La Grande Panda conquista automobilisti e riconoscimenti, ma il successo convive con vendite ancora parziali e richiami legati a disappannamento del parabrezza e sicurezza elettrica.
La Fiat Grande Panda è stata presentata l'11 luglio 2024, nel giorno del 125esimo anniversario del marchio, e in meno di due anni è diventata una delle auto più presenti nelle classifiche italiane. Nel primo semestre del 2026 ha totalizzato 23.011 immatricolazioni, abbastanza per il terzo posto assoluto in Italia, alle spalle della sorella minore Pandina con 62.852 unità e della Jeep Avenger con 27.767, e davanti a una rivale temuta come la Dacia Sandero, ferma a 22.163. È inoltre risultata la più venduta del segmento B. Nei primi sette mesi dell'anno le consegne sono salite a circa 26.000 unità, contro meno di 3.000 dello stesso periodo del 2025, e a luglio la vettura si è piazzata quarta nella classifica mensile, con 2.917 immatricolazioni.
Va detto che i piazzamenti variano da fonte a fonte e da mese a mese: a febbraio la Grande Panda era terza con circa 5.500 immatricolazioni, a marzo ha ripetuto il podio con 4.392 e a giugno è scesa al quarto posto con 3.139. Il quadro generale, però, resta chiaro, e lo conferma il fatto che la Grande Panda ha affiancato la Pandina ai vertici delle classifiche, formando con lei una famiglia che occupa più gradini del podio. Il modello ha contribuito in modo decisivo alla crescita di Fiat in Italia e in Europa, dove nel primo semestre il marchio ha segnato un aumento superiore al 25 per cento. Basta questo a far capire perché l'auto viene spesso indicata come una delle preferite del momento. A rendere il dato ancora più interessante c'è il confronto con la concorrenza diretta: la Grande Panda non è un'utilitaria tradizionale, ma una piccola crossover, e riesce a battere rivali storiche del segmento con una proposta che unisce stile, spazio e prezzo contenuto.
Il primo motivo del successo è il design. La Grande Panda richiama con linee spigolose e una certa ironia la Panda disegnata da Giugiaro nel 1980, senza trasformarsi in un esercizio di nostalgia. Il secondo è lo spazio: è lunga appena 3,99 metri, ma offre un abitacolo tra i più abitabili della categoria e un bagagliaio da 412 litri, un dato importante per chi cerca un'auto compatta ma non rinuncia alla praticità. Si basa sulla Smart Car Platform di Stellantis, una declinazione flessibile ed efficiente della piattaforma CMP, che permette di offrire più tipi di motorizzazione sulla stessa base.
Il terzo motivo, forse il più importante, è il prezzo: per molte famiglie italiane è il dato che decide. Il listino parte da 17.900 euro per la Turbo 100 in allestimento Pop, e questa versione è stata proposta in promozione a 14.950 euro con finanziamento e rottamazione. La versione mild hybrid da 110 CV costa 19.900 euro, con promozioni che l'hanno portata a 16.950, mentre l'elettrica parte da 23.900 euro e in offerta scende a 20.950. Le promozioni cambiano di mese in mese e vanno verificate prima di decidere, ma il messaggio è chiaro: una vettura nuova, di taglia ragionevole, a cifre che in questo segmento fanno la differenza. In un mercato in cui molte compatte superano i 20.000 euro, questa è una carta pesante, e a settembre la Turbo 100 è scesa a 14.950 euro con finanziamento e rottamazione, una cifra che in Italia pochissime auto nuove riescono a toccare.
La gamma ha un'altra qualità che aiuta le vendite: non obbliga a scegliere un solo tipo di tecnologia. L'elettrica ha un motore da 113 CV e una batteria da 44 kWh, con 320 km di autonomia WLTP e una ricarica rapida fino a 100 kW, che permette di passare dal 20 all'80 per cento in meno di 30 minuti. Un dettaglio simpatico è il cavo a spirale integrato, che esce da uno sportellino nel musetto. La versione mild hybrid usa il 1.2 a tre cilindri con un piccolo motore elettrico integrato nel cambio e sviluppa 110 CV con un consumo medio dichiarato di circa 5,1 litri ogni 100 km. Infine la Turbo 100, a benzina pura con cambio manuale a sei marce, eroga 101 CV e consuma 5,6 litri ogni 100 km, e parla a chi non vuole sentir parlare di elettrificazione né di cambi automatici.
Questa varietà è un vantaggio commerciale concreto. Chi compra un'auto nuova oggi non sa sempre se la ricarica elettrica farà al caso suo, e poter scegliere tra tre soluzioni sulla stessa carrozzeria riduce il rischio di sbagliare. Permette inoltre a Fiat di intercettare clienti molto diversi, dal pendolare urbano che sceglie l'elettrica a chi fa pochi chilometri e preferisce la benzina semplice. A questo si aggiunge un fattore difficile da misurare ma decisivo: il nome Panda. Per molti italiani è un marchio nel marchio, associato a un'idea di auto accessibile, pratica e affidabile, e la Grande Panda ne eredita la fiducia prima ancora di essere guidata.
Naturalmente, il quadro non è privo di ombre. La Grande Panda è stata coinvolta in più richiami. Nei mesi scorsi l'ente tedesco KBA ha segnalato un problema all'impianto di riscaldamento e ventilazione che, con freddo o umidità elevata, può rendere più lento lo sbrinamento del parabrezza: riguarda 21.691 esemplari costruiti tra il 28 maggio 2024 e il 1° settembre 2025 ed è legato alla visibilità, quindi alla sicurezza. A inizio agosto c'è stato un altro richiamo che ha coinvolto il modello, e a settembre ne è arrivato un terzo, programmato per l'autunno, che interessa 642 vetture in Francia tra Fiat 500e e Grande Panda mild hybrid, prodotte tra il 28 maggio e il 9 luglio 2026.
La causa di quest'ultimo è un'anomalia software del quadro strumenti, che può mostrare messaggi di avvertimento errati e accendere spie senza un guasto reale, e in teoria anche impedire la comparsa di un avviso vero. L'intervento è un aggiornamento software gratuito di circa 30 minuti, e per l'Italia non ci sono ancora numeri ufficiali sulle vetture coinvolte. Non tutte le Grande Panda circolanti sono interessate, perché le date si riferiscono alla produzione e non all'immatricolazione.
Perché, allora, le vendite non ne risentono? La risposta ha più di una parte. I richiami sono uno strumento ordinario con cui i costruttori correggono difetti, e molti riguardano software o componenti non legati al funzionamento del motore. Chi compra una compatta da meno di 20.000 euro guarda soprattutto prezzo, spazio e consumi, e un aggiornamento gratuito da mezz'ora pesa poco nella scelta. Resta però un punto che Fiat non può ignorare, e che riguarda la comunicazione ai clienti: tre richiami in pochi mesi su un modello di punta, di cui uno legato alla visibilità, possono incrinare la fiducia se non vengono gestiti con trasparenza. Chi ha già acquistato una Grande Panda farebbe bene a controllare con il numero di telaio, sul sito del costruttore o in concessionaria, se la propria vettura rientra nelle campagne, e a non rimandare l'intervento, che è gratuito, mentre chi sta valutando l'acquisto può continuare a guardarla con interesse, sapendo cosa chiedere in concessionaria.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...