Avere l’ISEE aggiornato rappresenta la condizione necessaria per accedere a una vasta gamma di agevolazioni e bonus sociali, come l’assegno unico, il sostegno per le rette scolastiche o il bonus nido. Questo modello viene richiesto da enti pubblici e privati per valutare la situazione economica del nucleo familiare ed è utilizzato dagli studenti universitari, dai genitori, dai nuclei interessati a prestazioni sociosanitarie e da chiunque intenda accedere a servizi con tariffe agevolate. L’avvento della procedura precompilata ha agevolato la raccolta e l’invio dei dati, riducendo le complessità burocratiche per i cittadini che hanno già dimestichezza digitale, pur restando accessibile tramite i centri di assistenza per chi lo preferisce. Compilare correttamente la DSU online è oggi la soluzione più rapida e conveniente, considerando che l’INPS e l’Agenzia delle Entrate già predispongono molte informazioni.
ISEE precompilato 2026: che cos’è, differenze e novità legislative
La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) precompilata per il calcolo del nuovo ISEE consente di presentare la propria situazione economica in modo più semplice rispetto alla modalità tradizionale. Rispetto alle procedure degli scorsi anni, il modello precompilato prevede l’inserimento automatico dei dati fiscali e patrimoniali disponibili nelle banche dati di INPS e Agenzia delle Entrate, lasciando al cittadino solo il compito di verificarli, integrarli ove necessario e confermarli. In alternativa, la DSU ordinaria richiede l’inserimento manuale di ogni informazione.
Le ultime novità introdotte dalla Manovra 2026 incidono in modo significativo su alcune voci:
- Esclusione di titoli di Stato, buoni e libretti postali fino a 50.000 euro dal calcolo dell’ISEE.
- Introduzione di una franchigia più ampia sulla prima casa, che per l’accesso ad alcune agevolazioni arriva a 120.000 euro nelle grandi città e viene incrementata in presenza di figli conviventi.
- Dichiarazione obbligatoria di criptovalute e nuove tipologie di patrimoni mobiliari e rimesse all’estero.
- Adozione prioritaria del precompilato anche presso i CAF, in attesa del decreto attuativo del Ministero del Lavoro.
- Modifiche alla scala di equivalenza per alcune prestazioni come ADI, bonus nido e misure per nuclei numerosi.
Queste innovazioni aumentano la precisione e semplificano i controlli, riducendo la possibilità di errori e accelerando i tempi di lavorazione.
Documenti necessari e preparazione: la lista completa e le accortezze preliminari
Una corretta raccolta dei documenti anticipa la maggioranza dei possibili imprevisti durante l’invio della DSU precompilata. È quindi cruciale predisporre una cartellina con tutti i materiali utili, tenendo a mente che i dati da riportare devono fare riferimento a due anni precedenti rispetto all’annualità di richiesta (nel 2026 occorre utilizzare i valori relativi al 2024).
Di seguito l’elenco dettagliato dei documenti essenziali:
- Documento d’identità in corso di validità di ogni componente del nucleo.
- Codici fiscali di tutti i membri della famiglia (compresi minori).
- Certificazioni dei redditi: Modello 730, CU 2025, o Modello Redditi per l’anno fiscale 2024.
- Dichiarazioni o tuti i certificati su indennità, borse di studio, assegni di mantenimento o altri compensi percepiti.
- Documentazione sul patrimonio mobiliare: saldo e giacenza media dei conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito e carte con IBAN (valori indicati al 31/12/2024); eventuali titoli, obbligazioni, fondi, azioni, e le nuove voci come le criptovalute e le rimesse estere.
- Documentazione patrimoniale immobiliare: visure catastali, atti di proprietà, atti notarili e successioni di immobili, quote di mutuo residuo al 31/12/2024 in caso di finanziamenti ipotecari.
- Eventuali contratti d’affitto e ricevute dell’ultimo canone.
- Targhe di auto e moto registrate, imbarcazioni, in presenza di mezzi di proprietà con requisiti di cilindrata o stazza previsti dalla normativa.
- Certificati di invalidità e altre documentazioni sanitarie se richieste per il nucleo.
Attenzione: i dati patrimoniali devono essere aggiornati all’anno fiscale di riferimento e occorre conservare tutta la documentazione originale almeno fino al termine del procedimento, poiché l’ente potrebbe richiederne visione.
Guida passo passo: come compilare e inoltrare l’ISEE precompilato online sul portale INPS
La compilazione della DSU tramite procedura precompilata segue una sequenza guidata suddivisa in più step, ciascuno con un ruolo preciso e necessario per la validità dell’attestazione finale. L’interfaccia del portale INPS per fare l'Isee 2026 è stata aggiornata per facilitare la user experience, ma resta comunque essenziale procedere con cura:
- Dopo avere preparato i documenti, l’utente si collega al sito ufficiale dell’INPS e seleziona la funzionalità di acquisizione della DSU precompilata.
- Si accede su area riservata con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) e si procede con l’autenticazione.
- Il sistema propone una serie di dati già presenti in banca dati, chiedendo di verificare le informazioni e inserire eventuali dati mancanti o modificare quelli non aggiornati relativi a situazione anagrafica, familiare, patrimoni, redditi e rapporti finanziari.
- Eventuali deleghe per i componenti maggiorenni vanno indicate laddove necessario, in modo diretto o tramite l’acquisizione di autorizzazione cartacea da ciascun soggetto coinvolto.
- Prima dell’invio finale, la piattaforma consente di visualizzare e scaricare in anteprima il riepilogo della DSU; è importante approfittare di questa fase per un controllo ulteriore.
- Dopo aver confermato il tutto, l’invio determina la trasmissione automatica per la verifica degli enti preposti.
Il certificato viene predisposto e reso disponibile per il download nei giorni successivi, direttamente tramite il portale INPS.
Accesso tramite SPID, CIE o CNS e autenticazione
L’accesso alla DSU precompilata avviene esclusivamente attraverso l’utilizzo di sistemi di identità digitale SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). La verifica delle credenziali è il primo filtro di sicurezza per garantire che solo il dichiarante e/o i soggetti delegati possano operare sulla propria posizione.
Una volta autenticati, si accede direttamente al servizio nell’area personale INPS dedicata. In caso di componenti maggiorenni nel nucleo, sarà necessario fornire per ognuno la relativa autorizzazione o delega, secondo le modalità previste dall’istituto.
Verifica, controllo e integrazione di dati anagrafici e situazione familiare
Il secondo passaggio comporta la presa visione della composizione del nucleo familiare e dei dati anagrafici proposti dal sistema. Tutte le variazioni rispetto agli archivi pubblici (nuove nascite, cambi di residenza, uscite di componenti, aggiornamento dello stato civile) devono essere inserite manualmente. I dati relativi a indirizzo, stato civile, figli e altri componenti vengono auto-compilati ma vanno controllati con particolare attenzione per evitare discordanze che potrebbero inficiare la validità della DSU.
Verificare la lista dei soggetti collegati, inserendo eventuali presenze temporanee previste dalla normativa, è la garanzia di una rappresentazione fedele dell’attuale situazione familiare ai fini del calcolo delle prestazioni agevolate.
Controllo dei redditi e del patrimonio: focus sulle principali voci
La parte centrale della DSU è rappresentata dal controllo e l’integrazione delle informazioni reddituali e patrimoniali. L’applicativo INPS precompila molte di queste voci; vanno nominate e verificate puntualmente:
- Redditi da lavoro, pensioni, assegni familiari e altri emolumenti sono già dichiarati in automatico, ma è importante integrare eventuali redditi esenti o prodotti all’estero, borse di studio, indennità o trattamenti assistenziali fuori IRPEF.
- Dichiarazione di patrimoni mobiliari: saldo e giacenza media dei conti, azioni, obbligazioni e, dalla campagna in corso, criptovalute e denaro trasferito all’estero.
- Patrimonio immobiliare: visure catastali, atti d’acquisto, valore degli immobili al 31 dicembre 2024, calcolo della franchigia per l’abitazione principale secondo le nuove soglie previste.
- Mutui residui: importo aggiornato alla fine del 2024, da allegare se rilevante nel calcolo.
Altre voci importanti:
- Contratti d’affitto con relativi canoni
- Targhe e documentazione su auto, moto e natanti
- Atti di donazione o successione, prestazioni sanitarie e invalidità
Il sistema richiede di integrare esclusivamente le voci mancanti e di confermare quelle corrette; ogni anomalia deve essere rettificata prima della conferma definitiva.
Invio finale, download dell’attestazione e conservazione dei dati
Prima dell’invio definitivo è possibile scaricare un riepilogo della dichiarazione per un’ultima revisione. Il sistema segnala automaticamente eventuali campi incompleti o anomali. Una volta inoltrata la DSU precompilata, INPS provvede all’incrocio dei dati con le banche dati pubbliche, rilasciando entro pochi giorni l’attestazione ISEE, scaricabile in formato PDF dal portale nell’area riservata.
La conservazione di tutta la documentazione si rivela essenziale: si raccomanda di salvare sia la DSU inviata sia l’attestazione ISEE per un periodo di almeno 12 mesi, periodo nel quale potrebbero essere effettuati controlli formali da parte dell’amministrazione.
Errori frequenti da evitare e consigli pratici
Sottovalutare l’importanza di alcuni dettagli può comportare errori nella compilazione del modello e impedire l’accesso ai bonus e benefici desiderati. Di seguito i punti dove si riscontrano con più frequenza sbagli e imprecisioni:
- Omissione di patrimoni mobiliari e immobiliari (dimenticare conti correnti cointestati, libretti postali di valore superiore ai 50mila euro).
- Non aggiornare la composizione del nucleo familiare: la presenza di nuovi nati, variazioni di residenza o componenti usciti deve essere sempre riportata.
- Confondere l’anno di riferimento dei redditi: per la DSU inviata nel 2026 servono i dati 2024, non quelli dell’anno precedente.
- Valorizzare importi sbagliati per patrimoni (saldo al 31 dicembre, non valori medi o non aggiornati).
- Invio senza aver acquisito tutte le deleghe/autorizzazioni per i membri maggiorenni.
- Omettere dati su autoveicoli, natanti o spregevoli.
Per ridurre la probabilità di
commettere errori:
- Consultare sempre la documentazione originale prima di inserire una voce nella DSU.
- Conservare una copia digitale e cartacea di tutti i documenti e della DSU inviata.
- Valutare la simulazione INPS per prevedere l’esito e verificare la correttezza dei dati prima di inviare.
- Rivolgersi a un CAF o a un consulente in caso di dubbi, soprattutto per casistiche particolari (es. genitori non conviventi o patrimoni detenuti all’estero).
Tempistiche, scadenze e validità dell’ISEE precompilato 2026
L’attestazione ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno corrente. Chi presenta la DSU a gennaio riceve un documento valido per dodici mesi, mentre le DSU inoltrate più avanti vedranno la scadenza comunque coincidere con fine anno. Per casi di variazione significativa (es. importante variazione reddituale), si può presentare l’ISEE corrente, che resta valido sei mesi.
È opportuno avviare la raccolta e la compilazione entro i primi mesi dell’anno per poter utilizzarne l’esito per tutto il periodo utile e non rischiare di perdere bandi o bonus stagionali e annuali, considerata anche l’attesa di alcuni giorni per la verifica degli enti. Si segnala che i tempi di rilascio dell’attestazione sono generalmente brevi, ma possono allungarsi in caso di incongruenze nei dati inseriti.