Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Cosa succederà ora alla Fiorentina dopo la morte di Rocco Commisso? Rilancio o vendita della società? E a chi?

di Marcello Tansini pubblicato il
Fiorentina cosa succede dopo morte Commi

La scomparsa di Rocco Commisso apre nuove incognite per la Fiorentina: tra bilanci della sua gestione, il futuro nelle mani della famiglia, possibili rilanci o vendite, restano questioni cruciali come lo stadio Franchi.

La dolorosa perdita di Rocco Commisso ha generato una scossa profonda nell’ambiente viola, lasciando i tifosi e la città di Firenze in uno stato di grande incertezza. Il patron, presidente e figura carismatica dal 2019, se n’è andato a 76 anni dopo un prolungato periodo di difficoltà di salute, ponendo la società sportiva di fronte a un bivio delicatissimo. In meno di due anni, il club ha visto la scomparsa dei suoi due principali riferimenti, Joe Barone e Rocco Commisso: la perdita congiunta di queste due personalità rischia di compromettere non solo la serenità gestionale, ma anche la continuità di un progetto sportivo iniziato con ambizioni ben chiare.

La notizia ha colpito duramente tifosi, organigramma e ambiente fiorentino, lasciando un vuoto evidentissimo sia sul piano delle strategie societarie sia sul fronte emotivo. La figura di Commisso era divenuta nel tempo sinonimo di passione e costanza; la sua presenza, anche quando fisicamente distante per motivi di salute, veniva percepita come una guida. Le sue ultime volontà, ribadite poche settimane prima della scomparsa, escludevano la vendita della società. Tuttavia le decisioni ora passano alla moglie Catherine e alla famiglia, chiamate a compiere scelte determinanti per la storia della Fiorentina.

Il bilancio della gestione Commisso: investimenti, risultati e sfide

Dal giugno 2019, quando Commisso acquisì la Fiorentina, l’impronta dello stile imprenditoriale italo-americano si è fatta sentire in ogni ambito. Sono stati investiti circa 400 milioni di euro nella squadra e nelle infrastrutture, una cifra che rappresenta una delle testimonianze più concrete del suo impegno e che posiziona la società ai vertici per investimenti tra i club non “top” della Serie A.

Uno dei pilastri del progetto Commisso è stato il Viola Park, il nuovo centro sportivo realizzato a Bagno a Ripoli con una spesa pari a oltre 120 milioni di euro. Si tratta di una cittadella calcistica unica in Italia per modernità, ampiezza e attenzione ai settori giovanili e femminili, simbolo della volontà di rilanciare il club su basi durature e solidissime. Accanto a questo gioiello infrastrutturale, si aggiungono i continui sforzi finanziari rivolti al rafforzamento della rosa: solo nell’ultima sessione estiva sono stati spesi più di 92 milioni, nel tentativo di regalare soddisfazioni ai tifosi nel periodo del centenario del club.

  • Risultati sportivi: la Fiorentina è tornata protagonista in Europa, con due finali di Conference League e una di Coppa Italia tra il 2023 e il 2024. Pur non riuscendo mai a conquistare un trofeo, il club ha vissuto serate europee di grande rilievo, ravvivando il sentimento di appartenenza della piazza.
  • Criticità e sfide: a fronte delle grandi ambizioni e delle risorse imponenti, la crescita sportiva si è spesso scontrata con la difficile realtà di una Serie A competitiva e con alcune scelte poco efficaci nella gestione tecnica e societaria, tra continui avvicendamenti in panchina (Iachini, Montella, Prandelli, Italiano, Pioli, Palladino e ora Vanoli) e la mancanza di una vera stabilità.
  • Momenti difficili: la stagione in corso ha posto la squadra in una posizione rischiosa nella parte bassa della classifica, aggravata dall’assenza fisica di Commisso e dal lutto per la scomparsa del direttore generale Joe Barone. Il club ha vissuto periodi di incertezza gestionale, mostrando quanto sia importante una guida solida e presente.
In definitiva, la gestione americana di Commisso può essere considerata una delle più impegnative e innovative degli ultimi anni in riva all’Arno. Restano le opere, i risultati e lo stimolo a proseguire su binari di sostenibilità, ma permangono anche sfide aperte che la famiglia dovrà ora affrontare senza il carisma e la determinazione di Rocco.

La famiglia Commisso e il futuro della proprietà viola

Con la scomparsa del patron, il controllo del club passa ora nella mani di Catherine Commisso e dei figli, eredi designati in grado di determinare nuove strategie e visioni per il sodalizio toscano. Secondo lo statuto sociale e la prassi consolidata nel calcio italiano, sarà la famiglia a decidere se impegnarsi direttamente nella continuità gestionale o valutare aperture verso nuove proprietà.

Le riflessioni interne sono già in corso: continuare a realizzare il sogno di Rocco rifondando un progetto a lungo termine, oppure aprirsi a ipotesi di vendita, magari a investitori internazionali, sintomo della nuova globalizzazione del calcio. La recente ufficializzazione dell’arrivo di Fabio Paratici come nuovo direttore sportivo, operativo dal 4 febbraio, rafforza le speculazioni sui due possibili binari:

  • Consolidamento della proprietà familiare, proseguendo con gli uomini già inseriti in società – dal direttore generale Ferrari all’amministratore delegato Mark Stephan – con il supporto strategico di un manager esperto come Paratici. Questa strada confermerebbe la volontà dei Commisso di dare continuità al lavoro svolto dal patron e da Barone, ponendosi come collettore tra passato e futuro.
  • Percorso verso la cessione: la presenza di Paratici stesso potrebbe anche essere letta come preludio a trattative per l’ingresso di nuovi partner. La solidità finanziaria della Fiorentina, l’assenza di debiti strutturali e la presenza di proprietà mobiliari e immobiliari di pregio la rendono appetibile per investitori, specialmente dall’estero.
Il peso delle scelte ricade soprattutto sulle spalle di Catherine Commisso, che già da tempo affiancava il marito nelle decisioni strategiche più delicate. Qualsiasi opzione sarà valutata in queste settimane ponendo come priorità la tutela dell’identità storica del club viola e il rispetto della tifoseria, profondamente legata a Firenze e ai suoi valori. Lo scenario resta aperto, in attesa dei primi atti ufficiali da parte della famiglia.

Possibili scenari: rilancio o vendita della Fiorentina?

Il cammino della società dopo la morte del proprietario si biforca fra due ipotesi distinte ma oggi entrambe plausibili. Da una parte si prospetta un rafforzamento del percorso tracciato negli ultimi anni, attraverso nuovi investimenti e ulteriore attenzione allo sviluppo del comparto sportivo e manageriale; dall’altra, non si esclude la possibilità di un cambio ai vertici tramite la cessione del club.

I segnali raccolti recentemente all’interno della società escludono per ora trattative formali per la vendita, come aveva già dichiarato lo stesso Commisso nell’ultima intervista. Tuttavia, la presenza di un’organizzazione solida ma “sotto tutela”, affidata a un organigramma profondamente rinnovato e col ritorno di figure dirigenziali di alto profilo, mantiene accesso il dibattito sui futuri equilibri.

Ecco una panoramica dei possibili sviluppi:

  • Rilancio sotto la guida familiare: se la famiglia decidesse di mantenere la proprietà, la presenza di Paratici e la solidità dei conti offrirebbero una base per costruire una nuova fase, puntando su stabilità, giovani e infrastrutture già realizzate. Resta l’incognita dell’entusiasmo necessario per dirigere una squadra in lotta nelle posizioni basse della classifica e di quanto il nuovo assetto dirigenziale saprà conquistare fiducia e consenso.
  • Ingresso di nuovi soggetti: la Fiorentina è diventata interessante per investitori internazionali, sia per bilancio che per asset immobiliari. Eventuali offerte potrebbero arrivare soprattutto dal mondo anglosassone o da fondi legati a nuove economie emergenti, interessati a una realtà in cui innovazione, radicamento territoriale e potenzialità di crescita convivono. Qualsiasi trattativa sarà comunque complessa, data la storia e la sensibilità della piazza viola.
Tempistiche e modalità saranno dettate dalla prudenza e dalla volontà della famiglia di onorare le direttive di Commisso. Al centro rimane la necessità di tutelare la passionale base di tifosi e di dare continuità a un progetto che ha già mostrato i suoi frutti in termini di visione e risultati economici.

La situazione finanziaria e infrastrutturale dopo Commisso

La condizione economica della Fiorentina si presenta attualmente tra le più solide del panorama nazionale, grazie a una gestione attenta che ha evitato l’esplosione del debito tipica di molte società rivali. Non risultano al momento pendenze con banche o creditori istituzionali, creando una base di sicurezza che pone la squadra nella condizione di poter programmare con lucidità.

A livello infrastrutturale, il club ha potuto beneficiare di progettualità concrete: il Viola Park resta il lascito più rilevante dell’era Commisso, capace di rivoluzionare l’organizzazione degli allenamenti, della formazione e della crescita del settore giovanile e femminile.

Una rapida tabella restituisce le principali voci della situazione attuale:

Parametri Situazione 2026
Cassa e liquidità Bene in attivo
Debiti verso banche Assenti
Investimenti negli ultimi 3 anni Oltre 210 milioni €
Infrastrutture Centro sportivo all’avanguardia
Situazione stadio Ristrutturazione in corso

Nel panorama della Serie A, una condizione simile è rara. Tuttavia la solidità economica non basta per risolvere completamente le incertezze future: la competitività sportiva e la gestione della transizione dipenderanno anche dalla capacità di mantenere equilibrio e doti manageriali in una congiuntura delicata come quella attuale.

Il nodo dello stadio Franchi e le altre questioni aperte

Se c’è un tema che rimane particolarmente sensibile nell’agenda viola, è quello connesso allo stadio Artemio Franchi. Il sogno di un impianto di proprietà, inseguito a lungo da Commisso, si è infranto contro ostacoli normativi, vincoli della Soprintendenza e continui rallentamenti burocratici. Oggi il Franchi è al centro di un’opera di rinnovamento voluta dal Comune, ma restano problemi irrisolti sui tempi e sulla funzionalità della struttura.

L’altra grande questione riguarda la continuità della progettazione tecnica e sportiva. Il nuovo management dovrà affrontare:

  • Definizione della futura direzione sportiva, con l’ingresso di Paratici per ridisegnare strategie e mercato.
  • Coesione fra squadra, tifoseria e istituzioni: la capacità di mantenere la piazza unita sarà uno dei fattori decisivi nell’immediato futuro.
  • Rapporti con i soggetti pubblici per la gestione delle infrastrutture cittadine, fondamentali per lo sviluppo di nuovi progetti e per l’ottimizzazione delle risorse già investite.
Il futuro della società passa dalla capacità di sciogliere questi nodi: lo stadio moderno resta uno dei desideri più accesi tra i tifosi, che sperano non venga abbandonato, mentre la transizione societaria impone scelte rapide ma responsabili per assicurare al club prospettive di crescita e stabilità.