Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Come è la nuova Renault 4 4x4 che sfida Fiat Grande Panda e la Panda 4x4: ritorna il duello degli anni 80

WhatsApp X Telegram
di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

La Renault 4 torna con ambizioni 4x4 e riaccende la rivalità con Fiat Grande Panda e Panda 4x4. Stile, spazio, tecnologia, motori, autonomia e prezzi raccontano come cambia il duello degli anni 80.

La nuova Renault 4 4x4 è elettrica, rialzata e dotata di due motori, ma per ora resta una voce, una indiscrezione, che però, sembra sempre più in crescita. Anche perchè la Casa francese ha mostrato prima la Savane 4x4 e poi, nel 2026, la più radicale Renault 4 JP4x4 Concept (con una conferma importante alla possibile concreta realizzazione), una spiaggina a trazione integrale costruita sulla piattaforma della Renault 4 E-Tech Electric. L’avversaria più diretta sarebbe la Grande Panda 4x4, anch’essa presentata da Fiat sotto forma di prototipo. Il duello degli anni Ottanta ritorna dunque nel design e nelle soluzioni tecniche, mentre l’arrivo dei due modelli nelle concessionarie è ancora in attesa delle date.

Come è fatta la nuova Renault 4 JP4x4 Concept

La Renault 4 JP4x4 Concept, da cui deriverà lanuova Renaulr 4 4x4, non è una normale Renault 4 trasformata con qualche protezione in plastica. Il progetto modifica carrozzeria, assetto, abitacolo e sistema di trazione, dando vita a un veicolo a metà strada fra una spiaggina, un piccolo crossover e un pick-up dedicato al tempo libero.

La carrozzeria color Verde Smeraldo è abbinata a un abitacolo arancione, mentre le portiere alleggerite lasciano aperta una parte dei fianchi. Al posto del tetto tradizionale compare una struttura a croce, priva di capote, pensata anche per trasportare una tavola da surf. Il portellone posteriore si apre verso il basso come la sponda di un pick-up e il bagagliaio ospita appositi spazi per skateboard e attrezzature sportive.

La configurazione prevede due sedili avvolgenti, rivestimenti terracotta e bouclé arancione, una console centrale sospesa e una maniglia di sostegno destinata ai percorsi sconnessi. Non è dunque una piccola Suv familiare pronta per il mercato, ma un esercizio di stile costruito per mostrare quanto possa cambiare la Renault 4 elettrica senza abbandonare la propria architettura di base. Renault conferma infatti che la JP4x4 resterà una show car senza seguito produttivo nella forma mostrata.

Due motori elettrici e trazione integrale

La parte tecnicamente più interessante si trova sotto la carrozzeria. Alla normale unità elettrica anteriore è stato aggiunto un secondo motore sull’asse posteriore, creando una trazione integrale priva di albero di trasmissione. Il controllo elettronico può ripartire la coppia fra i due assi con una rapidità superiore rispetto a molti sistemi meccanici tradizionali.

Renault non ha comunicato potenza complessiva, coppia, capacità della batteria e autonomia della JP4x4. Non si può quindi sommare arbitrariamente la potenza dei propulsori o attribuirle le prestazioni della Renault 4 di serie. Il prototipo serve soprattutto a dimostrare che la piattaforma elettrica AmpR Small può accogliere un’unità posteriore e dare origine a una compatta di segmento B a quattro ruote motrici.

L’altezza da terra cresce di 15 millimetri, mentre le carreggiate vengono allargate di 10 millimetri per lato. I cerchi restano da 18 pollici, ma adottano pneumatici Goodyear UltraGrip Performance+ nella misura 225/55. La maggiore impronta a terra e la spalla più generosa puntano a migliorare motricità e assorbimento sui fondi sabbiosi, sterrati o sassosi. La stessa impostazione era stata sperimentata sulla Renault 4 Savane 4x4 del 2025, più vicina nell’aspetto a un’ipotetica versione di serie.

La sfida con Fiat Grande Panda e la Fiata Grande Panda 4x4

Il confronto con la Fiat Grande Panda nasce da dimensioni, posizionamento e richiami storici. Entrambe sono compatte di segmento B, recuperano il nome di un modello popolare e utilizzano forme squadrate per comunicare praticità. La Renault misura 4,14 metri, mentre la Fiat si ferma a 3,99 metri, risultando più corta e più orientata alla mobilità urbana.

La Grande Panda di serie è proposta con motore turbo benzina da 100 CV, sistema ibrido da 110 CV oppure propulsione elettrica da 113 CV. Quest’ultima utilizza una batteria da 44 kWh, dichiara 320 chilometri di autonomia WLTP e dispone di un bagagliaio da 361 litri. Le varianti benzina e ibride arrivano a 412 litri. Tutte le versioni in vendita hanno la trazione anteriore. 

Fiat ha però realizzato una Grande Panda 4x4 Concept con asse posteriore elettrificato. Il principio è vicino a quello scelto da Renault: il motore termico o elettrico anteriore muove le ruote davanti, mentre una macchina elettrica collocata dietro interviene sul secondo asse. La Casa italiana non ha diffuso dati su potenza, batteria, autonomia, angoli caratteristici o capacità di guado. Ha definito il prototipo un “manifesto” e un punto di partenza, senza fissare l’avvio della produzione. 

Sul piano visivo, la Grande Panda 4x4 punta su una carrozzeria bordeaux con elementi beige, protezioni pronunciate, pneumatici tassellati e fari supplementari montati sul portapacchi. La Renault Savane sceglie un’immagine più elegante, mentre la JP4x4 estremizza il lato ricreativo con tetto aperto, due soli posti e portellone da pick-up. Fiat appare più fedele alla formula del piccolo fuoristrada quotidiano; Renault insiste maggiormente sul lifestyle elettrico.

La Panda 4x4 resta il termine di paragone

Quando si parla di piccole auto a quattro ruote motrici, la Panda 4x4 del 1983 resta il riferimento più immediato. Era corta, leggera, economica e capace di muoversi su neve, strade agricole e sentieri dove vetture molto più grandi incontravano difficoltà. Il primo modello montava un motore di 965 centimetri cubi da 48 CV e una trasmissione sviluppata con Steyr-Puch.

La sua forza derivava da un insieme semplice: peso contenuto, pneumatici stretti, sbalzi ridotti e meccanica robusta. Nel corso di tre generazioni, la Panda 4x4 ha superato le 800.000 unità vendute, costruendo una reputazione che nessuna concept car può acquisire con una presentazione statica. 

La Pandina oggi a listino è proposta con motorizzazione ibrida e trazione anteriore. Non esiste quindi una Panda 4x4 nuova ordinabile che raccolga direttamente l’eredità delle generazioni precedenti. La Grande Panda 4x4 potrebbe colmare questo vuoto, ma Fiat deve ancora trasformare il prototipo in un prodotto con prezzo, omologazione e data di lancio.

Il duello fra Renault 4 e Panda viene davvero dagli anni Ottanta?

Il richiamo agli anni Ottanta funziona sul piano evocativo, ma richiede una precisazione. La Renault 4 a trazione integrale esisteva già dagli anni Sessanta grazie alle trasformazioni Sinpar. Le versioni 4x4 furono impiegate su percorsi difficili e una Renault 4 preparata dai fratelli Marreau conquistò il terzo posto assoluto alla Parigi-Dakar del 1980. 

Quando la Panda 4x4 arrivò nel 1983, la Renault 4 era ancora in produzione e continuava a essere apprezzata come automobile essenziale, spaziosa e resistente. Le due vetture condividevano una filosofia fatta di carrozzerie leggere, interni sfruttabili e costi relativamente contenuti, pur utilizzando soluzioni diverse. Il duello non fu sempre diretto nei listini, perché la Renault 4 Sinpar rimase una trasformazione meno diffusa, mentre la Panda 4x4 divenne un modello industriale di grande successo.

Oggi la rivalità cambia completamente tecnologia. Al posto di motori di piccola cilindrata, cambi manuali e trasmissioni meccaniche compaiono batterie, software e assi posteriori elettrificati. Rimane la stessa domanda commerciale: quanto deve costare una piccola 4x4 e quanta capacità fuoristradistica serve davvero a chi vive in montagna, percorre strade bianche o cerca maggiore sicurezza sulla neve?






Leggi anche

Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...