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Cosa è stato detto nell'incontro di ieri sul rinnovo ccnl Sicurezza e Difesa 2025-2027: punto situazione e prossimi passi

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

L'incontro sul rinnovo del CCNL Sicurezza e Difesa 2025-2027 ha acceso il confronto tra le parti, tra tensioni, novità sugli aumenti e richieste sindacali, delineando scenari e prossimi passaggi chiave per il comparto.

Urgenza crescente e grandi aspettative accompagnano il confronto sindacale per il nuovo CCNL delle Forze dell’Ordine e della Difesa. Con il nodo degli aumenti salariali e delle indennità ancora irrisolto, il clima fra rappresentanze e Governo appare teso come non mai: da settimane si rincorrono proteste, scioperi annunciati e la richiesta di una svolta concreta, non più solo promesse.

Le novità presentate nel più recente tavolo negoziale hanno riacceso il dibattito: sono stati mostrati dati sulle proposte di incremento stipendiale e le nuove bozze economiche, lasciando molti dubbi sull’effettiva copertura delle esigenze degli operatori del comparto. Il rischio, rilevato da più sindacati. è di replicare gli "errori del passato", finendo con il produrre un contratto incapace di proteggere realmente il reddito e la dignità lavorativa di chi opera nella sicurezza.

Dal rinnovo del CCNL delle Forze dell'Ordine dipendono non solo i salari, ma anche la qualità della vita lavorativa e la funzionalità dell’intero comparto. L’esame delle tabelle sugli aumenti, la bozza di articolato presentata e le contestazioni sollevate impongono una lettura precisa e attenta delle cifre, delle voci di spesa e delle mancanze che il tavolo sindacale rivendica pubblicamente. Le informazioni qui trattate, raccolte direttamente dalle fonti ufficiali e dalle principali rappresentanze, illustrano dinamiche negoziali decisive per il futuro di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori della sicurezza.

Cosa è emerso dall’incontro: dettagli tecnici sugli aumenti, controversie e richieste sindacali

L’appuntamento negoziale ha avuto come fulcro la presentazione di nuove tabelle economiche, con la promessa di incrementi che, secondo le stime trasmesse dal Dipartimento della Funzione Pubblica, garantiranno un aumento medio lordo mensile di circa 61 euro per il 2025, 121 euro per il 2026 e 182 euro per il 2027. Accanto agli incrementi, si prevedono arretrati medi pro capite, sempre lordi, per un totale di circa 2.357,61 euro per il biennio 2025-2026. Per la prima volta, una quota aggiuntiva delle risorse viene destinata a rafforzare la parte fissa dello stipendio, rispondendo così a una delle rivendicazioni più insistite dai sindacati.

La tabella qui sotto sintetizza gli aumenti indicati:

Anno Aumento medio lordo mensile Arretrati medi (pro capite)
2025 61 €  
2026 121 €  
2027 182 € 2.357,61 € (2025-2026)

Per quanto riguarda il personale in posizione di agente/appuntato, il beneficio netto previsto a regime si attesta attorno ai 100 euro mensili, un dato che tuttavia viene accolto con freddezza dalle parti sindacali, che evidenziano come tal cifra, pur rappresentando un segnale positivo, resti lontana dalle reali necessità di recupero del potere d’acquisto rispetto all’andamento dell’inflazione.

Altro nodo critico riguarda la valorizzazione delle indennità accessorie (straordinari, missioni, buoni pasto), che restano, anche con la nuova bozza di rinnovo contrattuale, non sufficientemente finanziate e spesso liquidate con notevoli ritardi (fino a 15 mesi in alcuni casi). Una contingenza che contribuisce a esasperare la tensione sociale, soprattutto dopo il recente sciopero promosso dalla UIL FP Vigili del Fuoco e le continue proteste del personale in divisa.

Le posizioni espresse dai principali sindacati sono state nette:

  • Pressante richiesta di un finanziamento mirato per la specificità delle funzioni svolte nel comparto Sicurezza e Difesa, con potenziamento delle voci come indennità, buoni pasto e retribuzione straordinari. 
  • Richiesta di indicizzazione puntuale della remunerazione del lavoro straordinario, anche rivedendo i tetti orari massimi, al fine di evitare il consueto sovraccarico di lavoro sottopagato e la perpetuazione dell’arretrato.
  • Domanda di un confronto sulla previdenza dedicata, in linea con quanto già esistente per altri corpi assimilabili, e implementazione di misure perequative.
  • Necessità di recepire le ultime sentenze giurisprudenziali che sanciscono il diritto alle indennità continuative anche durante i periodi di congedo.
  • Introduzione di una clausola di salvaguardia contro l’inflazione per garantire meccanismi automatici di recupero del potere d’acquisto sulle future annualità.
La distanza rispetto alle posizioni del Governo resta significativa: qualche apertura formale si è registrata, come una possibile rimodulazione delle risorse interne tra diverse forze di polizia e una maggiore attenzione alle fasce più penalizzate dalla recente riforma dei ruoli. Tuttavia la sostanza degli incrementi e delle tutele appare ancora insoddisfacente se rapportata ai tassi inflattivi reali e ai crescenti carichi di lavoro, aggravati dal costante turnover al ribasso e dalla carenza negli organici.

Gli errori più frequentemente contestati nel corso della trattativa sono stati:

  • Mancato adeguamento rapido e strutturale delle indennità accessorie rispetto ai ritmi inflazionistici;
  • Insufficiente coinvolgimento delle delegate sindacali nelle prime fasi di definizione delle risorse (contravvenendo a quanto richiesto dalle norme sul dialogo sociale);
  • Persistenza di ritardi nei pagamenti e negli arretrati fino a 15 mesi;
  • Tutela non soddisfacente dei ruoli intermedi e delle figure specialistiche, in particolare fra Vigili del Fuoco;
  • Carenza di misure concrete per il disagio abitativo degli operatori fuori sede;
  • Inefficienze nella gestione delle procedure di mobilità interna (trasferimenti e graduatorie per le qualifiche di base);
  • Poca chiarezza sulle risorse disponibili per la previdenza dedicata.
Tecnica e analisi dei dati mostrano che l’incremento previsto andrà a coprire solo una frazione, molto ridotta, dell’inflazione accumulata fra il 2022 e il 2025, con la conseguenza pratica di una riduzione netta del potere d’acquisto reale delle retribuzioni nonostante l’aumento nominale. Una criticità segnalata con forza soprattutto da chi opera nei grandi centri urbani, dove il rincaro del costo della vita accentua ulteriormente la forbice tra stipendio effettivo e bisogni reali.

La trattativa ha evidenziato una profonda distanza fra le aspettative dei lavoratori e le proposte governative, con margini di miglioramento quasi nulli rispetto alle richieste sindacali più incisive. La parte normativa, inoltre, resta ancora ai margini della discussione, lasciando aperti quesiti sui tempi e le modalità di attuazione delle nuove tutele richieste.

Prossimi passi: il calendario delle tappe negoziali e le prospettive per il comparto

Con la chiusura degli incontri tecnici del 24 e 25 giugno, il calendario negoziale prevede una nuova serie di appuntamenti destinati a scandire la futura evoluzione della trattativa per la definizione del rinnovo contrattuale. La programmazione formale delle sedute consente di monitorare i margini di revisione delle bozze economiche e delle tutele invocate dalle diverse rappresentanze di categoria.

Il quadro delle prossime tappe confermate – secondo la convocazione della Funzione Pubblica:

  • 24 giugno ore 10:30: tavolo tecnico per le Forze di Polizia ad ordinamento civile
  • 25 giugno ore 10:00: sessione riservata alle Forze Armate
  • 25 giugno ore 15:30: incontro tecnico per le Forze di Polizia ad ordinamento militare.
Al termine di questi appuntamenti seguirà un aggiornamento del tavolo centrale per la definizione delle risorse definitive e delle modifiche normative eventualmente concordate. I diversi segmenti del comparto sono in attesa di risposte concrete e nuove tabelle riproporzionate sulle fasce di maggiore disagio e sui ruoli operativi intermedi. In parallelo, i sindacati proseguono nelle forme di protesta – fra scioperi, note ufficiali e manifestazioni pubbliche – per spingere il Governo a un incremento degli stanziamenti prima della firma definitiva.

Le prospettive e i temi più urgenti richiamati dalle rappresentanze sindacali:

  • Miglioramento della previdenza dedicata e rispetto degli impegni normativi già previsti per comparti assimilabili;
  • Perequazione degli aumenti fra le diverse forze, con particolare attenzione a chi ha subito penalizzazioni dal recente riordino dei ruoli;
  • Effettiva introduzione di strumenti perequativi per recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni;
  • Misure concrete per il disagio abitativo e l’alloggio del personale fuori sede;
  • Adeguata valorizzazione delle specialità (cinofili, sommozzatori, ruoli tecnici) rispetto alle crescenti responsabilità;
  • Monitoraggio costante sulle tempistiche di pagamento di straordinari, missioni e indennità;
  • Nuove procedure più trasparenti per i trasferimenti interni e l’accesso alle graduatorie dei volontari.
Un punto chiave emerso dai lavori è la necessità di evitare misure solo temporanee e di realizzare una riforma strutturale degli equilibri retributivi, così da scongiurare il ripetersi delle criticità vissute nel recente passato.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito due richieste inderogabili: la consultazione preventiva durante la stesura di leggi finanziarie, come previsto dal diritto di dialogo sociale europeo, e la rapida approvazione di tutele specifiche per le patologie da esposizione professionale, tema caro soprattutto ai Vigili del Fuoco.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...