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Finanziamenti per la formazione del personale per Pmi e aziende nel sud Italia 2026: beneficiari, funzionamento, domanda

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Nuovi finanziamenti nel 2026 supportano la formazione nelle PMI del Sud Italia, favorendo competenze tecnologiche e green. Beneficiari, criteri di accesso, importi, settori innovativi.

In un contesto in cui digitalizzazione e sostenibilità diventano leve di competitività imprescindibili per il sistema produttivo italiano, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha promosso un intervento finanziato con 50 milioni a fondo perduto per sostenere i progetti di formazione rivolti a lavoratori nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Questi incentivi puntano a rendere accessibile la formazione specialistica necessaria a governare i cambiamenti legati alla cosiddetta transizione verde e digitale, sostenendo le aziende del Mezzogiorno nella costruzione di solidi percorsi di crescita e innovazione. Le nuove risorse, erogate nell'ambito del Piano nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, sono destinate a favorire la modernizzazione dei processi produttivi e il rafforzamento delle competenze professionali nelle imprese del territorio.

Rafforzare competenze tecnologiche e green nelle PMI

Il bando, denominato Sviluppo Competenze PMI Sud, si pone l'obiettivo di sostenere la formazione specialistica dei dipendenti delle piccole e medie imprese. La priorità è favorire l'acquisizione di competenze tecniche avanzate legate a digitalizzazione, innovazione, sostenibilità ambientale e transizione ecologica. Nell'ottica del legislatore, solo una forza lavoro costantemente aggiornata può garantire alle PMI del Mezzogiorno la capacità di gestire processi produttivi sempre più interconnessi e sostenibili.

L'intervento sostiene anche iniziative che promuovono:

  • Trasferimento tecnologico tramite la collaborazione tra imprese e soggetti qualificati;
  • Sinergie di filiera attraverso progetti di aggregazione, in cui più aziende collaborano per condividere conoscenze ed esperienze;
  • Strategie di decarbonizzazione, efficienza energetica ed economia circolare per rispondere alle sfide della transizione verde;
  • Integrazione di nuovi processi digitali per l'adozione di tecnologie abilitanti come intelligenza artificiale, Internet of Things e soluzioni 4.0.
Il bando, inoltre, riserva una quota significativa dei fondi - il 40% delle risorse - alle filiere dell'automotive, della moda, del tessile e dell'arredamento, riconoscendole come comparti simbolo del Made in Italy e soggetti prioritari per politiche di aggiornamento professionale.

Chi può beneficiare dei finanziamenti: criteri e beneficiari

I soggetti ammissibili devono essere piccole o medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese, con almeno un bilancio approvato e depositato ed in possesso della regolarità contributiva richiesta dal DURC. È necessario che le aziende richiedenti non siano in stato dissolutorio né soggette a procedure concorsuali, e rispettino gli obblighi legati alla nuova normativa sulla assicurazione dei rischi catastrofali. Le unità operative coinvolte dai progetti devono essere localizzate in una delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Sono inclusi anche i progetti sovraregionali, a condizione che coinvolgano un massimo di dieci aziende appartenenti ad almeno due regioni differenti nell'area sud e siano coerenti con le priorità di innovazione e crescita delle competenze professionali. La costruzione di reti d'impresa è inoltre valorizzata attraverso un punteggio aggiuntivo, che favorisce strategie e piani formativi condivisi tra imprenditori di settori affini.

Infine, il decreto direttoriale attribuisce ulteriore premialità a chi può vantare il Rating di legalità oppure la Certificazione della parità di genere, nell'ottica di promuovere valori etici e inclusività nelle politiche aziendali.

Importi, intensità dei contributi e cumulabilità con incentivi

L'agevolazione prevede un contributo diretto a copertura del 50% delle spese ammissibili, con possibilità di raggiungere il 70% in caso di presentazione di progetti integrati da parte di micro, piccole e medie imprese aggregate coinvolgenti aziende in più regioni. L'importo massimo concedibile è pari a 42.000 euro per progetto, mentre il valore delle spese ammissibili deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro. I contributi sono erogati a fondo perduto secondo le regole fissate dal Programma Nazionale.

Di particolare rilievo è la possibilità di cumulo con misure come l'IperAmmortamento, in modo da integrare la formazione del personale con investimenti in beni strumentali innovativi. Il meccanismo favorisce la pianificazione di strategie coordinate per la crescita tecnologica e la gestione efficiente delle risorse finanziarie disponibili:

Tipologia Impresa

Aliquota Incentivo

Importo Massimo

Imprese singole

50%

30.000 euro

Aggregazioni (micro/piccole imprese)

70%

42.000 euro

Aggregazioni (medie imprese)

60%

42.000 euro

Settori, tematiche e ambiti innovativi coperti dal bando

I percorsi formativi finanziati sono orientati a comparti considerati prioritari per l'innovazione del sistema produttivo. Il bando finanzia esclusivamente attività coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI) e le tecnologie strategiche europee STEP. Sono ammesse iniziative in numerosi ambiti innovativi, tra cui:

  • Tecnologie digitali avanzate: informatica, cybersecurity, intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, tecnologie quantistiche;
  • Industria intelligente, energia e processi green: focus su sostenibilità produttiva, materiali innovativi e fonti rinnovabili;
  • Tecnologie pulite ed economia circolare: idrogeno, stoccaggio energia, decarbonizzazione dei processi industriali;
  • Aerospazio e difesa, con attenzione all'applicazione civile e ambientale;
  • Salute, agrifood e biotecnologie: medicina digitale, agricoltura di precisione, qualità della vita;
  • Turismo, cultura e creatività: digitalizzazione e innovazione dei patrimoni culturali e delle filiere produttive creative;
  • Smart communities e agenda digitale: mobilità intelligente, internet delle cose, connettività di nuova generazione.
Sono escluse le attività formative obbligatorie per legge: la misura punta a incentivare esclusivamente percorsi ad alto valore aggiunto che favoriscono la modernizzazione e la competitività delle realtà aziendali interessate.

Come presentare domanda: scadenze, modalità e graduatorie

Per l'accesso alle agevolazioni, il decreto stabilisce procedure chiare e scadenzate. Le domande di partecipazione vanno trasmesse online tramite l'apposita piattaforma Invitalia, nel periodo compreso tra il 21 aprile e il 23 giugno 2026. Ogni impresa può presentare una sola domanda riferita a programmi formativi con costi ammissibili fra 10.000 e 60.000 euro.

Le richieste saranno esaminate con valutazione a graduatoria, senza priorità per l'ordine di presentazione, ma sulla base di parametri oggettivi, quali:

  • Numero e percentuale di lavoratori coinvolti;
  • Ampiezza delle tematiche formative;
  • Appartenenza a contratti di rete interaziendali;
  • Settore di attività secondo la classificazione ATECO;
  • Punteggi premiali per rating di legalità e certificazione di parità di genere.
Solo le imprese collocate in posizione utile in graduatoria potranno accedere alla verifica documentale e ottenere il finanziamento. Ai progetti è richiesto l'avvio delle attività entro sei mesi dalla concessione, con termine massimo entro dodici mesi dall'inizio.

Spese ammissibili e modalità di rendicontazione dei progetti

Una peculiarità della misura consiste nell'adozione di una gestione semplificata delle rendicontazioni, tramite l'uso di tariffe orarie standard differenziate per regione, che riducono notevolmente gli oneri amministrativi e consentono un controllo efficace sulle spese realmente sostenute. Ogni attività dovrà essere documentata con registri di presenza e dettagliati timesheet, quale garanzia sulla trasparenza dell'azione finanziata e sull'effettivo svolgimento dei progetti. Rientrano tra i costi finanziabili:

  • Compensi al personale formato e ai docenti (calcolati su ore di formazione);
  • Spese di viaggio e alloggio correlate direttamente alle attività;
  • Materiali e forniture utilizzate nei corsi;
  • Ammortamento di strumenti e attrezzature impegnati nei percorsi formativi;
  • Consulenza specialistica per la progettazione e realizzazione della formazione.
Pianificare il percorso formativo in modo coerente con le strategie industriali aumenta le probabilità di ottenere un punteggio elevato e accedere al contributo. È consigliabile valutare:
  • Il coinvolgimento del maggior numero di lavoratori, attraverso formati personalizzati sulle reali esigenze aziendali;
  • L'inclusione di più tematiche innovative per migliorare la copertura del progetto rispetto agli ambiti premianti;
  • L'adesione a contratti di rete per presentare progetti in aggregazione e accedere alle intensità maggiorate;
  • La prevedibilità e sostenibilità finanziaria del piano, sfruttando la cumulabilità con altri incentivi disponibili;
  • La selezione di partner formativi indipendenti di comprovata esperienza per garantire qualità e corretto inquadramento degli interventi.
L'allineamento tra formazione e obiettivi aziendali risulta decisivo non solo per l'esito della domanda, ma anche per la generazione di valore a medio-lungo termine nell'organizzazione.




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Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...