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Regione Lombardia: nuovo bando 2026 per aiutare ad aprire negozi alimentari nei Comuni. Funzionamento, procedura e importi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Funzionamento, procedura e importi

Il nuovo bando 2026 della Regione Lombardia sostiene l'apertura di negozi alimentari nei piccoli comuni, per contrastare lo spopolamento, garantire servizi essenziali e rilanciare il tessuto locale.

Regione Lombardia ha introdotto una misura strategica per sostenere le piccole comunità: il nuovo bando 2026 incentiva l'apertura di negozi alimentari e punti vendita di generi di prima necessità nei centri urbani con meno di 3.000 abitanti e nelle frazioni di qualsiasi comune lombardo.

L'iniziativa, frutto di una programmazione regionale in collaborazione con diversi assessorati, nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che i territori più periferici affrontano nel garantire servizi essenziali ai residenti. Le risorse disponibili superano i 2,9 milioni di euro, permettendo alle nuove attività di accedere a contributi rilevanti, così da agevolare l'investimento e ridare vitalità alle comunità locali.

Contrasto allo spopolamento e rilancio dei servizi essenziali

Il provvedimento si inserisce in un quadro programmatico volto a contrastare il progressivo spopolamento dei piccoli comuni e a garantire una capillare rete di servizi a favore della popolazione. Nel corso degli ultimi anni, molti territori hanno assistito alla chiusura di esercizi commerciali e, conseguentemente, a una diminuzione della vivibilità e dell'attrattività delle aree meno popolate. Il bando 2026 è stato concepito come intervento strutturale e si rivolge in particolare ai contesti in cui l'assenza di punti vendita alimentari e di prima necessità rischia di accelerare il fenomeno dell'abbandono:

  • Prevenire il deserto commerciale offrendo alle famiglie residenti servizi primari, come la possibilità di reperire prodotti alimentari senza doversi spostare verso centri più grandi.
  • Stimolare il tessuto imprenditoriale locale, promuovendo nuove aperture in grado di fungere da presidio sia economico sia sociale.
  • Migliorare la qualità della vita per residenti, anziani e nuclei familiari privi di mezzi propri, i quali dipendono maggiormente dalla prossimità dei servizi commerciali.
  • Favorire il ripopolamento di borghi e aree disagiate, rendendo questi territori più attrattivi anche per nuove famiglie e turisti, specialmente nei territori montani e nelle zone isolate.
Secondo le dichiarazioni delle autorità regionali, questa misura intende anche agire sul piano sociale, rafforzando i legami di comunità e valorizzando le peculiarità locali attraverso attività che si propongono non solo come esercizi commerciali, ma anche come centri di aggregazione e servizi per la cittadinanza.

Soggetti beneficiari e requisiti di partecipazione

Possono accedere al bando le imprese che abbiano aperto una nuova attività (sia con sede legale sia operativa) oppure una nuova unità locale dedita al commercio al dettaglio alimentare nei centri e frazioni della Lombardia dove, da almeno sei mesi, mancano attività simili. È essenziale che:

  • L'impresa sia iscritta e attiva presso il Registro delle Imprese.
  • L'apertura o l'avvio dell'unità commerciale sia avvenuto dal 1° giugno 2025 o successivamente.
  • L'attività economica rientri nei codici ATECO previsti dall'allegato ufficiale alla delibera regionale XII/5433/2025, tra cui la vendita di generi alimentari, frutta, verdura, carni, pesce, pane e altri specifici prodotti di prima necessità.
  • L'assenza di altri esercizi con i medesimi codici ATECO sia certificata dal Comune di riferimento, che deve anche attestare la rispondenza ai bisogni della popolazione residente.
  • Siano rispettati tutti gli obblighi contributivi e assicurativi e non sia stato già ottenuto un contributo analogo attraverso i bandi Nuova Impresa delle annualità precedenti.
Sono inoltre esclusi dal beneficio i richiedenti che intendano aprire altre tipologie di attività non riconducibili al commercio alimentare.

Tipologie di contributo e importi previsti

Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto volti a coprire le spese di avvio delle attività, secondo una logica flessibile e proporzionata ai diversi contesti territoriali:

  • Comuni o frazioni totalmente privi di attività alimentari idonee: in questi casi, il contributo può arrivare fino all'80% delle spese considerate ammissibili, con un tetto massimo di 40.000 euro per progetto.
  • Comuni e frazioni dove già esistano esercizi alimentari (ma con codici ATECO diversi da quello oggetto della richiesta): il limite del contributo si abbassa a 20.000 euro, sempre fino all'80% delle spese ritenute adeguate.
L'investimento minimo richiesto per ciascun progetto è fissato in 3.000 euro. Le spese sostenute possono includere, oltre alle spese in conto capitale per attrezzature e strutture, anche una quota di parte corrente, con l'accortezza che quest'ultima non superi il 20% del totale presentato. Tali parametri sono in linea con il Regolamento UE 2831/2023 sul regime de minimis:

Tipologia territorio

Massimale contributo

Quota rispetto a spesa

Assenza totale di negozi alimentari

40.000 euro

80%

Presenza di negozi con ATECO diverso

20.000 euro

80%

Spese ammissibili: cosa si può finanziare con il bando

Tra le spese che possono essere coperte dal contributo figurano sia investimenti materiali sia servizi funzionali all'avvio e alla gestione dell'esercizio:

  • Acquisto di beni strumentali come macchinari, attrezzature, arredi nuovi e hardware, con esclusione dei veicoli e degli smartphone.
  • Interventi di ristrutturazione, opere murarie solo su immobili di proprietà o pubblici, installazione di impianti per la sicurezza, vetrine e serramenti.
  • Software gestionali e servizi cloud (fino al 60% del totale progetto), oltre a registrazione marchi, brevetti e certificazioni di qualità.
  • Spese notarili e costi di costituzione aziendale (escluse imposte), consulenze professionali in ambito marketing, logistica e gestione, canoni di locazione operativa per la sede, attività di comunicazione tramite web, social media o cartellonistica tradizionale.
  • Spese generali forfettarie, entro il limite del 7% dell'intero progetto.
Le spese devono essere effettuate nel periodo che va dal 1° giugno 2025 fino al 31 dicembre 2026. Sono ritenuti validi solo gli oneri direttamente associati all'avvio della nuova attività commerciale o di una nuova unità locale, con esclusione di costi pregressi o spese accessorie non connesse all'ambito alimentare.

Procedura di presentazione delle domande e scadenze

Le richieste di contributo possono essere inoltrate esclusivamente tramite la piattaforma digitale Bandi e Servizi della Regione Lombardia. Il sistema sarà attivo dal 28 gennaio 2026 e resterà accessibile fino alle ore 16:00 del 12 novembre 2026, salvo chiusura anticipata dovuta all'esaurimento delle risorse finanziarie disponibili:

  • Ogni impresa potrà presentare un'unica domanda riferita a un solo progetto di avvio.
  • La documentazione da allegare comprende: attestazione comunale sull'assenza del servizio e bisogno locale, budget di spesa dettagliato, dichiarazione de minimis e scheda descrittiva delle azioni progettuali.
  • Viene richiesta la firma elettronica del legale rappresentante all'atto dell'invio della candidatura.
La procedura segue la modalità a sportello: le domande vengono valutate in ordine di arrivo fino all'esaurimento dello stanziamento complessivo previsto dalla Giunta regionale.

L'assegnazione dei fondi segue una procedura valutativa basata su criteri formalizzati nella normativa applicativa. Dopo la verifica preliminare dell'ammissibilità documentale, i progetti sono sottoposti a una valutazione di merito, che considera:

  • Aderenza agli obiettivi del bando e rilevanza della nuova attività per la popolazione locale.
  • Qualità progettuale, con attenzione a servizi aggiuntivi offerti, impatto previsto e modalità di gestione.
  • Condizioni territoriali e coerenza con i bisogni certificati dal Comune.
È richiesto un punteggio minimo (40 punti) per risultare ammissibili al contributo: i progetti che soddisfano tali requisiti vengono finanziati secondo l'ordine di arrivo temporale. La priorità spetta ai territori completamente sprovvisti di esercizi alimentari, come previsto dal regolamento di attuazione regionale.




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