirsi a standard americani in termini di eventi, narrazione e interazione con il pubblico. Questi sviluppi, tuttavia, richiedono tempo: il passaggio da Eurolega a una struttura NBA comporta inevitabili attriti e la necessità di proteggere il patrimonio di club, espressioni cittadine e vivai locali, in un equilibrio tra meritocrazia e interesse industriale.

In questa rivoluzione, l'Italia può ambire a un ruolo di primo piano, non solo per la tradizione cestistica di Roma e Milano ma perché rappresenta, nell'immaginario degli stakeholder, una piattaforma ideale per testare sinergie tra sport, spettacolo, turismo e sviluppo urbano.

     
       
       

I criteri di ammissione sono severi: ogni realtà candidata dovrà garantire solidità economica, arene con almeno 15.000 posti, impianti di ultima generazione e piani industriali capaci di assicurare crescita e sostenibilità. La selezione non riguarda solo società di basket già affermate, ma anche club calcistici con brand internazionale e soggetti finanziari interessati allo sviluppo di nuove entità sportive. Nel progetto è prevista anche la possibilità di sinergie tra società cittadine di discipline differenti, con particolare attenzione ai modelli multisport.

La partecipazione alle competizioni nazionali continuerà a essere richiesta, anche per mantenere la connessione con le tifoserie locali e il tessuto sportivo nazionale. La governance centrale e la gestione dei ricavi vengono affidate direttamente alla NBA, con l’obiettivo di assicurare equità, trasparenza e attrattività internazionale.

Business, investimenti e il ruolo dei club calcistici: il caso Milan e la centralità di Milano

Al centro del nuovo scenario spicca il modello milanese: la volontà del Milan, guidato da RedBird Capital e Gerry Cardinale, di agire da protagonista nella gestione della futura franchigia è emersa chiaramente in tutti i principali incontri. La sinergia tra calcio e basket rappresenta una delle leve più innovative del piano, capace di generare cross-selling, massimizzare la visibilità dei brand e attrarre nuove categorie di tifosi.

Secondo le fonti, il club rossonero aspira a controllare direttamente la squadra cittadina, valutando sia la propria autonomia sia possibili partnership con realtà storiche come l’Olimpia Milano (affiliata Armani), aprendo anche a ipotesi di collaborazione con altri investitori come Oaktree (Inter). Questa strategia, coerente con quanto già accaduto a Madrid o Barcellona, permette di presidiare aree ad alto potenziale economico e sportivo sfruttando lo stesso bacino di utenti, le infrastrutture e il know-how gestionale.

L’investimento iniziale previsto per l’ingresso nella lega è tra i più elevati al mondo: l’entry fee oscilla tra 500 milioni e 1 miliardo di euro, a seconda della città e del pacchetto di diritti. Per sostenere simili cifre, il business plan si basa su centralizzazione di media, sponsorizzazioni e hospitality di fascia alta, ticketing dinamico, retail e sviluppo di contenuti digitali proprietari. La costruzione o riqualificazione di una moderna arena a Milano (tra Santa Giulia e San Donato) sarà determinante anche per l’attrattività verso partner e pubblico premium.

Il coinvolgimento dei top club calcistici — Manchester City, Paris Saint-Germain e ovviamente il Milan — risponde anche all’esigenza di garantire solidità finanziaria, accesso a nuove audience e capacità di dialogo con media e istituzioni. Questa apertura al modello "polisportivo" riflette una tendenza globale e consente a Milano di candidarsi come hub centrale nel network NBA Europe, integrando sport, media-tech e sviluppo immobiliare.

Impatto competitivo e regolamenti: la sfida tra NBA Europe, FIBA ed Eurolega

L’avvento della nuova lega sta già incidendo sugli equilibri del basket europeo. L’Eurolega, riferimento del basket di club continentale dagli anni Duemila, percepisce la nascita di NBA Europe come una potenziale minaccia e ha alternato aperture a dialoghi istituzionali a marcate prese di posizione pubbliche su possibili rischi di frammentazione del sistema.

Nel nuovo modello è previsto che le squadre partecipanti conservino l’impegno nei rispettivi campionati nazionali, mentre il campionato europeo si inserisce nel calendario in modo da non penalizzare le finestre per le nazionali (secondo quanto confermato anche dal presidente Federbasket Gianni Petrucci). La partnership tra NBA e FIBA, che funge anche da supervisore regolamentare, assicura l’allineamento con i principali standard internazionali, pur lasciando irrisolto il nodo della coesistenza con l’attuale Eurolega.

Tra i punti più dibattuti:

  • la distribuzione delle quote tra nuovi investitori e club storici;
  • le modalità di qualificazione annuale;
  • i criteri di assegnazione dei diritti media e commerciali;
  • la protezione dei vivai e delle regole di formazione per i giocatori locali.
È aperto il confronto sugli effetti che la nuova struttura potrà generare in termini di sviluppo sportivo, qualità delle rose e valorizzazione dei giovani talenti. La lentezza del processo di adesione dei principali club, insieme allo scontro frontale tra Eurolega e NBA Europe, rende la fase attuale una delle più delicate nella storia recente dello sport europeo.

Le opportunità e le sfide per l'Italia: da Roma a Milano tra stadi, investitori e fan base

Il coinvolgimento italiano nel disegno della nuova lega è stato confermato dall’inclusione di Milano e Roma tra le città fondatrici. Ciò costituisce una straordinaria possibilità di crescita per tutto il movimento tricolore, ma anche una responsabilità: mentre Milano può già contare su arene affermate (Forum, Allianz Cloud) e su progetti di ampliamento futuri, la Capitale affronta la doppia sfida di attrarre imprenditori e di ammodernare le infrastrutture.

Secondo le dichiarazioni ufficiali, il tessuto imprenditoriale romano resta in attesa di sviluppi sugli impianti del Foro Italico, del PalaEur o su nuove costruzioni in partnership pubblico-private. La presenza di brand sportivi iconici, una fan base trasversale e la capacità di attirare turisti restano asset preziosi per entrambe le città.

Per i club italiani, il salto verso la nuova dimensione NBA Europe comporta anche l’esigenza di rafforzare la governance, perfezionare la gestione commerciale e garantire sostenibilità tecnica. Il modello milanese, con la sinergia tra basket, calcio e finanza innovativa, potrebbe fare scuola anche a Roma e ispirare nuove forme di collaborazione tra storiche società di basket e grandi club calcistici. Parallelamente, la pressione per rivelare modalità di accesso, business plan e impatti veri sulle competizioni domestiche resta alta, con la Federbasket impegnata a mediare i diversi interessi in campo.

Scenari futuri e possibili evoluzioni per il basket europeo e mondiale

L’avvio di NBA Europe potrebbe inaugurare una nuova era nell’integrazione tra basket europeo e sistemi sportivi globali. Fonti ufficiali non escludono la possibilità che, negli anni a venire, si sviluppino tornei intercontinentali tra squadre NBA e le migliori della lega europea, sull’esempio della “NBA Cup” o di manifestazioni sul modello dei mondiali per club FIFA.

Si ipotizza inoltre una sempre più stretta integrazione dei modelli di governance, comunicazione e produzione contenuti, con il basket europeo pronto ad aprirsi a standard americani in termini di eventi, narrazione e interazione con il pubblico. Questi sviluppi, tuttavia, richiedono tempo: il passaggio da Eurolega a una struttura NBA comporta inevitabili attriti e la necessità di proteggere il patrimonio di club, espressioni cittadine e vivai locali, in un equilibrio tra meritocrazia e interesse industriale.

In questa rivoluzione, l’Italia può ambire a un ruolo di primo piano, non solo per la tradizione cestistica di Roma e Milano ma perché rappresenta, nell’immaginario degli stakeholder, una piattaforma ideale per testare sinergie tra sport, spettacolo, turismo e sviluppo urbano.

Conclusioni

La creazione di NBA Europe rappresenta la più grande trasformazione mai vissuta dal basket nel Vecchio Continente. L’apertura ai grandi capitali, la commistione con i club calcistici e la sinergia tra modelli americani ed europei promettono di innalzare il profilo tecnico, commerciale e culturale del basket. Il case study di Milano, con il coinvolgimento di RedBird, Cardinale, Ibrahimovic e le grandi arene, dimostra come il progetto possa essere, se portato avanti con coerenza e visione, un volano per l’intero movimento sportivo europeo e mondiale.