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Crisi Realco, la soluzione e il salvataggio sembrano molto più vicini

di Marcello Tansini pubblicato il
crisi realco

La crisi che ha investito Realco trova, in base alle ultime notizie e novità trapelate, spazio in proposte concrete di salvataggio da parte di Migross e Crai, delineando nuovi scenari per l’azienda e le insegne coinvolte. Cambiano equilibri e prospettive nel territorio.

La Realco di Reggio Emilia si trova oggi ad affrontare uno dei momenti più delicati dalla sua fondazione, avvenuta oltre sessant’anni fa. La cooperativa, tra i fondatori dell’insegna storica Sigma e della centrale D.IT, ha visto scendere drasticamente i propri ricavi – passati da 340 milioni nel 2023 a 314 milioni nel 2024 – e affronta ora gravi difficoltà finanziarie, con oltre 15 milioni di euro di perdite non certificate dagli organismi di controllo. Il calo delle vendite e l'aumento dell'indebitamento, superiore a 60 milioni di euro, hanno reso necessario per la struttura avviare l’iter verso il concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna, uno strumento giuridico previsto dalla legislazione italiana per gestire situazioni di insolvenza senza procedere a fallimento.

La perdita di centralità del gruppo nella distribuzione regionale è stata accompagnata da dimissioni all’interno del consiglio di amministrazione e da una riorganizzazione forzata. La principale preoccupazione riguarda la stabilità della rete di circa 120 punti vendita con le insegne Sigma, Ecu e Economy, diffuse tra Emilia-Romagna e regioni limitrofe. L'incertezza ha anche sollevato timori tra lavoratori, fornitori e comunità locali, che dalla solidità di questa realtà dipendono.

Nonostante il contesto sia segnato da criticità sia economiche che organizzative, il marchio coinvolto ha ribadito la prosecuzione delle attività, rassicurando affiliati e clienti. Si parla però, nelle comunicazioni interne, di un piano industriale basato su aggregazione e nuove alleanze, tramite l'intervento di aziende solide del comparto, per rilanciare l’azienda e garantire continuità alla filiera distributiva e ai rapporti costruiti nel tempo sul territorio.

Le proposte di salvataggio: Migross, Crai e le strategie di rilancio

Alla luce delle fortune alterne vissute dal gruppo reggiano, negli ultimi giorni si sono susseguiti colloqui e presentazioni di candidati interessati all’acquisizione. La proposta presentata da Migross rappresenta il primo passo ufficiale nella ricerca di un nuovo proprietario in grado di assicurare stabilità e una strategia di rilancio solida. Migross, realtà con sede in Veneto, è attiva dal 1974 e oggi gestisce più di 100 supermercati – tra proprietà e affiliati – insieme a otto magazzini cash & carry. Il gruppo ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 710 milioni di euro e un utile prossimo ai 28 milioni, godendo di una posizione di rilievo anche grazie alla partecipazione nel gruppo VéGé e alla presenza come socio fondatore di Eurospin.

La strategia prospettata da Migross, illustrata ai soci a fine gennaio, mira a integrare tutta la rete della cooperativa, con particolare interesse verso i discount Ecu. Una delle ipotesi più concrete prevede la sostituzione dell’insegna Sigma, segno di una volontà di rinnovamento distributivo orientato su format più performanti e su una logistica efficiente. L’azienda veneta offre anche una certa solidità patrimoniale, considerata positiva in riferimento all’assorbimento di parte dei dipendenti e alla salvaguardia di attività strategiche come il magazzino su via Pertini, a Reggio Emilia.

Parallelamente, un’altra importante player della grande distribuzione, la cooperativa nazionale Crai, ha manifestato un interesse diverso ma altrettanto significativo. La filosofia d’impresa di Crai, centrata su negozi autonomi federati sotto una regia strategica comune, offrirebbe alla cooperativa reggiana l’ingresso in un modello di gestione caratterizzato da prossimità, attenzione al territorio e valorizzazione delle relazioni locali. Il presidente Giangiacomo Ibba ha sottolineato l’intenzione di trasformare l’attuale realtà in una società di capitali integrata nella propria rete, con l’obiettivo di mantenere operativo il polo logistico esistente, rafforzando il marchio Ecu e ricollocando la gamma dei prodotti sui binari delle insegne promosse dalla centrale milanese, tra cui Crai stessa.

Le due proposte, seppur differenti nella visione e nella struttura, convergerebbero nell’obiettivo di risanare i conti, tutelare l’occupazione e ridefinire i rapporti con i fornitori. Difatti, la situazione debitoria e la progressiva perdita di competitività, a fronte di una concorrenza sempre più serrata, richiedono un’azione immediata, strutturata e sostenibile. Sia Migross che Crai godono di larga credibilità nel settore, testimoniata dal fatturato in crescita e da una rete capillare di negozi e relazioni, elementi chiave per rassicurare stakeholder e comunità locali sulla validità delle prospettive di rilancio.

Nell’analisi delle strategie presentate, si aggiunge il tentativo della centrale D.IT di portare avanti una soluzione “intra sistema”, coinvolgendo anche altri soci fondatori e Consorzio Europa. In quest’ottica, l’opzione di rilancio interno vuole garantire la continuità dell’insegna Sigma, forte di una tradizione consolidata in Emilia-Romagna. Questa prospettiva, illustrata dal direttore commerciale Alessandro Camattari, si basa sulla valorizzazione dei rapporti costruiti con i dettaglianti e sulla ricerca di soluzioni capaci di mantenere vivo il presidio di prossimità, elemento distintivo del sistema distributivo locale.

Da quanto emerso, la scelta tra acquisizione esterna e rilancio tramite federazione dipenderà non solo dai termini finanziari offerti, ma anche dalla capacità di garantire continuità amministrativa, di tutelare le relazioni storiche e di promuovere un modello di distribuzione sostenibile ed inclusivo.

Proponente Strategia proposta Impatto previsto
Migross Acquisizione completa rete, focus Ecu Possibile sostituzione Sigma, potenziamento logistica e formato discount
Crai Ingresso modello federato, società di capitali Mantenimento magazzino, integrazione dipendenti, valorizzazione territorio
D.IT/Consorzio Europa Soluzione intra sistema, continuità Sigma Rilancio e tutela relazioni con imprenditori locali, presidio prossimità

Scenari futuri per Realco e l’impatto sulle insegne e sul territorio

L’evolversi della situazione apre a scenari diversificati per i punti vendita, i dipendenti e le realtà fornitrici collegate alla cooperativa reggiana. Una eventuale acquisizione di Migross comporterebbe una profonda riorganizzazione della rete, con probabile ridefinizione degli assetti logistici e una maggiore uniformità nei format distributivi. L’investimento nell’insegna Ecu potrebbe rafforzare la posizione nel segmento discount locale, mentre il possibile ridimensionamento o addirittura la scomparsa del marchio Sigma sul territorio costituirebbe una significativa cesura rispetto al passato. Questo elemento rischia di intaccare il patrimonio relazionale consolidato negli anni con imprenditori e comunità.

Qualora dovesse prevalere la soluzione proposta da Crai, l’orientamento sarebbe verso una progressiva integrazione dei negozi nella struttura federata nazionale, generando opportunità di crescita per i punti vendita autonomi e la possibilità di valorizzare la presenza logistica a Reggio Emilia. Si tratterebbe di un passaggio che potrebbe preservare una fetta significativa degli attuali livelli occupazionali e garantire la continuità del presidio distributivo nell’area emiliana, pur con una nuova insegna di riferimento. In entrambi i casi, la prospettiva si fonda sulla tutela del lavoro e sul coinvolgimento dei territori nelle nuove strategie gestionali.

Un ulteriore scenario, promosso dalla centrale D.IT, prevede un rilancio interno che dia nuova linfa all’insegna Sigma. Questa soluzione valorizzerebbe i rapporti storici tra la cooperativa ed i piccoli imprenditori della distribuzione di prossimità, mantenendo sul territorio il know-how maturato in decenni di attività. Tuttavia, la riuscita di tale piano dipenderà dalla disponibilità di risorse per il risanamento e dalla capacità di aggregare nuovi capitali senza disperdere patrimonio valoriale e relazionale.

La situazione sociale e occupazionale rappresenta un nodo centrale: le centinaia di lavoratori direttamente coinvolti, assieme all’indotto di fornitori e collaboratori, guardano con attenzione alle decisioni dei prossimi mesi. La garanzia della continuità aziendale e del mantenimento dei livelli di servizio dipenderà dalla stabilità finanziaria e dalla capacità del nuovo management di riaffermare la fiducia nei mercati di riferimento. Rimane infine la questione della tutela dell’identità territoriale delle insegne, un valore intangibile ma essenziale per la percezione di affidabilità da parte dei clienti.

La normativa vigente sul concordato preventivo, enunciata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), offre strumenti per la salvaguardia dell’attività e la ricerca di soluzioni in grado di contemperare le esigenze dei creditori e quelle della continuità aziendale. In questo quadro, il futuro della cooperativa sarà fortemente influenzato dalla qualità del piano industriale presentato, dalla trasparenza nelle trattative e dall’efficacia della governance che andrà a consolidarsi. Il settore della grande distribuzione, sempre più competitivo, richiederà inoltre adattamenti strategici costanti e la capacità di coesistere con le grandi realtà internazionali.