Una Lamborghini Miura da oltre due milioni, ricostruita in un garage con una carrozzeria acquistata nel 2020 e componenti di tante auto diverse: ecco il progetto artigianale, tra spese crescenti e un obiettivo ambizioso per Natale 2026.
Raphael ha acquistato nel 2020 una carrozzeria in fibra di vetro ispirata alla Lamborghini Miura e sta costruendo attorno a essa una replica artigianale con un V6 Volkswagen, un cambio Porsche e un telaio tubolare realizzato in proprio. Nel corso del progetto, la stima della spesa è passata da 100.000 a 50.000 euro, fino a scendere sotto i 35.000. Una cifra lontana dai oltre due milioni che possono servire per una Miura originale; la vettura di Raphael avrà però meccanica, prestazioni e finiture proprie.
Il lavoro, raccontato nel garage britannico di Raphael, parte da una scelta precisa: mantenere la silhouette della sportiva di Sant’Agata Bolognese e realizzare un’auto funzionante con materiali accessibili e componenti di modelli diversi. È un progetto su misura, costruito attorno alle possibilità tecniche e al budget del proprietario. La cifra finale dipenderà anche dalle soluzioni adottate e dal livello di finitura scelto.
Fra il 1966 e il 1973 Lamborghini produsse 763 esemplari della Miura. Il numero limitato contribuisce alla rarità del modello sul mercato delle auto storiche, dove le vetture originali possono superare i due milioni di euro. Per la maggior parte degli appassionati, una cifra del genere rende l’acquisto irraggiungibile. Raphael ha preferito partire da una carrozzeria in vetroresina e ricreare le forme della Miura.
La sportiva è legata anche a una soluzione tecnica che ha segnato la storia delle auto stradali: il V12 era montato in posizione centrale e trasversale, alle spalle dell’abitacolo. Nella replica quel motore lascia il posto a un V6 Volkswagen. Cambiano così anche le prestazioni, mentre il costruttore può progettare telaio e meccanica in funzione di un obiettivo diverso: ottenere un’auto da guidare, con un aspetto che richiama la Lamborghini.
A contenere la spesa concorrono la carrozzeria in fibra di vetro, la struttura costruita da Raphael e i componenti recuperati o provenienti da modelli di grande serie. Anche il comportamento atteso sarà diverso da quello della Miura: il progetto privilegia una massa contenuta e una meccanica gestibile. L’ispirazione riguarda soprattutto la forma, mentre la parte tecnica segue un percorso autonomo.
Il progetto è cominciato nel 2020, con l’acquisto della carrozzeria in fibra di vetro. Quella forma ha dato a Raphael un punto di partenza concreto. Restava da risolvere la questione più impegnativa: trovare o realizzare una struttura compatibile con le proporzioni della Miura e in grado di ospitare motore, trasmissione e sospensioni.
All’inizio Raphael prese in considerazione una vecchia Lotus come piattaforma. In seguito valutò un telaio progettato per il V6 Volkswagen e acquistò una Porsche Boxster, che smontò per capire se fosse possibile riutilizzarne la struttura. Le dimensioni della sportiva tedesca si rivelarono difficili da accordare con la carrozzeria. L’adattamento avrebbe richiesto lavori troppo complessi.
Raphael ha quindi cambiato strada e deciso di costruire il telaio da zero. Invece di modificare una piattaforma già pronta, può così progettare una struttura dedicata. Le proporzioni esterne stabiliscono gli ingombri da rispettare; motore e trasmissione, scelti fra componenti disponibili, determinano le soluzioni per sistemare la meccanica. Il progetto prende forma intorno alla carrozzeria, senza dover seguire le misure di un’auto nata per un altro impiego.
Per disegnare il telaio Raphael ha guardato alla Ford GT40, un’altra vettura iconica di cui aveva già costruito una replica artigianale. Ha realizzato in proprio una struttura tubolare per sostenere la carrozzeria della Miura e accogliere i componenti scelti. L’esperienza con la GT40 gli ha fornito un riferimento per il lavoro, mentre la nuova macchina segue una configurazione propria.
Una struttura costruita su misura permette di rapportare gli ingombri della carrozzeria alla posizione degli organi meccanici. Richiede però un lavoro concreto e accurato: bisogna misurare, tagliare e assemblare gli elementi, lasciando spazio all’abitacolo, alle sospensioni e alla trasmissione. Rinunciare a una piattaforma donatrice riduce la dipendenza da un’auto-base, ma amplia il lavoro artigianale necessario per completare la vettura.
Il contenimento dei costi si accompagna quindi a anni di lavoro e a numerosi tentativi. Raphael recupera i componenti utilizzabili e realizza da sé le parti che non si adattano. La carrozzeria conserva la somiglianza visiva con la Miura; struttura e meccanica sono invece il risultato delle scelte fatte durante la costruzione.
Nella parte posteriore è previsto un V6 Volkswagen da circa 200-220 CV, che prenderà il posto del V12 Lamborghini. Il motore sarà abbinato a un cambio manuale Porsche a cinque marce proveniente da una Boxster. La combinazione riunisce componenti di due costruttori e richiama solo in parte la configurazione della Miura, che montava un V12 centrale trasversale e un cambio manuale a cinque rapporti.
La potenza prevista è inferiore a quella delle versioni originali, ma si adatta allo scopo della replica: avere una vettura utilizzabile, con una meccanica moderna e reperibile, sotto una carrozzeria ispirata a una delle forme più celebri dell’automobilismo italiano. Il progetto si concentra sul funzionamento dell’insieme, non sulla riproduzione delle prestazioni della supercar storica.
Il peso stimato è compreso fra una e 1,1 tonnellate. Con una massa di questo tipo, i circa 200-220 CV previsti dovrebbero permettere di guidare la vettura senza inseguire i numeri della Miura originale. Raphael punta prima a far funzionare motore, trasmissione e resto della meccanica; le finiture più elaborate arriveranno in seguito.
La varietà dei componenti si vede anche nella lista dei pezzi recuperati. Raphael impiega elementi di vecchie Fiat, un piantone dello sterzo di una MGB, parti dei gruppi ottici di una Mazda MX-5 e componenti delle sospensioni e dell’impianto frenante di una Ford Granada. Ricorrere a ricambi di modelli diversi consente di utilizzare pezzi già disponibili, anziché cercare componenti specifici per una Miura autentica.
La carrozzeria ispirata alla Lamborghini poggia così su organi meccanici di provenienza varia. Ogni elemento deve trovare posto e funzionare insieme agli altri; il telaio realizzato su misura serve anche a coordinare gli ingombri. La costruzione richiede perciò di integrare i componenti nel progetto, uno per uno.
Fra gli elementi legati direttamente alla Miura c’è il parabrezza, che proviene proprio da quel modello. Il suo costo è indicato intorno a 1.500 sterline, una cifra rilevante per un singolo pezzo. È un esempio di quanto possa incidere la scelta di mantenere un dettaglio specifico: accanto a componenti recuperati da vetture comuni, il vetro conserva un legame diretto con l’auto originale.
Le stime economiche sono scese nel tempo: prima 100.000 euro, poi 50.000 e infine meno di 35.000. Raphael non ha fissato una cifra definitiva. L’ultimo importo resta quindi una valutazione provvisoria, mentre il confronto con una Miura da oltre due milioni dà la misura della distanza fra l’acquisto di un originale e la costruzione della replica.
Il budget dipende dal lavoro svolto in proprio, dal riutilizzo dei componenti e dal livello di accuratezza estetica. La carrozzeria in fibra di vetro e il telaio costruito da Raphael evitano l’acquisto di una Miura autentica e di una base da adattare. Le ore di lavoro e le competenze del proprietario sono una parte consistente del progetto: è soprattutto grazie al suo intervento diretto che la spesa monetaria può restare più contenuta.
Fra le parti ancora da affrontare, l’abitacolo potrebbe essere una delle più costose. Riprodurre fedelmente gli interni della Miura richiederebbe una spesa potenzialmente elevata per materiali, rivestimenti e dettagli. Raphael ha perciò lasciato le finiture dell’abitacolo in secondo piano, dando precedenza alla meccanica e alla messa in funzione dell’auto.
La tabella di marcia riflette queste priorità: completare la meccanica, avviare la vettura e passare agli interni in un secondo momento. Raphael si è dato l’obiettivo di vederla funzionante e capace di muoversi entro Natale 2026. La prima prova su strada, o comunque il primo movimento della vettura, rappresenta il traguardo fissato per quella data.
La livrea sarà nera, accompagnata da cerchi e minigonne dorati. L’abbinamento darà alla carrozzeria una personalità riconoscibile e metterà in evidenza il carattere artigianale del progetto. Anche la scelta estetica interpreta la Miura secondo le preferenze di Raphael, insieme alle decisioni prese per motore e telaio.
La costruzione offre a Raphael un modo per avvicinarsi alle forme di una vettura diventata inaccessibile, attraverso una carrozzeria in vetroresina, un telaio su misura e componenti recuperati. La stima scesa sotto i 35.000 euro convive con le spese ancora da affrontare per l’abitacolo e le finiture. Per ora, il traguardo ha una data: entro Natale 2026 la replica dovrebbe funzionare e muoversi, spinta dal V6 Volkswagen al posto del V12 Lamborghini.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...