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Exor, 4 mld di liquidità da investire. Cosa farà Elkann?

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Exor dispone di 4 miliardi di liquidità in un contesto di incertezza globale: tra strategie di semplificazione societaria, dismissioni e nuove opportunità d'investimento in settori chiave.

Nel panorama economico internazionale contraddistinto da instabilità geopolitica, mercati volatili e nuove sfide regolatorie, si distingue un operatore con un'impostazione particolarmente solida: la holding della famiglia Agnelli-Elkann, gestita da John Elkann. Dopo un 2025 caratterizzato da una complessità straordinaria per il comparto industriale e finanziario, il gruppo si trova oggi con una liquidità superiore ai 3,5 miliardi di euro generata in parte dalle cessioni strategiche.

“Avere quasi 4 miliardi di liquidità ci mette in una situazione forte. In un momento di incertezza siamo molto solidi”, sottolinea Elkann. Una posizione che permette alla holding di guardare al futuro con disciplina, consapevolezza e straordinaria flessibilità: la priorità diventa salvaguardare la liquidità e selezionare accuratamente i momenti migliori per cogliere le opportunità di investimento più redditizie.

Strategia di semplificazione e focus sulle grandi partecipate

Negli ultimi mesi il vertice della società guidata da Elkann ha intrapreso una profonda razionalizzazione del portafoglio investimenti. Questa trasformazione si è concretizzata attraverso scelte mirate: meno partecipazioni, ma di peso crescente, nei segmenti dove si ritiene di poter offrire e ottenere maggiore valore.

Come dichiarato dallo stesso Elkann, ci sono meno società nel nostro portafoglio, si vuole focalizzarsi soprattutto sulle grandi dove riteniamo ci sia più valore. La strategia si orienta verso società leader nei propri settori di attività, lasciando da parte asset considerati non più centrali o strategici.

Nel patrimonio rimangono quindi le partecipazioni di controllo in Stellantis (15,5%), Ferrari (21%), Philips (19%) e Cnh (26,9%), aziende che rappresentano punti di riferimento internazionali in ambiti come automotive, lusso, salute e tecnologia. L'approccio di holding non si limita alla mera acquisizione di quote societarie, ma implica una particolare attenzione alla gestione e alla crescita a medio-lungo termine delle aziende stesse: siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione è una delle affermazioni più rilevanti emerse nell'ultima conference call con gli investitori.

Le dismissioni chiave e la generazione di liquidità

Il rafforzamento della struttura finanziaria di Exor discende dalla serie di cessioni rilevanti condotte tra il 2025 e il 2026. Tra le operazioni più visibili si segnala l'uscita dal settore editoriale tramite la vendita di Gedi al gruppo greco Antenna, che per Exor ha segnato la conclusione di un ciclo e la liberazione di risorse da destinare a iniziative più in linea con la nuova strategia. Non meno significative sono state la cessione del business Difesa di Iveco a Leonardo, la preparazione della vendita del comparto veicoli commerciali all'indiana Tata Motors prevista per la prima metà dell'anno e la dismissione delle partecipazioni in Lifenet e Nuo.

Secondo i dati, queste quattro operazioni dovrebbero generare proventi complessivi pari a 2 miliardi di euro nel corso del 2026, con una valutazione superiore a 1,4 volte il capitale investito. Il risultato è una liquidità disponibile per nuovi investimenti superiore ai 3,5 miliardi di euro, che consolida la posizione finanziaria di Exor e rappresenta un baluardo difensivo in un mercato complesso.

Pazienza, prudenza e scelta dei settori chiave

L'aver rinforzato la propria riserva di capitale consente oggi alla holding di guardare a nuovi progetti e settori, adottando tuttavia un atteggiamento di estrema cautela e selettività. Il gruppo ribadisce la scelta di operare con pazienza, senza fretta nell'impiegare la liquidità accumulata, secondo l'impostazione ribadita da Elkann: “Non ci precludiamo opportunità migliori, qualora dovessimo trovarle, ma senza fretta. In periodi come quello che stiamo vivendo è necessario essere prudenti e pazienti”. Fra le aree di interesse dichiarate emergono con forza:

  • Tecnologia: la corsa all'innovazione e alla digitalizzazione rappresenta un pilastro per il futuro degli investimenti industriali;
  • Lusso: presenza storica di Exor nell'automotive di alta gamma e in brand di respiro internazionale come Ferrari consente di valorizzare ulteriormente un comparto resiliente anche nelle fasi più incerte del ciclo economico;
  • Sanità: la partecipazione in realtà leader come Philips evidenzia la volontà di puntare su comparti in crescita, sostenuti dai megatrend demografici e tecnologici.
Il gruppo, però, non esclude future esplorazioni anche in settori complementari, mantenendo la flessibilità come principio guida. La gestione della liquidità segue dunque una logica difensiva per preservare il valore e offensiva per cogliere rapidamente eventuali opportunità, ispirandosi a criteri di sostenibilità e performance a lungo termine.

L'esperienza maturata nella gestione delle società partecipate ha permesso di consolidare un know-how unico nella valutazione dei rischi e delle potenzialità degli investimenti nei mercati pubblici e privati, rendendo Exor un punto di riferimento tra le holding di investimento europee.

Performance finanziaria 2025 e posizione patrimoniale

I dati finanziari del 2025 raccontano una fase di assestamento dopo anni di forte crescita. La società ha chiuso l'esercizio con una perdita di 3,7 miliardi di euro, derivante soprattutto dagli impatti contabili negativi e dal calo del valore dei principali asset quotati. Il valore netto degli attivi (Net Asset Value, NAV) si attesta a 33,2 miliardi di euro, segnando una flessione del 13% rispetto all'anno precedente. Questa riduzione è imputabile principalmente alla contrazione della valutazione in Borsa delle partecipazioni in Stellantis e Ferrari:

Partecipazione

Quota %

Valore 31/12/2025 (mld €)

Ferrari

21

12

Stellantis

15,5

4,3

Philips

19

–

CNH

26,9

–

Il valore netto degli attivi per azione è diminuito dell'8,1%, in controtendenza rispetto a un incremento del 5,4% evidenziato dall'indice Msci World nello stesso periodo. L'impatto è riconducibile principalmente ai risultati sotto le attese delle principali società automobilistiche partecipate e alla generale volatilità dei mercati internazionali. A compensare parzialmente queste dinamiche vi è stato il contributo particolarmente positivo della società di gestione Lingotto, che ha superato i 10 miliardi di dollari di asset under management, e della performance delle società non quotate.

In termini di remunerazione degli azionisti, il consiglio intende proporre un dividendo di 0,49 euro per azione, per complessivi 100 milioni di euro, confermando l'approccio di distribuzione regolare anche in un contesto di difficoltà operative. La gestione della leva finanziaria è rimasta cauta, con un rapporto debito/valore degli asset pari al 6,9%, ben al di sotto dell'obiettivo massimo fissato al 15%.

Sfide per il 2026 e ruolo di Stellantis, Ferrari, Lingotto e CNH

Guardando all'esercizio in corso e alle prospettive a medio termine, la holding si prepara ad affrontare un contesto competitivo e regolatorio in evoluzione. Il 2026, come sottolineato dallo stesso Elkann, sarà un anno impegnativo: il gruppo avvia il nuovo percorso imprenditoriale con una struttura snella, una governance più focalizzata sull'allocazione efficiente del capitale e il monitoraggio strategico degli asset chiave.

Il dossier Stellantis merita particolare attenzione: per il colosso automobilistico, la prossima presentazione alla comunità finanziaria programmata per il 21 maggio rappresenterà un passaggio di grande interesse per gli investitori. Sotto la guida di Antonio Filosa, il gruppo automotive si sta riorganizzando per rispondere sia alle sfide di mercato sia a quelle interne.

Ferrari rimane un asset di rilievo, benché la riduzione della valutazione di mercato nel 2025 abbia pesato sui risultati aggregati della holding. Prospettive di crescita sono attese ancora da Lingotto, che con le sue strategie di gestione attiva nei mercati pubblici e private assets ha già generato ritorni superiori alle attese, e da CNH che continua a rappresentare un pilastro del portafoglio industriale.
Elkann ribadisce che, oltre agli aspetti legati alla valorizzazione finanziaria, la holding vuole accompagnare lo sviluppo delle grandi partecipate come partner di stimolo e sostegno, garantendo così una crescita sostenibile e duratura anche in settori soggetti a forte ciclicità:

  • Migliorare la resilienza del gruppo tramite investimenti selettivi
  • Gestire il rischio macroeconomico con una disciplina finanziaria rigorosa
  • Individuare trend emergenti in mercati ad elevato potenziale
Nella visione di Elkann, l'equilibrio fra prudenza e ambizione continuerà a guidare le decisioni della holding, premiando la qualità degli asset rispetto alla diversificazione spinta.


Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...