Denza Z sbarca in Italia puntando alle supercar di Ferrari e Lamborghini con un prezzo sorprendente. Tre motori, uno scatto bruciante e tanta tecnologia: ecco come si confronta con le rivali e a chi può convenire davvero.
La Denza Z è proposta in Italia a partire da 160.350 euro per la Coupé. Dichiara 1.604 CV e una velocità massima di 300 km/h. La supercar elettrica del marchio premium di BYD arriva anche in versione Spider e Racing: i prezzi salgono rispettivamente a 177.350 e 194.150 euro, mentre la variante da pista dichiara 350 km/h. È una soglia d’ingresso elevata per un’automobile, ma il confronto con molte sportive europee di fascia alta mette in luce una combinazione particolare di potenza e dotazioni.
Con la Z, Denza entra nel segmento delle supercar ad alte prestazioni. BYD, il gruppo automobilistico cinese proprietario del marchio, punta a rafforzare la propria immagine premium anche attraverso una vettura di nicchia, pensata per affiancare i modelli di lusso già presenti in Europa. Il riferimento a Ferrari, Lamborghini e Porsche riguarda la fascia di mercato e le prestazioni: la Z propone numeri da hypercar a un prezzo d’acquisto più contenuto rispetto a molte alternative con motore termico.
Il dato che colpisce subito è la potenza: 1.180 kW, pari a 1.604 CV, e 1.240 Nm di coppia, forniti da tre motori elettrici. Uno è montato all’anteriore, gli altri due al posteriore; insieme alimentano la trazione integrale. La risposta immediata dei propulsori e la gestione indipendente della coppia sulle ruote posteriori sono al centro del comportamento promesso dalla Z. Le accelerazioni da vettura estrema arrivano così senza un motore a benzina.
Per valutare il confronto con le sportive italiane e tedesche, però, la potenza è soltanto una parte del quadro. Ferrari, Lamborghini e Porsche vendono anche il peso della storia, il suono dei motori, la tradizione tecnica e il valore simbolico dei rispettivi marchi. La Denza segue una strada diversa: prestazioni elettriche elevate, abitacolo a quattro posti in configurazione 2+2 e una dotazione tecnologica ampia. Il prezzo resta impegnativo, ma può risultare più accessibile di quello di diverse supercar con accelerazione e velocità paragonabili.
Il listino italiano comprende tre versioni, con caratteristiche e posizionamento distinti. La Coupé apre la gamma; la Spider aggiunge la capote in tela; la Racing adotta un’impostazione più orientata all’uso in pista. I prezzi sono 160.350 euro per la Coupé, 177.350 euro per la Spider e 194.150 euro per la Racing.
Chiamarla “low cost” ha senso solo in termini relativi: nessuna Denza Z è economica nell’accezione comune. Il divario emerge guardando alle supercar europee di prestazioni e fascia simili, i cui prezzi possono salire sensibilmente in base al modello, alla configurazione e agli optional. Per confrontare i listini occorre considerare versioni comparabili e prezzi italiani aggiornati, tenendo conto degli accessori scelti. La Z Racing, per esempio, ha un’impostazione più specialistica e contenuti aerodinamici dedicati rispetto a una coupé stradale standard.
Il prezzo della Denza parte da una soglia che può interessare chi cerca accelerazioni da hypercar e una carrozzeria sportiva. Ma per fare i conti entrano in gioco anche la tenuta del valore, la rete di assistenza, i costi assicurativi e di gestione e la reputazione del costruttore nel mercato delle auto da collezione. La Z punta soprattutto su prestazioni e tecnologia per euro; la tradizione sportiva del marchio, invece, è ancora da costruire.
Le tre cifre del listino rendono chiaro il salto di prezzo fra gli allestimenti. Per la Spider servono 17.000 euro in più rispetto alla Coupé, mentre la Racing costa 33.800 euro oltre la versione chiusa d’ingresso. La differenza riflette la carrozzeria e i contenuti specifici di ciascuna variante; la potenza dichiarata resta quella del powertrain previsto per la gamma.
Da ferma a 100 km/h, la Denza Z Coupé impiega 2,25 secondi; la velocità massima dichiarata è di 300 km/h. Sono valori riferiti alla versione di serie, nella fascia delle auto più rapide. Le prestazioni effettive cambiano con l’aderenza, la temperatura e il livello di carica della batteria. La spinta elettrica è disponibile senza attendere la salita di giri tipica di un motore termico.
Per la Racing la velocità massima sale a 350 km/h. Con pneumatici semislick opzionali, la casa dichiara uno scatto da fermo a 100 km/h in meno di due secondi. Il dato riguarda questa configurazione: pneumatici, aerodinamica e assetto incidono sul comportamento della vettura, mentre le coperture da pista sono pensate per un utilizzo diverso da quello quotidiano.
La versione Racing si distingue anche per il kit aerodinamico in fibra di carbonio, che comprende elementi specifici come lo splitter anteriore e l’ala posteriore fissa. Per accogliere queste soluzioni, la carrozzeria è più lunga rispetto a quella della Coupé. Su strada, il dato della velocità massima ha soprattutto un valore tecnico; nell’uso pratico contano maggiormente la risposta in accelerazione e la gestione del telaio.
La batteria Blade di seconda generazione ha una capacità di 76 kWh. Nel ciclo WLTP l’autonomia dichiarata arriva a 410 km per la Coupé, 400 km per la Spider e 380 km per la Racing. Le differenze seguono le diverse carrozzerie e l’impostazione più prestazionale della versione da pista. Nell’uso quotidiano la percorrenza dipende anche dalla velocità, dalla temperatura esterna, dallo stile di guida e dalla frequenza delle accelerazioni intense.
Con il sistema Flash Charging, BYD dichiara una ricarica dal 10% al 97% in nove minuti. Per una batteria di questa capacità è un tempo particolarmente breve e risponde a una delle obiezioni più frequenti sulle elettriche sportive: la durata delle soste. Il risultato è legato alla tecnologia e alla disponibilità di ricarica ad alta potenza. Per ottenerlo servono infrastrutture compatibili e condizioni adeguate; i tempi cambiano con la colonnina utilizzata.
Autonomia e ricarica influiscono sul modo in cui si valuta la convenienza dell’auto. Una sportiva termica offre rifornimenti rapidi e un’esperienza più familiare nei viaggi; la Denza ha costi d’uso potenzialmente diversi e promette soste di ricarica molto brevi quando il sistema opera nelle condizioni previste. Il valore WLTP massimo per la gamma è 410 km, con percorrenze reali variabili secondo il percorso e l’impiego.
Fra le soluzioni tecniche c’è lo sterzo steer-by-wire, che trasmette elettronicamente il comando alle ruote senza il tradizionale collegamento meccanico. Le sospensioni magnetoreologiche DiSus-M possono modificare rapidamente la risposta degli ammortizzatori e leggere in modo predittivo le condizioni del fondo. Il controllo integrato del telaio coordina questi sistemi con la trazione integrale E3.
Il sistema elettrico distribuisce la spinta fra le ruote e adatta il comportamento dell’auto alle condizioni di marcia. È un’impostazione diversa da quella di una sportiva costruita soprattutto intorno a motore, cambio e telaio meccanico. La quantità di elettronica a bordo non incontra i gusti di tutti: alcuni appassionati preferiscono la risposta e il carattere di un motore a combustione, altri cercano precisione, accelerazione e controllo digitale.
Il progetto è firmato da Wolfgang Egger, responsabile globale del design di BYD, che in precedenza ha lavorato per Audi, Alfa Romeo e Lamborghini. La Z ha quattro posti in configurazione 2+2 e linee da granturismo; la gamma comprende Coupé, Spider e Racing. La Spider monta una capote in tela, la Coupé un tetto rigido, mentre la variante da pista aggiunge componenti aerodinamici e può essere ordinata con un pacchetto dedicato. Sul cofano, i condotti sono progettati per contribuire al carico aerodinamico alle alte velocità.
L’abitacolo alterna elementi sportivi e soluzioni pensate per il comfort. La plancia riunisce un quadro strumenti digitale da 8,8 pollici e uno schermo centrale da 12,8 pollici per il sistema multimediale. Completano la dotazione la ricarica wireless, il climatizzatore bizona e l’impianto audio Devialet con Dolby Atmos. Sulla versione tradizionale sono previsti anche sedili e volante riscaldati, pompa di calore e altezza da terra regolabile.
La fibra di carbonio riveste la plancia e compare in altri elementi dell’abitacolo; la pedaliera metallica richiama invece la vocazione sportiva. I rivestimenti sono disponibili in più colori, mentre alla tinta esterna standard si affiancano colorazioni speciali a pagamento. Per la Racing sono previsti cerchi da 21 pollici e un pacchetto aerodinamico in carbonio. Un ulteriore track package può aggiungere pneumatici semislick, freni da corsa e modifiche aerodinamiche.
La dotazione comprende sistemi di assistenza alla guida di livello 2 e il monitoraggio dell’angolo cieco. Fra le funzioni di comfort figurano la chiusura assistita delle portiere e l’apertura elettrica del bagagliaio. Il prezzo finale varia anche in base ai componenti e alle opzioni scelti: le vernici speciali, per esempio, possono comportare sovrapprezzi di diverse migliaia di euro. Il listino d’ingresso indica quindi la soglia della gamma, mentre la configurazione può far salire il conto.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...