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Decreto Fiscale: avanzano 2 leggi per la pace fiscale e sanatoria che vanno oltre una rottamazione una tantum

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Due nuove leggi fiscali promettono cambiamenti significativi: dalla sanatoria su IMU, TARI e multe locali, alle distinzioni tra rottamazione locale e nazionale, passando per chi può accedere, regole, rischi ed errori da evitare.

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Dopo la mancata proroga della rottamazione quinquies, la riapertura della rottamazione quater e l'approvazione in molti Comuni e regioni della rottamazione imu, tari e tributi locali, si va verso novità di pace e sanatorie con il nuovo Decreto Fiscale 2026.

È stata recentemente avallata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze l’ipotesi di estendere il meccanismo delle rottamazioni nazionali anche ai tributi decisi su base locale, coinvolgendo IMU, TARI, il bollo auto e sanzioni del Codice della Strada su scala comunale e regionale. La proposta, al vaglio della Commissione Bilancio del Senato, si pone l’obiettivo di sanare in modo sistematico quelle pendenze che finora erano rimaste ai margini delle grandi sanatorie, in risposta alle richieste di una platea vastissima di contribuenti rimasti esclusi finora dalle occasioni nazionali.

Un quadro normativo troppo frammentario ha determinato confusione e disparità territoriali. Gli strumenti messi a disposizione dalle precedenti leggi di bilancio non hanno infatti garantito la stessa efficienza su tutti i fronti della riscossione. La nuova tornata mira ora a colmare il vuoto lasciato dalla rottamazione quinquies dello Stato e a offrire standard procedurali unificati, meno complicazioni burocratiche per cittadini ed enti e maggiore certezza nei rapporti con il Fisco locale.

La decisione definitiva è attesa entro la fine di maggio. Seguire con attenzione la procedura è decisivo per cogliere tutte le opportunità offerte dalla nuova pace fiscale e non farsi trovare impreparati di fronte alle opzioni che i Comuni metteranno a disposizione per risolvere le vecchie pendenze.

Come funziona la nuova sanatoria: estensione, regole e differenze tra rottamazione locale e nazionale

La definizione agevolata delle cartelle esattoriali affidate tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 conosce oggi una nuova evoluzione: per la prima volta riguarda, in modo coordinato, anche IMU, TARI e collezioni di multe ancora insolute presso i Comuni. La proposta normativa prevede che i soggetti interessati possano estinguere i propri debiti versando solo il capitale dovuto, azzerando sanzioni, interessi moratori e aggi di riscossione. Restano da coprire spese di notifica e contributi amministrativi minimi, quantificati in alcuni casi tra 2 e 4 euro a pratica.

L’obiettivo dichiarato con il Decreto Fiscale 2026 a favore dei cittadini dell’estensione è eliminare la frammentazione attuale, che ha prodotto micro-sanatorie confuse, regolamenti differenziati tra ente ed ente e, in molti casi, un disincentivo all’adesione per la complessità procedurale. L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha spinto per trasferire la gestione della riscossione in capo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, demandando però la scelta politica dell’adesione a ciascun ente territoriale. Ogni Comune e Regione potranno infatti deliberare se partecipare e su quali tipologie di crediti, comunicando la scelta improrogabilmente entro settembre.

Tra le principali differenze rispetto alla rottamazione nazionale, emergono:

  • Perimetro temporale e oggettivo: come nelle quater e quinquies, la finestra riguarda esclusivamente gli importi affidati alla riscossione nell’intervallo 2000-2023. Tuttavia, è allargata a tributi come imposta immobiliare (IMU), tassa sui rifiuti (TARI), imposta di soggiorno e pubblicità, canoni per occupazione di suolo pubblico, tasse automobilistiche regionali e multe locali.
  • Gestione dell’adesione: mentre la rottamazione nazionale è automatica per chi presenta domanda e per carichi dello Stato, la nuova sanatoria lascia autonomia agli enti locali, con margini di disparità tra territori a seconda della salute dei bilanci comunali o regionali.
  • Piano di pagamento: anche in questo caso, è proposta una rateizzazione lunga fino a 54 rate bimestrali (di durata massima di 9 anni), replicando la soluzione nazionale e mantenendo una rata minima di circa 100 euro. Gli interessi sulle rate potranno essere applicati solo dal 1° agosto successivo alla prima scadenza e sono posizionati al 3% annuo.
  • Debiti inclusi: la tipologia delle cartelle coinvolte risulta molto ampia. Nei casi di riscossione diretta da parte dei Comuni con ingiunzioni fiscali, le modalità saranno stabilite con regolamenti ad hoc nell'ambito delle delibere locali.
Secondo i dati del MEF, sono milioni le pratiche potenzialmente sanabili, per centinaia di milioni di euro complessivi. Si tratta di vecchi debiti che spesso gravano su cittadini e imprese a causa di sanzioni e more maturate negli anni, alcune di difficile riscossione e ormai scarsamente recuperabili in via tradizionale.

Il principio della misura si basa su tre pilastri:

  • Incoraggiare il rientro dei morosi con uno sconto sensibile sui carichi accessori
  • Garantire afflusso alle casse locali senza nuove pesanti misure accertative
  • Premiare chi si mette in regola senza creare nuovi condoni generalizzati.
L’autonomia degli enti rimane un tema delicato: un Comune con i conti già in equilibrio potrà adottare criteri più inclusivi, mentre amministrazioni in difficoltà finanziaria potrebbero essere più restrittive.

L’estensione della rottamazione locale mira a eliminare la discriminazione tra chi riesce a saldare tempestivamente e chi, pur volendo, finisce fuori limite per ritardi formali o carenze informative.

Chi può accedere, quali debiti sono inclusi e cosa fare: strategie, rischi, errori e consigli pratici

La nuova disciplina, se confermata dal Parlamento, riguarderà chiunque abbia in corso cartelle esattoriali relative a IMU, TARI, multe locali, bollo auto regionale, canoni pubblicitari, imposta di soggiorno e altri tributi locali, a condizione che i debiti siano stati trasmessi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo 2000-2023.

Sono inclusi anche i debiti relativi a condoni precedenti decaduti, purché rientranti nell’arco temporale e sempre secondo scelte degli enti. Le somme già oggetto di piani rateali ordinari possono essere ricomprese nella rottamazione, sospendendo la rateizzazione ordinaria e optando per la definizione agevolata (con scadenze e tassi più agevoli).

Debiti e tributi coperti Possibilità di inclusione nella nuova sanatoria
IMU (Imposta Municipale Unica) Sì, se il Comune aderisce
TARI (Tassa sui Rifiuti) Sì, se il Comune aderisce
Bollo auto regionale Solo su decisione della Regione
Multe Codice della Strada Sì, incluse se affidate alla riscossione
Imposta di soggiorno, pubblicità, canoni unici patrimoniali Sì, se deliberati dall’ente
Altre addizionali e canoni regionali Se previsti nelle delibere

Attenzione a non confondere la rateizzazione ordinaria con la definizione agevolata: la prima non consente sconti su sanzioni e interessi, la seconda sì, ma richiede domanda tempestiva e rispetto rigoroso delle scadenze concordate.

Strategie operative raccomandate dagli esperti:

  • Verificare subito la situazione cartelle nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate-Riscossione, individuando per ogni voce il tipo di tributo, l’anno di competenza e il canale di riscossione (nazionale o locale)
  • Controllare periodicamente il sito del proprio Comune o Regione, consultando delibere, avvisi istituzionali e comunicati per conoscere termini ed eventuali limitazioni operative.
  • Preparare tempestivamente le domande quando saranno disponibili i moduli di adesione, evitando di attendere l’ultimo momento: alcune amministrazioni potrebbero fissare scadenze anticipate rispetto al termine massimo di legge (fine settembre)
  • Valutare la compatibilità della nuova sanatoria locale rispetto a eventuali piani esistenti in corso. In alcuni casi, passare dalla rateizzazione alla soluzione agevolata può consentire un risparmio consistente sugli accessori.
  • Predisporre un piano di pagamento realistico e sostenibile, sfruttando la possibilità di diluire l’importo residuo massimo sui nove anni previsti ma senza sottovalutare l’effetto sul budget familiare o aziendale
Errori da evitare, secondo la prassi degli ultimi anni:
  • Ignorare le differenze tra tipologie di debiti e i relativi termini di prescrizione. Ad esempio, il bollo auto ha una prescrizione triennale salvo interruzioni procedurali, a differenza di altre imposte che vantano periodi più lunghi.
  • Fare affidamento su voci di proroghe automatiche: l’esperienza insegna che ogni finestra agevolativa richiede legge propria e raramente prevede aperture retroattive
  • Presentare domande incomplete o in assenza di requisiti oggettivi: ogni discostamento dalla normativa o dai regolamenti comunali può comportare esclusioni o perdita del beneficio, con ripristino integrale delle somme dovute
  • Saltare anche una sola rata del piano agevolato: il decadimento provoca la perdita totale di ogni vantaggio, incluso sulla porzione di debito eventualmente già saldata
Le indicazioni ufficiali suggeriscono inoltre di:
  • Mantenere ordinata la documentazione sulle pendenze fiscali (estratti di ruolo, notifiche, rateazioni pregresse)
  • Prestare attenzione alle comunicazioni via PEC e raccomandata degli enti locali e del concessionario della riscossione
  • Consultare fonti aggiornate come il sito del MEF, l’ANCI e le aree informative delle amministrazioni comunali o regionali coinvolte
Possibili rischi per la platea degli interessati:
  • Plateale disparità tra territori per scelte divergenti o tempistiche non sincronizzate tra enti
  • Limitazione dell’accesso in presenza di gravi carenze documentali o per errori commessi nell’arco delle precedenti sanatorie decadute
  • Difficoltà a ottenere il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) ove residuino ruoli scaduti e non inclusi nella sanatoria
  • Ripresa delle azioni esecutive per chi non sanerà tempestivamente i carichi decaduti, con rischi di pignoramento, fermo amministrativo o iscrizione di ipoteche.
Una particolare attenzione va riservata ai contribuenti titolari di ruoli rimasti esclusi dalla rottamazione quinquies nazionale: la nuova finestra può essere la soluzione tecnica più vantaggiosa per riportare in equilibrio i rapporti con l’Erario e chiudere pendenze gravose senza attendere, spesso invano, ipotetiche riaperture future. I più avveduti stanno già predisponendo tutta la documentazione utile, monitorando passo dopo passo ogni aggiornamento legislativo e mettendo a confronto piani ordinari e opzioni straordinarie.

L'altra misura in arrivo

In discussione nel nuovo Decreto Fiscale anche l'estensione della rottamazione quinquies agli accertati e alle cartelle dei Comuni e dalle Casse di previdenza e la possibilità anche per la quinquies di avere i 5 giorni di tolleranza sulla scadenza delle rate.

Si tratta di una nuova proposta che punta trasformare la riscossione in una possibilità permanente per contribuenti, autonomi e piccole imprese che non riescono in maniera regolare a ripagare i propri debiti, in modo da agevolare loro ma anche lo Stato che comunque riuscirebbe a incassare somme che altrmenti andrebbero perse. 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...