Dopo aver sfiorato i 72mila dollari, il Bitcoin si trova al centro di una fase delicata tra influenze dei mercati globali, analisi sulle cause della correzione e prospettive future per investitori e asset digitali.
Negli ultimi giorni, il panorama delle criptovalute è stato segnato da una decisa inversione di tendenza. Il Bitcoin ha registrato una brusca discesa, portando la sua quotazione sotto la soglia dei 72mila dollari, il livello più basso da 15 mesi. Questo movimento ha sorpreso molti investitori, che fino a poche settimane fa assistevano a un mercato improntato sull’ottimismo, alimentato da aspettative di crescita e rinnovato interesse istituzionale.
La volatilità, da sempre cifra distintiva di questo asset digitale, si è accentuata in risposta alle recenti turbolenze sui mercati finanziari globali e alle incertezze economiche che si sono riflessi sulle principali piazze borsistiche.
Analisti ed esperti sottolineano come questa soglia psicologica rappresenti più di un semplice valore numerico: è il risultato di una serie di fattori macroeconomici, dinamiche legate alla tecnologia blockchain e reazioni dei mercati che, nel complesso, ridefiniscono il rapporto tra domanda e offerta nel settore degli asset digitali.
La connessione tra le oscillazioni del Bitcoin e quelle dei principali mercati finanziari internazionali si è fatta più netta nell'ultimo trimestre. Nel corso dei recenti ribassi delle borse mondiali, la valuta digitale ha mostrato una forte sensibilità ai fattori macroeconomici e alle turbolenze registrate sia a Wall Street che nelle piazze europee e asiatiche.
Emblematica è stata la reazione del Bitcoin al calo del Nasdaq e del comparto tecnologico statunitense, colpite dalle deludenti previsioni societarie di Advanced Micro Devices e dalla crescente selettività degli investitori nei confronti dei titoli legati all’intelligenza artificiale, come spiegato dagli strategist di Deutsche Bank (Jim Reid) ed Equita. Le vendite sui principali indici hanno indebolito la propensione al rischio, creando terreno fertile per movimenti speculativi anche sulle criptovalute.
L’indebolimento del dollaro statunitense, quale conseguenza delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve (alla luce dello shutdown federale e di dati macro in chiaroscuro), ha inciso ulteriormente sulle quotazioni del Bitcoin, già rese incerte dalla fase di attesa per le nuove mosse della BCE e dalla volatilità dei tassi di interesse in UE e Regno Unito. Gli esperti di Ceresio Investors hanno sottolineato come «la correlazione con l'azionario sia divenuta più marcata nelle fasi di sell-off generalizzato».
La recente caduta della regina delle criptovalute è figlia di una combinazione di fattori tecnici e fondamentali. A livello macroeconomico, il deterioramento dei dati statunitensi sul lavoro (il rapporto ADP ha indicato solo 22.000 nuove posizioni, contro attese per 45.000) e la crescente incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve hanno alimentato timori sulla tenuta della crescita e della liquidità globale. In Europa, la conferma della frenata dell’inflazione ha alimentato aspettative di tassi invariati ancora a lungo, influenzando negativamente gli asset rischiosi.
A livello di mercato, si sono accumulate una serie di dinamiche tecniche:
Le opinioni sul futuro andamento del Bitcoin si dividono tra chi prevede una ripresa e chi, invece, teme ulteriori ribassi. Secondo Jim Reid di Deutsche Bank, il 2026 si prospetta come un anno di forte differenziazione tra asset: la domanda su quale sarà l’evoluzione delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale, «non troverà risposta immediata» e la selettività degli investitori si manterrà elevata. Gli esperti di Equita sottolineano come il Bitcoin risentirà ancora delle mosse delle Banche centrali e degli indici azionari tecnologici, raccomandando cautela in vista di nuove oscillazioni legate a “shock di liquidità” e al sentiment macroeconomico.
| Analista/Istituto | Orientamento | Motivazione chiave |
| Jim Reid (Deutsche Bank) | Cauto/Neutral | Selettività su asset rischiosi e incertezza su AI |
| Equita | Prudente | Elevata volatilità e dipendenza dalle condizioni di liquidità |
| Ceresio Investors | Prudente/Ribassista | Correlazione crescente con equity, scenario ostile ad asset speculativi |
| Banca Akros | Possibile recupero medio termine | Se tassi e inflazione calano, ritorno di flussi su asset alternativi |
| Susquehanna (Chris Rolland) | Attesa | Sensibilità agli utili tech e propensione al rischio |
Le banche e i fondi di investimento restano quindi prudenti, consigliando un approccio attendista, focalizzato su una gestione attiva degli asset digitali e sulla diversificazione del portafoglio, in attesa di dati chiari sui fondamentali di settore e sulle politiche di sostegno macroeconomico.
L’attuale scenario comporta nuove sfide per chi opera sui mercati delle criptovalute. In primo luogo, la maggiore correlazione con i mercati finanziari tradizionali impone agli investitori di adottare strategie più evolute, tenendo conto delle politiche monetarie, della volatilità settoriale e delle rapide rotazioni di capitale osservate nelle ultime settimane.
Gli asset digitali evidenziano le seguenti caratteristiche in questa fase di mercato: