Due classifiche sulle compagnie aeree più sicure e due risultati diversi. Come capire, dunque, chi sono quelle più affidabili in termini di sicurezza e come leggere le diverse ricerche
Basta mettere a confronto due graduatorie recenti per accorgersi di quanto sia delicato il tema. Il European Airline Safety Index 2026, elaborato da AirAdvisor e ripreso da SiViaggia il 9 ottobre, ha esaminato venti compagnie europee, dieci low cost e dieci di linea, sul periodo dal 2016 al 2025, partendo dai dati Eurocontrol sui voli del 2025. In cima c'è Aegean Airlines con 89 punti, seguita da Ryanair con 86, prima tra le low cost, poi Austrian con 85,5 e Norwegian con 85. Air France, British Airways e Iberia sono a pari merito con 83,5, mentre Turkish Airlines e Lufthansa chiudono la top 10 con 83. È la classifica che "sorprende", perché una low cost precede quasi tutte le compagnie tradizionali.
La graduatoria mondiale di AirlineRatings, pubblicata a inizio 2026, dice altro: la compagnia più sicura al mondo è Etihad, seguita da Cathay Pacific, Qantas, Qatar Airways ed Emirates, mentre Air New Zealand scende al sesto posto. Ryanair figura al 18esimo posto, secondo TTG Italia, e ITA Airways, secondo un'altra testata, non entra nella top 25. Le due liste riguardano campioni diversi, usano criteri diversi e non vanno sommate: Aegean è prima tra venti compagnie europee, Etihad è prima tra centinaia di vettori nel mondo, e la presenza o l'assenza di un nome non dice automaticamente nulla sul rischio di un volo.
Un punteggio sintetico nasconde una serie di scelte. AirlineRatings dichiara di valutare, tra i vari elementi, il tasso di incidenti rapportato al numero di voli, l'età media della flotta, gli audit governativi, gli standard di sicurezza e di addestramento del personale e, quest'anno, con maggiore peso, la gestione delle turbolenze, che continuano a essere la prima causa di infortuni a bordo. Altre classifiche, come quella europea di AirAdvisor, guardano il profilo di sicurezza lungo un decennio, per andare oltre i singoli episodi. Sono criteri sensati, ma ognuno cambia l'ordine finale: una compagnia con una flotta molto giovane e pochi anni di storia può salire, una compagnia con una lunga storia e aerei più vecchi può scendere, anche se non ha avuto incidenti gravi.
Un esempio aiuta a capire quanto pesino le scelte metodologiche. Se un indice guarda soprattutto agli incidenti degli ultimi dieci anni, una compagnia che ha avuto un episodio isolato nel 2016 può scendere in classifica anche se da allora ha cambiato procedure e aerei. Se un altro indice dà più peso all'età della flotta, una compagnia con aerei di vent'anni ma una manutenzione eccellente può risultare penalizzata. Nessuno dei due approcci è sbagliato, ma la fotografia che ne esce è diversa, ed è questo il motivo per cui lo stesso nome può comparire in alto in una lista e più in basso in un'altra.
Ci sono poi limiti strutturali. Gli incidenti gravi sono per fortuna eventi rarissimi, quindi le differenze tra le compagnie in testa sono minuscole: l'amministratore delegato di AirlineRatings, Sharon Petersen, ha detto che tutte le compagnie della top 25 sono leader mondiali nella sicurezza e che sostenere che una sia molto più sicura o meno sicura di un'altra è "sensazionalistico e falso". Lo stesso sito sottolinea che tutte le compagnie della classifica 2026 hanno registrato incidenti negli ultimi due anni: essere in lista non significa essere esenti da eventi. Infine, le classifiche sono prodotti di società private o di siti specializzati, con metodi propri e interessi editoriali o commerciali: vanno lette come indicazioni, non come certificazioni.
Se una classifica non basta, che cosa si può guardare? Le informazioni che seguono sono consigli generali, validi per chiunque voglia informarsi, e non provengono dagli articoli citati sopra. Il primo punto è la storia degli incidenti negli ultimi dieci anni: una compagnia senza incidenti mortali da molti anni è un buon segnale, e un sito di confronto ricorda, per esempio, che Ryanair non ha mai avuto un incidente mortale e che Qantas non ne ha dal 1951. Il secondo è l'età e il tipo della flotta, ricordando che un aereo più vecchio non è per forza meno sicuro, se la manutenzione è ineccepibile. Il terzo è la presenza di audit di sicurezza internazionali, come il programma di verifica operativa dell'associazione internazionale delle compagnie, e l'assenza dalla lista nera europea delle compagnie vietate nello spazio aereo dell'Unione: sono strumenti pubblici, consultabili online.
Un quarto elemento riguarda chi opera davvero il volo. Nei voli in code sharing o con biglietto di una compagnia e aereo di un'altra, conviene controllare il vettore che effettua materialmente il servizio, indicato in genere nei dettagli della prenotazione. Il quinto è la qualità della vigilanza dell'autorità del Paese: una compagnia è sicura anche perché è sorvegliata da un ente efficace. Infine, contano la formazione dei piloti e la gestione dei rischi operativi, dalle turbolenze al meteo, che i siti di valutazione cercano di misurare ma che per il singolo passeggero sono difficili da verificare direttamente. Per questo l'indicazione più sensata è di guardare più fonti e non una sola. Va ricordato, infine, che le classifiche descrivono una compagnia nel suo insieme e non un singolo volo: contano anche l'aeroporto, il meteo, il comandante e l'equipaggio di quel giorno, elementi che nessuna graduatoria può prevedere. È un limite che non toglie valore alle classifiche, ma impone di non attribuire loro un potere predittivo che non hanno.
Le classifiche restano comunque utili, se usate bene. Servono a individuare i casi limite, cioè le compagnie che compaiono sistematicamente ai primi posti o, al contrario, in liste di attenzione, e a mettere in prospettiva titoli sensazionalistici. Il contesto generale, d'altra parte, è rassicurante: l'aereo resta uno dei mezzi di trasporto più sicuri al mondo, nonostante la forte attenzione mediatica agli incidenti. Per questo, prima di prenotare, vale la pena di fare tre cose semplici: controllare in più classifiche se la compagnia è considerata sicura, verificare che non compaia in elenchi di vettori vietati, e distinguere tra una differenza di pochi punti, che in genere non è significativa, e una presenza costante nelle liste negative.
Ci sono infine alcune precauzioni pratiche che non dipendono dalla compagnia. Ascoltare le istruzioni di sicurezza, tenere la cintura allacciata quando si è seduti e ricordare che le turbolenze, la prima causa di infortuni a bordo, si affrontano così: sono gesti semplici che riducono il rischio individuale. La lezione, in definitiva, è che una classifica è un punto di partenza e non una garanzia: la sicurezza di una compagnia è il risultato di molti fattori che cambiano nel tempo, e le graduatorie vanno lette sapendo cosa misurano, quanto sono ampie le differenze e chi le ha compilate. Se compare un nome inatteso, come Ryanair al secondo posto in Europa o Etihad al primo nel mondo, la sorpresa è un invito a leggere i criteri, non a cambiare le proprie abitudini di viaggio sulla base di un solo numero.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...