L'Epifania 2026 rappresenta un appuntamento cruciale per i consumi e il turismo in Italia. L'analisi si concentra sul giro d'affari nazionale e sulle principali citt&, approfondendo dinamiche economiche, tradizioni e comportamenti delle famiglie.
L’Epifania si conferma uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione italiana, motivo di forte coinvolgimento popolare e alimentatore di interessanti dinamiche economiche. Questa festività, celebrata in tutto il Paese il 6 gennaio, agisce come un vero e proprio snodo tra la conclusione del ciclo natalizio e l’avvio del nuovo anno, creando nuove opportunità di spesa, viaggio e partecipazione sociale. Le tendenze di consumo e turismo risentono sia dell’attaccamento alle radici locali che della mutata capacità di spesa delle famiglie, segnando differenze significative a livello territoriale e anagrafico. Oltre all’acquisto dei classici doni simbolici, la ricorrenza stimola il turismo nazionale, favorito dalla scelta di mete interne e città d’arte.
Secondo i dati delle principali associazioni di categoria, il giro d’affari generato dalle celebrazioni raggiunge i 2,4 miliardi di euro, in crescita di 100 milioni rispetto all’anno passato. Il 66% degli italiani ha partecipato alla ricorrenza, dando vita a un movimento di consumi ispirato dalla tradizione della “calza” e da una spinta alla socialità, nonostante una spesa pro capite che si mantiene cauta e orientata a piccoli doni dal valore simbolico. La spesa mediana si attesta a 40 euro, segno di un approccio prudente favorito dalle attuali condizioni economiche.
La distribuzione territoriale dei consumi rivela profondi divari. Il Sud guida la classifica sia per partecipazione (oltre il 70%) sia per spesa media (75,65 euro), contro una media di circa 57 euro nelle aree di Nord e Centro. Anche l’età influisce: la fascia 35-65 anni emerge come la più generosa (media 72,77 euro), mentre i giovani si mantengono più prudenti (mediana 25 euro).
Sul fronte turistico, 6,5 milioni di italiani in movimento per la Befana dimostrano la resilienza del turismo domestico, con l’oltre 94% dei viaggiatori che privilegia mete nazionali. La durata media dei soggiorni varia tra 3 e 4 notti, accompagnata da una spesa pro capite di circa 382 euro. Gli hotel rappresentano la scelta principale, seguiti da bed & breakfast e seconde case. Il settore alberghiero registra un incremento del 2,6% nel tasso di saturazione rispetto all’anno precedente, sintomo di una marcata attrattività stagionale.
| Indicatore | Valore |
| Giro d’affari complessivo | 2,4 miliardi € |
| Spesa media Sud | 75,65 € |
| Spesa media Centro/Nord | 57 € |
| Viaggiatori per l’Epifania | 6,5 milioni |
| Spesa turistica pro capite | 382 € |
| Saturazione hotel | +2,6% su base annua |
La tradizione incontra la razionalizzazione della spesa: tra re-gifting e acquisti posticipati ai saldi, le strategie di ottimizzazione sono ormai una costante, mentre il turismo cerca un equilibrio tra tempo libero, budget e qualità dell’esperienza.
Nella Capitale, la festività si traduce in un’importante occasione di rilancio turistico e culturale. L’afflusso di visitatori è sostenuto sia dal turismo domestico che da quello internazionale, specie grazie al richiamo artistico-culturale e agli eventi connessi alle celebrazioni religiose e al Giubileo. La tendenza dei soggiorni brevi si riflette anche a Roma, con un aumento delle prenotazioni nelle strutture alberghiere e una saturazione che segue la media nazionale del 47,8%. Gli arrivi sono motivati da:
Il capoluogo lombardo si distingue per dinamiche di consumo orientate alla sobrietà e alla varietà dell’offerta. Milano si caratterizza per un rapporto più contenuto con la tradizione della “calza”, con una spesa media al di sotto di quella registrata nel Mezzogiorno. L’approccio delle famiglie milanesi privilegia piccoli doni di qualità e attività culturali, riflettendo una crescita selettiva e consapevole della spesa.
Dal punto di vista turistico, la città continua a esercitare grande attrazione specie tra gli appassionati d’arte e moda. I flussi si concentrano soprattutto su musei, eventi invernali e shopping nelle principali vie del centro. Gli alberghi e i bed & breakfast registrano buoni livelli di prenotazione, ma la saturazione si mantiene inferiore rispetto alle città del Sud, complice una minore incidenza della tradizione e una domanda diversificata verso altre destinazioni montane e internazionali. Complessivamente, il valore economico generato si integra nella pluralità di attività che rendono Milano una meta poliedrica anche in occasione della Befana.
Il panorama torinese mostra una adesione media all’usanza dell’Epifania, con una spesa pro capite in linea con i valori del Centro-Nord. Torino si distingue per il forte legame con le tradizioni, che si manifesta nelle celebrazioni popolari, nei mercatini e negli eventi culturali invernali.
I residenti, pur mantenendosi prudenti nella spesa, contribuiscono in maniera significativa al mercato dei doni simbolici. Il comparto turistico riceve impulso sia dal turismo di prossimità che dagli eventi a tema, con una presenza costante nelle principali strutture ricettive. Tra le iniziative più apprezzate spiccano:
Napoli svetta tra le città con il maggior impatto economico e turistico della festività, risultando meta preferita sia dagli italiani che dagli stranieri. La città partenopea conferma il suo primato grazie all’intensità delle tradizioni legate alla Befana, con la calza natalizia più ricca d’Italia (spesa media pro capite superiore ai 75 euro) e un afflusso turistico sostenuto.
Bologna rappresenta un interessante caso di equilibrio tra tradizione, innovazione e gestione della spesa. La città emiliana rispecchia la tendenza del Centro Italia a privilegiare le abitudini culturali legate alla socializzazione e agli eventi. L’offerta di manifestazioni, spettacoli e mercatini dedicati alla festività mantiene viva la partecipazione cittadina, pur senza eccedere nelle spese per i regali.
Le famiglie bolognesi adottano strategie prudenti nella scelta dei doni, puntando su prodotti locali e artigianali. Dal lato turistico, il capoluogo emiliano attira soprattutto visitatori di prossimità che apprezzano sia la ricchezza enogastronomica sia l’ambiente accogliente. I dati sulle prenotazioni indicano una buona occupazione degli hotel, soprattutto tra chi viaggia per eventi e manifestazioni folkloristiche, con una spesa media che si mantiene leggermente superiore rispetto alla media delle città del Centro.