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Chi è, cosa fa e quanto gudagna davvero Paolo Ardoino che punta ancora a comprare la Juventus

di Marcello Tansini pubblicato il
Paolo Ardoino chi è e cosa fa

Patrimonio, carriera e strategie di Paolo Ardoino, leader di Tether, che mira all'acquisizione della Juventus: dai guadagni nel settore crypto agli intrecci tra asset digitali e ambizioni nel calcio.

Il panorama economico e sportivo italiano sta vivendo una svolta epocale, grazie al crescente coinvolgimento di nomi di spicco della tecnologia e della finanza digitale. Paolo Ardoino, figura centrale della scena crypto internazionale, ha attirato l’attenzione per la scalata al capitale di una delle squadre più celebri della Serie A. L’interesse verso la società calcistica di Torino non solo testimonia le nuove strategie di diversificazione degli investimenti degli imprenditori digitali, ma pone anche interrogativi sulle sinergie tra innovazione finanziaria, sport e identità italiana. Le recenti acquisizioni di quote del club da parte del gruppo che governa la stablecoin più diffusa al mondo stanno riscrivendo gli equilibri tra tradizione calcistica e visioni future dell’economia digitale.

Chi è Paolo Ardoino: percorso, carriera e ascesa alla guida di Tether

Nato nel 1984 nella provincia di Savona, Paolo Ardoino si distingue per una carriera atipica e ispirazionale rispetto al panorama finanziario tradizionale. Dopo la laurea in ingegneria informatica all’Università di Genova, inizia la sua esperienza come ricercatore universitario con uno stipendio modesto e l’incertezza del rinnovo annuale. Il primo grande salto arriva grazie alla passione per Bitcoin e alle potenzialità delle tecnologie blockchain: questo interesse segna il passaggio dal mondo accademico a quello imprenditoriale high-tech.

Nel 2014 approda in Bitfinex come sviluppatore, segnando il suo ingresso nell’universo delle criptovalute. Dopo soli due anni viene nominato Chief Technology Officer della stessa Bitfinex, per poi assumere analoghi incarichi anche in Tether, piattaforma leader nelle stablecoin. Con la promozione a Chief Executive Officer nell’ottobre 2023, Ardoino si conferma uno degli imprenditori più influenti nel settore degli asset digitali.

Tether, società nella quale ricopre il ruolo di CEO, si trasferisce nel 2025 a El Salvador, paese particolarmente aperto all’adozione di criptomonete come valuta ufficiale. L’azienda, co-fondata insieme a Giancarlo Devasini, si distingue per la creazione e la gestione di USDt – un token digitale ancorato al valore del dollaro – che ha rivoluzionato il modo in cui capitali e tecnologie dialogano a livello globale. Competenza tecnica, capacità di adattamento e visione internazionale rendono Ardoino una voce autorevole in campo finanziario e tecnologico, oggi tra i punti di riferimento italiani per innovazione e leadership imprenditoriale.

Quanto guadagna Paolo Ardoino: patrimonio, dividendi e utili da Tether

Alla guida del gruppo che emette la stablecoin USDt, Paolo Ardoino ha raggiunto una posizione di rilievo tra i maggiori patrimoni italiani. Secondo le valutazioni di Forbes aggiornate al 2025, il suo patrimonio personale ammonta a circa 3,9 miliardi di dollari, cifra che lo posiziona stabilmente tra i primi 10 uomini più ricchi d’Italia e tra i primi 900 al mondo. Questa valutazione è frutto non solo della rivalutazione delle quote societarie, ma soprattutto degli imponenti utili generati da Tether Holdings negli ultimi anni.

La logica economica alla base della sua ricchezza è tanto semplice quanto potente: Tether raccoglie dollari dai clienti in cambio dell’emissione di token digitali; tali somme vengono investite principalmente in titoli di stato statunitensi, oro e altri asset liquidi. Nel periodo compreso tra il 2023 e il settembre 2025, i profitti netti documentati per la società ammontano a oltre 30 miliardi di dollari, grazie ai rendimenti sugli investimenti a breve termine, in anni segnati da tassi di interesse elevati.

Del totale degli utili, una parte significativa viene distribuita come dividendi ai principali azionisti, tra cui Ardoino stesso che detiene circa il 20% della proprietà. Nel solo 2024 i dividendi si sono attestati poco sopra ai 10 miliardi, con analoghi livelli nel 2025. La tabella sottostante riassume i principali dati finanziari recenti:

Anno Utile netto Tether (mld $) Dividendi distribuiti (mld $)
2023 >8 >7
2024 12 10,2
prime 3Q 2025 10 10,3

Il sistema di remunerazione prevede tuttora che la quasi totalità degli utili venga redistribuita come dividendo, rendendo estremamente rilevante la posizione patrimoniale dei soci. Sebbene alcune stime pubblichino valori di patrimonio ancora superiori, la trasparenza delle comunicazioni finanziarie viene talvolta discussa da analisti e autorità. Tuttavia, la solidità delle riserve e la redditività della società sono confermate da bilanci e da audit di terze parti.

Tether e la strategia di investimento nel calcio: l’acquisizione delle quote Juventus

Il gruppo guidato da Ardoino ha adottato un approccio innovativo verso la diversificazione degli investimenti, scegliendo di entrare nel capitale di società storiche e ben radicate nel tessuto sociale italiano. Nel febbraio 2025, Tether Investment diventa azionista di minoranza della Juventus, con una quota progressivamente aumentata fino all’11,5% delle azioni, rendendo il gruppo il secondo maggior azionista dopo la holding Exor (Agnelli-Elkann), che resta il principale socio con il 65,4% del capitale.

L’acquisizione non è stata il frutto di una trattativa privata o di una vendita diretta, ma il risultato di acquisti progressivi sul mercato secondario. Questo movimento ha suscitato ampio dibattito tra stampa, investitori e tifoseria, poiché rappresenta il primo caso di ingresso diretto di una primary crypto company nel capitale di una big del calcio nazionale. L’azienda afferma che l’obiettivo è sostenere l’innovazione, favorire la digitalizzazione della fan experience e supportare la solidità finanziaria del club.

Dal punto di vista della strategia, Tether si propone come partner per la transizione digitale del calcio italiano, in linea con trend globali che vedono sempre più spesso connessioni tra club sportivi e attori della finanza tecnologica. L’esperienza nella sponsorizzazione del FC Lugano in Svizzera è solo una delle tappe di una strategia internazionale volta ad avvicinare nuovi pubblici e a integrare servizi digitali nei processi societari e commerciali delle squadre sportive.

I benefici di questo investimento sono molteplici, tra cui l’ingresso di capitali freschi, competenze nell’ambito tech e l’apertura a nuovi ricavi da iniziative digitali e innovative, come token per i tifosi, sistemi di pagamento basati su blockchain e opportunità di marketing globale.

Ambizioni su Juventus: dall’acquisto delle quote all’offerta per il controllo del club

Dopo aver consolidato la posizione tra i maggiori azionisti, il gruppo asset digitale guidato da Ardoino ha dichiarato in numerose occasioni l’intenzione di accrescere ulteriormente l’influenza all’interno della società torinese. Il 12 dicembre 2025, Tether Investments ha presentato una offerta vincolante per l’acquisto della totalità delle azioni detenute da Exor, pari al 65,4% del capitale – per un valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, con l’ulteriore impegno ad investire 1 miliardo supplementare per il rafforzamento della squadra.

Le reazioni della controparte non si sono fatte attendere: Exor, tramite comunicati e fonti ufficiali, ha smentito l’intenzione di vendere, ribadendo che la Juventus non è in vendita. Tuttavia, il tentativo di acquisizione testimonia la reale ambizione della società crypto a guidare un rilancio strutturale e industriale della squadra torinese, spostando il baricentro gestionale del club da una dimensione familiare a una pienamente globale. Nel frattempo, Tether ha già assunto un ruolo attivo nelle assemblee degli azionisti, presentando proprie candidature per il consiglio di amministrazione e richiedendo una maggiore rappresentanza dei soci di minoranza nei comitati societari.

L’offerta ha anche una forte componente comunicativa: l'azienda sottolinea una visione di lungo periodo, improntata all’innovazione e al rafforzamento della presenza internazionale, puntando a portare un know-how di respiro globale nella gestione sportiva. Ad oggi, la concentrazione delle azioni nelle mani della holding storica della famiglia Agnelli costituisce un vincolo strutturale importante, ma la pressione di nuovi soggetti come Tether potrebbe cambiare gli scenari nel medio termine, aprendo la strada a nuove forme di governance societaria.

Sinergie tra Tether, asset digitali e il mondo sportivo: opportunità, rischi e prospettive

L’ingresso di operatori crypto nel calcio apre un ventaglio di opportunità e, contemporaneamente, solleva interrogativi sulle modalità di integrazione tra settori diversi. Il caso Juventus-Tether rappresenta uno snodo emblematico per valutare vantaggi e rischi:

  • Opportunità di crescita: nuovi investimenti possono portare risorse finanziarie, know-how tecnologico e espansione globale del brand sportivo.
  • Innovazione nei rapporti con i tifosi: strumenti come fan token, sistemi di pagamento digitali e piattaforme basate su blockchain facilitano l’interazione diretta, la trasparenza delle transazioni e l’esperienza immersiva per le community sportive.
  • Sinergie trans-settoriali: la collaborazione tra società sportive e imprese hi-tech può ottimizzare processi di gestione, marketing e scouting, favorendo la sostenibilità economica.
Tuttavia, la presenza di investitori provenienti dal mondo delle criptovalute solleva anche temi delicati di regolamentazione e trasparenza. Gli audit sui bilanci, la vigilanza delle autorità e la necessità di assicurare una copertura effettiva dei token in circolazione sono aspetti costantemente monitorati. Regolatori, come la Consob, hanno spesso richiamato l’attenzione sui potenziali rischi sistemici e sul ruolo della fiducia, analogamente a quanto avviene per depositi bancari e investimenti finanziari.

L’interazione tra settori fintech e sportivi appare destinata a intensificarsi. Il modello Tether, con la sua esperienza nell’innovazione e una presenza globale, può fungere da apripista per altri operatori che aspirano a integrare asset digitali e strategie sportive, pur mantenendo l’equilibrio tra sviluppo, sostenibilità e rispetto delle normative di settore.