Due nuove leggi fiscali promettono cambiamenti significativi: dalla sanatoria su IMU, TARI e multe locali, alle distinzioni tra rottamazione locale e nazionale, passando per chi può accedere, regole, rischi ed errori da evitare.
Dopo la mancata proroga della rottamazione quinquies, la riapertura della rottamazione quater e l'approvazione in molti Comuni e regioni della rottamazione imu, tari e tributi locali, si va verso novità di pace e sanatorie con il nuovo Decreto Fiscale 2026.
È stata recentemente avallata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze l’ipotesi di estendere il meccanismo delle rottamazioni nazionali anche ai tributi decisi su base locale, coinvolgendo IMU, TARI, il bollo auto e sanzioni del Codice della Strada su scala comunale e regionale. La proposta, al vaglio della Commissione Bilancio del Senato, si pone l’obiettivo di sanare in modo sistematico quelle pendenze che finora erano rimaste ai margini delle grandi sanatorie, in risposta alle richieste di una platea vastissima di contribuenti rimasti esclusi finora dalle occasioni nazionali.
Un quadro normativo troppo frammentario ha determinato confusione e disparità territoriali. Gli strumenti messi a disposizione dalle precedenti leggi di bilancio non hanno infatti garantito la stessa efficienza su tutti i fronti della riscossione. La nuova tornata mira ora a colmare il vuoto lasciato dalla rottamazione quinquies dello Stato e a offrire standard procedurali unificati, meno complicazioni burocratiche per cittadini ed enti e maggiore certezza nei rapporti con il Fisco locale.
La decisione definitiva è attesa entro la fine di maggio. Seguire con attenzione la procedura è decisivo per cogliere tutte le opportunità offerte dalla nuova pace fiscale e non farsi trovare impreparati di fronte alle opzioni che i Comuni metteranno a disposizione per risolvere le vecchie pendenze.
La definizione agevolata delle cartelle esattoriali affidate tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 conosce oggi una nuova evoluzione: per la prima volta riguarda, in modo coordinato, anche IMU, TARI e collezioni di multe ancora insolute presso i Comuni. La proposta normativa prevede che i soggetti interessati possano estinguere i propri debiti versando solo il capitale dovuto, azzerando sanzioni, interessi moratori e aggi di riscossione. Restano da coprire spese di notifica e contributi amministrativi minimi, quantificati in alcuni casi tra 2 e 4 euro a pratica.
L’obiettivo dichiarato con il Decreto Fiscale 2026 a favore dei cittadini dell’estensione è eliminare la frammentazione attuale, che ha prodotto micro-sanatorie confuse, regolamenti differenziati tra ente ed ente e, in molti casi, un disincentivo all’adesione per la complessità procedurale. L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha spinto per trasferire la gestione della riscossione in capo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, demandando però la scelta politica dell’adesione a ciascun ente territoriale. Ogni Comune e Regione potranno infatti deliberare se partecipare e su quali tipologie di crediti, comunicando la scelta improrogabilmente entro settembre.
Tra le principali differenze rispetto alla rottamazione nazionale, emergono:
Il principio della misura si basa su tre pilastri:
L’estensione della rottamazione locale mira a eliminare la discriminazione tra chi riesce a saldare tempestivamente e chi, pur volendo, finisce fuori limite per ritardi formali o carenze informative.
La nuova disciplina, se confermata dal Parlamento, riguarderà chiunque abbia in corso cartelle esattoriali relative a IMU, TARI, multe locali, bollo auto regionale, canoni pubblicitari, imposta di soggiorno e altri tributi locali, a condizione che i debiti siano stati trasmessi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo 2000-2023.
Sono inclusi anche i debiti relativi a condoni precedenti decaduti, purché rientranti nell’arco temporale e sempre secondo scelte degli enti. Le somme già oggetto di piani rateali ordinari possono essere ricomprese nella rottamazione, sospendendo la rateizzazione ordinaria e optando per la definizione agevolata (con scadenze e tassi più agevoli).
| Debiti e tributi coperti | Possibilità di inclusione nella nuova sanatoria |
| IMU (Imposta Municipale Unica) | Sì, se il Comune aderisce |
| TARI (Tassa sui Rifiuti) | Sì, se il Comune aderisce |
| Bollo auto regionale | Solo su decisione della Regione |
| Multe Codice della Strada | Sì, incluse se affidate alla riscossione |
| Imposta di soggiorno, pubblicità, canoni unici patrimoniali | Sì, se deliberati dall’ente |
| Altre addizionali e canoni regionali | Se previsti nelle delibere |
Attenzione a non confondere la rateizzazione ordinaria con la definizione agevolata: la prima non consente sconti su sanzioni e interessi, la seconda sì, ma richiede domanda tempestiva e rispetto rigoroso delle scadenze concordate.
Strategie operative raccomandate dagli esperti:
In discussione nel nuovo Decreto Fiscale anche l'estensione della rottamazione quinquies agli accertati e alle cartelle dei Comuni e dalle Casse di previdenza e la possibilità anche per la quinquies di avere i 5 giorni di tolleranza sulla scadenza delle rate.
Si tratta di una nuova proposta che punta trasformare la riscossione in una possibilità permanente per contribuenti, autonomi e piccole imprese che non riescono in maniera regolare a ripagare i propri debiti, in modo da agevolare loro ma anche lo Stato che comunque riuscirebbe a incassare somme che altrmenti andrebbero perse.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...