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Chi è il Gruppo Sae in trattativa per La Stampa con Gedi e le strategie ed effetti se l'acquisto si realizzasse

di Marcello Tansini pubblicato il
Gruppo Sae e trattativa per aqcuisto La

Il futuro de La Stampa si intreccia con la possibile acquisizione da parte del Gruppo Sae: protagonisti, strategie industriali, ruolo degli investitori, reazioni della redazione ed effetti sul panorama editoriale italiano.

L’avvio di una trattativa esclusiva per la cessione di La Stampa segna un nuovo capitolo per uno dei principali quotidiani italiani. Il passaggio dalla proprietà di Gedi a quella del gruppo editoriale Sae, guidato da Alberto Leonardis, non rappresenta soltanto una transazione economica ma apre interrogativi e scenari rilevanti sull’informazione, sul tessuto occupazionale e sul futuro del mercato dell’editoria nel Paese. Sul tavolo non c’è solo il valore storico della testata torinese: la negoziazione coinvolge identità, strategie industriali e governance del comparto.

Chi è il Gruppo Sae: storia, struttura e presenza editoriale in Italia

Sapere Aude Editori (Sae) è un operatore relativamente giovane nella scena dell’editoria italiana, ma ha saputo consolidare in pochi anni una posizione di rilievo. Fondata e presieduta da Alberto Leonardis, la società è conosciuta soprattutto per l’acquisizione di quotidiani locali provenienti dal portafoglio Gedi, tra cui Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese. Questo processo di espansione graduale ha permesso a Sae di sviluppare un network sinergico fortemente radicato nei territori, con una naturale propensione all’integrazione tra carta stampata e digitale oltre a servizi di comunicazione innovativi.
Leonardis, spesso descritto come "editore di mestiere", combina competenze industriali e managerialità, puntando su una gestione che valorizza sia la sostenibilità economica sia la prossimità alle esigenze delle comunità locali. Oltre ai quotidiani, il gruppo si è affacciato di recente su altri mercati, come quello pubblicitario attraverso Sae Communication, controllando la maggioranza di aziende come Next Different e Uniting. Al 2026, la realtà Sae può essere rappresentata in modo sintetico dalla seguente tabella:

Testate pubblicate Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Provincia Pavese
Basi operative Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna, Lombardia
Servizi collegati Stampa, digitale, pubblicità, eventi
Presidente Alberto Leonardis

L’esperienza imprenditoriale raccolta nella gestione di realtà diverse ha conferito a Sae un profilo di editore attento al cambiamento e alle sinergie operative, rafforzando la sua posizione in vista di acquisizioni di maggiore rilievo nazionale.

Le tappe della trattativa tra Gedi e Sae per La Stampa

La negoziazione per la cessione della storica testata torinese si è sviluppata nell’arco di poche settimane, con un’accelerazione decisiva registrata intorno alla metà di gennaio 2026. Dopo aver valutato diverse manifestazioni d’interesse, e in particolare dopo aver ricevuto le offerte di Nem (Nord-Est Multimedia) e di Sae, Gedi ha scelto di concedere un’esclusiva a quest’ultima. Da fonti ufficiali, emerge che la proposta di Sae avrebbe avuto la meglio non solo per il valore economico (22,5 milioni di euro contro i 15 di Nem), ma anche per la robustezza del piano industriale e il coinvolgimento di partner istituzionali locali.

  • Comunicazione formale ai vertici e alle rappresentanze sindacali della testata da parte di Gedi;
  • Inclusion degli asset collegati, come attività di stampa (rotative);
  • Espressione di interesse non vincolante e successiva esclusiva accordata a Sae;
  • Esclusione dall’accordo di altre testate Gedi, come Repubblica e Radio Deejay.
La trattativa ha acceso l’attenzione di vertici istituzionali e politici, come testimoniato dall’intervento del Sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini. Nel frattempo, la redazione del quotidiano ha sollevato problematiche in audizioni parlamentari e durante incontri con l’editore riguardanti la mancanza di garanzie su occupazione e identità editoriale.

I motivi e gli obiettivi della cessione: prospettive strategiche e industriali

Alla base di questa operazione si trovano obiettivi di razionalizzazione e rilancio industriale. Per Gedi, la scelta di trasferire il controllo di La Stampa risponde a una strategia di focalizzazione su asset diversi e su testate considerate prioritarie nel nuovo scenario competitivo. Per Sae, acquisire un quotidiano dalla forte identità nazionale rappresenta una tappa ulteriore nell’espansione da editore locale a polo informativo con rilievo nazionale.

I driver strategici sono molteplici:

  • Permettere alla testata torinese di integrare le proprie competenze editoriali in un sistema informativo basato su forti sinergie operative, mixando scala nazionale e radicamento territoriale;
  • Consolidare un modello editoriale che integri cartaceo, digitale e servizi accessori;
  • Garantire maggiore stabilità industriale attraverso il coinvolgimento di soci istituzionali e investitori locali;
  • Rafforzare il sistema editoriale italiano, preservando autonomia e autorevolezza delle testate storiche.
Il percorso di dismissione graduale adottato da Gedi si inserisce in una tendenza più ampia nel mercato, mirata a ridefinire il ruolo degli editori tradizionali davanti alla transizione digitale e al calo strutturale delle vendite cartacee. In questo contesto, la soluzione prospettata da Sae si propone come "polo editoriale indipendente" a capitale italiano, pronto a sperimentare modelli organizzativi e gestionali innovativi.

Il ruolo degli investitori e degli enti locali nel progetto Sae

La partecipazione di soggetti istituzionali locali e fondazioni bancarie piemontesi rappresenta uno degli elementi di maggior novità e rilevanza nell’operazione. Questo coinvolgimento ha una funzione sia industriale che simbolica, poiché:

  • contribuisce alla solidità finanziaria del progetto, fornendo garanzie sulla sostenibilità a medio-lungo termine;
  • valorizza il radicamento territoriale della testata, elemento molto apprezzato dagli stakeholder locali;
  • facilita la costruzione di un modello di governance plurale e attento alle esigenze delle comunità di riferimento.
Secondo diverse fonti, i negoziati non coinvolgono solo il management di Sae, ma anche realtà finanziarie e imprenditoriali del Piemonte, come alcune delle principali fondazioni bancarie della regione. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la gestione della testata in un progetto editoriale solido, bilanciando autonomia e responsabilità sociale.

I timori della redazione, il punto su occupazione e identità della testata

Nonostante la presenza di piani di sviluppo ritenuti concreti dai vertici Sae e da alcuni stakeholder istituzionali, all’interno della redazione del quotidiano trapelano preoccupazioni. I rappresentanti sindacali hanno espresso pubblicamente dubbi relativi a:

  • la tutela effettiva dei livelli occupazionali, in particolare in riferimento alle attività di stampa e ai servizi collegati;
  • la protezione dell'identità editoriale nata a Torino, elemento considerato irrinunciabile dal punto di vista sociale e informativo;
  • le modalità della contrattazione e la trasparenza del processo di vendita, percepito come scarsamente partecipativo dalla comunità redazionale.
Nel corso delle audizioni presso la Commissione Cultura della Camera, alcune criticità sono state evidenziate: "La richiesta di garanzia sarebbe sul tavolo della trattativa, ma per noi sono solo parole. Non abbiamo alcun tipo di documento che lo dimostri". Inoltre, viene ricordato come in passato Sae sia stata oggetto di critiche sindacali nella gestione di altre testate acquisite – ad esempio, Il Tirreno – per scelte considerante poco allineate ai principi del buon giornalismo e ai diritti dei lavoratori.

Basti pensare all’attenzione posta da esponenti locali e nazionali, ai quali è stato richiesto di garantire la trasparenza nelle procedure e l’adozione di eventuali modelli innovativi, come la creazione di una fondazione di controllo societario. La tutela dell’occupazione e dell'autonomia rimane, dunque, al centro del confronto.

Gli effetti possibili dell’acquisto di La Stampa da parte di Sae sul mercato editoriale

L’acquisizione del quotidiano torinese da parte della società guidata da Leonardis segnerebbe un riassetto forte del settore, in particolare per:

  • l’ingresso di una realtà con consolidata esperienza nei territori in una dimensione pienamente nazionale;
  • la possibile sperimentazione di modelli editoriali ibridi carta-digitale, forti sinergie operative e valorizzazione dei nuovi linguaggi informativi;
  • l’avvio di collaborazioni e condivisione di servizi tra tutte le testate del gruppo, ottimizzando costi e risorse, ma con il rischio concreto – secondo i più critici – di appiattimento identitario;
  • la potenziale riduzione degli asset editoriali in mano alle grandi holding come Exor/Gedi, con la nascita di poli a capitale privato nazionale con focus su prossimità e diversificazione.
Nel medio periodo, questa trasformazione potrebbe portare maggiore agilità gestionale e investimenti mirati, ma anche interrogativi su pluralismo, indipendenza e capacità dei nuovi soggetti di sostenere le sfide tecnologiche e di mercato. La solidità dell’operazione dipenderà, dunque, dalla quantità e qualità delle risorse immesse e dalla capacità di mantenere vivo il valore sociale e culturale della testata, in armonia con le normative e con il sistema delle autonomie locali.