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Fondi pensioni di categoria chiusi: i migliori e peggiori nel 2025 per guadagni a confronto

di Marcello Tansini pubblicato il
Fondi di categoria chiusi

Nel 2025 i fondi di pensione d categoria chiusi si distinguono tra eccellenze e delusioni. Rendimenti, comparti, rischi e strategie, analizzando fattori chiave e offrendo una panoramica sulle categorie più rilevanti.

Il 2025 si è rivelato un anno rilevante per la previdenza integrativa, con differenze di rendimento tra i principali fondi di categoria chiusi in Italia. Questi strumenti, pensati specificamente per lavoratori di determinati settori tramite accordi collettivi, hanno registrato performance molto diverse a seconda del comparto scelto e della strategia d'investimento applicata. Analizzare a fondo i risultati consente sia di mettere a fuoco i meccanismi interni che hanno favorito o penalizzato le diverse linee, sia di valutare con maggiore consapevolezza l'adeguatezza di queste soluzioni rispetto agli obiettivi di crescita del capitale e sicurezza delle posizioni previdenziali.

La comparazione dei rendimenti di quest'anno offre uno strumento per comprendere quali strategie e categorie si siano rivelate più efficaci e quali, invece, abbiano faticato a difendere il potere d'acquisto degli aderenti, anche in un contesto macroeconomico caratterizzato da volatilità e cambiamenti normativi.

Criteri di selezione e confronto dei rendimenti

Per valutare nel dettaglio i risultati ottenuti dai fondi di categoria chiusi nel 2025, si è utilizzata una metodologia basata su rilevazione puntuale dei rendimenti annui dichiarati dagli stessi comparti fino al 31 dicembre 2025, ricavando i dati ufficiali presso i siti istituzionali dei fondi e le note di trasparenza Covip.

L'analisi prende in considerazione esclusivamente i comparti appartenenti ai fondi di categoria chiusi nati da accordi collettivi, escludendo fondi aperti e piani individuali pensionistici. Il confronto è stato effettuato per cluster omogenei, raggruppando le linee secondo la natura (garantite, bilanciate, dinamiche, azionarie ecc.) in modo da garantire rilevanza e correttezza statistica nei confronti. Il focus si concentra sulle variazioni percentuali di rendimento annuo netto, declinando i risultati tra diversi profili di rischio.

Per una valutazione più oggettiva della qualità gestionale, il rendimento di ciascun comparto è stato messo in relazione con la media di settore (4,30%) e con la rivalutazione netta del TFR (1,90%), parametro riconosciuto come benchmark istituzionale dalla normativa vigente. Sono stati inoltre considerati, anche se in misura marginale, indicatori quali volatilità e costi di gestione così come raccomandato da Consob e Covip per il confronto trasparente nel settore previdenziale.

I migliori fondi di categoria chiusi del 2025: comparti e risultati di punta

Il panorama dei migliori fondi di categoria chiusi del 2025 ha visto emergere chiaramente alcune linee in grado di primeggiare sia nel breve periodo sia nel confronto con la media pluriennale. In particolare, si contraddistinguono per performance:

  • Telemaco Dinamico (13,73%): risultato eccezionale, tra i migliori fondi chiusi dell'anno, grazie probabilmente a una strategia dinamica attenta all'azionario globale e a una gestione attiva del rischio.
  • Mediafond Comparto azionario (10,09%): performance di rilievo per un comparto orientato quasi esclusivamente all'equity, mostrando la solidità nei trend di crescita e un controllo efficace della volatilità.
  • Fonchim Crescita (8,08%), Fondenergia Dinamico (7,99%), Priamo Bilanciato Sviluppo (7,78%): questi comparti hanno beneficiato di un approccio bilanciato tra titoli equity e obbligazionari, forse con un focus su titoli settoriali in crescita.
  • GommaPlastica Dinamico (7,63%), Eurofer Dinamico (7,60%), Pegaso Crescita (7,59%): valori molto positivi, indice di buone scelte allocative nei contesti di mercato più dinamici.
  • Tra gli altri comparti distintisi si notano anche Fon.Te. Dinamico (7,32%), Cometa Crescita (7,32%), Fopen Bilanciato Azionario (7,21%) e Solidarietà Veneto Dinamico (7,23%).
Risultati di assoluto rilievo hanno raggiunto anche i fondi caratterizzati da una strategia aggressiva, come Previambiente Azionario (9,33%), mentre altri comparti azionari, ben diversificati a livello geografico e settoriale, hanno superato ampiamente la soglia del 7% annuo.

Le gestioni più efficaci sono state in grado di ripartire correttamente le allocazioni, spesso puntando su temi innovativi come green economy o megatrend tecnologici, accostandoli a un'attenta selezione sui mercati emergenti. Importante sottolineare come i fondi con policy dinamiche abbiano saputo reagire bene alle correzioni di mercato, ruotando le esposizioni tra equity, corporate bond e liquidità in modo da massimizzare il rapporto rischio/rendimento.

I comparti bilanciati migliori hanno registrato comunque rendimenti compresi tra il 4,31% (Byblos Bilanciato) e il 5,19% (Fonchim Stabilità), avvicinandosi alle linee più dinamiche ma con una minore volatilità.

I peggiori fondi di categoria chiusi: chi ha deluso nel 2025

Anche nel 2025 non sono mancati i comparti che hanno evidenziato risultati inferiori alle aspettative. Occorre sottolineare che molti dei rendimenti più bassi si concentrano tra i comparti garantiti o obbligazionari, caratterizzati da una maggiore prudenza ma spesso penalizzati dal contesto macroeconomico:

  • Fondaereo Obbligazionario (0,50%): tra le performance più contenute in assoluto, riflettendo le difficoltà dei mercati obbligazionari alle prese con tassi in rialzo e pressione inflazionistica.
  • Fondenergia Garantito (1,42%), Previdenza Cooperativa Sicuro (1,89%), Fon.Te. Conservativo (1,81%): sono alcuni casi in cui la protezione del capitale è stata preferita alla ricerca di rendimento, a scapito di risultati apprezzabili per gli aderenti.
  • Valori sotto il 2,5% si riscontrano inoltre nei garantiti di Pegaso (1,92%), Mediafond Comparto garantito (2,22%), GommaPlastica Conservativo (2,45%), Byblos Garantito (2,16%), Fopen Obbligazionario Garantito (2,03%) e Prevaer Prudente (1,33%).
  • La linea Fondoposte Monetario (0,76%) e Fondaereo Azionario (2,47%) chiudono con risultati modesti, nonostante la diversificazione di asset.
Questi dati esprimono come scelte troppo conservative o eccessivamente vincolate alle obbligazioni abbiano pagato meno sia rispetto alla media di settore sia alla rivalutazione netta TFR. Il quadro evidenzia inoltre la difficoltà di proteggere il potere d'acquisto in presenza di inflazione, quando la politica di gestione tende prevalentemente alla difesa del capitale anziché alla crescita attiva.

La scarsa redditività di alcuni comparti è riconducibile anche a politiche di gestione troppo rigide, mancanza di ribilanciamenti o minore attenzione al controllo dei costi.

Analisi delle principali categorie: garantiti, bilanciati, dinamici e azionari

I risultati per categoria confermano che il livello di rischio è correlato a potenziali guadagni e perdite. Vediamo nel dettaglio le differenze emerse:

  • Comparti garantiti: hanno restituito rendimenti compresi generalmente tra 1,4% e 2,6%, risentendo maggiormente dei bassi tassi d'interesse. La protezione del capitale è stata effettiva, a discapito però della crescita reale delle quote.
  • Bilanciati: si collocano spesso in una forbice tra 3,2% e 5,2%, riuscendo a coniugare una certa stabilità con ritorni superiori ai benchmark obbligazionari e TFR. Comparti come Fonchim Stabilità o Previdenza Cooperativa Bilanciato si sono distinti per equilibrio, mentre altri hanno ottenuto risultati leggermente inferiori alla media generale.
  • Dinamici: hanno saputo sfruttare appieno la ripresa dei mercati azionari e una maggiore elasticità nella gestione, toccando punte superiori all'8%. L'esempio del Telemaco Dinamico rappresenta uno dei casi di maggior successo dell'anno.
  • Azionari: hanno beneficiato del contesto favorevole dei mercati equity globali, raggiungendo anche doppia cifra in casi come Mediafond Comparto azionario e Previambiente Azionario.
Si nota, inoltre, come i prodotti cosiddetti bilanciato dinamico o bilanciato prudente abbiano fornito un interessante compromesso, offrendo rendimenti stabili ma con rischi gestiti attraverso una più ampia gamma di strumenti, anche derivati, e frequenti ribilanciamenti durante l'anno.

I fattori che hanno influenzato i guadagni: mercato, costi e strategie

Sul risultato finale dei fondi di categoria chiusi nel 2025 hanno influito diversi fattori:

  • Andamento dei mercati finanziari: La volatilità persistente, legata alle tensioni internazionali e alle politiche monetarie delle banche centrali, ha favorito comparti in grado di sfruttare l'azionario e penalizzato quelli più legati ai titoli obbligazionari a lunga scadenza.
  • Costi di gestione: Come evidenziato da Covip e dalla normativa MiFID II, commissioni elevate riducono sensibilmente la performance netta. I fondi con costi attorno allo 0,4% (comparti negoziali) hanno potuto competere sul piano della redditività con il tfr, mentre quelli con spese sopra l'1,5% hanno sofferto in presenza di bassi rendimenti sottostanti.
  • Strategie gestionali e flessibilità: Fondi capaci di modulare l'esposizione, adottare strumenti innovativi o adottare gestioni attive, hanno risposto meglio alle fasi di mercato più turbolente. Gli asset manager che hanno integrato parametri ESG e megatrend hanno ottenuto punte di rendimento superiori.
L'impiego selettivo di derivati e una maggiore attenzione alla gestione dei rischi valutari hanno permesso inoltre ai migliori comparti di attenuare l'impatto delle oscillazioni dei tassi e della volatilità dei listini esteri.

Non secondario è stato l'effetto di una più oculata selezione dei titoli azionari, valorizzando settori emergenti e riducendo l'esposizione nei segmenti a basso potenziale di crescita.

Come interpretare i dati: rischi, volatilità e orizzonte temporale per i fondi chiusi

L'analisi dei rendimenti va contestualizzata alla luce del rischio assunto dal comparto e dell'orizzonte temporale dell'investitore. I fondi chiusi, per loro natura, prevedono una permanenza di lungo termine, andando a coprire il fabbisogno previdenziale in prospettiva ventennale o superiore:

  • Volatilità: Compartimenti più dinamici o azionari mostrano variazioni più accentuate, ma offrono maggiori prospettive di crescita. Fondamentale, in questi casi, valutare la propria propensione al rischio e la distanza dal pensionamento.
  • Gestione della liquidità: Nel caso di disinvestimento anticipato possono applicarsi penalità o finestre di uscita limitate, elemento chiave per chi necessita flessibilità nel medio termine.
  • Orizzonte temporale: Più si è vicini alla pensione, maggiore può essere la necessità di spostarsi verso linee garantite o prudenti, mentre in fasce anagrafiche più giovani può essere preferibile favorire la crescita adottando comparti azionari o dinamici.
Tutti i dati di performance vanno letti con attenzione, ricordando che la performance passata non è garanzia di risultato futuro e che le condizioni macroeconomiche possono cambiare repentinamente.