Le segnalazioni dei Comuni di presunte evasioni fiscali all'Agenzia delle Entrate rappresentano uno strumento di contrasto all'evasione. Dati, funzionamento, casi emblematici e scenari futuri mostrano successi e criticità di questo sistema.
Negli ultimi anni, la collaborazione tra amministrazioni locali e Agenzia delle Entrate rappresenta uno degli strumenti disponibili per contrastare comportamenti irregolari in materia tributaria. Questo sistema permette agli enti locali di avviare procedure atte a portare all’attenzione delle autorità fiscali i presunti casi di mancato pagamento o insufficiente dichiarazione di redditi da parte dei cittadini. Tuttavia, emerge con chiarezza una partecipazione limitata e risultati che, stando ai più recenti rapporti del Centro Studi Enti Locali, fotografano una situazione ben lontana dagli obiettivi iniziali.
Il meccanismo previsto dalla normativa italiana prevede che gli enti locali possano inviare all’Agenzia delle Entrate segnalazioni definite “qualificate”. Si tratta di informazioni circostanziate, raccolte dagli uffici tributi comunali, che possono riguardare, ad esempio, anomalie tra tenore di vita e reddito dichiarato, residenze fittizie, attività economiche poco trasparenti o immobili con valori non coerenti rispetto alla situazione fiscale del contribuente.
Queste segnalazioni non sono semplici sospetti, ma devono essere supportate da dati oggettivi e prove raccolte grazie all’osservazione del territorio e alla collaborazione tra vari uffici comunali (anagrafe, edilizia, commercio, ecc.). Una volta trasmesse all’Agenzia delle Entrate, spetta a quest’ultima avviare un’attività istruttoria e, se necessario, procedere all’accertamento e al recupero delle somme eventualmente evase.
Il vantaggio economico di tale collaborazione è regolamentato: attualmente, ai Comuni spetta il 50% delle somme recuperate a seguito delle segnalazioni. Questa percentuale ha subito nel tempo diverse modifiche:
I dati più aggiornati descrivono un calo costante dell’impegno dei Comuni nell’attività di segnalazione delle irregolarità fiscali. Nel 2024, il provento riconosciuto agli enti locali ha raggiunto il minimo storico di circa 2,5 milioni di euro, cifra distante anni luce dagli oltre 11 milioni del 2018 e dai 30 milioni annuali che si erano registrati nella fase in cui la compartecipazione era del 100%.
Per contestualizzare:
| Anno | Somme riconosciute ai Comuni (milioni €) |
| 2018 | 11,4 |
| 2021 | 6,7 |
| 2022/2023 | 3 |
| 2024 | 2,5 |
La geografia delle collaborazioni tra enti locali e Agenzia delle Entrate evidenzia uno squilibrio marcato tra Nord, Centro e Sud Italia. Stando ai dati 2024, le regioni settentrionali mostrano livelli di partecipazione nettamente superiori rispetto al Mezzogiorno e alle Isole. Di seguito alcune evidenze chiave:
| Regione | Numero Comuni Attivi | Riparto (euro) |
| Lombardia | 97 | 1.009.938 |
| Liguria | 15 | 442.290 |
| Emilia-Romagna | 66 | 362.471 |
| Toscana | 17 | 300.454 |
L’adesione ridotta degli enti locali al sistema delle segnalazioni qualificate trae origine da una serie articolata di problematiche strutturali e motivazionali. Gli ostacoli principali individuati dagli analisti possono riassumersi nei seguenti punti:
Il tema degli incentivi economici rappresenta un fattore determinante nella discussione attuale sulla collaborazione tra enti locali e autorità fiscali. Al momento, la legge riconosce ai Comuni la metà delle risorse recuperate: questo meccanismo, però, ha perso grande attrattiva rispetto al periodo in cui veniva attribuito l’intero gettito proveniente dalle segnalazioni.
Il Parlamento e il Governo stanno valutando un ritorno alla quota del 100% per un periodo di tre anni. L’intento è chiaro: rilanciare la partecipazione, rendere remunerativo l’investimento amministrativo e incentivare la formazione di personale specializzato. Si auspica che tale riforma possa:
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
Attualmente risiede a Roma e si...