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Fiat Grande Panda e Dacia Sandero Stepway: quale è meglio comprare? Confronto a 360 gradi tra i 2 modelli

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Confronto tra auto per città

Scegliere tra Fiat Grande Panda e Dacia Sandero Stepway significa confrontare design, spazio, motori e dotazioni. Differenze, punti di forza e debolezza di due bestseller del mercato urbano.

In questo scenario emergono due protagoniste dalle filosofie molto diverse: una rappresenta il ritorno del marchio torinese nella fascia B, l'altra è ormai da anni una delle auto più vendute in Europa e in Italia. Il confronto tra la nuova city car italiana e la best seller rumena mette in evidenza peculiarità, punti di forza e limiti di ciascun modello. Analizzando dati reali e opinioni qualificate, sarà possibile offrire una panoramica ragionata e imparziale, capace di orientare sia chi cerca design e tecnologia, sia chi privilegia concretezza o costi di utilizzo ridotti.

Design ed estetica: stile e personalità a confronto

Il design è un fattore sempre più determinante nella scelta automobilistica, non solo per un pubblico giovane ma anche per chi desidera distinguersi nel traffico cittadino. Grande Panda esibisce una reinterpretazione che omaggia le forme squadrate degli anni ‘80, aggiungendo tocchi da crossover moderno come parabrezza verticale, parafanghi pronunciati e, soprattutto, i caratteristici gruppi ottici a pixel. Le protezioni laterali in plastica e le scritte 3D sulle portiere rafforzano la sua anima urbana e giocosa, rendendola riconoscibile al primo sguardo.

La rivale rumena risponde con una veste più tradizionale nei tratti, specie dopo il restyling, ma la declinazione Stepway aggiunge dettagli in chiave off-road: assetto rialzato, protezioni in plastica grezza, barre sul tetto versatili e una calandra con firma luminosa a T. Il profilo della Stepway resta armonioso pur puntando all'essenziale, con linee più morbide ma robuste che incontrano il favore di chi preferisce un aspetto meno vistoso e più funzionale.

Le scelte cromatiche premiano la modernità: la citycar italiana osa con colori accesi e combinazioni inedite internamente ed esternamente, mentre il modello Dacia adotta tonalità classiche abbinate a dettagli di colore mirato, per attirare una clientela trasversale. In entrambi i casi, lo stile risulta definito ma non estremo, consentendo a ciascun utente di identificarsi con filosofia estetica e praticità della vettura.

Dimensioni, abitabilità e bagagliaio: spazio e comfort

I numeri raccontano differenze significative tra le due concorrenti. Grande Panda si distingue per una lunghezza contenuta in 3,99 metri, larghezza di 1,76 metri e altezza di 1,57 metri, mentre la Dacia Sandero Stepway supera i 4,09 metri in lunghezza e quasi 1,85 metri in larghezza, con altezza leggermente superiore a quella italiana. Tali quote influenzano la manovrabilità: l'italiana è più agile nei centri storici e nei parcheggi, la Stepway offre maggiore presenza su strada.

Interessante il confronto sul volume del bagagliaio: la citycar torinese si fa apprezzare per la capacità a partire da 412 litri (nella versione ibrida e benzina) fino a 1.366 litri con sedili posteriori abbattuti, posizionandosi ai vertici del segmento per carico utile. La variante elettrica sacrifica leggermente questa dote, fermandosi a 361 litri.

La concorrente rumena mette a disposizione, in versione Stepway, 328 litri di capienza base, ma raggiunge un massimo di 1.455 litri abbattendo le sedute posteriori, aspetto che la rende versatile per le esigenze di una famiglia. A bordo, la comodità per cinque passeggeri viene mantenuta da entrambi i modelli, con sediolini posteriori frazionati (60/40) e piani di carico pratici.

L'altezza maggiore della Panda regala sensazione di dominare la strada e facilita l'ingresso a bordo: chi predilige la posizione di guida alta e la visibilità apprezzerà questa caratteristica. La Stepway risponde con larghezza abbondante e un divano posteriore pienamente sfruttabile anche per tre persone adulte. In generale, le differenze restano minime dal punto di vista dell'abitabilità, con il comfort che si completa nei dettagli e nell'organizzazione degli spazi interni.

Interni e dotazione tecnologica: praticità e innovazione

Materiali e tecnologia oggi fanno la differenza anche su modelli accessibili. La citycar torinese osa con uno stile d'impatto, richiamando materiali ecosostenibili come il bambù nei rivestimenti interni delle versioni più accessoriate. La plancia ellittica ospita una doppia area digitale: quadro strumenti da 10 pollici e schermo centrale da 10,25 pollici, con connettività completa Apple CarPlay/Android Auto anche senza fili sulle versioni top.

Nei livelli d'ingresso, entrambe adottano soluzioni spartane: la Panda offre nelle varianti base solo un supporto per lo smartphone, mentre la concorrente ne prevede uno analogo, senza schermo centrale vero e proprio. Salendo di gamma, il modello Fiat aggiunge anche freno di stazionamento elettrico e sedili con sezione 60/40, mentre la Stepway integra infotainment con display da 8 pollici, computer di bordo TFT da 3,5 pollici e accessori YouClip per personalizzare l'abitacolo. La strumentazione Dacia resta analogica, dando soddisfazione a chi predilige semplicità e rapidità di utilizzo.

Il comfort si arricchisce con numerosi vani portaoggetti, connessioni USB-C e 12V ben posizionate, e sedute posteriori abbattibili con frazionamento pratico. L'utilizzo di materiali rigidi in entrambi i modelli è bilanciato da una buona robustezza e dalla volontà di contenere i costi senza penalizzare la qualità percepita.

Motorizzazioni e consumi: benzina, ibrido, elettrico o GPL?

La differenza nella gamma motorizzazioni rappresenta uno snodo fondamentale nel confronto: la torinese propone soluzioni benzina, mild hybrid e totalmente elettrica, mentre la rumena si concentra su benzina e GPL, con la promessa di un futuro ibrido full.

La city car Fiat punta su un 1.2 mild hybrid da 110 CV (abbinato a cambio automatico doppia frizione a 6 rapporti), una variante elettrica da 113 CV con batteria da 44 kWh (circa 320 km di autonomia WLTP) e, per la clientela più attenta al prezzo, una versione solo benzina 1.2 da 101 CV con cambio manuale. La dinamica di guida risulta fluida nei contesti urbani, grazie al lavoro congiunto tra motore termico ed elettrico, e la guida in modalità zero emissioni è possibile per brevi tragitti.

Dacia Sandero Stepway dispone di tre cilindri 1.0 TCe, sia in configurazione benzina che Eco-G a GPL, con potenze che spaziano dai 91 ai 120 CV. Il motore bifuel (benzina-GPL) permette autonomie superiori a 1.000 km e risulta conveniente per chi percorre molti chilometri l'anno, complice anche il costo ridotto del carburante. La trasmissione, manuale (cinque o sei marce) o automatica CVT/EDC a seconda delle versioni, si adatta a preferenze e abitudini degli automobilisti.

I consumi omologati premiano entrambi i modelli: la citycar Fiat si attesta su circa 5,4 l/100 km in versione mild hybrid, mentre la concorrente Eco-G consuma intorno ai 7,4 l/100 km in modalità GPL, compensata però dalla convenienza del gas rispetto alla benzina. La versione elettrica riduce azzerando le emissioni locali e offre costi chilometrici estremamente contenuti, pur richiedendo una spesa iniziale maggiore e una pianificazione delle ricariche.

Allestimenti e livelli di equipaggiamento a confronto

Entrambi i modelli propongono tre livelli di allestimento, rivolgendosi a diverse tipologie di clientela. Per il modello italiano si passa dalla versione Pop (già ben fornita), a Icon (che integra ADAS, strumentazione digitale, freno di stazionamento elettrico e display infotainment completo), fino alla top di gamma La Prima (con contenuti premium e personalizzazioni estetiche avanzate). Sull'elettrica, invece, la versione intermedia è denominata Red e comprende dotazioni analoghe a Icon.

La rivale offre varianti Essential (disponibile solo per alimentazione Eco-G), Expression (allestimento intermedio) e Extreme o Extreme+ per la gamma più accessoriata. La Stepway Expression, a differenza del top di gamma, privilegia l'accesso a un prezzo concorrenziale e offre Media Display da 8 pollici, climatizzatore manuale, computer di bordo digitale base, cerchi in lega da 16 pollici e le tipiche barre al tetto.

La dotazione funzionale si fa più ricca sulle versioni superiori di entrambi i modelli, arrivando a integrare anche sensori di parcheggio, luci full LED e pacchetti tematici per aumentare tecnologia, comfort o connettività. La differenza sta nel prezzo complessivo, sempre più contenuto per la rumena a parità di accessori rispetto alla rivale italiana.

Prezzi e costi di gestione: accessibilità e convenienza

La variabilità di prezzi di listino riflette politiche commerciali differenti. La citcar torinese parte da circa 18.900 euro (ibrida), con la versione elettrica che salta sopra i 24.900 euro e l'entry level benzina attesa a poco meno di 16.000 euro. Le versioni meglio accessoriate si avvicinano ai 28.000 euro, specie con pacchetti optional di stile e tecnologia.

Dacia Sandero Stepway si posiziona come riferimento in termini di convenienza: la gamma parte da poco più di 16.250 euro, per salire sui 20.200 euro nell'allestimento Stepway Extreme+ abbinato a motorizzazione GPL e cambio automatico. La versione benzina intermedia rimane sotto i 17.000 euro, consolidando la percezione di best buy del segmento.

I costi di gestione annuali premiano il modello GPL, grazie al carburante economico e a tagliandi poco onerosi; la versione elettrica dell'italiana offre un vantaggio a chi può ricaricare a casa o tramite agevolazioni pubbliche. Il mild hybrid è un compromesso tra consumi bassi e praticità cittadina, mentre il TCe turbo della concorrente mantiene bassi i costi assicurativi e d'usura.

Nel lungo periodo, l'ammortamento della spesa iniziale risulta più celere per la rumena, specie con alimentazione Eco-G. La citycar italiana risponde con valore residuo superiore sul mercato dell'usato e minori emissioni in città (modello elettrico).

Pro e contro di ciascun modello: cosa dicono utenti ed esperti

Dai confronti pubblicati emergono opinioni variegate e concrete esperienze d'uso. Gli utenti e i tester giudicano la Panda una vettura di tendenza, giovane nello stile e innovativa nella dotazione (display, ADAS, comfort di bordo elevato), ma ne criticano il prezzo elevato in proporzione ai contenuti nelle versioni base e la scelta dei motori (alcune perplessità sulla durata del 1.2). La posizione di guida alta, lo scarso ingombro e la capienza del bagagliaio restano plus incontestati.

La Sandero raccoglie consenso per la convenienza, la robustezza dei motori a GPL, la semplicità d'uso quotidiano e la praticità degli interni. Alcuni ne lamentano i materiali economici e la ridotta dotazione tecnologica sugli allestimenti base, mentre le versioni Eco-G sono elogiate per i costi chilometrici ridotti e l'autonomia elevata. Utenti e specialisti sottolineano la modularità delle barre sul tetto e l'ampio spazio a bordo come punti di forza.

Entrambe le auto sono descritte come facili da guidare in città, costi assicurativi contenuti, manutenzione accessibile e ottimo utilizzo degli spazi interni. Il modello torinese aggiunge una componente emozionale grazie al design, mentre la rumena trasmette sicurezza grazie alla collaudata affidabilità meccanica.