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Condizionatori si risparmia tenendoli sempre accesi o meglio spegnerli e accenderli di volta in volta?

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Condizionatore sempre acceso o acceso solo all'occorrenza? L'impatto sui consumi, i costi, le strategie più efficaci, suggerimenti e tutti i fattori da valutare per usare al meglio il climatizzatore.

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L'impatto del condizionatore in bolletta è ormai una realtà in gran parte dei nuclei familiari in Italia. Negli ultimi anni, l'aumento delle temperature estive e la necessità di ambienti salubri e freschi hanno reso l'utilizzo dei climatizzatori un'abitudine diffusa, spesso indispensabile in presenza di ondate di calore. Tuttavia, il consumo energetico associato all'uso di questi apparecchi è tutt'altro che trascurabile: si stima che durante l'estate, il climatizzatore possa rappresentare fino al 60% del consumo elettrico domestico nei mesi più caldi.

La gestione dei condizionatori incide sulla spesa mensile e sulla sostenibilità energetica: ogni grado in meno impostato rispetto ai 24°C comporta un aumento dei consumi tra il 6% e l'8%. Diversi fattori influenzano questi dati: la classe energetica dell'apparecchio, l'isolamento dell'abitazione, le abitudini di accensione e spegnimento e la manutenzione regolare. L'uso consapevole si traduce quindi in risparmi concreti e in un'efficienza energetica generale decisamente più alta.

Meglio tenere il condizionatore sempre acceso o spegnerlo?

L'eterno dubbio su come utilizzare il condizionatore per spendere meno è tra i più discussi. Le strategie accensione continua e accensione intermittente hanno sostenitori e detrattori, ma quale sistema garantisce davvero risparmio e comfort?

Lasciare acceso il condizionatore tutto il giorno significa mantenere una temperatura costante, evitando sbalzi termici. Nei modelli inverter, che riducono automaticamente la potenza una volta raggiunto il valore impostato, questa strategia può rivelarsi efficiente, soprattutto in abitazioni ben isolate. Il rischio principale, però, è un funzionamento spesso inutile nelle ore di assenza o durante le fasce meno calde, comportando un consumo superiore se non viene regolato da un timer intelligente o una programmazione smart.

Gli apparecchi più datati o non inverter, invece, lavorano a pieno regime ogni volta che vengono riaccesi, incrementando i picchi di consumo ogni qualvolta si riparte da una stanza surriscaldata. Interrompere e riattivare spesso l'impianto, in questi casi, può tradursi in uno spreco di energia e in un comfort solo temporaneo.

D'altra parte, accendere il condizionatore solo quando necessario e spegnerlo in assenza riduce la durata complessiva di utilizzo, ma può determinare fasi di forte sforzo iniziale per raffreddare ambienti ormai molto caldi. L'utilizzo saltuario rischia così di non far beneficiare nemmeno della deumidificazione ottimale, elemento che incide fortemente sulla percezione del comfort. Le migliori pratiche suggeriscono quindi:

  • In caso di assenze prolungate, programmazione e timer consentono di trovare una casa fresca senza sprechi;
  • Negli ambienti ben isolati, il funzionamento continuo a bassa potenza nei momenti più caldi previene picchi di consumo e assicura comfort;
  • Nelle giornate con sbalzi di temperatura o assenza di costanza climatica, un uso intelligente della modalità di deumidificazione può aumentare il benessere percepito a parità di consumo.
L'efficacia reale della strategia adottata dipende principalmente da caratteristiche dell'impianto, abitudini familiari, isolamento e fasce orarie di permanenza. Per ciascuna situazione, va calibrato il giusto bilanciamento tra comfort e risparmio, affidandosi preferibilmente alle funzioni intelligenti offerte dai dispositivi più evoluti.

Cosa succede se il condizionatore rimane acceso tutto il giorno

Tenere acceso il condizionatore 24 ore comporta un impatto energetico che può essere rilevante nella bolletta, ma la spesa reale dipende da molti fattori.

La potenza dell'apparecchio (espressa in watt), la classe energetica e la tecnologia (inverter o meno) rappresentano i principali elementi nella stima dei costi. Un modello split da 12.000 BTU in classe A+++, ad esempio, consuma tra 0,4 e 0,7 kWh all'ora, mentre modelli datati possono arrivare a oltre 1,2 kWh/h. Su base giornaliera, il consumo per un utilizzo prolungato può variare da circa 10 a oltre 25 kWh. Considerando una tariffa elettrica media di 0,30 €/kWh, la spesa giornaliera oscilla fra 3 e 7,5 euro, che su scala mensile può superare i 200 euro solo per un climatizzatore:

Tipologia Condizionatore

Consumo Orario (kWh)

Costo Orario Stimato (€)

Inverter A+++

0,4–0,7

0,12–0,21

Split standard

0,9–1,2

0,27–0,36

Portatile

1,0–1,5

0,30–0,45

Multisplit (2 unità)

1,2–1,8

0,36–0,54

Non bisogna però confondere i dati teorici con la pratica: i dispositivi inverter modulano il funzionamento e in realtà non lavorano sempre alla massima potenza. Un condizionatore acceso tutto il giorno, infatti, alterna fasi di raffreddamento intenso e standby. Nelle case ben isolate, il consumo reale può essere inferiore del 20-30% rispetto ai calcoli lineari.

Resta inteso che lasciare il condizionatore acceso senza una reale esigenza di comfort comporta uno spreco e un inutile logoramento dell'impianto. Nei periodi di assenza (vacanze, lavoro fuori casa) è consigliato ridurre la temperatura o gestire l'accensione con sistemi programmabili.

Impostazioni intelligenti per risparmiare con il condizionatore

Per ridurre i consumi del climatizzatore senza sacrificare benessere e salute, è strategico sfruttare tutte le impostazioni che la tecnologia mette a disposizione.

Il settaggio della temperatura riveste un ruolo chiave: mantenere il valore tra 24°C e 26°C permette di bilanciare comfort e ridurre gli sprechi. La normativa vigente per gli edifici pubblici e molte aziende vieta valori inferiori proprio per motivi di efficienza. Ogni grado in meno rispetto ai 26°C aumenta i consumi anche del 7–8%.

La modalità Sleep o notte abbassa progressivamente la potenza e regola il flusso d'aria per evitare abbassamenti eccessivi della temperatura durante il riposo, con una sensibile riduzione della spesa energetica che può arrivare anche al 20% rispetto all'uso continuo in modalità classica.

Tra le funzioni spesso sottovalutate, timer e programmazione consentono di sfruttare il raffrescamento solo quando serve realmente: accensione anticipata prima del rientro in casa, spegnimento nelle fasce notturne o quando l'ambiente ha raggiunto temperature stabili.

Un'altra strategia smart riguarda la scelta della modalità di funzionamento: Cool durante il picco di caldo, Dry quando l'umidità è elevata e l'aria sembra pesante, e Eco o Energy Saving per mantenere livelli minimi di consumo con comfort diffuso:

  • Le alette orientabili vanno direzionate verso l'alto per favorire la corretta circolazione dell'aria fredda ed evitare fastidiose correnti dirette sulle persone;
  • Pulizia costante dei filtri per mantenere l'efficienza e la qualità dell'aria interna al massimo;
  • Utilizzo di sistemi smart (WiFi, domotica) che permettono di gestire da remoto l'accensione e regolare la temperatura anche fuori casa.
Queste scelte, abbinate a piccoli accorgimenti nell'uso quotidiano, permettono di risparmiare notevolmente nell'arco della stagione estiva e prolungano la durata dell'impianto.

Vantaggi, limiti e fattori da considerare nella scelta

La scelta della modalità di utilizzo non può prescindere da un'analisi attenta dei pro e contro in relazione a contesto abitativo, abitudini e tecnologia installata. Quali sono allora gli elementi di valutazione più rilevanti?

  • Isolamento dell'edificio: Un ambiente ben coibentato consente di mantenere la temperatura stabile anche con accensioni brevi, limitando le dispersioni termiche. Al contrario, in abitazioni con serramenti datati o pareti sottili, accensioni saltuarie costringono l'impianto a lavorare molto più intensamente, spesso senza riuscire a raggiungere o mantenere il comfort desiderato.
  • Tipologia di condizionatore: I modelli inverter moderni sono costruiti per gestire variazioni di potenza, limitando i consumi anche a regimi parziali. I dispositivi più vecchi, invece, sono inefficienti nelle accensioni-ripartenze ripetute.
  • Orari e stili di vita: Chi trascorre molte ore fuori casa può concentrare l'accensione con timer; al contrario, presenza domestica prolungata predilige una regolazione costante ma moderata.
  • Umidità e clima locale: In presenza di alta umidità, il benessere dipende tanto dal livello di deumidificazione quanto dalla temperatura. Scegliere la funzione Dry quando serve migliora l'efficacia della climatizzazione e riduce i consumi.
Tra i vantaggi dell'accensione continua con inverter spiccano la stabilità del microclima e la riduzione di picchi energetici, mentre il limite principale resta l'aumento delle ore di attività. Per gli apparecchi meno efficienti, meglio puntare su accensioni mirate grazie a programmatori e funzioni smart.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...