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Chi guadagna di più in Italia tra under 35, 40-55enni o over 60 e riesce a vivere davvero meglio

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il
Come riesce a vivere meglio davvero

Chi sta davvero meglio in Italia? Il confronto tra over 60, 40-55enni e under 35 va oltre lo stipendio e considera reddito disponibile, potere d’acquisto e qualità della vita.

 A prima vista, individuare la fascia d’età con i redditi più alti in Italia sembra semplice: gli over 60 dispongono mediamente di entrate maggiori rispetto a 40-55enni e under 35. Il confronto cambia, però, quando si cerca di capire chi viva davvero meglio. Il benessere economico non dipende soltanto da quanto si incassa, ma anche dalle spese fisse, dal patrimonio accumulato, dal carico familiare e dalla quota di reddito che resta concretamente disponibile. Per stabilire quale generazione goda delle condizioni migliori, dunque, bisogna andare oltre gli importi nominali e osservare quanto rimane effettivamente in tasca. Da questa prospettiva, il divario tra over 60, adulti e giovani diventa molto meno scontato.

Gli over 60 guadagnano di più, ma non è tutto oro

I dati analizzati da Banca d'Italia e dagli osservatori demografici svelano un quadro chiaro: la ricchezza e il reddito medio aumentano con l'età, raggiungendo il picco proprio tra i 60 e i 64 anni per poi restare su livelli elevati anche tra i 65 e i 74 anni. Questa fascia di popolazione gode di condizioni che la mettono ai vertici della classifica reddituale:

  • Abitazione di proprietà: gran parte degli over 60 non sostiene più il peso del mutuo, elemento che incide fortemente sul budget mensile.
  • Spese ridotte per la famiglia: in molti casi i figli sono ormai autonomi, con ricadute positive sul reddito disponibile.
  • Accumulo di patrimonio: secondo dati diffusi nel 2025, quasi il 61% della ricchezza netta italiana è concentrata nelle mani del 10% più benestante, un segmento storicamente composto da adulti maturi e pensionati con una forte propensione all'investimento finanziario.
In media, la ricchezza netta delle famiglie supera i 453mila euro, ma la mediana indica valori molto più bassi (178mila euro), segnalando una forte disparità interna. Gli over 60, rispetto alle generazioni più giovani, hanno costruito portafogli finanziari più diversificati e vantano una maggiore capacità di risparmio. Un aspetto interessante riguarda la composizione del patrimonio: mentre la classe più agiata investe in strumenti finanziari e fondi, il resto della popolazione basa la propria ricchezza sugli immobili, a conferma di una tradizione radicata.

L'apparente vantaggio degli over 60 non va però idealizzato. Pur avendo maggiori entrate e minori spese fisse, emergono nuove esigenze: la tutela sanitaria diventa prioritaria e si riduce la quota destinata al consumo attivo o a progetti di lungo periodo. Non va trascurata la questione dell'età biologica rispetto all'età anagrafica; la qualità della vita, infatti, è sempre più segnata dal benessere psicofisico, più che dal mero accumulo di patrimonio. Senza contare che la ricchezza degli anziani deriva spesso da scelte e sacrifici decennali, riflettendo un'Italia che sta rapidamente invecchiando anche sul piano finanziario e che, sebbene meno fragile di un tempo, deve fare i conti con bisogni nuovi e sfide inattese.

I 40-55enni: reddito alto ma spese al massimo

Nel passaggio alla fascia 40-55 anni, le entrate mensili raggiungono i livelli più solidi della carriera. Tuttavia, questa stabilità apparente è spesso controbilanciata da un insieme di spese che mette a dura prova il benessere economico reale:

  • La maturità professionale garantisce stipendi consolidati, bonus di risultato e, in molti casi, ruoli apicali.
  • L'attività lavorativa è al suo picco, ma la pressione finanziaria è più che mai elevata.
  • Mutui e affitti pesano notevolmente: la percentuale di persone ancora impegnate nel pagamento della casa sfiora il massimo in questa fascia, spesso a causa di acquisti immobiliari avvenuti negli ultimi 10-20 anni.
  • Figli a carico che frequentano scuole, università o percorsi formativi costosi; le spese per il mantenimento e l'educazione rappresentano una voce importante.
  • Genitori anziani che sempre più frequentemente necessitano di assistenza o supporto economico, configurando il cosiddetto sandwich generation effect.
Questi elementi portano ad una situazione paradossale: un reddito lordo elevato si traduce spesso in un reddito disponibile molto più ridotto di quanto appaia. Le stesse dinamiche vengono evidenziate dal report Generazioni a confronto 2025, dove emerge che i professionisti tra i 40 e i 55 anni vivono la fase di massimo impegno, con l'esigenza di bilanciare lavoro, famiglia e cura degli anziani.

Il cosiddetto effetto sandwich costringe molti a destinare gran parte delle entrate a una combinazione di spese fisse (mutui, assicurazioni, sostegno ai figli) e variabili (sanità, welfare familiare). Pur godendo di benefit aziendali e tutele crescenti, la pressione competitiva e la necessità di mantenere elevati standard di vita possono generare disagio e stress. Anche per questa fascia, il concetto di benessere si sposta progressivamente dal quanto guadagno al quanto mi rimane veramente in tasca, dopo aver risposto a tutti i bisogni della rete familiare?.

Gli under 35 guadagnano meno, ma con meno vincoli

Tra i più giovani, nella fascia under 35, gli stipendi restano i più bassi tra tutte le generazioni attive. Carriere avviate da poco, scarsa anzianità e contratti spesso meno stabili contribuiscono a ridurre la media dei guadagni. Tuttavia il quadro va letto nella sua interezza: i giovani, pur con entrate ridotte, affrontano meno spese vincolate rispetto alle generazioni precedenti:

  • Spese abitative più contenute grazie a soluzioni condivise (co-living, appartamenti in affitto tra amici, permanenza nella casa dei genitori).
  • Assenza di mutui o prestiti rilevanti, che rappresentano una delle principali voci di uscita per le altre fasce.
  • Mancanza di figli o familiari a carico: scelta che, sebbene dettata spesso anche da condizioni economiche e mercato del lavoro incerto, concede flessibilità e riduce i costi mensili stabili.
Nei dati di Assogestioni si evidenzia come l'età media di chi investe in prodotti finanziari sia in costante crescita, segno che la capacità di accumulo e risparmio tra i giovani è limitata sia in termini di importo che di accesso ai mercati. Tuttavia, molti giovani adottano strategie di investimento a lungo termine, come PAC (piani di accumulo capitale), privilegiando versamenti regolari, anche se di importo modesto. La cultura finanziaria tra gli under 35 sta cambiando, spingendo verso una maggiore consapevolezza nell'uso delle risorse disponibili, pur in un contesto di opportunità professionali precarie e salari mediamente stagnanti.

Sul lato psicologico, molti giovani sperimentano forme di stress legate al confronto con coetanei e generazioni più mature: prevale il desiderio di autonomia e realizzazione, spesso ostacolato dalla precarietà e dalla necessità di accontentarsi di stili di vita meno onerosi, ma tutto sommato più flessibili. Da segnalare anche le agevolazioni assunzionali mirate per questa fascia, come l'esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato under 35, che punta a favorire l'accesso al lavoro stabile e incrementare il reddito netto disponibile.

Il vero indicatore non è lo stipendio ma il reddito disponibile

Quando si valuta il benessere economico reale tra le diverse generazioni, il parametro più pertinente è il reddito disponibile: ovvero la quota che rimane dopo il pagamento delle spese obbligatorie (mutui, affitti, sostegno familiare, previdenza, sanità privata, assicurazioni, tasse e bollette). La classifica cambia profondamente rispetto ai dati sul solo stipendio lordo:

Fascia d'età

Reddito medio

Spese fisse prevalenti

Reddito disponibile stimato

Under 35

Basso

Basse/Moderate

Moderato (alta percentuale rispetto all'incasso)

40-55enni

Medio-Alto

Molto elevate

Basso/Medio (forte erosione per spese familiari e mutui)

Over 60

Alto/Molto alto

Basse (spesso senza mutuo, familiari autonomi)

Alto (maggiore margine per consumi e investimenti)

L'analisi rivela un dato controintuitivo: il reddito disponibile può risultare più leggero per la generazione centrale, nonostante l'elevato livello delle entrate, mentre sale tra soggetti che hanno meno obblighi finanziari o che hanno già superato la fase più onerosa della vita familiare. Al tempo stesso, anche tra gli over 60 la spesa sanitaria e la previdenza diventano prioritarie, modificando ulteriormente la percezione del vivere meglio. La situazione è in continua trasformazione, influenzata da fattori come politiche di welfare, incentivi per le assunzioni e cambiamenti normativi che impattano sul cuneo fiscale e sulla previdenza.

Le statistiche confermano che la domanda più interessante non è tanto quanto si guadagna, quanto piuttosto quanta parte del reddito può essere destinata al benessere individuale e familiare, tra consumo, risparmio e pianificazione futura.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...