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Le squadre di calcio più ricche in Italia e nel mondo secondo il report Deloitte Football Money League 2026

di Marcello Tansini pubblicato il
Deloitte Football Money League 2026

La classifica Deloitte Football Money League 2026 svela il potere economico dei top club mondiali: il dominio del Real Madrid, la posizione delle italiane tra ricavi da stadio, diritti TV, business.

La Deloitte Football Money League, riconosciuta come il punto di riferimento per l'analisi dei ricavi globali dei principali club, fotografa il settore come protagonista di una stagione inedita. Per la prima volta nella storia della competizione, i venti club in vetta hanno superato quota 12 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento dell'11% rispetto all'annualità precedente.

Dietro questo risultato si celano trasformazioni profonde nel modello di business delle società, segnate da una crescente diversificazione delle fonti di entrata. Dagli investimenti negli stadi multifunzionali all'ampliamento delle aree commerciali, passando per l'internazionalizzazione dei brand, i club si presentano come realtà sempre più simili a grandi imprese dell'intrattenimento. Anche la segmentazione dei ricavi mostra un'evoluzione: le entrate commerciali hanno raggiunto livelli record, superando altre fonti storiche, mentre il miglioramento dell'esperienza per i tifosi gioca un ruolo chiave nella strategia.

L'analisi dei dati di Deloitte rivela un settore in trasformazione, più resiliente e attrattivo, in cui la capacità di attrarre investimenti, gestire risorse e innovare è centrale per la scalata nelle classifiche internazionali.

La classifica mondiale 2026: i 20 club più ricchi e il dominio del Real Madrid

La graduatoria della stagione 2024/25, secondo la Football Money League, sottolinea l'egemonia delle società europee e il ritorno ai vertici delle grandi di Spagna, con il Real Madrid a consolidare la leadership. Il club blanco, infatti, si distingue per ricavi totali che sfiorano 1,2 miliardi di euro, sostenuti in larga parte dalla componente commerciale (594 milioni). Seguono, in questa corsa ai ricavi senza precedenti, il Barcellona (975 milioni di euro), Bayern Monaco (861 milioni), Paris Saint-Germain (837 milioni) e Liverpool (836 milioni), con quest'ultimo che raggiunge per la prima volta la vetta tra i club inglesi.

Il podio mostra l'accelerazione dei ricavi per i club spagnoli, grazie a strategie agili nell'ambito delle licenze dei posti a sedere e a campagne di rinnovo strutturale. Nella top 10 emergono costantemente le società britanniche, che dimostrano come i contratti televisivi, uniti a pratiche commerciali avanzate, siano leva di crescita.

Per visualizzare più chiaramente le posizioni di vertice, ecco una tabella riepilogativa dei primi dieci club per fatturato nella stagione 2024/25:

Posizione

Club

Ricavi (€ milioni)

1

Real Madrid

1.161

2

Barcellona

975

3

Bayern Monaco

861

4

Paris Saint-Germain

837

5

Liverpool

836

6

Manchester City

829

7

Arsenal

822

8

Manchester United

793

9

Tottenham

673

10

Chelsea

584

Con la sola eccezione del Benfica, entrato al 19° posto, la top 20 resta saldamente in mano alle élite dei big five campionati europei. L'assenza di squadre inglesi nelle prime quattro posizioni rappresenta una svolta, mentre la sostenibilità sportiva e finanziaria cresce come tema nel confronto tra la vetta e i club in posizione di rincalzo.

Le fonti di ricavo: commerciale, diritti TV e ricavi da stadio

Il panorama delle entrate per i club calcistici si presenta più articolato e innovativo che mai. Il comparto commerciale si afferma come principale motore di crescita, superando per la prima volta la soglia dei 5 miliardi di euro e rappresentando il 43% dei ricavi complessivi. La differenza è netta tra la fascia alta della classifica e le posizioni inferiori: per i primi dieci club questa voce tocca il 48% del totale, mentre tra l'11° e il 20° posto si attesta al 32%.

I diritti televisivi continuano a svolgere un ruolo chiave, con una crescita del 10% e una quota sul totale del 38%. Il rafforzamento di questa voce è stato favorito dall'espansione della FIFA Club World Cup e delle principali competizioni UEFA, che hanno fatto registrare una quantità di partite senza precedenti, aumentando le opportunità di distribuzione dei ricavi tra i partecipanti. Tuttavia, per molte società nella seconda metà della top 20, i diritti TV costituiscono quasi la metà dei proventi.

La terza leva di crescita riguarda i ricavi da stadio, una categoria in rapidissima evoluzione. L'aumento della fan experience tramite offerte esclusive come le Personal Seat Licenses, la moltiplicazione degli eventi e la trasformazione degli impianti in hub polifunzionali, hanno spinto questi ricavi ai massimi storici (2,4 miliardi di euro, +16% rispetto all'anno precedente). I dati dimostrano che società capaci di rinnovare strutture e servizi ottengono vantaggi competitivi duraturi.

Le strategie più efficaci adottate dai principali club includono:

  • Sfruttamento commerciale degli stadi con attività non legate esclusivamente al giorno partita
  • Internazionalizzazione delle collaborazioni di sponsorship
  • Digitalizzazione dei servizi ai tifosi
  • Coinvolgimento diretto delle comunità locali tramite iniziative dedicate

Le squadre italiane nella Money League: Inter, Milan e Juventus a confronto con l'élite europea

Le società italiane, pur mostrando segnali di recupero rispetto al passato, restano fuori dalla top 10 mondiale: questo è quanto emerge dall'ultima edizione del rapporto di Deloitte. L'Inter, con 537,5 milioni di euro, si classifica all'undicesimo posto, seguita da Milan (410,4 milioni, 15°) e Juventus (401,7 milioni, 16°). La fotografia della Serie A evidenzia un sistema in transizione, in cui i modelli di business sono ancora distanti dai giganti d'Europa.

La crescita dei tre principali club italiani mostra caratteristiche e limiti peculiari:

  • L'Inter emerge grazie a ricavi televisivi consistenti (277 milioni), ma resta distante sul fronte commerciale rispetto alla concorrenza europea.
  • Il Milan presenta una buona diversificazione delle fonti, ma nessuna voce risulta di forte impatto, rendendo il club stabile ma non competitivo rispetto alla media delle principali potenze.
  • La Juventus paga il prezzo della mancata partecipazione alle coppe europee nella stagione analizzata, con ricavi da stadio e diritti TV sensibilmente penalizzati.
I dati raccolti evidenziano inoltre uno scarto nella valorizzazione delle infrastrutture e nello sviluppo dell'attività extra-sportiva. Mentre in altri Paesi si moltiplicano gli esempi di impianti multifunzionali e poli di intrattenimento, molte realtà italiane risultano ancora ancorate a modelli tradizionali, rallentando così la crescita del fatturato complessivo.

Il gap tra Serie A e le altre leghe europee rimane influenzato anche dalla minore aggressività sul fronte commerciale e dalla difficoltà di espansione internazionale, aspetti su cui le società stanno progressivamente investendo, come dimostrano i progetti di rinnovamento e partnership globali.

Il boom del calcio femminile: crescita dei ricavi e ruolo delle società

L'ultimo rapporto Deloitte dedica una sezione all'evoluzione economica dei club femminili, che hanno raggiunto una svolta storica: il ricavo cumulato dei primi 15 club ha superato i 150 milioni di euro, segnando una crescita annua del 35%. Non solo: la media individuale dei club è andata oltre i 10 milioni, a testimonianza di un settore che si consolida rapidamente.

Al vertice della graduatoria si trovano l'Arsenal Women (25,6 milioni), Chelsea Women (25,4 milioni) e Barcellona Femení (22 milioni). L'Arsenal si distingue per capacità di engagement e organizzazione di grandi eventi, mentre il Chelsea ottiene il record tra i ricavi commerciali. Il Barcellona, pur giocando fuori dal proprio stadio tradizionale, mantiene comunque una forte spinta grazie all'introduzione di licenze personalizzate di sedute e a una strategia mirata di presenza internazionale. Il comparto femminile mostra alcune peculiarità:

  • Quota commerciale fortemente dominante (72% dei ricavi)
  • Incremento della presenza media agli eventi
  • Ruolo sempre più attivo delle sponsorship e dei diritti commerciali rispetto a quelli televisivi
Anche in Italia emergono segnali positivi, sebbene l'unica presenza tricolore nella top 15 sia l'Inter Women. L'industria, tuttavia, rimane trainata dai club di Premier League e Liga, che continuano a investire su stadi, engagement e strategie digitali.

Nuovi modelli di business e sostenibilità

La Football Money League descrive un sistema in continua ridefinizione, spinto da modelli di business che guardano oltre la dimensione della partita. I club stanno adattando gli stadi a vere e proprie destination entertainment, integrando attività come birrifici, hotel, punti retail ed eventi extra sportivi. Questa trasformazione comporta una nuova concezione degli asset, con gli impianti che da semplice infrastruttura sportiva diventano cuori pulsanti della vita cittadina e polo di attrazione per sponsor e partner commerciali.

Le principali strategie emergenti sono:

  • Multipalco: distribuzione degli eventi su palcoscenici diversi (sport, concerti, congressi) per aumentare l'utilizzo delle strutture
  • Valorizzazione del marchio club attraverso l'offerta di servizi ampliata
  • Attività di fidelizzazione destinate a target internazionali
  • Digitalizzazione dei servizi accessori, inclusi ticketing avanzato e piattaforme di streaming proprietarie
Sul versante della sostenibilità, si accentua la riflessione sull'equilibrio tra crescita dei ricavi, benessere dei giocatori e competitività sportiva. Il fitto calendario, la pressione sugli atleti e la necessità di garantire qualità al prodotto impongono un ripensamento che punti alla sostenibilità di lungo termine, sia economica che sociale.