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Chiusi i primi siti per adulti in Italia senza Spid. Ma perché i più noti rimangono aperti? E per quanto sarà possibile?

di Marcello Tansini pubblicato il

I primi siti per adulti in Italia chiudono per assenza di verifica tramite Spid, ma le piattaforme più note restano accessibili. Un contesto complesso tra leggi, soluzioni tecnologiche e confronti.

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Negli ultimi mesi, la fruizione di contenuti adulti in Italia sta attraversando una trasformazione a seguito dell'entrata in vigore di nuovi regolamenti volti a tutelare i minori dall'accesso non autorizzato a tali materiali. Spinte dalla necessità di allinearsi alle direttive europee sulla protezione dei minori online, le autorità italiane hanno introdotto una serie di obblighi stringenti per chi gestisce siti che offrono materiale porno dal contenuto esplicito. Tali cambiamenti, incentrati sulla verifica effettiva dell'età degli utenti, rispondono sia a richieste della società civile che alla pressione normativa internazionale.

I primi siti per adulti chiusi in Italia: motivazioni e procedura

Con il nuovo quadro normativo sui siti porno, i controlli sulla verifica dell'età non sono più una semplice raccomandazione, ma un vero e proprio obbligo di legge. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), incaricata della vigilanza, ha già disposto le prime chiusure verso piattaforme italiane che non si sono adeguate ai requisiti imposti. È il caso di due portali, gestiti dalla società Onlab, che offrivano contenuti 18+: tentare l'accesso oggi conduce gli utenti a una pagina di blocco, frutto di un'azione di oscuramento a livello di DNS. Questa misura restrittiva è destinata a persistere fino a quando i responsabili delle piattaforme non implementeranno un sistema conforme.

Alla base di tali provvedimenti vi è la violazione palese delle regole sulla tutela dei minori. Le nuove norme esigono che i siti adottino strumentazioni tecniche affidabili che garantiscano la maggiore età dell'utente in modo inequivocabile. Scompare, quindi, il modello obsoleto basato sulla mera autocertificazione. Una semplice dichiarazione non è più ritenuta sufficiente a impedire l'accesso ai minori. In caso di inadempienza, si applica una procedura rigorosa: la piattaforma riceve una diffida formale con un termine di adeguamento, superato il quale l'Agcom può procedere all'oscuramento e comminare sanzioni fino a 250.000 euro.

Perché i siti più noti rimangono aperti?

Nonostante la chiusura delle prime piattaforme, le realtà più celebri del panorama internazionale dei siti per adulti risultano ancora accessibili dal territorio italiano. Piattaforme globali come Pornhub, Xvideos, YouPorn e Onlyfans proseguono le proprie attività, talvolta senza implementare tutte le misure previste dalla normativa nazionale. Questa differenza si spiega con numerosi fattori di carattere tecnico, legale e organizzativo:

  • Sede legale all'estero: Questi siti fanno capo a società con base fuori dai confini italiani, circostanza che complica e rallenta l'applicazione diretta delle delibere Agcom, impegnando le autorità in comunicazioni internazionali e procedure specifiche richieste dalle direttive UE.
  • Tempi di adeguamento: La normativa prevede una finestra per l'adeguamento tecnica e procedurale dei siti con sede in altri Stati membri dell'Unione Europea. Questo ha fatto sì che l'obbligo diventasse realmente operativo per tali realtà alcune settimane dopo rispetto alle piattaforme italiane.
  • Questione interpretativa e ricorsi: Alcuni colossi del settore (es. Aylo, che controlla più portali) hanno promosso ricorsi presso i tribunali amministrativi italiani, sostenendo la sospensione temporanea dell'obbligo in attesa di decisioni definitive della magistratura. Questo ha creato zone grigie che solo una sentenza di merito potrà chiarire.
  • Verifica della compliance tecnica: Le piattaforme di grandi dimensioni stanno investendo nello sviluppo di sistemi di controllo età interconnessi a livello internazionale, conformi a più regolamentazioni nazionali (es. Yoti per la verifica biometrica, o wallet digitali europei), al fine di evitare blocchi improvvisi ma rispettando la varietà dei contesti normativi locali.

Le regole sulla verifica dell'età: le soluzioni adottate e i limiti

La normativa vigente sui siti porno richiede che solamente utenti realmente maggiorenni possano accedere ai contenuti per adulti, attraverso un modello logico denominato doppio anonimato. In questo sistema:
  • La verifica avviene tramite provider terzi certificati (ad esempio, società di identity assurance o sistemi gestiti da aziende specializzate in sicurezza digitale), senza che i siti abbiano accesso a dati identificativi dell'utente.
  • L'utente può ricevere una sorta di token di conferma della maggiore età, riutilizzabile per l'accesso a più piattaforme senza dover nuovamente presentare dati o documenti personali.
  • L'anonimato è centralizzato: chi verifica non sa dove l'utente si collegherà, e i titolari dei siti non ricevono mai dettagli identificativi, ma solo la conferma della maggiore età.
Una particolarità italiana risiede nell'esclusione del sistema pubblico di identità digitale (Spid) da queste procedure di verifica. Lo Spid, pur garantendo sicurezza e affidabilità, non può essere impiegato per accedere a piattaforme con contenuti sensibili; ciò per tutelare l'anonimato e impedire la creazione di liste di visitatori. La normativa, infatti, esclude soluzioni che possano mettere a rischio la riservatezza, come l'associazione dell'identità digitale a specifici siti consultati.

Fra le soluzioni all'avanguardia in uso, si segnala anche il futuro Wallet digitale europeo, in corso di sperimentazione, che prevede l'emissione di credenziali di età firmate digitalmente e validabili in tutti gli Stati membri, senza bypassare la privacy. App e software di aziende terze, come Yoti, garantiscono già oggi questo livello di sicurezza e anonimato, anche se alcune metodiche, come il semplice selfie, vengono limitate proprio per il rischio di aggiramento.

Fino a quando i grandi siti per adulti potranno restare aperti?

L'orizzonte di applicabilità della legge si sta stringendo rapidamente anche per i colossi stranieri. Dopo una prima fase incentrata soprattutto sulle piattaforme italiane, dal 1° febbraio 2026 I siti esteri sono tenuti a conformarsi alle nuove regole di verifica dell'età. Il termine temporale è stato definito dall'art. 13-bis del Decreto Caivano e dalla Delibera Agcom n. 96/25/CONS, che fissano una finestra per dare modo a operatori UE di adattare i sistemi e coordinarsi con le autorità dei rispettivi Paesi d'origine nel rispetto del principio del Paese di origine stabilito dal diritto europeo.

Superato questo intervallo, la vigilanza sarà piena e sostanziale, e non sono escluse nuove ondate di oscuramenti e sanzioni anche verso le piattaforme internazionali più note. Tali azioni potranno quindi essere avviate dall'Agcom in collaborazione con le autorità europee, in coerenza con il Digital Services Act, che impone standard minimi per la verifica dell'età di chi accede a contenuti sensibili su scala continentale:

Tabella di sintesi: Scadenze per l'adeguamento

  • 12 novembre 2025: Obbligo per piattaforme italiane
  • 1 febbraio 2026: Applicazione piena alle realtà straniere e extra-UE
In presenza di ricorsi, eventuali sospensive dei tribunali potrebbero allungare i tempi dell'adeguamento effettivo, ma il comune indirizzo europeo sulla protezione dei minori restringe ancor più i margini di tolleranza verso la non conformità. I grandi nomi internazionali possono quindi restare accessibili solo fino al termine della finestra di adattamento o all'esito di giudizi amministrativi pendenti, oltre il quale diventeranno oggetto di procedimenti di blocco automatico o addirittura sanzioni milionarie, come già avvenuto in Francia o Regno Unito.

Il contesto e le differenze con Francia, Germania e UK

In Europa, ogni Stato ha adottato soluzioni diverse in tema di verifica dell'età per i siti dal contenuto sensibile, sempre in linea con principi generali di privacy e tutela dei minori. Il modello italiano, fondato sul doppio anonimato, rappresenta una via di mezzo fra i criteri di protezione dei dati personali e l'efficacia dei sistemi di controllo:

  • Francia: Ha introdotto un modello dove la verifica dell'età passa obbligatoriamente attraverso provider terzi indipendenti, con modalità anche di riconoscimento biometrico (selfie o documenti), ma sempre impostando il double anonymat. L'enfasi sulla privacy ha portato i colossi internazionali a bloccare per protesta l'accesso ai portali dalla Francia.
  • Germania: Ha adottato il sistema dei closed user group, che richiede un'identificazione forte e un'autenticazione ricorrente. Il processo risulta più invasivo dell'approccio italiano, prevedendo il possibile collegamento fisso tra utente e identità reale, anche tramite dati bancari o sistemi biometrici.
  • Regno Unito: La regolamentazione britannica punta su flessibilità e highly effective age assurance: le piattaforme possono scegliere tra diversi strumenti, ma devono dimostrare l'efficacia del controllo tramite metriche, evitando metodi solo formali. Le sanzioni in caso di inosservanza sono tra le più incisive d'Europa e hanno generato una drastica riduzione del traffico sui portali 18+ dall'UK.



Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...